E’ incombente anche su Martina la minaccia del punteruolo rosso, il famigerato coleottero proveniente dall’Asia sudorientale e dalla Melanesia, che attacca molte specie di palme destinandole spesso al collasso. Ciò si evince da uno studio inserito nel 35° numero della rivista culturale Riflessioni – Umanesimo della Pietra, presentato pochi giorni fa a Palazzo Ducale, in cui si discute della presenza ormai certa del parassita delle palme nella zona a sud di Bari e del serio pericolo che possa estendersi anche dalle nostre parti. Il problema rappresentato dal punteruolo rosso è di non facile soluzione, vista la rapidità con cui si diffonde ed infesta le piante tropicali di giardini privati e pubblici, e la non subitanea scoperta della sua presenza porta il più delle volte a non poter più recuperare la pianta, che muore dopo tra l’altro esser costata parecchio denaro agli acquirenti.

Qui in Puglia il pericoloso “Rhynchophorus ferrugineus” (questo il nome scientifico del coleottero) ha mietuto le prime vittime su tutto il litorale adriatico già dal 2011, per poi estendersi a macchie in tutte le province, fino a lambire il nostro territorio. A Martina si è già registrato un caso di morte di una palma attaccata dal punteruolo, quella piantata in piazza Crispi e mai rinverdita, mentre un’altra nei pressi di via dello Stadio ha superato la fase critica riprendendosi dall’infestazione. Secondo gli esperti, il clima della città non sarebbe molto favorevole alla proliferazione del parassita: questo tipo di coleotteri è solito infatti deporre le uova all’interno dei tronchi di palma prima di andare in letargo e dare così il via alla procreazione di nuovi esemplari che, schiudendosi già all’interno della pianta, la divorano nutrendosene fino a primavera, quando ormai compromessa finisce per seccare e morire. Gli inverni in media più rigidi in una città come Martina terrebbero più al riparo dalla minaccia del punteruolo rispetto alle località costiere dal clima più umido e caldo, uccidendo le larve e non permettendo l’infestazione della pianta, che così si salva.

Ciò che preoccupa è che anche qui il clima si fa sempre meno freddo, con giornate di caldo più estese anche ai mesi solitamente a basse temperature, ma soprattutto si teme che l’assenza di un piano di contenimento dell’infestazione possa compromettere le piante della città: l’ultima determina in tal senso è datata giugno 2010 e fa riferimento ad un decreto ministeriale del 2007 che parla di estirpare le palme infette con un contributo fino a 400 euro a seconda delle dimensioni, senza iniziative di salvaguardia dell’intero patrimonio di piante tropicali, che finiscono così sempre più minacciate dal temibile punteruolo rosso.

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