Buone nuove in ambito socio-sanitario. L’Assessorato ai Servizi Sociali e l’Ufficio di Piano del Comune di Martina Franca affiderà, in conformità alle leggi regionali, nuovi assegni di cura che sostituiscono e comprendono il vecchio Assegno di cura per le persone non autosufficienti, per gli affetti da SLA e per  l’Assistenza Indiretta Personalizzata.

“Si tratta di un contributo economico regionale che ha l’obiettivo di favorire la permanenza  o il rientro, anche temporaneo, di persone affette da SLA/SMA non autosufficienti o da persone in condizioni di disabilità gravissima presso il domicilio, assicurando alle famiglie che hanno assunto il lavoro di cura un sostegno economico adeguato e contrastando le situazioni di vera e propria indigenza economica”, dichiara l’Assessore Donatella Infante.

Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12 del 24 febbraio e fino al 30 aprile 2014, attraverso la compilazione dell’istanza di accesso al contributo, reperibile su apposita piattaforma (http://bandi.pugliasociale.regione.puglia.it), da parte del beneficiario o di altro soggetto richiedente. Possono presentare domanda persone residenti in Puglia almeno dal 1° luglio 2013, che siano assistite presso il proprio domicilio da care giver familiari e/o professionali. Per accedere all’Assegno di Cura/SLA, la priorità è per i pazienti affetti da SLA, SMA, Demenza frontotemporale (FTD), Atrofia Muscolare Spinale Progressiva sporadica, Atrofia muscolare bulbo-spinale progressiva (Malattia di Kennedy), Paraparesi Spastica Ereditaria (SPG), Sclerosi Laterale Primaria. Per usufruire dell’Assegno di Cura per non autosufficienti, possono presentare domanda i pazienti in stato vegetativo, coma vigile o stato di minima coscienza che perduri da almeno un mese alla data di presentazione della domanda di accesso al beneficio; quelli affetti da patologie gravemente invalidanti, che ne determinino la dipendenza continuativa per la respirazione assistita, invasiva e non invasiva (ad es.: tracheostomia, ventilazione assistita, ventilazione notturna, ecc.), quelli affetti da patologie gravemente invalidanti, che ne determinino la dipendenza continuativa per l’alimentazione indotta (ad es.: sondino nasale, sondino PEG, ecc.), i pazienti affetti da patologia rara, gravemente invalidante, neurodegenerativa o cronicodegenerativa non reversibile, di particolare impegno assistenziale (quali a titolo meramente esemplificativo la Corea di Huntington, la Sindrome di Rett, la Distrofia di Duchenne), quelli  affetti da altre patologie cronicodegenerative non reversibili. Le domande inoltrate da questi ultimi pazienti potranno essere ammesse previo parere del Coordinamento Regionale Malattie Rare in merito alla gravissima disabilità e al carico di cura ad essa connessa, e comunque in presenza di idonea copertura finanziaria. L’Assegno di cura sarà erogato, da ciascuna ASL, in tranche bimestrali e non sarà cumulabile con eventuali altri buoni servizio di conciliazione per il carico di cura domiciliare che la Regione dovesse attivare a partire dal 2014.  Gli importi dell’Assegno  di cura per i pazienti affetti da SLA, SMA e altre patologie rare vanno da un minimo di 500 euro mensili, alla diagnosi certa, a 1.000 euro per carichi assistenziali intermedi, ad un massimo di  1.100 euro mensili, nella fase di maggior aggravamento della malattia e del carico assistenziale. Per tutti gli altri assegni di cura l’importo è unico, pari a 600 euro mensili e 7.200 euro annui. Il nucleo familiare del paziente non autosufficiente godrà dell’Assegno di cura esclusivamente nell’ambito di un PAI – Progetto Assistenziale Individualizzato, costruito dall’UVM distrettuale, purché integrato da prestazioni domiciliari SAD, ADI o sanitarie.

La Regione Puglia ha inteso garantire l’Assegno di cura prioritariamente a gravissimi non autosufficienti, a prescindere dal reddito individuale. Solo successivamente alla presa in carico di questi  pazienti , e in presenza di eventuali economie, a partire dal 5 maggio 2014, sarà possibile estendere la presentazione delle domande ad altri pazienti parzialmente non autosufficienti ed affetti da patologie meno gravi e non rare.

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