Alle 16 si comincia. La cappella Sistina sarà chiusa al mondo, con la formula dell’extra omnes (tutti fuori) e rimarranno soltanto i 115 cardinali elettori, in quella cappella, per eleggere il nuovo papa, il 266/mo da San Pietro. In mattinata in San Pietro la missa pro eligendo pontifice. Già montato il drappo rosso sul balcone centrale della basilica vaticana. Da lì si affaccerà il nuovo papa.

Già nel pomeriggio si avrà una votazione e aseguire ci sarà la fumata, bianca in caso di elezione, nera in caso di nulla di fatto. Ogni sette votazioni ci si ferma un giorno, queste sembrano le linee guida di questo conclave.

Al momento, nessuno sembra avere i voti necessari (77) per essere eletto. E la riforma di Ratzinger pone l’obbligo dei due terzi dei voti, in ciascuna votazione, per l’elezione.

Si entra in conclave con un mare di problemi per la Chiesa: la situazione esplosiva in curia romana, la questione Ior, la questione pedofilia, su tutte.

Breve analisi: sulla pedofilia, basta citare che un cardinale ha preferito non entrare in conclave perché, ha detto lui stesso, ha tenuto atteggiamenti sessuali non in linea con il suo mandato. E poi ci sono casi, a tutti i livelli, in tutto il mondo, di pedofilia, riguardanti i preti.

Ior: una banca che detiene 34 mila conti correnti a nome di 25 mila correntisti, per un totale di 7 miliardi di euro. Tutto nell’ignoto e anche con operazioni finite nell’ambito di scandali vari, almeno fino a quando nel 2007 l’Italia non varò la legge antiriciclaggio. Poi, nel 2010, papa Ratzinger con un motu proprio fece altrettanto. Poi però, a gennaio 2012, una commissione vaticana sconfessò, praticamente, il provvedimento papale. Il grande manovratore della questione Ior: il cardinale Tarcisio Bertone. In curia si litiga su questo, essenzialmente.

L’elezione del nuovo papa sarà, è vero, all’insegna di due s: Sprito Santo. Ma aggiungiamone anche altre due: sesso e soldi. Le prime due da conservare, le altre due da eliminare, dalla chiesa che vive un momento di particolare difficoltà. Il nuovo pontefice avrà un compito estremamente complicato: il recupero del senso vero della Chiesa, con maggiore energia di un papa Ratzinger che ci ha provato ma che non ce la faceva più.

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