Di seguito un comunicato diffuso dal parlamentare Gianfranco Chiarelli:

La Camera dei Deputati ha approvato ieri la riforma dell’art. 416-ter del Codice Penale che definisce il reato di voto di scambio politico mafioso. Il nuovo testo, che ora passa al vaglio del Senato, rende più stringente la norma. Infatti viene  esteso l’ambito di applicazione, finora limitato alla circostanza del solo scambio voto-danaro, al binomio voto-“altra utilità“. Sia chi procaccia il voto, sia chi lo accetti, rischia una pena detentiva dai 4 ai 10 anni di reclusione. Vivace la discussione in Aula, caratterizzata da frequenti scontri verbali tra i partiti della maggioranza e il movimento 5 stelle. Approvato unanimemente un ordine del giorno presentato dall’On.le Gianfranco Chiarelli. Richiamando la necessità di garantire alla norma la indispensabile chiarezza, tassatività e puntuale tipizzazione, il parlamentare ionico ha ottenuto, peraltro con la approvazione del sottosegretario  alla Giustizia on.le Cosimo Maria Ferri, l’impegno del Governo a: « valutare l’opportunità, sin dai prossimi interventi in materia, la necessità di elaborare in modo più tassativo le fattispecie penali, rispettando il principio della determinatezza, che vincola, da un lato, il legislatore ad una descrizione quanto più possibile precisa del fatto di reato e, dall’altro, il giudice ad un’interpretazione che rifletta il tipo descrittivo così come legalmente configurato.» Ciò con l’obiettivo di evitare problematiche in fase di interpretazione e nuovi  possibili conflitti tra il legislatore e la funzione giudicante. Particolarmente ruvido lo scontro verbale con il M5S; riferendosi ad alcune dichiarazioni in Aula dei pentastellati Chiarelli ha così chiosato: « Inoltre voglio rispondere al collega Bonafede (M5S ndr) su una situazione che lui vive al Sud e conosce perfettamente: il tema dell’ambiente e delle campagne elettorali. Penso che su questo tema non vi sia confronto perché noi le campagne elettorali le facciamo, le facciamo a viso aperto, ci mettiamo la faccia, a differenza di loro che non si vedono e che vengono solo rappresentati da altri.»

 

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