“Come ho avuto modo di chiarire nel mio intervento alla Camera, nella discussione generale per la conversione del decreto legge nr. 1/2015 -il 7^ decreto che riguarda l’Ilva di Taranto!- anche in dissenso dall’orientamento del mio gruppo, voterò a favore, nonostante giudichi quest’ennesimo provvedimento assolutamente inadeguato, insufficiente, incapace di offrire una valida prospettiva all’azienda siderurgica e all’intero territorio ionico. Mentre si discute alla Camera, l’Ilva, oggi nelle mani dello Stato, chiude impianti e attiva contratti di solidarietà che riguarderanno per un anno oltre 4.000 addetti. Con tutto ciò che questo comporterà in termini di riduzione del reddito ed ulteriore crisi per l’indotto. Un indotto comunque già in ginocchio. Il paradosso è che sia lo Stato, sostituitosi ai privati, evidentemente per sanare i guasti economici ed ambientali, ad aggravare la situazione anziché porvi rimedio. Ne sono prova le dichiarazioni di un P.M. in sede di udienza del processo “ambiente svenduto”, che ha denunciato come non si intraveda alcun miglioramento della situazione rispetto al momento in cui è partita la vicenda giudiziaria, e i debiti, contratti dalla gestione commissariale nei confronti degli autotrasportatori, non ancora onorati e addirittura a forte rischio.
Circostanza quest’ultima davvero paradossale: lo Stato attraverso la gestione commissariale dell’Ilva ha utilizzato le aziende locali, e i rispettivi lavoratori, per svolgere attività legate sia alla produzione che alle bonifiche, e ora, ormai da otto mesi, non paga il lavoro svolto!
Sette decreti legge non hanno risolto né le questioni ambientali né quelle del lavoro! Se Taranto, come da tempo si dichiara, è davvero una questione nazionale, lo si dimostri con i fatti, magari rispettando anche le promesse fatte, come ad esempio quella di Renzi di fare visita alla città entro il Natale scorso! Con queste premesse il mio voto nasce dalla esigenza di evitare in ogni caso che si arrivi subito al default totale; ritengo che questo ennesimo provvedimento sia sbagliato ma so anche che se non venisse convertito le conseguenze potrebbero essere drammatiche per Taranto. E’ come , usando una metafora, l’applicazione di un cuore artificiale ad un paziente che attende un trapianto; inevitabile! Ma se poi non si adottano i provvedimenti necessari, se non si procede con il trapianto, allora rischiamo di ritrovarci a celebrare un funerale.”

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