L’ultimo attacco oggi in via Villa Castelli, vicino al Risorto. Cresce la preoccupazione.
MARTINA FRANCA – 31 agosto 2026. Lupi alle porte della città e due cani sbranati. L’ultimo episodio è stato segnalato oggi in via Villa Castelli, a circa quattro chilometri da Martina Franca, nei pressi della comunità Il Risorto.
Il cane che vediamo nelle fotografie è stato rinvenuto con ferite devastanti. Secondo le informazioni raccolte da Puglia Press, non sarebbe un caso isolato: un altro cane sarebbe stato attaccato nella stessa zona.
L’attribuzione delle aggressioni ai lupi dovrà naturalmente essere confermata attraverso gli accertamenti degli organi competenti. Ma il problema della presenza dei lupi nel territorio di Martina Franca non nasce oggi.
Ad aprile scorso il problema era arrivato persino in Consiglio regionale della Puglia. Il consigliere Renato Perrini aveva chiesto l’intervento della Regione per la crescente presenza di lupi nel territorio ionico, citando espressamente Martina Franca, Crispiano e Massafra e riferendo di avvistamenti sempre più frequenti anche in prossimità dei centri abitati.
Perché i lupi si avvicinano alle zone abitate
Non sarebbe corretto attribuire automaticamente il fenomeno al caldo di queste settimane. Non ci sono elementi scientifici sufficienti per sostenere che siano le alte temperature, da sole, a spingere i lupi verso le abitazioni.
Il fenomeno è più complesso. ISPRA ha documentato negli anni l’espansione del lupo in Italia e il ritorno della specie anche in territori caratterizzati da una forte presenza umana. A rendere attrattive le aree antropizzate può contribuire soprattutto la disponibilità di cibo facilmente accessibile: rifiuti organici, carcasse, scarti alimentari e altre fonti di nutrimento.
Anche la presenza di animali domestici lasciati all’esterno e non adeguatamente custoditi può rappresentare un fattore di rischio.
C’è poi un elemento stagionale. Tra luglio e settembre i branchi attraversano una fase particolare del loro ciclo biologico: i cuccioli nati in primavera vengono trasferiti nei cosiddetti siti di rendez-vous, mentre gli adulti continuano a muoversi sul territorio alla ricerca di cibo. Questo non dimostra alcun collegamento diretto con quanto accaduto a Martina Franca, ma è un elemento da considerare nel monitoraggio.
Il problema è la vicinanza alle abitazioni
Quattro chilometri dal centro urbano non sono una zona remota della Murgia. Via Villa Castelli è un territorio abitato, attraversato quotidianamente e caratterizzato dalla presenza di numerose abitazioni rurali.
Ed è proprio questo l’aspetto che desta maggiore preoccupazione.
La presenza del lupo nelle campagne della Valle d’Itria è conosciuta da anni. Ciò che va verificato adesso è quanto frequentemente gli animali si stiano avvicinando alle case e se gli episodi di predazione sugli animali domestici stiano aumentando.
Quanto accaduto recentemente a Noicattaro dimostra inoltre che le segnalazioni non possono essere ignorate. In quel caso gli accertamenti genetici hanno permesso di stabilire con certezza la presenza di un giovane lupo appenninico e la Regione Puglia, dopo una serie di episodi, ha disposto specifiche misure di monitoraggio e cattura.
Martina Franca non è Noicattaro e i due casi non possono essere automaticamente sovrapposti. Ma proprio per questo servono accertamenti e non supposizioni.
Cosa devono fare i cittadini
Chi vive nelle campagne dovrebbe adottare alcune precauzioni, soprattutto dal tramonto all’alba: non lasciare i cani liberi e incustoditi all’esterno, mettere al sicuro gli animali da cortile ed evitare di lasciare all’aperto cibo, rifiuti organici o altri materiali che possano attirare fauna selvatica.
In caso di avvistamento di un possibile lupo bisogna mantenere le distanze, non inseguirlo, non tentare di avvicinarlo per fotografarlo e soprattutto non offrirgli cibo. Gli avvistamenti possono inoltre essere comunicati attraverso il sistema predisposto dalla Regione Puglia per il monitoraggio della specie.
Dopo due cani attaccati nella zona, però, occorre fare un passo ulteriore.
Gli organi competenti dovrebbero verificare rapidamente se siano stati effettivamente dei lupi a provocare queste aggressioni, attraverso sopralluoghi, ricerca di tracce, eventuali campioni biologici e, se necessario, l’utilizzo di fototrappole.
Bisogna inoltre capire quanti esemplari frequentino l’area di via Villa Castelli e quanto si stiano avvicinando alle abitazioni.
Non si tratta di scatenare una caccia al lupo né di alimentare paure ingiustificate. Si tratta di prevenzione.
Due cani attaccati alle porte di Martina Franca sono già un segnale che merita attenzione. Aspettare che accada qualcos’altro prima di verificare cosa stia succedendo sarebbe un errore.
