Questa mattina le forze dell’ordine di Martina hanno operato degli appostamenti in tutta la zona dove mercoledì mattina era stato investito il piccolo Angelo, studente di undici anni che si stava recando alla scuola Amedeo d’Aosta. Angelo stava attraversando le strisce pedonali, quando un’ auto lo ha letteralmente travolto. Il bambino aveva subito dei danni soprattutto dentali. Dalla testimonianza di un cittadino che era subito intervenuto, la donna si sarebbe subito fermata ed era stata invitata a seguire il mezzo del martinese che stava accompagnando il bambino all’ospedale. Subito dopo, la stessa ragazza che veniva indicata di 35 anni circa si dileguava con la sua Ypsilon di colore carta da zucchero. Come dicevamo, questa mattina la Polizia ha fermato tutte le auto che corrispondevano alle caratteristiche indicate da un testimone, comprese le sfumature. Veniva, pertanto, fermata un’auto Lancia Ypsilon che corrispondeva a tale descrizione, così come le sembianze della donna che, a sorpresa, era sordomuta. Gli agenti invitavano una interprete a tradurre con il linguaggio dei segni quanto affermato dalla donna che veniva invitata al comando per fornire una dichiarazione. Poco dopo, la stessa, accompagnata dal suo avvocato si è presentata, non nella stazione di polizia che l’aveva fermata, ma in quella dei Carabinieri dove si è autodenunciata. Sembra che la stessa si sia giustificata con il suo stato fisico che non le avrebbe consentito di sentire l’impatto con il bambino. Sono emerse delle discrepanze tra quello affermato dal testimone e la dichiarazione della donna. Saranno ora le autorità a stabilire la verità. Come abbiamo detto, rischia una incriminazione di omissione di soccorso. Fortunatamente la famiglia del bambino potrà ora contare sulla assicurazione dell’autovettura, piuttosto che ricorrere al fondo vittime della strada. Rimane la perplessità se la donna, nelle sue condizioni potesse guidare.

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