È presente a Marina Franca da ormai sette anni l’Università Popolare Agorà meglio nota con la sua sigla UPA. Per diverso tempo l’associazione è stata vista come puro e semplice passatempo per gli anziani è diffuso infatti, in modo del tutto errato, l’appellativo di “università della terza età”. Ma conversando con molti giovani della città emerge un aspetto del tutto diverso dell’UPA, che nessuno forse conosce. Negli ultimi anni la validità delle discipline di insegnamento hanno stimolato sempre più l’interesse della collettività avvicinando gente sempre più giovane, a tale motivazione va poi ad aggiungersi la difficile congiuntura lavorativa che il paese attraversa lasciando a spasso o “in attesa”, secondo le parole dalla vice presidente Comasia Ancona, gran parte dei giovani. L’UPA si propone di intervenire nella realtà del mondo sociale e culturale tramite la promozione di iniziative di incontro, di dibattito, di informazione e di formazione atte a promuovere forme di inserimento socio-culturale. È la professoressa Ancona che ci illustra il percorso dell’associazione.

Quando nasce l’Università Popolare Agorà? “Ci tengo in modo particolare a precisare che si tratta di una Associazione di volontariato Onlus, quindi non a scopo di lucro. Essa nasce nel 2006 a cura di un gruppo di soci spinti da una forte volontà di creare un’associazione capace di far trascorre il tempo libero in modo costruttivo. A questo progetto aderirono materialmente, sin dal primo momento, circa sessanta soci, divenuti poi cento, guidati dal presidente Carmelo Giacovazzo con la collaborazione di un consiglio direttivo. Da subito ne divenni vicepresidente e nel corso degli anni ho svolto sempre con più entusiasmo questo compito che, strettamente connesso alle ore dei corsi di cui mi sono occupata e mi occupo tutt’oggi , mi dava la possibilità di trasmettere e donare le mie conoscenze agli altri, stimolando e incuriosendo tutti i corsisti”. Quali le finalità dell’associazione? “Il progetto decolla come una università per adulti, in pochi anni però essa è riuscita a svestire questi panni, attribuiti dal comune pensare, e a coinvolgere sempre più di frequentemente gente di tutte le età. Associata alla Università Italiana di Educazione degli Adulti (UNIEDA Roma) l’UPA raccoglie fasce di età diverse, soprattutto per determinati corsi quali informatica e inglese, basilari oggi nella ricerca di un lavoro. Ai giovani che trovano così utili i nostri corsi proprio per quel valore aggiunto che ne traggono si affiancano gli adulti, per i quali la frequenza dei corsi è un momento di riscoperta culturale spinti dalla voglia di imparare ad usar il computer ormai presente nel nostro quotidiano. C’è gente laureata che si accosta alla nostra attività con l’intento di andare oltre, di lasciare l’Italia,  passa così dalle nostre aule rinfrescando la propria conoscenza in corsi di lingue quali francese, inglese, tedesco e spagono”. Come risponde la città, quanti iscritti conta quest’anno l’UPA? “Siamo contenti di dire che anche quest’anno il numero delle adesioni è corposo, esso si aggira attorno ai quattrocento, tutti i corsi sono molto seguiti, il che ci fa piacere, e se per l’inglese e l’informatica si viaggia su un ragionamento finalizzato allo scopo lavoro è bello apprendere che corsi quali quello di Lettura guidata, di cui mi occupo personalmente, o il nuovo corso di Filosofia brulicano di presenze”. Da chi sono tenuti i corsi? “I nostri insegnanti, tutti bravi e pazienti, sono persone che forniscono il loro operato in modo gratuito, gente che per passione riesce a ritagliare parte del suo tempo per dedicarlo a noi e la cosa non può che far piacere. Riteniamo infatti non vi sia cosa più bella che sentirsi utili per gli altri credo sia la vera ricchezza della vita”. Professoressa diamo un’occhiata al programma 2013 – 2014 cosa proponete? “Abbiamo la possibilità di spaziare a tutto tondo, offrendo oltre ai già citati, altri interessanti corsi di: disegno e pittura, storia dell’arte, comunicazione, dizione e teatro. A questi poi si uniscono i nuovi progetti: quello di Enologia Alla scoperta dei vini; Offerta di prodotti e servizi corso bancario che prevede un approccio alle operazioni più frequenti; infine Italiano per stranieri finestra sulla nostra lingua per i tanti residenti a Martina. Ma tra tutti momento di grande spessore sono gli incontri, in genere cicli di conferenze su temi di natura scientifica organizzati dall’associazione con la partecipazione del Presidente Giacovazzo e di medici specialisti. In questi incontri sono coinvolti i ragazzi delle scuole superiori, i più interessati alla materia, che hanno poi potuto usufruire di crediti mediante la partecipazione a tali eventi”. In cosa vi sentite vicini alle richieste dei cittadini? “Abbiamo fatto nostro un concetto che quotidianamente ripetiamo: Il segreto della vita è godersi il passaggio del tempo e aiutare gli altri ad essere felici. Emerge un desiderio di rendere felici le persone, cerchiamo di far considerare la vita come degna di essere vissuta attraverso le discipline e l’atmosfera che qui si crea, stimolando iniziative e  facendo emergere le volontà recondite, sempre nel rispetto reciproco. Nel momento in cui si dona con slancio si riceve con altrettanto slancio, se non superiore, questo ci fa capire quanto essenziale sia l’aspetto culturale a tutte le età”. Come si sostiene l’UPA? “Tutto quello che è presente nella sede è frutto delle donazioni o della somma delle iscrizioni dei corsisti, che ci permettono di coprire le spese di gestione, esse sono l’anello debole poiché davvero si cerca di completare il percorso formativo, ogni anno, non senza sacrifici. D’altra parte pilastro dell’associazione, nonché icona della stessa, è la qualità dei nostri professori e dei corsi diventati sempre più seguiti nel tempo”.

L’incontro con la responsabile ci fa capire che sfruttare al meglio il tempo che si ha a disposizione, se fatto nel modo opportuno, può diventare un’abile mossa sia per mantenere allenate le proprie capacità sia per stimolare noi stessi verso il sapere e la  conoscenza. Tassello fondamentale è dunque il tempo che dobbiamo dedicare ad alimentare la mente affinché ne tragga giovamento anche lo spirito, tempo che non va sprecato e che va fatto nostro, come del resto sosteneva Seneca: “Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto (…) Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire”.(Lettere a Lucilio – Seneca)

 

Evelina Romanelli

 

Di Evelina Romanelli

Evelina Romanelli è nata a Martina Franca, laureata in Lettere presso l'Università di Bari con una tesi sul comparto manifatturiero della cittadina della Valle d'Itria. Il lavoro diventa libro "Il Made in Italy in Valle d'Itria", presentato a Milano, capitale della moda. La passione per la scrittura l'avvicina nel 2013 all'editoria, anno in cui comincia la sua collaborazione con il gruppo PugliaPress, dai siti online (Martinasera, PugliaPress, Invalleditria) ai cartacei (Pugliapress e Voce del Popolo) e non ultima la trasmissione televisiva Piazza Pulita. Sua la cura dei libretti da sala per il Festival della Valle d'Itria e la redazione di una recente storia sul dancing La Rotonda. Concretizza il suo lavoro con il conseguimento del tesserino da giornalista pubblicista nel 2015. Attiva collaboratrice della Fondazione Nuove Proposte Culturali, per cui segue i comunicati stampa per le manifestazioni organizzate, è addetta stampa del Comitato Centro Storico di Martina Franca. Definisce il suo rapporto con la scrittura "Un'intima relazione d'amore in cui le mani hanno il potere di leggere il cuore" .

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