Sessantacinque minuti per ricordare a tutti che la fantasia e l’immaginazione sono valori ancora importanti al giorno d’oggi, nonostante il dilagare della virtualità e dei social network e dell’alienazione. E’ questo quello che propone la compagnia teatrale martinese “Le quinte”, che nel corso degli anni ha realizzato per il Teatro Pubblico gli spettacoli “La cena dei cretini”, “Rumori fuori scena”, “Il matrimonio perfetto”, “La strana coppia”, “La locandiera”, “L’amante degli ultimi fuochi”. La compagnia – che vede Pasquale Nessa e Gianni Carbotti come veri e propri «motori» – in questi giorni è sulle scene a Cisternino con uno spettacolo teatrale che trae ispirazione da “Il Piccolo Principe”, di Antoine De Saint-Exupery. L’opera originale, alla quale si è ispirato il regista Pasquale Nessa, è una delle più belle favole moderne che invita gli spettatori a sognare, a fantasticare e a riflettere trattando tematiche come: l’amicizia, l’amore, la speranza, lo spirito. Ricordando che “L’essenziale è invisibile agli occhi”, narra il viaggio che il piccolo principe (in compagnia di una rosa) fa nei vari pianeti, dove incontra diversi personaggi strani (il vanitoso, il re, la donna d’affari e il lampionaio), che gli hanno insegnato qualche cosa. Il bimbo resta infatti molto impressionato dal lampionaio, che deve accendere e spegnere il lampione del suo pianeta ogni minuto, perché il pianeta gira a quella velocità; per quest’uomo il piccolo Principe prova un po’ di ammirazione perché è l’unico che non pensa solo a sé stesso. La cura per la sua rosa lo ha fatto soffrire molto, perché spesso questa si è mostrata scorbutica. Sulla Terra il bimbo dai capelli dorati incontra il serpente, la volpe e il ferroviere, traendo da tutti i personaggi incontrati saggi insegnamenti. Ed è proprio il serpente che aiuta il piccolo principe a tornare sul suo pianeta dalla sua rosa, lasciando nella tristezza l’amico esploratore a cui ha raccontato la sua storia, ma regalando al pilota il suo sorriso, il suo messaggio, e un mare di stelle da guardare. Insomma, un opera che trova tra gli spettatori in erba, i bambini, i fruitori più interessati: “I bambini – confessa Nessa – hanno una capacità straordinaria di empatizzare con i personaggi rappresentati sulla scena e di esprimere le loro emozioni. Durante la rappresentazione, li sento gridare, appassionarsi, lottare, indignarsi. Qualcuno difende persino il cattivo, o la cattiva. Mi è capitato di sentirli urlare: «Lasciala. In fondo è una povera vecchia anche lei». Sono eccezionali”. “Con questo lavoro vogliamo far notare la sensibilità dei giovani verso il lavoro e il teatro – conclude il regista – verso questo bambino che viaggia con la fantasia fra pianeti e galassie. Un vero e proprio inno alla fantasia, che è ciò che manca nel mondo moderno”.

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