La proposta è di Don Franco Semeraro, che scrive una lettera aperta al sindaco Ancona

Il Rettore della Basilica di San Martino, Don Franco Semeraro, ha scritto una lettera-provocazione al sindaco Franco Ancona, in cui sprona il primo cittadino a compiere i passi necessari affinché Martina Franca partecipi ad un progetto lanciato dal premier Enrico Letta per decidere, ogni anno, una Capitale italiana della Cultura. L’iniziativa si rivolgerà alle città con meno di 150.000 abitanti e la prescelta sarà indicata il 27 maggio, anniversario dell’attentato mafioso agli Uffizi di Firenze. Questo il testo della lettera aperta:

Caro Sindaco,

ti giro una provocazione che spero non ti dispiaccia, anzi che ti faccia piacere. Meno di una settimana fa il premier Enrico Letta, agli stati generali della cultura del Sole 24 ore ha annunciato un progetto stimolante e nuovo: designare ogni anno una Capitale italiana della cultura “affidandosi a una competizione virtuosa” tra realtà locali. Interessante un dettaglio (il provvedimento dovrebbe essere portato al Consiglio  dei Ministri al presto): l’iniziativa sarà rivolta a città e borghi del Bel Paese con meno di 150 mila abitanti. La Capitale prescelta verrà annunciata ogni anno il 27 maggio, anniversario dell’attentato mafioso agli Uffizi di Firenze. L’inserto culturale del Sole 24 ore  di domenica scorsa è tutto da leggere!

Martina Franca deve ambire  ad entrare in questo gotha della bellezza e della cultura! Dobbiamo metterci in fila  e attrezzarci! Non la vedo impossibile ! In questi ultimi mesi vi è stato un vero rilancio culturale e turistico della nostra città. Visitatori da mezzo mondo, estasiati dal barocco dei nostri monumenti, delle nostre chiese; persi nel fascino ineguagliabile dei vicoli  e delle ‘nchiostre del centro storico. Le notti estive sono state notti di cultura, di meraviglia, di vita. E poi i boschi, i trulli. Anche quest’anno il Festival della Valle d’Itria ha creato magie di musica, una edizione ha visto il tutto esaurito con una grande partecipazione di ragazzi e di giovani, oltre a intenditori e critici d’arte venuti da ovunque. Nei mesi estivi la gastronomia locale l’ha fatta da padrone.

E poi, innanzi tutto, la risorsa umana, il vero valore aggiunto della nostra comunità. Penso a istituzioni solide come Umanesimo  della Pietra, Nuove Proposte e alle iniziative culturali di enti, parrocchie, clubs, scuole.

Sindaco, ci mettiamo in cammino? Conviene provarci: potrebbe segnare la vera “rigenerazione urbana”. Intorno a questa ipotesi di progetto andrebbero convocati tutti i cittadini, i martinesi residenti fuori, tra cui i nostri giovani alla ribalta nel giornalismo (i fratelli Aquaro, la Antonella Baccaro) e del romanzo (Donato  Carrisi, Mario Desiati), del cinema, della tv. Il Festival della Valle d’Itria ha ormai uno staff e una audience di prestigio che puo’ offrire sostegno sul campo e sugli spartiti della grande musica. Anche gli operatori della informazione locale, i managers degli spettacoli di strada possono dare smalto se si crea una cordata virtuosa, una emulazione ad construendum e non ad destruendum. Allargando il cerchio: gli ordini professionali (so che un lavoro apprezzato in tutta la regione è stato quello per il “ piano paessaggistico” che ha visto il Comune, l’ordine degli architetti e altri in fila di avanguardia). Uno scatto dovremmo farlo compiere agli imprenditori ad investire in cultura. Perché cultura oggi è economia, inversione di tendenza rispetto alle lamentazioni per la  crisi finanziaria.

Sono certo che il mondo della scuola, i docenti, gli operatori turistici diranno  di sì per un progetto  ambizioso. Non dispiacerebbe il coinvolgimento dei Comuni della Valle d’Itria e della stessa Taranto che ha fatto un buon lavoro nei mesi in cui ha tentato di inserirsi nel concorso di Capitale Europea della Cultura. Insomma non va escluso nessuno ma inclusi tutti. Aprire il cantiere della cultura, dell’accoglienza, della città bella!

Certo, è un sogno!  Papa Francesco dice: “Non si tratta di occupare spazi ma di  avviare processi”.

Questo rimettersi a pensare alla vocazione della città non  è certamente un arroccamento, né un esercizio di autocompiacimento, ma il senso di  un cammino possibile. Parcheggi, strutture di recezione, spazi di accoglienza: un lavoro nuovo, una stagione di sinergia che non ci scoraggia anzi ci suggestiona. E’ il mio modo di fare gli auguri  natalizi al Sindaco e alla città nel primo giorno di dicembre.

Con amicizia, don Franco Semeraro

2 pensiero su ““Facciamo di Martina la capitale italiana della cultura””
  1. Assolutamente d’accordo con don franco. Martina merita di provarci perché ha tutti i requisiti, la sua bellezza e ormai conosciuta e apprezzata anche fuori dai confini nazionali. siamo unici siamo martinesi !!

  2. Almeno di provarci ad aiutare l’economia martinese, visto che con il tessile non a mantenuto la promessa per aiutare la ripresa del settore che a Martina ci lavorano (lavoravano) centinaia di persone.Grande Don Franco

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