“Trasferire la proprietà delle strade della Provincia al nostro Comune” è il tema di quanto ci fa pervenire Aldo Leggieri, già consigliere comunale, in una nota stampa che riportiamo in seguito. Con le amministrative all’orizzonte iniziano a sollevarsi temi di interesse collettivo…e le strade sono la spina nel fianco da troppo, abbandonate all’incuria della provincia. Leggieri che non nasconde la sua prossima candidatura (PD) resta fedele ad un percorso già intrapreso con la precedente amministrazione con l’obiettivo unico di risollevare la città dallo stato di immobilizzo attuale.

“Anche con l’inizio del nuovo anno, e dopo le precipitazioni nevose e il gelo, ci sono pervenute da parte della cittadinanza e dagli operatori dell’informazione  lamentele e segnalazioni circa lo stato impietoso delle strade provinciali che insistono nel nostro territorio, i cui interventi e relativa manutenzione sono per legge di competenza dell’Ente Provincia di Taranto. Già un paio di fa, attraverso varie canali di comunicazione e sedi istituzionali, chiedemmo all’Amministrazione provinciale di intervenire, invano purtroppo, su varie arterie locali, come per fare degli esempi lungo via Mottola, via Massafra, in prossimità delle zone della Madonna Piccola e di Madonna del Pozzo, la via per Noci, o quella di Sisto o per Ostuni e per Cisternino, fino anche la strada vecchia per Alberobello o per Villa Castelli. E mi riferisco alle tratte che sono gestite, anzi, nel tempo “non gestite” dalla Provincia di Taranto, a differenza delle tratte che poi diventano di competenza delle province di Brindisi e Bari, per le quali oggettivamente c’è sempre stata un’attenzione maggiore dagli organismi preposti.

Mai nessun intervento è stato compiuto; vuoi per la poca attenzione da parte dell’Amministrazione provinciale ad occuparsi dell’area settentrionale collinare della provincia in cui sorge Città della Valle d’Itria, vuoi a causa delle risorse mancanti e i trasferimenti di fondi non più a disposizione a causa anche delle legge Delrio, legge n.56/2014 che di fatto ha svuotato centri di spesa e di costo, ma lasciando inalterate le competenze e i settori a carico sempre dell’Ente in questione. Tutti sanno, i cittadini, chi è più attento alle dinamiche della politica locale ma anche i cittadini che sono sempre grandi osservatori degli interventi e delle azioni della Pubblica amministrazione, che Martina Franca, negli anni, è stata sempre snobbata, per così dire, dalla Provincia di Taranto, e mi riferisco non solo ai lavori di manutenzione delle strade e alla viabilità, ma anche alla pubblica illuminazione e alla poca attenzione verso gli istituti superiori della nostra città. Tutto ciò, oltre ad essere imbarazzante politicamente e deprimente eticamente, è anche abbastanza assurdo considerando che la nostra città, assieme al suo agro, è per estensione la prima della provincia e per popolazione la seconda, ovviamente dopo il capoluogo jonico. Per non parlare poi delle tasse che ogni cittadino-contribuente martinese versa ogni anno alla Provincia per ottenere in cambio un servizio pubblico, rilevato in effetti poco efficace ed efficiente.

Va da sé, inoltre, che con la bocciatura del referendum costituzionale del dicembre scorso, con la vittoria del “no”, tutto è rimasto inalterato, come assetto istituzionale, visto che quindi l’ente locale Provincia ancora c’è, vive e combatte insieme a noi; ma senza risorse e con rappresentanze politiche poco popolari, visto che anche la selezione delle rappresentanze, da un paio di anni, ha esautorato l’elettorato, i cittadini, dal momento che il Consiglio provinciale e il Presidente vengono eletti in modo “indiretto” con formule alchemiche di voti ponderati, bypassando la volontà popolare. Così facendo, una pessima legge ha cancellato uno dei princìpi fondamentali delle democrazie liberali occidentali: il “no taxation without representation” veniva di fatto cancellato. Altro elemento inenarrabile. Con la vittoria del sì, le Province sarebbero state abolite e le competenze sarebbero passate direttamente ai Comuni – il presidio più vicino al cittadino – e alle Regioni. Ma questa ormai è storia e cronaca da archivio.

Ora. Il problema è il che fare. Una soluzione concreta ci può essere. E mi pare che sia l’unica soluzione. E’ necessario predisporre rapidamente da parte della prossima Amministrazione Comunale  tutti gli atti al fine contrarre con l’Ente Provincia la cessione  e il relativo trasferimento di proprietà, senza oneri, delle strade provinciali,  e affidarle al Comune di Martina Franca. Facendo riferimento al Regolamento attuativo emanato con il D.P.R. n.495 del 16/12/1992, modificato dal D.P.R. n.610 del 16/09/1996, con il quale gli artt. 2,3,4 e 5 indicano le procedure da adottare per la classificazione/declassificazione delle strade, nonché il passaggio di proprietà tra Enti.

Una sorta di traslazione istituzionale che consentirebbe al nostro Comune di acquisire le tratte stradali (oggetto di mancati interventi) nel proprio patrimonio comunale, in modo tale che gli organismi istituzionali, Sindaco, Giunta e Consiglio comunale diano indirizzo agli uffici di Palazzo Ducale di effettuare tutte le attività necessarie per restituire dignità alle arterie in questione, in nome di una viabilità, di una sicurezza e di un decoro virtuoso e accettabile e dando una volta per tutte risposte serie ai cittadini, ai lavoratori pendolari e ai turisti che percorrono  i collegamenti tra Martina e il resto del nostro splendido territorio. (Aldo Leggieri)

Di Evelina Romanelli

Evelina Romanelli è nata a Martina Franca, laureata in Lettere presso l'Università di Bari con una tesi sul comparto manifatturiero della cittadina della Valle d'Itria. Il lavoro diventa libro "Il Made in Italy in Valle d'Itria", presentato a Milano, capitale della moda. La passione per la scrittura l'avvicina nel 2013 all'editoria, anno in cui comincia la sua collaborazione con il gruppo PugliaPress, dai siti online (Martinasera, PugliaPress, Invalleditria) ai cartacei (Pugliapress e Voce del Popolo) e non ultima la trasmissione televisiva Piazza Pulita. Sua la cura dei libretti da sala per il Festival della Valle d'Itria e la redazione di una recente storia sul dancing La Rotonda. Concretizza il suo lavoro con il conseguimento del tesserino da giornalista pubblicista nel 2015. Attiva collaboratrice della Fondazione Nuove Proposte Culturali, per cui segue i comunicati stampa per le manifestazioni organizzate, è addetta stampa del Comitato Centro Storico di Martina Franca. Definisce il suo rapporto con la scrittura "Un'intima relazione d'amore in cui le mani hanno il potere di leggere il cuore" .

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