Di seguito la nota integrale, riguardante le osservazioni al progetto per il depuratore in valle d’Itria, nota diffusa dal comitato residenti:

 

COMITATO RESIDENTI VALLE D’ITRIA

C/o CGIL Martina Via Pantaleone Nardelli 5   74015 Martina Franca

Cell 3356726589 – Email: isabella.massafra@hotmail.it

 

 

      

 

ALLA REGIONE PUGLIA

AREA POLITICHE PER LA RIQUALIFICAZIONE,

LA TUTELA E LA SICUREZZA AMBIENTALE E PER

L’ATTUAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE

SERVIZIO ECOLOGIA

c.a. ing. A.Antonicelli

via delle Magnolie, 6 (ex ENAIP)

70026 Modugno (BA)

AL SINDACO DELCOMUNE DI MARTINA FRANCA

Dott. Franco Ancona

Piazza Roma

74015 Martina Franca

E p.c.

RGIONE PUGLIA

Assessorato OOPP

Servizio tutela delle acque

Via delle Magnolie,6

70026 Modugno

AUTORITA’ IDRICA PUGLIESE

Via Falcone e Borsellino2

70121 Bari

AQP SPA

Via Cognetti,36

70121 Bari

AL SOPRINTENDENDE PER I BENI ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI DI

BARI

Dott. Salvatore Buonomo

Piazza Federico II di Svevia, 4

70100 Bari

AL SOPRINTENDENDE PER I BENI ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI DI LECCE

Arch. Francesco Canestrini

Via Antonio Galateo,2

73100 Lecce

 

Martina Franca, 23 settembre 2013

 

Ogg.P0061-COD SAP 23/249- Lavori di adeguamento dell’impianto di depurazione di Martina Franca(TA)- Domanda di avvio di procedura di Verifica di assoggettabilità a VIA ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs 152/2006. OSSERVAZIONI

 

 

Il progetto dell’AQP  di adeguamento dell’impianto depurativo e del recapito finale delle acque reflue a servizio dell’abitato di Martina Franca.

.Il progetto esecutivo di adeguamento del depuratore e del recapito finale di Martina Franca discende dalla progettazione preliminare predisposta dall’AQP nel dicembre del 2002 e approvata dal Commissario delegato nel giugno 2003 e viene redatto dall’impresa che si aggiudica l’appalto concorso nel novembre 2004. Esso prevede due tipologie di interventi: l’una, all’interno dell’impianto di depurazione, per adeguarlo ai limiti di depurazione delle acque reflue, necessari per lo scarico al suolo, l’altra, all’esterno dell’impianto, con la realizzazione di una vasca di accumulo e di una trincea drenante in aree limitrofe al depuratore (lato sud) e la realizzazione di una trincea drenante in prossimità dello scarico attuale in voragine (lato nord), per  l’assorbimento graduale delle acque negli strati superficiali del suolo e infine il risanamento del collettore esistente.

Un progetto di tale portata, sia per le dimensioni delle opere di trasformazione del territorio (interessati oltre 10 ha) sia per la quantità di acque reflue da versare sul suolo (10000 mc al giorno, che si triplicano in occasione di piogge, che negli ultimi tempi si sono fatte molto più intense e ricorrenti), richiedeva da parte degli Enti preposti alla sua realizzazione una particolare attenzione e un maggiore rispetto delle procedure stabilite dalle leggi in vigore sia a difesa del paesaggio, sia a difesa dell’ambiente.

E, invece, fin dal 2004, tra il Comune di Martina Franca, l’AQP e il Commissario delegato é intercorsa una copiosa corrispondenza, intervallata da riunioni e conferenze dei servizi, in cui l’argomento su cui si sviluppava il confronto era costituito dalle competenze dei diversi enti (Regione, Provincia e Comune).

Con la Direttiva del Commissario delegato n.2379 del 20 giugno 2006 finalmente si definiscono i poteri assegnati al Commissario delegato e si stabilisce che “nessun potere sostitutorio  può essere esercitato dal Commissario, quando la procedura preveda l’obbligatorietà dell’intervento consultivo o decisionale di Organi statali (Soprintendenze ai beni archeologici e al paesaggio), ma anche della Regione nel caso in cui, ove occorra, è richiesta la Valutazione di impatto ambientale”.

Intanto l’approvazione del Piano di tutela delle acque della regione Puglia con delibera di G.R. n. 290 del 20/10/2009 modificava i punti di riferimento essenziali alla determinazione dei progetti esecutivi di adeguamento dell’impianto depurativo e del recapito finale, in quanto indicava quantificazione diverse da quelle stabilite dal Piano d’Ambito sia per il numero degli Abitanti equivalenti (59.288 contro i 47.023 ) sia  per la portata in entrata delle acque reflue che l’attuale gestore dell’impianto depurativo indica in 10680 mc/d, con conseguenze determinanti relative alla consistenza delle opere di adeguamento dell’impianto depurativo e alla individuazione del recapito finale delle acque reflue, che non possono essere smaltite al suolo, ai sensi del comma 2 dell’Allegato V del D.Lgs. 152/2006, allorquando la portata supera i 10.000mc/d .

Inoltre, durante il proliferare di diverse ipotesi, avanzate dall’AQP, relative alla individuazione del recapito finale più idoneo, “veniva avviata”, così come recita la relazione di conformità ambientale (Tav n. C)predisposta dall’ing. Di Scipio alla pag. n. 11,”una campagna di indagini geognostiche per verificare la capacità drenante dei suoli interessati all’intervento, che davano esiti negativi ed escludevano la possibilità di effettuare uno scarico sul suolo in corrispondenza della zona Sud per scarsa permeabilità dei suoli”.

Questa situazione, riportata in sintesi, ha convinto l’AQP e la Regione a considerare il progetto appaltato inadeguato a far fronte al nuovo carico indicato nel PTA e a provvedere ad adeguare il progetto in primo luogo al solo impianto depurativo, con la presentazione di una perizia di variante sottoposta alla procedura di verifica di assoggettabilità a impatto ambientale, rinviando ad un maggiore approfondimento la soluzione per l’individuazione del recapito finale delle acque reflue.

Pertanto al vaglio della procedura di verifica di assoggettabilità a impatto ambientale è unicamente la perizia di variante al progetto di adeguamento del impianto depurativo.

Alla luce di tali considerazioni propedeutiche si ritiene che la documentazione allegata, ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs n.152/06 e dell’art. 16 della L.R. n.11/2001, non risulta essere congruente con l’oggetto in esame  per diversi ordini di motivi:

·        La relazione di identificazione degli impatti potenziali attesi mantiene inalterato l’impianto di quella allegata al progetto esecutivo dell’intervento previsto dal Piano stralcio riproponendo, quale soluzioni  per il recapito finale, le trincee drenanti , non in esame in questa sede, sostenendo tesi ampiamente superate.

·        Si allegano autorizzazioni regionali e comunali scadute e quindi improponibili

·        La relazione tecnica di progetto e la relazione di conformità ambientale si dilungano sulla ricostruzione degli atti amministrativi e sui loro tempi,  sulla realizzazione delle opere di ampliamento dell’impianto, riguardante il processo di trattamento vero e proprio, ma non affrontano, in maniera chiara, l’impatto del progetto  con l’ambiente circostante, la sua congruità con la normativa comunitaria, nazionale e regionale in materia di ambiente e paesaggio e con gli strumenti di pianificazione regionali, provinciali, d’area  vasta e territoriali, orientati. Si sostiene che l’unico problema da risolvere non è la ricaduta sulle strutture dell’impianto depurativo dell’aumento, nel tempo, degli abitanti equivalenti e della portata giornaliera delle acque, bensì la carenza strutturale dell’impianto a far fronte alle extraportate. Per questo si prevede la realizzazione di una vasca di accumulo nell’area depressa in prossimità della stabilizzazione, ma non si chiarisce quale potrà essere effettivamente l’impatto nell’ambiente di una vasca di accumulo di emergenza per le portate in eccedenza di acque grezze, di volume pari a  8000mc, avente profondità h=5,80 m.

·        La mancata presentazione di studi geognostici, la cui esistenza si adombra, e a cui si fa riferimento, seppure in modo generico, nelle relazioni.

Per questi motivi si può sostenere con tranquillità che la documentazione allegata alla richiesta di avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA contraddice la dichiarazione sottoscritta dal responsabile del procedimento ing. Marco D’Innella  e dal Responsabile del servizio ing. Raffaele Andriani, laddove si sostiene che “l’intervento consiste nell’adeguamento della linea acque e opere complementari dell’impianto a servizio del comune di Martina Franca e interessa un’area completamente ricadente in quella già occupata dall’esistente impianto depurativo attualmente in esercizio, ubicata nel comune di Martina Franca”.

Le relazioni allegate prospettano, invece, uno scenario completamente diverso e molto confuso, su cui è urgente che il Servizio ecologia faccia chiarezza, non prendendo a punto di riferimento né precedenti pareri né autorizzazioni che non hanno nessuna attinenza con il nuovo progetto presentato dall’AQP.

La Convenzione Europea del Paesaggio considera la conservazione dell’identità del luogo, di chi lo abita, di chi lo conosce, essenziale alla tutela del Paesaggio. Pertanto si prescrivono in tutte le Direttive europee un’attenta analisi del contesto, la valutazione dei rischi e degli impatti e si sottolinea la necessità di potenziare la consapevolezza “delle alterazioni delle componenti ambientali, antropiche, storiche, paesaggistiche” prodotte da opere di trasformazione del territorio,  che siano esse impianti,  infrastrutture,  strutture puntuali o diffuse.

La valutazione qualitativa e quantitativa degli impatti proposta nella Relazione di identificazione degli impatti potenziali attesi risulta discordante con i principi suddetti, in quanto generici e superficiali e soprattutto incoerenti con il progetto in esame. A pg.97 si indica un impatto complessivo che raggiunge punti  633 inferiore al limite massimo per la compatibilità ambientale pari a punti 650. I 17 punti di distacco non giustificherebbero la non assoggettabilità a VIA, considerata la particolarità del sito(Valle d’Itria, masserie storiche, trulli ecc).

CGIL Martina  Isabella Massafra

COMITATO RESIDENTI  PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELLA VALLE D’ITRIA

Mario Ceci

Ind. C/o CGIL Martina Via Pantaleone Nardelli 5   74015 Martina Franca

Cell 3356726589

Email

isabella.massafra@hotmail.it

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