Lavoro e sanità, due capitoli spinosi e fondamentali all’interno delle logiche di Governo regionali, soprattutto alla luce dei recenti scandali in materia. Il consigliere de La Puglia per Vendola, Francesco Laddomada, in qualità di componente della sesta commissione consiliare (Lavoro, Formazione e Istruzione), ha scritto al presidente Nichi Vendola e agli assessori di competenza per sollecitare che sia delineato ed emanato un decreto dirigenziale, che definisca modi, criteri e termini di presentazione delle istanze, per consentire ai datori di lavoro, che assumono lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati” di ottenere i contributi e alla Regione di non perdere i preziosi fondi stanziati per la Puglia nell’ambito del POR FSE. “Per la Regione Puglia – sottolinea l’esponente della Puglia per Vendola – le risorse finanziarie destinate al credito d’imposta, nell’ambito dei Programmi Operativi Regionali FSE 2007/2013, sono individuate nella misura di 10.000.000 di euro”. Laddomada fa inoltre presente le difficoltà organizzative e produttive delle imprese (bisognose di benefici e incentivi), che hanno proceduto ad assunzioni, in attesa di specifiche dalla Regione che, se non arrivassero, potrebbero spingere verso il licenziamento del personale assunto. “Mi preme sollecitare – conclude Laddomada – affinché sia al più presto delineato ed emanato un decreto dirigenziale che definisca modi, criteri e termini di presentazione delle istanze da parte dei datori di lavoro interessati, perché non siano persi i preziosi fondi stanziati per la nostra Regione nell’ambito del POR FSE”.

Ma il consigliere regionale affronta anche il capitolo Sanità, argomento molto caldo a Martina dopo il consiglio monotematico tenutosi il 21 settembre. Per Laddomada uno dei temi più importanti al riguardo è il trasporto oncologico, per il quale occorre evitare le soluzioni a macchia di leopardo, che comportano anche un danno politico e di immagine al governo regionale. “L’Asl di Lecce infatti – aggiunge Laddomada- ha adottato una certa soluzione; quella di Taranto non ne ha adottata alcuna; magari qualche altra Asl ha deciso per altre soluzioni”. Secondo l’esponente PpV i Direttori generali vanno coordinati, affinché si abbiano sull’intero territorio regionale delle soluzioni, per quanto possibile, uniformi. “Dico questo anche perché ci sono alcuni operatori del trasporto oncologico che stanno lavorando e altri che sono stati licenziati e non sanno che ne sarà di loro. Non sto parlando di persone che trasportavano le bevande negli ospedali, ma di operatori che erano di ausilio non solo logistico, ma anche affettivo e morale per i malati oncologici, che purtroppo non mancano in tutto il territorio della Puglia”. Per Laddomada anche per gli ex stabilizzati esistono trattamenti difformi tra i lavoratori. “Ci sono Asl che hanno fatto ricorso alla conciliazione e altre no. Alcune mancate soluzioni sono legate anche al fatto che i Direttori generali hanno timore di prendere determinate decisioni. Una persona che amministra non deve avere timore, poiché ci sono gli strumenti tecnico-giuridici per farsi una bella polizza amministrativa e adottare le soluzioni che servono”. La chiusura, appunto, è sui Direttori generali, e sul loro operato ad un anno dal loro insediamento. “Nel momento in cui abbiamo dato l’assenso alla nomina dei Direttori generali, dall’ex assessore Fiore ci era stato detto che gli stessi, in tre o sei mesi, avrebbero dovuto relazionare al Consiglio regionale. Se ciò non accadesse all’esterno si potrebbe avere la netta percezione che apparteniamo alla categoria dei consiglieri regionali che non entrano in materia di sanità. Se dobbiamo però far fare e strafare ai direttori generali, senza alcuna contezza, rispetto ai rappresentanti del popolo, diventa questo un dato che lascia molto a desiderare”.

Carlo Carbotti

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