L’assessore comunale alle attività culturali, Antonio Scialpi, fa una riflessione nella sezione “commenti”, rispetto a un articolo da noi pubblicato ieri.

Una riflessione che prende spunto da un dato inoppugnabile: la giunta regionale della Puglia ha approvato, ieri, un provvedimento fondamentale (anche ai fini della rigenerazione urbana) ovvero la variante alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale di Martina Franca, il cui consiglio comunale deliberò quella variante nel 2001 e nel 2004. Già ieri noi evidenziammo che dal 2001, e dal 2004, a ieri, sono passati rispettivamente 12 e 9 anni. Però Scialpi aggiunge un elemento, nel suo scritto: non è stata la Regione Puglia a prendersi nove anni di tempo per decidere, è stato il Comune di Martina Franca a tenersi nei cassetti quelle delibere. Per nove, o addirittura per dodici, anni.

E Scialpi rimarca che in questo tempo si sono succeduti amministratori a gogo, decine e decine di assessori, ma anche funzionari, un paio di sindaci, dirigenti tecnici con un turnover che manco Fabio Capello avrebbe applicato così tanto. Dice, Scialpi, che tutto è accaduto nel silenzio di chi oggi parla e moralizza.

Giusto. C’è una risposta, per la verità, a quel suo commento: lui dov’era? Ma non è questo il punto, perché lo scambio di commenti è cosa fra loro.

Il punto è che, sulla base di questa precisa denuncia di un amministratore in carica, sarebbe opportuno se non doveroso, che si individui chi ha consentito di far perdere questo tempo, e se lo ha fatto con intenti diversi da quello di dormire fra due guanciali. Oddio, Scialpi ha fatto capire che un certo modo di fare urbanistica, con i provvedimenti tenuti nei cassetti, era anche finalizzato a fare del bene a studi legali chissà quali. Accuse molto molto gravi. E, data la serietà assoluta della persona che le ha espresse e dato il ruolo da lui ricoperto oggi, accuse alle quali bisogna dare un peso ulteriore.

Ora l’amministrazione comunale in carica ha anche gli strumenti, proprio perché in carica, di risalire anche alle responsabilità dei ritardi. E di perseguirle, nell’interesse dell’amministrazione pubblica. Cioè della città.

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Un pensiero su “Quelle delibere di 12 anni fa”
  1. Ok! Ma Scialpi il Professore dove era?
    Poteva denunciare queste cose anche prima. Troppo comodo ora.
    Dove era il professore quando si discuteva della perdita dei finanziamenti del parcheggio di via Bellini?
    Dove era il professore quando si discuteva degli stipendi d’oro ai dirigenti.?
    Dove era il professore quando di discuteva della proroga dell’appalto smaltimento rifiuti?
    La litania potrebbe continuare a lungo.
    Oggi opportunisticamente rinuncia a candidarsi a Sindaco e si offre “Savatore della patria” tutto minestra.

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