Oggi il cardiologo dell’ospedale di Martina Franca, Barbati, ha salvato un’altra vita. Di un uomo, ultracinquantenne, che intorno alle 4 del pomeriggio era in condizione di infarto.

Nelle scorse settimane, la sera del 20 giugno per l’esattezza, il medico aveva ripreso praticamente per i capelli un’altra esistenza, quella di una donna anziana. Oggi ha replicato, poi un intervento di angioplastica ha consentito di rendere il pomeriggio “semplicemente” quello di un enorme spavento.

Di nuovo un bravo al medico, di nuovo una segnalazione di quel che non funziona sul piano strutturale: l’unità di terapia intensiva coronarica a Martina Franca è chiusa e cardiologia è accorpato (due soli posti letto) al reparto di  medicina. Bisogna fare il giro per trovare strutture idonee per il ricovero, è successo oggi come l’altra sera. O ggi a Taranto, clinica Villa Verde; l’altra sera a Manduria, ospedale “Giannuzzi”. Col medico sempre straordinariamente bravo e disponibile, ma con la struttura che va messa su perché di fatto non esiste.

3 pensiero su “Ha salvato un’altra vita”
  1. Dobbiamo davvero ringraziare chi opera giornalmente in queste condizioni. Ma mi chiedo cosa succederà quando non avremo più un ospedale a Martina. In situazione di struttura semplice, avremo a disposizione medici e attrezzature che ci consentiranno di rimanere in vita fino al primo ospedale più vicino.?

  2. Caro Francesco credo che saremo davvero messi male…. Ringraziamo vendola che con la sua proverbiale eloquenza ci ha lasciato senza parole e sopratutto senza un ospedale degno della nostra città in cui ci sono molte eccellenza… Sopra ne citiamo una…

  3. oltre che ringraziare vendola,dobbiamo ringraziare il consigliere pentassuglia per essersi fatto scippare il nuovo ospedale a martina,che lui stesso per tanto tempo aveva vantato di voler costruire.molti gli avevano creduto,penso pero’ che oggi la gente e’ delusa e qualcuno in termini di consensi paghera’.dobbiamo,infine,chinarci dinanzi alla professionalità del dott. barbato,che tra l’altro,oltre ad averlo conosciuto personalmente,non e’ nuovo ad intervento del genere,aggiungo inoltre,che altri professionisti nel nostro ospedale,fanno l’inpossibile oltre che il possibile,affinche’ si mandi avanti una struttura ricca di storture e carenze croniche di macchinari e personale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando a usare questo sito, siete d'accordo con l'uso dei cookie. maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close