Gli inquirenti sono al lavoro per individuare i tre rapinatori che ieri sera hanno aggredito, con il volto coperto e armati, un imprenditore martinese e la sua compagna. Stamane nuovi rilievi della Polizia Scientifica

Quel che è accaduto ieri sera all’imprenditore Vincenzo Olivieri sembra essere una delle scene di “Arancia Meccanica”, con un crescendo di violenza che ha portato tre rapinatori, con il volto coperto, a picchiare il malcapitato, anche con il calcio della pistola e ad esplodere un colpo all’auto di Olivieri e della compagna. Proprio quest’ultima è stata colpita dal proiettile della 765 al femore della gamba sinistra: dopo l’operazione, ne avrà per un mese e mezzo.

“Era da tempo che a Martina non accadeva una cosa del genere, di una violenza inaudita”, hanno raccontato gli inquirenti prima di recarsi sul posto per un sopralluogo mattutino, con la luce del sole, visto che le prime indagini sono già partite ieri sera, ma la scarsa illuminazione della zona non ha aiutato di certo il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia Scientifica. La rapina ha fruttato ai malviventi un bottino superiore ai diecimila euro, corrispondente all’incasso di giornata. Si cercano eventuali tracce lasciate dai tre rapinatori, che hanno agito tra le 21.30 e le 22, a volto coperto. L’unica indicazione riguardante i tre è il “dialetto non locale” di uno dei malviventi, ma nulla più. Poche speranze di ritrovare magari l’arma utilizzata per la rapina, anche per capire meglio le dinamiche dell’aggressione: dei rapinatori alle prime armi potrebbero aver sparato spaventati dalla reazione dell’imprenditore che, vistosi circondato, ha tentato di fare retromarcia con la propria Fiat Punto, ma uno dei tre – quello alla sinistra del lato dell’autista – ha sparato un colpo e potrebbe essersi sbarazzato della pistola. Ma se si tratta di professionisti, invece, ci sono poche speranze di recuperare l’arma: “Prendere la pistola comporta dei rischi e delle spese e difficilmente dei professionisti se ne sbarazzerebbero a cuor leggero”, spiegano gli inquirenti. Si cercano anche eventuali tracce di pneumatici lasciati dai rapinatori. Uno degli oggetti recuperati, che potrebbe risultare utile al fine delle indagini, è il bossolo del proiettile che ha colpito la compagna di Olivieri.

Nelle prossime ore saranno forniti ulteriori dettagli. Nel frattempo, il Dirigente Salmeri rinnova l’invito alla cittadinanza di segnalare qualsiasi sospetto alle Forze dell’Ordine, per un’efficace collaborazione tra cittadinanza ed inquirenti.

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