Quasi un anno fa, durante le amministrative di Martina Franca, l’allora Commissario prefettizio aumentò la Tassa dei Rifiuti. Praticamente cadde, in quel momento di campagna elettorale, una tegola in testa al ricandidato Sindaco Franco Ancona. In pratica, la decisione di aumentarla, a quanto pare era una esigenza per far quadrare i conti di un Bilancio che gli uscenti, in qualche modo, avevano creato e non potevano non esserne a conoscenza. La loro preoccupazione era che la loro rielezione poteva essere compromessa da quella circostanza in quel preciso momento. Come si sa, spesso, il voto è di pancia e non di testa, come è stato dimostrato anche durante le ultime elezioni. Ma, il Sindaco, da abile stratega, fece di un problema una opportunità. Registrò un video convincente che fu trasmesso a manetta sui social, stampò degli enormi manifesti che le vele pubblicitarie del buon Marcello Leva, al quale oggi vengono affidati, attraverso una sua società, gran parte degli eventi organizzati in città, scarrozzarono in lungo ed in largo in tutta la città. Non mancarono manifesti affissi ovunque.  Lo slogan fu vincente: “Pagate solo la prima rata, poi torniamo noi”.  La campagna fu determinante per la vittoria. Con solo una manciata di voti di differenza dalla coalizione guidata da Pino Pulito. In pratica si ripeté quando Berlusconi promise il milione di posti di lavoro o ciò che è accaduto recentemente con il reddito di cittadinanza per far vincere il M5S. A Martina fu determinante quella ‘Bugia grossolana ed acclarata’ della campagna pubblicitaria di Martina Franca? Lascio ad ognuno di voi la risposta. Fatto sta che la gente non solo pagò le restanti rate, ma quando nel Consiglio Comunale tutti si aspettavano nel Bilancio Consuntivo la restituzione di 450.000 euro, l’amara sorpresa. Quei soldi si sono volatilizzati, non ci sarà alcuna restituzione.  Lo sconto del 12% sulla TaRi di quest’anno? Anche questo potrebbe essere un altro ‘grande bluff’ se è vero, come dicono i bene informati che, non solo non ci sarebbe la copertura, ma addirittura ci potrebbe essere il prossimo anno un ulteriore deficit di 400.000 euro (complessivamente 800.000). Praticamente ci potrebbe essere una spada di Damocle per i martinesi. La manfrina delle ultime settimane con la clamorosa uscite dalla Giunta di chi ha cercato opportunamente di prendere le distanze, almeno per il momento fino, per poter continuare a calcare il populismo, è una delle conseguenze.  Dare la colpa ai dirigenti è quella che ottiene più sulla gente, visto che, da quando il mondo è mondo, i burocrati sono piuttosto odiati dal popolo. Magari anche quando la ragione delle dimissioni può essere stata presa quando ci si è visti rifiutare, proprio da uno di questi, l’anticipo (in realtà l’intera somma) sugli eventi estivi da lui voluti giustificando il motivo per esigenze prioritarie. Veniamo agli stolti. Che il social oggi ne abbia generati tanti, non è un mistero. Dietro alla tastiera e nascosti da uno schermo, si può scrivere di tutto. Pensare che qualche centinaio di supporter di ‘qualcuno’ possano inneggiare al ‘Ritorno di Astrea’ è plausibile. Ma il dubbio è se questi siano stolti o masochisti. Perché, di quei 450.000 euro che sarebbero stati restituiti ai quali si dovrà definitivamente rinunciare, una parte è certamente anche la loro. E’ anche vero che molti di questi sono ragazzini, figli, mogli, praticamente persone che in realtà non gestiscono l’economia familiare i cui pagamenti sono demandati al congiunto con il portafogli.

La politica, per sopravvivere ha la necessità di usare e plasmare gli stolti. Tutti noi, nessuno escluso, siamo potenziali stolti o solo masochisti? Fate voi, ma evitate almeno di chiamarci “Cornuti e mazziati”

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