Le dimissioni di Coletta aprirebbero un nuovo scenario se il Sindaco non lo invita a ritirarle. Il primo cittadino potrebbe riprendere un ruolo che si addice al Sindaco che, in questo ultimo anno, ha demandato quasi totalmente all’Assessore dimissionario che ha proclamato suo vice, facendogli in pratica fare realtà il sindaco ad interim. Stefano Coletta ha avuto quattro deleghe importanti che ha voluto gestire in assoluta autonomia. Quella all’ambiente è stata la più disastrosa, nonostante si sia scelto un consulente del Nord Italia che costa fior di quattrini, a conferma della dichiarata incapacità. La situazione è quella sotto gli occhi di tutti. Che l’Assessore (ex) sia ambizioso non è un fatto nuovo, che sia disposto a passare anche sul cadavere di chiunque gli si metta contro, pure. Prima di dare le dimissioni si sarebbe scagliato sia contro al Sindaco che a suo dire non l’avrebbe tutelato, sia contro tutti i Consiglieri eccetto un paio, quelli a lui vicini. La motivazione l’ha voluta trovare accusando i dirigenti ed i loro ‘lauti stipendi’ come se a darglieli siamo stati noi e lui non centrasse. Eppure, tutti lo hanno sempre appoggiato incondizionatamente. Abbiamo pensato fin dal primo momento in cui si è dimesso che la sua fosse una strategia per ottenere di più e confidasse sul fatto che il Sindaco glie le avrebbe ridate, grazie anche al consenso dei suoi supporter sui social. Ma cosa vuole Stefano Coletta? Ci sono due ipotesi, la prima è ‘più potere’. Una parola forte se si considera che ha quattro deleghe di peso. La sua mossa potrebbe servire a dare un cicchetto (termine militare a significare ramanzina) ai dirigenti. Non vorrebbe essere contraddetto in nessun modo. Ma ha bisogno di essere amplificato dal Sindaco e da tutti i Consiglieri Comunali. Rientrerebbe quindi dal portone, dopo essere uscito dalla porta e la sua boria di certo aumenterebbe, nel preciso momento in cui inizia a serpeggiare pubblicamente un certo malessere da parte dei suoi stessi Consiglieri Comunali. Nella trasmissione di Piazza Pulita di questa settimana, il Consigliere Angelini, ex segretario cittadino del PD ha detto: “le quattro deleghe per Coletta sono un fatto transitorio e non definitivo, ci sta mettendo l’anima ma è transitorio. Ora deve finire questo periodo della differenziata della quale si è occupato personalmente”. L’altra ipotesi è quella legata alla sua esasperata ambizione. Vuole di più ed in questo momento ci sono due obiettivi più o meno vicini, il primo se si ritorna a votare per il Governo. Già a Marzo aveva tentato di fare lo sgambetto a Donato Pentassuglia, poi ritirando la gamba. Di fatto, al Consigliere Regionale sono mancati i quasi 1600 voti sventolati al vento come suoi dall’Assessore (ex), anche se l’aiuto a parole lo ha dato in qualche video postato sui social e al Park Hotel San Michele. Questo non è passato inosservato né a Pentassuglia né ai Consiglieri comunali che si rifanno a lui che qualche dichiarazione in tal senso l’hanno espressa, pur omettendo di citare il suo nome. L’altro obiettivo è quello di essere candidato alla Regione tra due anni al posto di Pentassuglia che non potrà più farlo, per aver concluso i suoi due mandati, cercando di scalzare i due probabili successori all’ex Assessore alla Salute  Gianfranco Palmisano e Nunzia Convertini. Insomma c’è sempre una motivazione. A questo punto la palla passa al sindaco Franco Ancona. Facendo calare l’assoluto silenzio sulle dimissioni del Vice Sindaco, puà rimette al centro dell’attività amministrativa il Consiglio Comunale e la Giunta. Può ridistribuire in maniera più razionale le quattro deleghe, magari a gente con esperienza adeguata in materia, magari spulciando in Consiglio Comunale tra l’entourage del Sindaco e ce ne son diversi. Ancona puà rilanciarsi mettendo le mani su un regolamento comunale sulla differenziata iniquo e sbagliato, modificandolo, magari in accordo con il Gestore come è stato fatto a Locorotondo. La Monteco, fino ad ora ha dimostrato molta disponibilità. Se presentasse il conto delle cose extra contratto, bisognerebbe fare un mutuo in suo favore. L’azienda di Campi Salentina è motivata a fare bella figura e Martina Franca che per lei rappresenta un veicolo pubblicitario in tal senso ora che sta per prendere l’appalto anche ad Alberobello. Stefano Coletta rimane comunque una risorsa per questa città. Va recuperato, magari tirandogli la briglia come si fa con i purosangue. Un po’ di pausa non gli farebbe di certo male. Potrebbe così capire e correggere alcuni suoi atteggiamenti che lo hanno portato a commettere errori e perdere quel consenso che aveva sorpreso. Magari quegli errori  che nella scorsa amministrazione avevano già creato forti attriti tra Consiglio Comunale e Giunta. Errori puntualmente ripresentatisi in questo nuovo avvio. Martina deve tornare ad essere la città di tutti e non di pochi. L’Amministrazione non deve più sperare di ‘raccogliere’ dei voltagabbana per avere un maggior consenso in Consiglio, così come non aver paura che dei propri Consiglieri possano passare all’altra sponda. Non sappiamo se questa mossa nasconda altro; se lascerà anche la tessera del PD e passerà in un altro partito. Nulla ci sorprenderebbe, la storia è in evoluzione. Il Sindaco oggi dovrebbe partire per Milano, non sappiamo se a questo punto rimanderà la sua minivacanza. A volte delle situazioni come questa possono diventare delle opportunità

Antonio Rubino

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