“Abbiamo lavorato a Febbraio nei bagni pubblici e non ci sono stati erogati i buoni pasto. Per la verità abbiamo lavorato anche la prima settimana di marzo, ma non ci hanno fatto nemmeno firmare le presenze. Nessuno risponde al telefono, inclusa l’Assessora Schiavone. Se ne approfittano della povera gente. Sono passati quasi tre mesi e non hanno pietà della situazione difficile che stiamo attraversando”.

Hanno timore di farci pubblicare il nome, coloro che ci hanno interpellati, temendo ritorsioni. Sono quei poveretti che fanno parte di una cooperativa che gestisce per conto del Comune i bagni pubblici o, perlomeno li gestivano, fino alla prima settimana di marzo, ovvero da quando sono stati chiusi per il Covid 19. Tutto questo per pochi euro distribuiti sotto forma di buono pasto.  Dal Comune fanno orecchie da mercante? E’ sempre stato uno scarico a barile. Non è la prima volta che la nostra testata ne parla, dopo che ci erano state fatte delle segnalazioni in passato, da parte di un altro componente della stessa cooperativa. Allora ci furono rilasciate delle interviste che suscitarono la reazione dell’Assessore al ramo che pensò, prima di far ritrattare le dichiarazioni rese da chi ci interpellò, inclusa la presidentessa della cooperativa, poi di querelarci.  I motivi di tutto questo avranno presto una spiegazione e sarà chiara a tutti e vanno oltre la comune ‘burocrazia’. Nel frattempo si continuerà a speculare sulla pelle dei poveretti.

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