Cassonetti in agro di Martina
Eternit e amianto nelle campagne di Martina
Eternit e amianto nelle campagne di Martina

La Valle d’Itria negli ultimi tempi ha perso il suo appeal, prima il sequestro della SS. 172, poi la forte puzza di fognatura che impedisce a quei turisti che si fermavano sul ciglio della strada a fotografare anche un qualsiasi trullo abbandonato. A tutto questo si aggiungono i rifiuti, straripanti dai cassonetti in tutto l’agro. La situazione appare drammatica. Dalla Tradeco ci rispondono che l’attuale appalto prevede la raccolta due volte a settimana. Questo potrebbe andare bene per alcune strade di campagna o contrade, anche se miracolosamente altre sembrerebbero servite meglio (??). Ci sono zone  abitate da tante famiglie che regolarmente pagano la tassa  sui rifiuti, esattamente quanto coloro che abitano in città e, considerato che le villette solitamente hanno una metratura maggiore delle abitazioni, l’importo risulta maggiore. E’ anche vero che prima o poi (dipende da quando entrerà il funzione il nuovo appalto di raccolta dei rifiuti) spariranno tutti i cassonetti e si dovranno portare i rifiuti nei mini centri raccolta o isole ecologiche, ma, per come si sono messe le cose, il calendario utilizzato sono le calende greche. Cassonetti strapieni, rifiuti sparsi in tutta la campagna anche a causa del vento e dei cani randagi, aggiungiamoci anche rifiuti pericolosi come l’amianto e l’eternit che è in alcune zone come in Via Vecchia Ceglie nelle vicinanze della Stazione servizio metano Giuliani è semisotterrato e sembra oramai giacere da anni. “ Sono materiali speciali e pericolosi che non possiamo raccogliere, spetta al Comune”, ci rispondono sempre dalla Tradeco ed avranno certamente ragione, ma essendo pericoloso perchè a rischiare devono essere I cittadini e gli animali che presidiano loro malgrado quella zona? La logica, in una città che sembra non averne, riguardo la raccolta rifiuti, consiglierebbe di svuotare più periodicamente quei cassonetti laddove c’è maggiore concentrazione di residenti e magari più di rado zone che si riempiono soprattutto d’estate, come viene fatto per alcune zone ‘di campagna’ “Ci sarebbero costi in più, deve accollarseli il Comune”, rispondno dalla Tradeco che, per alcune contrade lo fa a proprie spese a quanto pare (??). Sul degrado della Valle d’Itria aggiungiamoci delle carcasse di animali morti come, da una nostra prima ricognizione, un cane in Via Ceglie ed un gattino in Via Ostuni, sempre in agro di Martina,  lì da tempo. Intanto l’assegnazione dell’appalto rifiuti dovrà fare i conti con la burocrazia e i ricorsi. Il 25 febbraio scadono i 30 gg dopo l’esclusione delle prime due in graduatoria. Ora l’assegnazione provvisoria è stata concessa (sulla carta) all’Avr di Roma. Bisognerà aspettare tutto l’iter come certificazioni e controllo documenti (altro tempo). La quarta in lizza, dopo le esclusioni delle prime due che potrebbero a loro volta fare ricorso. Subito dopo c’è la Monteco e di seguito la Tecnoservice di Torino. La sesta e la settima delle aziende che si presentarono all’appalto sono oramai fuori per diversi motivi. Tra l’AVR, la Monteco e la Tecnoservice, probabilmente l’azienda che se la aggiudicherà, ricorsi permettendo. Intanto fino al 30 aprile c’è la proroga alla Tradeco che va avanti di tre mesi in tre mesi. La situazione sembra una storia infinita. Intanto bisognerà, almeno per il momento, convivere con rifiuti, amianto e carcasse di animali morti. E’ il caso di dirlo: Siamo proprio nella spazzatura

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