Mentre Ceglie Messapica, piccolo e ridente centro della provincia di Brindisi senza una importante storia sportiva alle spalle, tra poche settimane inaugurerà un nuovo impianto interamente dedicato al calcio, molto più di un semplice stadio di periferia, nello specifico una struttura con tre campi in erba sintetica di ultima generazione, uno dei quali regolamentare, e due più piccoli, come vero fiore all’occhiello, Martina Franca non ha una struttura all’altezza, eppure la meriterebbe, eccome se la meriterebbe. Qui solo problemi, intralci, opposizioni, imposizioni, abbandono, immobilismo e perché no, chiamiamolo per nome, menefreghismo. Il “Tursi” a dieci mesi dall’ultima finale play-out vinta dal Martina calcio in Lega Pro contro il Melfi con gioiello di Baclet è stato del tutto abbandonato al suo destino vedendo arrestare definitivamente tutti gli interventi. Prima e’ diventato improvvisamente inagibile per le prescrizioni imposte dalla Lega Pro professionistica, poi lo è diventato anche per campionati inferiori (il Martina ora milita in Prima categoria dove non ci sono neanche i guardalinee). La nuova società che ha ricominciato a fare calcio con entusiasmo dal basso, ha cercato in tutti i modi di averne l’utilizzo, in quanto se era stato agibile per la Lega Pro, riusciva difficile pensare che non lo fosse per una Prima categoria. Ma niente, non c’è stato verso. “Con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 73 del 21.07.2015 è stato approvato il Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2015/2017 nel quale è stata prevista nell’area in atto occupata dallo Stadio Comunale “G. D. Tursi” l’intervento “delocalizzazione campo sportivo e sistemazione area mercatale” (si può?), nonché l’adeguamento dell’impianto sportivo sito in località “Pergolo” (ancora non si sa in che maniera). “Considerando che sono pervenute diverse richieste di società sportive in merito all’utilizzo dell’impianto sportivo de quo; e che con provvedimento del Dirigente del Settore LL.PP. – Patrimonio, prot. n. 37776 del 22.06.2016, è stata dichiarata l’inagibilità temporanea dell’impianto sportivo “G.D. Tursi” ed il divieto assoluto di utilizzo dello stesso per qualsiasi attività, ad eccezione dell’esecuzione degli interventi manutentivi occorrenti (quali?), fino a quando non vengano superate le criticità esistenti sull’impianto; e tenuto conto che per la realizzazione degli interventi previsti nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2016/2018, occorre attuare la relativa progettazione e reperire i necessari finanziamenti; nelle more della riconversione, al fine di soddisfare le richieste pervenute, l’Amministrazione ha valutato la possibilità di far fruire l’impianto temporaneamente mediante affidamento della relativa manutenzione e gestione fino al 30.06.2018, con possibilità di recesso convenzionale per l’Amministrazione Comunale”. Insomma, nella sostanza, il Comune ha deciso di disincentivare l’utilizzo del Tursi mettendo a favore di chi ne aveva fatto richiesta condizioni del tutto improponibili. Nessun sostegno, dunque, solo la volontà non tanto nascosta di far finire tutto, perché questo è quello che succede. Si vuole abbattere il Tursi per fare un’area mercatale, ma il quesito è legittimo: Il Tursi, la sua storia di blasone, si può davvero abbattere materialmente e cancellare con un colpo di spugna per soddisfare la volontà e gli interessi di qualcuno che nella scorsa Amministrazione ha ricoperto il ruolo di consigliere di maggioranza? E soprattutto si può fare in assenza di una vera alternativa? Su questa vicenda aleggia il mistero, in quanto sembrerebbe che le carte relative all’utilizzo, alla proprietà ed al fine di quell’impianto sportivo utilizzato dal 1945, sono sparite o sono state insabbiate. Non si sa più cosa fare e cosa resterà di questo stadio. Sembrerebbe anche che temporaneamente è cambiato anche il dirigente comunale deputato ad assolversi responsabilità su questo caso. Una storia di non lungimiranza politica e di ostracismo che penalizza una città. Noi provocatoriamente invitiamo ad aprire il Tursi per l’ultima gara del Martina calcio in questa stagione, magari per festeggiare il salto in Promozione. Diamo un segnale dicendo che si può ricominciare diversamente con la consapevolezza che dall’investimento su strutture sportive come si deve dipende anche il futuro sportivo della nostra città e dei nostri figli. Martina se lo merita.

Sandro Corbascio

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