Bossi e Fini, fondamentalmente, non ci sono più. Ma quella leggiaccia che porta i loro due nomi insieme, quella ancora c’è. E per quella legge oggi sono stati iscritti nel registro degli indagati i 155 che si sono salvati dalla tragedia di Lampedusa, quella per la quale il papa ha parlato di vergogna, per la quale il presidente della Repubblica ha parlato di orrore, per la quale si è osservato il lutto nazionale e per la quale, nelle scuole si è osservato un minuto di silenzio, come in tutte le manifestazioni sportive di questo finesettimana. Questa, la solidarietà. Il vicepremier Angelino Alfano ha detto che proporrà la candidatura della cittadinanza di Lampedusa al Nobel per la pace.

Dopo la solidarietà della popolazione, l’applicazione di una legge indegna. Quei 155 sono accusati di clandestinità. Rischiano condanne. Un atto dovuto, iscriverli nel registro degli indagati. C’è la legge. Va rispettata. Forse il papa dovrebbe dire vergogna una seconda volta. E stavolta, non per la tragedia. Ma per una legge. Italiana.

Ai bambini, quelli della nostra città come quelli di ogni angolo d’Italia, cosa insegnamo con quel minuto di silenzio, nella situazione attuale? Che ora piangiamo per i migranti e fra un minuto li denunciamo tutti?

Prima del Nobel ci sarebbe da fare una cosetta semplice, spazzare via quella leggiaccia. Ma subito.

A. Q.

(foto: fonte ansa.it)

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