Il Corpo Forestale dello Stato ha eseguito il sequestro di un cantiere edile in Valle d’Itria, in cui venivano eseguiti abusivamente lavori di ristrutturazione interna ed esterna di tre trulli e abitazione terrazzati con tetti spioventi detti “cummerse” in assenza delle prescritte autorizzazioni.

I vincoli cui è assoggettata la Valle D’Itria sono molteplici, per cui è necessario acquisire le preventive autorizzazioni ogni volta che si intende modificare lo stato dei luoghi, come nel caso di modifiche o ampliamento di strutture preesistenti.

L’area è stata infatti considerata “areadi notevole interesse pubblico” dal Decreto Ministeriale 01.08.1985 (il cosiddetto “Decreto Galassino”), che ha emanato la “Dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona comprendete la valle d’Itria sita nei comuni di Martina Franca, Locorotondo, Cisternino e Ostuni”, Dichiarazione che vincola l’area in base alle procedure previste dalla Legge 1497/39 (“Protezione delle bellezze naturali”) e dal D.lgs. 42/2004 (“Codice dei beni culturali e del paesaggio”).

L’area suddetta ricade inoltre negli “A.T.E.” (“Ambiti Territoriali Estesi”) di “valore rilevante B” ed è fortemente caratterizzata dalle tipiche abitazioni tipiche ed uniche abitazioni – i trulli – che l’hanno resa famosa nel mondo, al punto da rientrare nel cosiddetto “habitat dei trulli” ai sensi del Piano Urbanistico Territoriale Tematico/ Paesaggio (PUTT/P) della Regione Puglia approvato con D.G.R. n° 1748 del 15/12/2000.

Nell’ambito di questo territorio così fortemente vincolato, la pattuglia del Comando Stazione Forestale di Martina Franca ha accertato che erano in corso i lavori di ristrutturazione ed ampliamento di un fabbricato preesistente.

Detti lavori, in fase di svolgimento, prevedevano molteplici interventi, come la demolizione e la ricostruzione di alcune parti del fabbricato e la ricostruzione dei solai in parte a trullo ed in parte a volta (il tutto con cemento e pietra); la realizzazione ex novo di un ampliamento al fabbricato in pietra ed alla volta a solaio.

Tutte le operazioni sopra indicate erano condotte in assenza delle prescritte autorizzazioni (in assenza cioè sia dell’autorizzazione prevista dal vincolo paesaggistico che del permesso di costruire).

Poiché esisteva il fondato pericolo di alterazione dello stato dei luoghi – non essendo l’intervento ancora completato – e quello dell’aggravamento delle conseguenze del reato, ovvero della commissione di altri reati, gli agenti accertatori hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intero cantiere insistente sul terreno, comprensivo dei tre trulli in fase di completa ristrutturazione interna ed esterna e di un fabbricato in pietra e cemento, in parte preesistente e in parte in ampliamento, in fase di realizzazione per un’ampiezza complessiva di circa 170 metri quadrati.

Per l’esecuzione di tali opere abusive l’amministratore unico della società proprietaria dei terreni e i due esecutori materiali dei lavori risponderanno del delitto di cui all’art. 181 comma 1 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, e quindi rischiano la reclusione da uno a quattro anni.

L’attività del Corpo Forestale si esplica anche nelle azioni di contrasto alle opere di edificazione selvaggia che, specie nelle zone particolarmente meritevoli di salvaguardia perché ricche di aspetti preziosi per la loro rilevanza in senso sia ambientale, che culturale, che antropologico, provocherebbero un forte degrado, impoverendole dei loro aspetti più caratteristici e tradizionali.

E l’operazione del Comando Stazione Forestale di Martina Franca si piazza a piena titolo fra le azioni di salvaguardia ambientale nel senso più ampio del termine, in un territorio che, come il nostro, è così unico e così esclusivo nelle sue tipicità.

Aurelia Simeone

(foto: fonte Corpo forestale dello Stato)

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