Il consigliere regionale ha accusato di scarsa trasparenza i vertici dell’Istituto, che l’Assessore all’Urbanistica di Taranto difende: “Aveva comunicato formalmente un’avaria al server”

Il passaggio da IACP ad ARCA ((Agenzia Regionale Casa e Ambiente) discucco alla V Commissione regionale ha suscitato una polemica tra il consigliere regionale Francesco Laddomada e l’assessore all’Urbanistica del Comune di Taranto, Francesco Cosa. In Regione si parlava di due disegni di legge attinenti i criteri di assegnazione e determinazione dei canoni IACP e il riordino delle loro funzioni e Laddomada ha lamentato la mancata ricezione della documentazione richiesta all’Istituto, relativa ai bilanci dell’ultimo triennio, la posizione debitoria dell’ultimo quinquennio, il numero delle procedure esecutive mobiliari e immobiliari, lo stato dei contenziosi in atto e l’elenco degli incarichi legali e consulenze esterne. “L’Istituto è inerte a fornire i risultati di gestione”, ha commentato Laddomada, che ha anche auspicato una procedura selettiva per la scelta della nuova dirigenza e dei nuovi amministratori, fatta “tra soggetti di alto profilo e specchiata moralità”.

Le parole del consigliere regionale non sono andate giù all’assessore all’Urbanistica del capoluogo ionico, che nella tarda serata di venerdì ha risposto alle “accuse” di Laddomada: “Sembra quasi che la dirigenza di IACP “sia un coacervo di buoni a nulla, capaci soltanto di confezionare risultati negativi e…fra le righe… “con moralità di basso livello”, visto che il Consigliere Regionale Laddomada auspica, per la nuova Dirigenza da nominare dopo l’approvazione della riforma, una prova selettiva che individui elementi con alti livelli di moralità”. Cosa dice di aver “sempre trovato, nella Dirigenza IACP, collaborazione, professionalità, disponibilità e risultati altamente positivi”.

L’assessore all’Urbanistica entra anche nel merito della questione relativa alla mancata consegna della documentazione richiesta dal consigliere regionale: “Laddomada asserisce di aver richiesto dati che gli sono stati negati, ma non dice che lo IACP gli aveva formalmente comunicato di avere il “server” in avaria e che, anche se non vi poteva provvedere, quegli stessi dati potevano essere reperiti presso la Regione Puglia, cui lo IACP li aveva già precedentemente inviati. E, a parte il Consigliere Laddomada, non sembra che qualcun altro Consigliere regionale o comunale si sia mai lamentato circa la professionalità, la trasparenza o l’efficienza di detto Ente; anzi, allo scrivente, risulta che tutti i Consiglieri Regionali della Provincia tarantina, all’unanimità, hanno presentato un emendamento, in favore dello IACP di Taranto, relativo al disegno di legge di riforma in atto. Non è forse che il Consigliere Laddomada si sente leso perché lo IACP ha avuto contatti con tutti gli altri Consiglieri e portatori di interessi diffusi, e non con lui ?”.

 

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