In data 2 marzo è stata presentata presso la Stazione dei Carabineri di Martina Franca una denuncia contro ignoti per il reato di deturpamento e imbrattamento ai sensi dell’art. 639 del Codice Penale.

A sporre denuncia sono stati il prof. Antonio Scialpi, capogruppo del gruppo FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Martina Franca e la dott.ssa Valentina Lenoci.

Insieme alla denuncia è stata presentata anche una dettagliata relazione fotografica riguardante le scritte sui muri della città, edifici sia pubblici che privati ( via Carella, via Maffei, via Cristo alla grotta, ponte del parcheggio viale Europa, via Carmine, edificio ex Archimede, via De Gasperi..)

Si ricorda che la legge punisce chiunque deturpi o imbratti cose mobili altrui con una multa e se il fatto è commesso su beni immobili è prevista la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da € 300 a € 1000. Inoltre, se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico (come monumenti, statue, chiese, edifici scolastici …) si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e la multa da € 1000 a € 3000.) . La gran parte degli imbrattamenti in questione si riferiscono proprio a questa fattispecie più grave.

L’azione in questi anni di diverse associazioni culturali, di rappresentanti istituzionali nonché di tanti singoli cittadini impegnati, quotidianamente, nella difesa dell’ambiente, nella tutela del patrimonio artistico – culturale e nella diffusione dell’educazione civica, ha dato vita a diverse iniziative di cittadinanza attiva, come per esempio la pulizia dei muri degli edifici del centro storico, degli archi di transito e dei monumenti imbrattati dalle scritte.

Purtroppo, le ultime azioni vandaliche di qualche incosciente ed incivile, finiscono per danneggiare l’intera Comunità oltre che ledere gravemente l’immagine della nostra Città.

Una Città che può contare sulla “eredità” pubblica, privata ed ecclesiastica di un incommensurabile patrimonio culturale, espressione del Barocco e Rococò, oggetto di un lento ma progressivo processo di restauro.

La cancellazione delle recenti scritte comporta, soprattutto, costi aggiuntivi sia ai privati cittadini che alla Pubblica Amministrazione.

Bisogna a tutti costi bloccare questo scempio rafforzando il controllo, collaborando con le Forze dell’ordine e utilizzando la videosorveglianza.

“La denuncia”- dichiara Valentina Lenoci – “segue un altro esposto che l’Amministrazione Comunale di Martina Franca nel settembre 2015 presentò alla Procura della Repubblica per questo reato,in qualità di persona offesa, essendo essa stessa proprietaria di alcuni edifici danneggiati.

Auspichiamo che faccia lo stesso il Commissario Straordinario e i proprietari degli immobili privati, che avrebbero poi la possibilità di costituirsi parte civile ed avere un risarcimento.

.Siamo convinti che questo nostro gesto sia utile anche per tutelare nuove forme d’arte come la street art che nulla ha a che fare con queste barbarie. Pensiamo che, a garanzia degli stessi artisti, sia giusto individuare spazi e opportunità per valorizzare la loro creatività nel rispetto del patrimonio.”

“Facciamo un appello”- dichiara il prof. Antonio Scialpi – “ a tutte le associazioni e ai cittadini per collaborare e fornire elementi utili per individuare i pochi che, perpetrando questi atti di puro vandalismo, danneggiano la città, che è di tutti!

Continuiamo con l’opera di sensibilizzazione portata avanti in questi anni da una Comunità che ha dimostrato, più volte e con gesti concreti, di volersi prendere cura di Martina Franca e della sua storia.

Siamo sicuri che le Forze dell’Ordine e la Polizia municipale, che già fanno tanto per la sicurezza, intensificheranno indagini e controlli

Ci auguriamo, infine, che la nostra denuncia serva da deterrente per evitare che simili gesti si ripetano, minando alla base la vocazione alla bellezza e all’accoglienza di Martina.

Ringraziamo il Comandante della Stazione di Martina, il Maresciallo Raffaele Cordaro per la consueta sensibilità mostrata”.

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