Tutti sono soddisfatti, forse qualcuno no e polemizza, c’è comunque molta attenzione per i suoli cimiteriali e per le sepolture in questi giorni.

Noi sommessamente, da un po’di tempo (e chi scrive lo fa da alcuni anni) siamo ancora alla ricerca di qualcuno che abbia il coraggio civile di dire alla città “sono stato io” a fare lo scempio che è esattamente dietro il cimitero.

Dunque, dietro il camposanto c’è un cumulo di macerie. Erano una chiesetta ottocentesca, proprio minuscola, una cappella molto ben fatta secondo chi la racconta. E più del racconto non si può avere, perché non c’è una immagine che sia una, di quella chiesetta. Anche volendo, dunque, è irrecuperabile. Quella chiesetta è stata brutalmente buttata giù perché devevano (secondo chi abita lì vicino) passarci i mezzi pesanti, pesantissimi ed enormemente ingombranti (evidentemente, più che alla base, ai livelli più alti) per portare cemento, per l’ampliamento del camposanto. Accaduto, ciò, una decina di anni fa scarsi.

Chi ha commesso, e chi ha commissionato da palazzo ducale, quello scempio, ha responsabilità enormi e imperdonabili verso questa comunità. Quel bene storico è irrecuperabile. Chi scrive, chiede da tempo che il responsabile o i responsabili spunti, o spuntino fuori, e abbia, o abbiano, il coraggio di dire alla città che quell’atto assurdo è responsabilità sua, o loro. Ma non viene fuori nessuno. Bel coraggio.

Agostino Quero

Un pensiero su “Cimitero e scempi”

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