Si riceve e si pubblica un comunicato stampa del movimento cittadino IdeaLista: 

“Si metta l’ospedale di Martina Franca al centro del sistema sanitario ionico”. A tornare sul tema del futuro e dello sviluppo dell’ospedale martinese è il movimento politico IdeaLista, che mai ha smesso di tenere i riflettori puntati sul nosocomio.

Circa un anno fa il movimento politico si era fatto promotore di una serie di iniziative in piazza e tra i cittadini, un sit-in di protesta e una raccolta firme per la riapertura dell’UTIC (Unità Terapia Intensiva Coronarica), mai in funzione per volontà del Governo regionale. All’epoca si parlava di possibile chiusura, poi di ridimensionamento e futuro della struttura, ma anche di prospettive di sviluppo delle eccellenze presenti, lavorando contestualmente sulle carenze e inefficienze per un servizio efficiente sotto il profilo qualitativo, per un territorio che, considerato il grande bacino di utenza, meriterebbe maggiori attenzioni.

Quella raccolta firme fu sottoscritta anche dall’ allora Consigliere Regionale Donato Pentassuglia, che è stato nel frattempo nominato Assessore Regionale proprio alla Sanità. A lui IdeaLista ribadisce ancora una volta la necessità dell’apertura dell’UTIC e la valorizzazione dei reparti di eccellenza del nostro territorio, valorizzando le professionalità presenti e mettendo al primo posto la cura del paziente per un servizio qualitativamente efficiente. È necessario che le eccellenze facciano da traino alle tante carenze e inefficienze che purtroppo persistono nell’ospedale martinese e la politica deve esercitare la propria azione in questa prospettiva, facendo pressione sulle strutture. Troppo spesso sentiamo parlare di casi di malfunzionamenti, cattivi servizi e casi sui quali spesso i familiari dei pazienti sono costretti a rivolgersi alla magistratura.

Porre attenzione da parte della politica significa mettere a disposizione le risorse economiche e in questo momento è necessario farlo nei confronti della struttura martinese. Ma prima di fare questo si può partire con il taglio della spesa che non può avvenire sempre sulle spalle dei pazienti, dei fruitori dei servizi, del personale o delle tecnologie mediche. Si metta mano piuttosto agli esosi fitti che si spendono per edifici e strutture sulle cui scelte di locazione la politica regionale, in questi anni, ha commesso dei gravissimi errori.

Costi esosi, provenienti dalle tasse dei cittadini, che anziché essere utilizzati per il miglioramento dei servizi e delle prestazioni sanitarie vengono sperperate in locali in fitto, solo per tenere contenti gli “amici” di chi è al governo, quando invece una più corretta gestione e oculatezza sugli investimenti immobiliari avrebbe consentito di adottare politiche differenti e davvero coerenti tra le parole e promesse e quella che poi invece è la realtà. Oggi più che mai tutto questo non possiamo permettercelo.

 

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