Di seguito un comunicato diffuso dal comitato provinciale Unicef:

Il 30 maggio 2013 l’UNICEF ha diffuso in tutto il mondo il suo “Rapporto annuale sulla condizione del’infanzia nel mondo”, quest’anno dedicato ai bambini e agli adolescenti con disabilità

            Il Comitato provinciale UNICEF – Taranto ha illustrato il “Rapporto” nell’ambito di una iniziativa inserita nella “Settimana dei Ragazzi” presso l’I.C.S. “C.G.Viola” di Taranto, dove i ragazzi hanno presentato una loro “lezione particolare” sui “Diritti in Parlamento” e successivamente è stato istituito il Comitato Baby dell’intero Istituto.

 

 

            Non è facile indicare il numero delle persone disabili nel mondo: secondo l’ultimo “Rapporto” della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) essi potrebbero essere pari ad un miliardo: di essi 1 su 10 è minorenne e l’80% vive nei Paesi in via di sviluppo.

            La loro difficoltà maggiore è l’accesso ai servizi: nei Paesi in via di sviluppo i disabili, nella maggior parte, restano esclusi della scuola e rimangono analfabeti.

            L’emarginazione e la esclusione di fatto espongono costoro alle violenze fisiche e verbali, con forme di quotidiana “discriminazione multipla”.

            Il problema della disabilità non è soltanto medico, ma anche e soprattutto sociale, se si pon mente alle barriere ambientali e sociali che impediscono la inclusione e la partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri individui.

            La mancata inclusione impedisce o ostacola l’accesso ai sevizi di base e alle diverse attività sociali (istruzione, sanità, trasporti, sport).

            Occorre perciò che in tutti i servizi e i programmi per l’infanzia, pensati a livello nazionale e locale sia presente l’esigenza del pieno sviluppo e della inclusione dei bambini e degli adolescenti con disabilità

 

 

            L’UNICEF sostiene la promozione dei diritti dei minorenni. La “Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” stabilisce i diritti dei minori e i doveri degli adulti, e prima di ogni altro il rispetto della identità e della dignità di ciascun bambino e adolescente. Quattro sono i principi fondamentali della Convenzione: Non discriminazione (art 2); superiore interesse (art. 3); vita, sopravvivenza, sviluppo (art. 6); ascolto e partecipazione (art. 12).

            In essi sono contenuti perciò i principi di riferimento dell’azione dell’UNICEF in Italia e nel mondo. Nello specifico: sostegno e trattamento egualitario per l’accesso ai servizi; piena inclusione sociale e pari opportunità; sostegno allo sviluppo di ciascuno. Ed ancora: diritto alla inclusione, all’istruzione.

            L’UNICEF segue particolarmente quest’ultima azione attraverso la sensibilità e la professionalità dei Dirigenti Scolastici e dei Docenti di quelle Scuole che si sono impegnati con noi  nella costruzione di una “Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi”, nella quale i diritti dei disabili sono posti all’attenzione di tutti.

 

 

            In Italia  diritti dei bambini e dei ragazzi con disabilità sono legislativamente e normativamente protetti dal nostro ordinamento giuridico e dalla nostra azione UNICEF.

            Tuttavia il Comitato di esperti indipendenti, incaricato dall’ONU di vigilare sullo stato di attuazione della “Convenzione” sui diritti dell’infanzia  e dell’adolescenza nei singoli Paesi, ha fatto all’Italia precise raccomandazioni, rivolte ad evitare che il tema della disabilità non si veda più sotto l’ottica dell’ “handicap”, bensì sotto l’ottica della inclusione sociale: per quel Comitato, occorre rivedere le politiche e i programmi esistenti in materia di disabilità, attraverso iniziative di informazione, formazione e sensibilizzazione dei funzionari statali  e delle singole comunità;  fornire un numero sufficiente di insegnanti specializzati a tutte le scuole; procedere ad una raccolta di dati specifici sui bambini con disabilità, sulla base dei quali poter definire politiche e programmi.

            Gli alunni con disabilità, in Italia, nell’a.s. 2011-12 erano 215.590 (dati MIUR).

            In quel medesimo anno circa il 9% delle famiglie ha fatto  ricorso per ottenere un aumento delle ore di sostegno (dati ISTAT); il 14,8% ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell’anno scolastico (10% nelle scuole secondarie di primo grado). Limitata è la partecipazione dei disabili alle attività extra-scolastiche (1 su 2). Molto bassa è la percentuale della loro partecipazione ai campi scuola e alle attività sportive (15% scuola primaria; 17% scuola secondaria di primo grado).

            Avvieremo nei prossimi mesi un nostro studio specifico sull’argomento per la nostra provincia.

 

 

            Si mette infine in evidenza l’importanza delle attività sportive e di movimento per promuovere eguaglianza ed inclusione.

            Lo sport (se è “sano”) infatti promuove amicizia, solidarietà, rispetto delle regole, gioco di squadra, disciplina, fiducia, rispetto per il prossimo, ausilio per il miglioramento delle capacità relazionali. Il suo “linguaggio” universale può far da ponte tra le diversità, stemperare le tensioni e favorire il dialogo: in campo le differenze non dividono, avvicinano i bambini e favoriscono il lavoro sul piano della parità.

            Sport, gioco e attività ricreative sono al centro dell’attenzione dell’UNICEF come strumento di tutela dei minori, capace di eliminare esclusioni e discriminazioni tra i bambini e di favorirne lo sviluppo.

            Anche su questo tema il Comitato di Taranto pensa di sviluppare la sua azione attraverso il suo progetto di “Sport amico”, consultando il CONI provinciale e gli esnti di promozione.

 

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