La questione è stata sollevata da un consigliere comunale di Taranto ma riguarda tutti gli studenti universitari del nostro territorio, nostri concittadini compresi, che si avvalgono del sistema universitario tarantino. Riguarda gli studenti perché si riferisce ai ricercatori e dunque, anche all’offerta didattica. Di seguito l’interpellanza proposta al sindaco di Taranto dal consigliere comunale tarantino Francesco Venere:

Scrivo questa interpellanza con il cuore in mano, con tanta voglia di riscatto e con tanta voglia di ricostruire una Città degna di essere lasciata ai nostri figli.

Oggi, grazie all’impegno profuso dalle Amministrazioni Comunali e Provinciali che si sono susseguite nel tempo, gli studi universitari sono una realtà. In particolare, il Polo Universitario Ionico ha avuto la capacità, a seguito delle restrizioni della Legge Gelmini, di strutturare ed incardinare sul Capoluogo Ionico un Dipartimento autonomo, offrendo tante risorse in termini di una struttura organizzativa e didattica efficiente, tesa a costruire uno specifico percorso di competenze.

Invece, per i nostri giovani più predisposti agli studi scientifici e tecnici, i Corsi di Laurea del Politecnico offrono una buona occasione, i quali, tutto sommato, anche loro hanno resistito alle bordate della Legge 240 del 2010, anche se poi il Politecnico non ha saputo costruire un Dipartimento sulla Città Ionica nonostante versi in condizioni economiche migliori dell’Università.

Il nostro ruolo è fondamentale, come amministratori abbiamo l’obbligo di rafforzare la presenza universitaria a Taranto investendo nei giovani di Taranto in un sistema più che mai compromesso dalla monocultura dell’acciaio e con una prospettiva di sviluppo non totalmente delineata.

Il Comune ha fatto molto consolidando l’offerta formativa per i prossimi anni accademici, ma occorre fare un altro sforzo Sig. Sindaco, glielo chiedo con forza, condividendo e apprezzando ciò che ha fatto la Sua Amministrazione per la presenza universitaria a Taranto.

Oggi invece, occorre impegnarsi per il prossimo bilancio di previsione 2013 come da ordine del giorno approvato all’unanimità al Politecnico di Taranto durante il Consiglio monotematico tenuto con l’Amministrazione Provinciale che impegnava la Giunta a prevedere per i prossimi esercizi finanziari, nei limiti e modi consentiti dalla Legge, delle risorse per sostenere il reclutamento di almeno tre ricercatori per ogni anno del prossimo triennio.

Ovviamente, quest’azione non deve essere isolata, ma accompagnata anche dai Rettori dell’Università e del Politecnico per un investimento serio e sentito sul territorio tarantino.

Le Istituzioni Accademiche devono consolidare la loro posizione su Taranto istituendo dei Dipartimenti con proprie capacità di spesa che, a seguito dell’introduzione della Legge Gelmini, hanno sostituito i poteri e le funzioni che sono proprie delle Facoltà. A tal proposito è opportuno fare in modo che le Istituzioni Universitarie destinino le risorse sia del Comune sia delle altre istituzioni all’offerta formativa e di ricerca per Taranto e che non si perdano nei meandri delle Segreterie degli Atenei e che i ricercatori, poi vincitori di concorso, alla “fine della fiera”, rimangano incardinati nei Dipartimenti Tarantini.

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