Sarà videoproiettato questa sera, alle ore 18.00, presso la Sala Uccelli di Palazzo Ducale, il video reportage “Sulle orme di Abramo”, realizzato dal reporter tarantino Franco Guarino, in collaborazione con la Rai Radiotelevisione Italiana e l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nell’anno 2000, in occasione della celebrazione del Giubileo. Un incontro culturale voluto dall’amministrazione, nella persona dell’Assessore alla Cultura Tonino Scialpi, in un momento sempre vivo dal punto di vista delle argomentazioni religiose che si scontrano e si incontrano, come in questo caso, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Guarino, da anni impegnato nel testimoniare con telecamera in spalla spaccati di mondo che sembrano vicini, ma la cui lontananza fa rimanere nascosti le peculiarità e in alcuni casi le similitudini con le terre a noi più vicine, ha viaggiato alla scoperta di luoghi di interesse dal punto di vista storico, religioso e socio-politico, dalle terre in cui approdò il celebre ricercatore e teorizzatore della teoria evoluzionistica Charles Darwin, all’Afghanistan impropriamente conosciuto per le recenti guerre, in cui si dice abbia preso un tè caldo con Osama Bin Laden ed il Mullah Omar.

Nell’incontro di questa sera a Palazzo Ducale, cui presenzieranno, oltre al realizzatore del documentario Franco Guarino, anche Don Franco Semeraro, parroco della basilica di San Martino, e l’Assessore Scialpi, andrà sugli schermi il viaggio di 5000 km che il reporter tarantino ha condotto nelle terre delle tre religioni monoteiste Ebraismo, Cristianesimo e Musulmanesimo. Sfiorando da vicino la realtà delle guerre in atto, Guarino è partito dalla regione irachena dell’Ur dei Caldei, di cui è originaria la famiglia di Abramo, proseguendo poi lungo i fiumi Tigri, Eufrate, Nilo e Giordano attraverso paesi come Libano, Giordania, Siria, Israele, Egitto e Palestina, fino alla tomba dei patriarchi a Hebron. Durante una sosta in Anatolia, territorio turco al confine con la Siria, Guarino ha potuto apprezzare le tipiche costruzioni architettoniche del luogo, molto simili ai nostri trulli, la cui origine si deve proprio alla migrazione del popolo ebraico intorno all’anno 1000 nei territori pugliesi. Un incontro tra civiltà lontane, eppure così vicine nelle particolarità e nei costumi che le contraddistinguono, in momenti in cui le comunanze sembrano dimenticate.

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