La Regione Puglia promuove, in questi giorni, la campagna di vaccinazione anti influenzale 2013/2014. “Noi siamo orgogliosi di essere una regione all’avanguardia nella rete dei vaccini, nella diffusione della cultura della prevenzione che si basa sull’utilizzo dei vaccini – ha affermato il Governatore Nichi Vendola – L’influenza può essere l’equivalente di un ciclone, di un uragano che rischia di travolgere le porzioni più povere della popolazione. Lo scudo per difendersi si chiama vaccino”.

La campagna di vaccino antinfluenzale si diffonderà per tutto il territorio a partire da novembre fino al 31 dicembre, il periodo ottimale per arginare il solito picco epidemico fissato tra gennaio e febbraio.

L’ ASL di Taranto ha diffuso un elenco delle fasce di popolazione maggiormente a rischio influenza, ai quali va data maggior priorità di vaccinazione: soggetti ultrasessantacinquenni; soggetti in età infantile ed adulta affetti da malattie croniche, debilitanti a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, uropoietico, malattie degli organi emopoietici; diabetici; soggetti affetti da sindromi di malassorbimento intestinale, fibrosi cistica e altre malattie congenite; anziani o disabili residenti presso strutture socio-sanitarie.

La vaccinazione antinfluenzale è altresì offerta alle donne, che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
Pertanto, i cittadini che rientrano nelle suddette categorie a rischio, potranno rivolgersi ai propri Medici curanti (Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta), i quali provvederanno direttamente ad effettuare la vaccinazione antinfluenzale nei propri ambulatori.
La vaccinazione è, inoltre, fortemente raccomandata per i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (personale sanitario, forze dell’ordine, vigili del fuoco, addetti ai pubblici trasporti, ecc.). Si coglie l’occasione per sottolineare anche l’importanza della vaccinazione antipneumococcica nei soggetti ultrassessantacinquenni e nei soggetti appartenenti a gruppi a rischio per condizioni morbose predisponenti alle infezioni da pneumococco e alle sue complicanze (polmoniti, otiti, sepsi, meningiti), che potrà essere eseguita in concomitanza con quella antinfluenzale. Infatti un anticipo della somministrazione del vaccino antinfluenzale potrebbe, soprattutto nelle persone anziane che presentano risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un declino del titolo anticorpale proprio in corrispondenza del picco epidemico stagionale.
“La campagna di vaccinazione per noi e’ molto importante non solo dal punto di vista economico – ha aggiunto Vendola – perché un vaccino costa 5 euro mentre un ricovero per influenza normalmente costa tra i 2/3mila euro, ma anche da un punto di vista sanitario e sociale per guadagnare salute perché le complicanze possono essere talvolta fatali soprattutto per i pazienti più a rischio, quelli più vulnerabili. L’Organizzazione mondiale della sanità indica nella povertà un fattore di produzione di patologie – ha specificato Vendola – la povertà ha un suo contenuto clinico, non solo sociale. Dare quindi questa corazza di una diffusa cultura vaccinale alle persone deboli, gli anziani e i bambini, e’ fondamentale. Oggi milioni di italiani non possono più curarsi perché l’asticella per l’esercizio del diritto alla salute si sta alzando di anno in anno in modo insopportabile. Si calcola che ci siano 9 milioni di italiani – ha ricordato – che nel 2012 non si sono curati”.

Per Vendola “e’ la cultura della prevenzione che fa risparmiare salute e denaro”. Anche quest’anno, ha concluso il presidente, “noi partiamo dal cuore dell’istituto di igiene del Policlinico di Bari con una campagna che vogliamo sia quanto più possibile capillare affinché il vaccino possa essere uno scudo che ci mette al riparo dalle conseguenze dell’influenza”.

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