Per conoscere la storia di una città come la nostra potrebbe bastare leggere qualche libro oppure documentarsi sul web. Noi abbiamo deciso di seguire un’altra strada: scoprire Martina attraverso le parole di Michele Pizzigallo che, domenica 2 febbraio, compie 95 anni. Michele Pizzigallo, il professore, come affettuosamente lo chiamano tutti, professore, infatti, di tante generazioni che sono passate attraverso i banchi del Liceo Tito Livio di Martina Franca.
La sua vita si snoda, sin da studente all’Università di Napoli, su un percorso dove filosofia e storia si intrecciano quotidianamente. Si laurea infatti con l’illustre filosofo napoletano Antonio Aliotta con una tesi sul senso della storia in Sant’Agostino. Dopo un iniziale periodo di servizio a Taranto, nel 1952 si trasferisce al Liceo Tito Livio di Martina ove insegna per oltre trent’anni.
Accanto all’insegnamento si dedica allo studio della storia locale con l’intento, sono sue parole, “di far conoscere l’identità di Martina, di renderla viva e di ridonarla alla sua gente”.
Nei tanti libri scritti da Michele Pizzigallo, da ultimo “Nel segno della Martinesità”, pubblicato lo scorso anno a cura della Fondazione “Nuove Proposte”, emerge la sua abilità di dare voce direttamente alle fonti che narrano, in modo autentico, i fatti, i costumi, le interazioni sociali e le motivazioni profonde delle lotte dei tenaci contadini martinesi.
Il suo modo di narrare “la storia della gente” suscita interesse e curiosità: si resta incantati ascoltando le sue minuziose spiegazioni, come se si leggesse un’antica pergamena. Non occorrono immagini: egli ha la capacità di afferrare l’attenzione dell’ascoltatore e proiettarlo visivamente, con un semplice racconto, nel passato della nostra città. Abbiamo incontrato il professor Michele Pizzigallo a casa, seduto alla sua vecchia scrivania, circondato da libri e giornali. Lettore appassionato e aggiornato trasmette l’immagine di un’ape laboriosa a dispetto della sua venerabile età. “In questi giorni, per esempio, sto riordinando e rielaborando alcuni miei articoli pubblicati molto tempo fa. Poi leggo molto. Ora mi sta appassionando l’ultimo libro di Eugenio Scalfari, L’amore, la sfida, il destino” ci risponde quando gli chiediamo come trascorre il suo tempo. “Però la prima lettura del mattino- aggiunge il professore- è quella dei giornali, sia nazionali che locali. Passo molto tempo a casa. Le telefonate e, soprattutto, le visite di cari amici, da Benvenuto Messia, a Stefano, a Elio Greco a Franco Punzi, a Pasquale D’Arcangelo e altri ancora, mi fanno sempre molto piacere, così come gli inviti alle iniziative culturali organizzate sia dall’Assessore Antonio Scialpi che dalle tante altre Associazioni martinesi. Data la mia età, esco poco e mi riesce difficile partecipare di persona alle manifestazioni, ma sono molto contento di ricevere questi inviti: per me significa che non mi hanno dimenticato e che faccio ancora parte della comunità culturale della nostra città. Una comunità culturale molto viva che l’Amministrazione del sindaco Franco Ancona, in maniera davvero apprezzabile, valorizza e sostiene. Infatti la nostra è una città che può contare su tante risorse culturali. Accanto a consolidate ed affermate strutture come il Festival della Valle d’Itria, la Fondazione Nuove Proposte e Umanesimo della Pietra, di continuo prendono vita a Martina Franca nuovi gruppi e modelli di diffusione e aggregazione culturali come ad esempio il Presidio del Libro e molti altri ancora”.
A questo punto, prima di salutarci, il professor Michele Pizzigallo, ci svela con un sorriso il segreto della sua contagiosa serenità: “ Avere ben salde le proprie convinzioni tenendo però presente che non ci sono verità assolute rivelate per sempre; che occorre fare i conti con i continui cambiamenti che si susseguono, senza mai dimenticare che i cambiamenti sono fatali ed inevitabili. Seppur inizialmente essi possono turbarci, dobbiamo imparare a conoscerli ed a convivere con essi, scoprendone gli elementi positivi. Consiglio sempre, per vivere e lavorare bene, di compiere ogni azione con convinzione, passione ed onestà e, soprattutto, di non smettere mai di credere nell’avvenire”.
Evelina Romanelli

Di Evelina Romanelli

Evelina Romanelli è nata a Martina Franca, laureata in Lettere presso l'Università di Bari con una tesi sul comparto manifatturiero della cittadina della Valle d'Itria. Il lavoro diventa libro "Il Made in Italy in Valle d'Itria", presentato a Milano, capitale della moda. La passione per la scrittura l'avvicina nel 2013 all'editoria, anno in cui comincia la sua collaborazione con il gruppo PugliaPress, dai siti online (Martinasera, PugliaPress, Invalleditria) ai cartacei (Pugliapress e Voce del Popolo) e non ultima la trasmissione televisiva Piazza Pulita. Sua la cura dei libretti da sala per il Festival della Valle d'Itria e la redazione di una recente storia sul dancing La Rotonda. Concretizza il suo lavoro con il conseguimento del tesserino da giornalista pubblicista nel 2015. Attiva collaboratrice della Fondazione Nuove Proposte Culturali, per cui segue i comunicati stampa per le manifestazioni organizzate, è addetta stampa del Comitato Centro Storico di Martina Franca. Definisce il suo rapporto con la scrittura "Un'intima relazione d'amore in cui le mani hanno il potere di leggere il cuore" .

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