Di seguito un comunicato diffuso dal consigliere comunale Aldo Leggieri:

In riferimento al dibattito avviato sugli organi di stampa, tempo fa, dall’assessore ai Beni Culturali, considero positiva e quanto mai efficace l’apertura al partnenariato fra pubblico-privato per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali della nostra città. L’amministrazione comunale su questo fronte, si sta rivelando particolarmente sensibile ed attiva. Ne sono la prova le numerosissime iniziative che hanno coinvolto i cittadini, scoprendo dei tesori che prima di oggi erano quanto mai nascosti o poco valorizzati. Si veda l’apertura dei palazzi storici nel centro storico. Adesso, però bisogna andare oltre. Utilizzare le norme vigenti e creare dei luoghi e degli spazi di dialogo e di “governance” con gli operatori economici del territorio per un interevento efficace non solo di recupero e tutela del patrimonio storico-artistico della città ma anche di gestione dei beni pubblici. Il dibattito è aperto e serve la collaborazione di tutti. Costituzione alla mano, art.9 e 118, Codice dei Beni Culturali (così come modificato dal D.Lgs. 62/2008) e leggi finanziarie di qualche anno fa (si veda la legge n.449/1997) che avevano previsto delle misure significative. Non per ultimo la nuova legge regionale n.17 del 25/06/2013 recante “Disposizioni in materia di beni culturali” per un sistema integrato ed interconnesso di partnership istituzionale e di sviluppo socio-economico, con la possibilità di richiedere dei finanziamenti importanti e partecipare a bandi pubblici grazie agli strumenti promossi dalle istituzioni, dalle fondazioni bancarie e con i capitali privati.

A tal proposito è in cantiere presso la 6^ commissione consiliare Cultura un atto di indirizzo che alimenti un terreno favorevole per sollecitare il mondo produttivo, bancario, sociale e culturale a misurarsi con queste prossime sfide di grande respiro. La palla poi passerà in giunta per gli atti propedeutici. Si tratta, in definitiva, anche in tal senso di un nuovo metodo di lavoro, che ha come ispirazione la cosiddetta “programmazione negoziata”, una nuova visione di programmazione economica, non autoritativa e non dirigistica, che parte dal basso, ovvero dalle istituzioni locali e dalle forze sociali.

Inoltre, ieri mattina, si è insediato nuovamente il tavolo tecnico con le scuole, per avviare una serie di iniziative relative alla semplificazione delle procedure di iscrizione e di pagamento per il servizio di refezione scolastica e di utilizzo del trasporto pubblico. E’ emerso la volontà politica di avviare un maggiore controllo e allo stesso tempo una redistribuzione degli oneri familiari annui, in osservanza del principio della progressività redittuale ancora più incisivo, dando ancora maggiori opportunità alle famiglie bisognose. Una politica di bilancio sociale molto seria, a favore della prima agenzia educativa della nostra società che è la scuola, che è sicuramente in discontinuità e in controtendenza rispetto agli anni passati e anche comparando la nostra città con gli altri centri cittadini pugliesi a noi vicini geograficamente.

Un altro passaggio chiave è stato quello di continuare in modo celere con i lavori di efficientamento energetico che attualmente stanno riguardando alcuni edifici scolastici. Come la messa in sicurezza e alcuni interventi di coibentazione. Naturalmente si è condivisa l’idea inedita per la nostra città di progettare un piano straordinario di edilizia scolastica, con la formulazione di un vero e proprio censimento integrato della popolazione scolastica martinese e di un anagrafe di tutte le strutture dedite all’istruzione dei bambini e dei giovani studenti. Sollecitiamo pertanto ufficialmente il dirigente Mandina ad attuare l’indirizzo politico dell’amministrazione. Si tratta di un lavoro e un orizzonte da seguire attentamente che non era stato mai fatto e/o voluto in passato. Perché si è consapevoli che il Comune può diventare una grande agenzia sociale. Ma l’Ente Locale da solo non può fare tutto. E’ necessario che tutti si mettano in gioco per proseguire con l’azione di rilancio della nostra città. E pertanto, con la schiena dritta e con spirito costruttivo andiamo avanti, un new deal a Martina è possibile.

 

 

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