Rottamazione tributi Martina Franca, il silenzio delle istituzioni
Si apprende di una comunicazione del gestore Andreani al Comune: richieste entro il 30 aprile, ma i dati arriverebbero dopo
Ultimora sulla rottamazione tributi Martina Franca. Emergono nuovi elementi che, se confermati, rischiano di complicare ulteriormente la situazione per cittadini, imprese e professionisti.
Secondo quanto si apprende in queste ore, il gestore della riscossione, Andreani Tributi, avrebbe trasmesso una comunicazione al Comune di Martina Franca per chiarire lo stato della procedura relativa alla definizione agevolata 2026.
Una comunicazione che, al momento, non risulta ufficialmente diffusa e che proprio per questo solleva più di una perplessità.
Rottamazione tributi Martina Franca, tempi stretti e dati che arriverebbero dopo
Da quanto si apprende, nella comunicazione verrebbe indicato che le richieste dei contribuenti dovrebbero comunque essere presentate entro il 30 aprile.
Allo stesso tempo, i riscontri sui carichi debitori verrebbero forniti successivamente, nei trenta giorni seguenti.
Se questo schema fosse confermato, si configurerebbe una situazione estremamente delicata.
I cittadini sarebbero infatti chiamati ad agire entro pochi giorni, senza avere la disponibilità immediata dei dati necessari per una scelta consapevole.
Una procedura che rischia di penalizzare i contribuenti
Il punto, segnalato già nei giorni scorsi da cittadini e professionisti, resta sempre lo stesso.
Molti contribuenti avrebbero già richiesto chiarimenti sulle proprie posizioni, senza ottenere nei tempi utili un quadro completo dei debiti rottamabili.
In queste condizioni, presentare una richiesta entro la scadenza rischia di trasformarsi in un atto fatto al buio, con il concreto pericolo di lasciare fuori alcune posizioni.
Perché il Comune non è intervenuto prima?
Accanto al problema operativo, emerge ora una questione politica e amministrativa.
Se le criticità erano già evidenti, ci si chiede perché il Comune di Martina Franca non sia intervenuto in maniera più incisiva.
Ad oggi, non risulta che sia stata formalizzata alcuna diffida nei confronti del gestore.
Un elemento che, se confermato, apre interrogativi sul ruolo dell’amministrazione in questa fase e sulle iniziative dell’assessorato competente.
Serve una proroga di almeno 30 giorni
Alla luce della situazione, appare sempre più evidente un punto.
Con tempi così ristretti, di fatto due o tre giorni, per presentare le richieste, molti cittadini rischiano di non riuscire ad aderire alla rottamazione.
Per questo motivo, si fa strada con forza la richiesta di una proroga dei termini di almeno 30 giorni, come già avvenuto in altre realtà.
Una misura che consentirebbe di ristabilire condizioni di equità e di garantire a tutti i contribuenti la possibilità di partecipare in modo consapevole.
Una comunicazione che resta da chiarire
C’è poi un altro aspetto che non può essere ignorato.
La comunicazione del gestore, secondo quanto si apprende, non sarebbe stata resa pubblica.
E questo rappresenta un ulteriore elemento di criticità.
Perché, in presenza di scadenze così ravvicinate, l’informazione tempestiva ai cittadini diventa fondamentale.
Le domande aperte
A questo punto, le domande sono inevitabili.
Perché non è stata resa pubblica una comunicazione così rilevante?
Perché non si è intervenuti prima per garantire tempi adeguati?
E soprattutto: perché non si procede oggi con una proroga che permetta ai cittadini di esercitare un diritto senza penalizzazioni?
Il silenzio del Comune
Il quadro che emerge è quello di una procedura ancora incerta, con tempi che rischiano di sovrapporsi alle esigenze dei contribuenti.
La rottamazione tributi Martina Franca resta una misura importante, ma per essere davvero utile deve mettere cittadini e imprese nelle condizioni di conoscere, scegliere e decidere.
A questo punto serve chiarezza. E serve subito.


