Il Comune di Martina Franca ha ricevuto un attestato di riconoscimento per l’impegno profuso nel primo anno di sperimentazione del triennio del Progetto Unicef “Città Amiche”.

Di seguito il comunicato stampa diffuso dall’amministrazione comunale.

Nell’ottobre 2012 l’Assessorato alle Politiche Sociali aveva firmato con Ernesto Grassi, presidente provinciale dell’Unicef, un accordo di programma triennale finalizzato alla promozione dell’iniziativa impegnandosi a diffondere sul territorio la conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ad incrementare spazi ricreativi, ad abbattere le barriere architettoniche, a riqualificare il verde pubblico, a sensibilizzare verso una cultura dell’inclusione.

Alla presenza del vice presidente provinciale dell’Unicef, Anna Maria Petrera, della professoressa Raffaella Amoroso, dell’avvocato Daniela Montanaro, del docente universitario, Alberto Fornasari, dei Sindaci della Provincia di Taranto, della Presidente Regionale dell’Unicef, Silvana Calaprice, e del Responsabile provinciale del gruppo Younicef, Morena Laera, l’Assessore alle Politiche Sociali, Donatella Infante, ha ritirato il premio per la città di Martina Franca.

“In questo primo anno abbiamo realizzato non solo i due impegni previsti, ovvero deliberato con atto di giunta la cittadinanza onoraria per i bambini stranieri nati a Martina e  l’istituzione della Consulta Giovanile, promossa dall’assessore Coletta, ma abbiamo contribuito sostanzialmente a diffondere la cultura del volontariato attraverso l’istituzione della Casa del Volontariato, sistemato spazi verdi per i nostri bambini, eletto il  Consigliere straniero aggiunto al Consiglio Comunale di Martina Franca, realizzato nell’ambito delle politiche sociali interventi  fondamentali di sostegno alla famiglia e quindi all’infanzia, come il Centro ascolto famiglia, lo sportello immigrati, l’Equipe multidisciplinare integrata. Abbiamo diffuso sul territorio assieme alle scuole e alle associazioni, i semi di una cultura dell’integrazione, dell’accoglienza e della legalità che possa  in modo significativo creare le basi del “ diritto all’infanzia”.

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