Dopo l’accoglienza alla Camera delle mogli dei due Marò arrestati in India, l’on. Chiarelli dichiara “imbarazzo” per la situazione e apprezza “la determinazione delle due signore”, promettendo di agire per “sollecitare il nuovo governo ad accelerare i tempi”

L’Aula della Camera, ieri, ha accolto con un lungo applauso le mogli dei due maro’. “Ho sottolineato loro che auspichiamo una rapida soluzione” del caso, ha detto la presidente Laura Boldrini, che poco fa ha incontrato le due signore. “Ho scritto al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, sollecitando un suo intervento sul caso”, ha detto Boldrini a Vania Ardito e Paola Moschetti, mogli di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. “Ci tenevo a conoscervi”, ha aggiunto. Anche l’on. Gianfranco Chiarelli è voluto intervenire, affermando che “la vicenda dei nostri marò, alla luce dell’ennesimo rinvio procedurale, comincia ad assumere connotati assolutamente grotteschi”. Il parlamentare jonico ha detto più volte di provare “grande imbarazzo come cittadino italiano, prima che parlamentare della Repubblica”. Sono passati due anni e due governi “senza essere riusciti a fare un solo passo in avanti verso quello che deve essere l’unico obiettivo: riportare in Italia i nostri Latorre e Girone. Ho molto apprezzato la determinazione e al contempo la grande dignità con cui le due congiunte dei nostri militari hanno rappresentato, nell’ambito delle audizioni di questi giorni in commissione alla Camera dei Deputati, la loro legittima aspettativa di un deciso cambio di rotta da parte del governo italiano, in direzione di una rapida soluzione della vicenda. – ha aggiunto Chiarelli – Come parlamentare pugliese e rappresentante diretto del territorio ionico, aree di provenienza dei due marò, mi sento particolarmente coinvolto e vicino alle due famiglie. Sarà mia cura – conclude – proseguire nell’impegno di sollecitare il nascente nuovo governo affinché vengano accelerati i tempi per ogni utile concreta iniziativa”.

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