(Intervista esclusiva pubblicata dal settimanale Puglia Press)

Donato Pentassuglia, ex Assessore regionale alla Salute ed attuale Consigliere regionale. E’ nota a tutti la sua frattura con il Governatore Emiliano. L’attuale vicenda riguardante il ridimensionamento dell’Ospedale di Martina Franca sembra sia dovuta proprio a questo.

Consigliere, prima della Delibera di lunedì scorso, si aspettava tutto questo?

“No. Avevo posto la questione in Commissione, nella riunione di maggioranza. Avevo parlato con il Capo dipartimento della realtà jonica.   La prima considerazione deprimente è che il territorio provinciale non ha fatto squadra”

Quando ha compreso che era avvenuto il ciambotto?

“Lunedì. Ne avevo avuto però il sentore sabato, quando al confronto con i sindaci non si erano presentati tutti. Avevo lavorato nel merito, avendo conoscenza diretta delle questioni che avevo trattato da Assessore. Ho verificato un zigzagare sulle questioni. Lì mi sono preoccupato un po’.  La questione l’avevo posta una settimana prima. Non era successo nulla nella verifica delle slide e brochure, arrivate in commissioni. Ho visto che le cose non quadravano, non c’era equità. Non c’era nulla nel provvedimento da giustificare il Decreto Ministeriale pubblicato l’anno scorso. Il fatto che Taranto non avesse il 3 o 4 per mille dei posti letto in media regionale determina un sacco di problematiche ma, l’unico che ha fatto provvedimenti sono stato io come Assessore regionale ed il prof Schittulli”

Non è che lei e l’Amministrazione comunale di Martina siete stati un po’ superficiali nell’affrontare il problema? Lei, da ex Assessore regionale alla Salute conosceva meglio di tutti le dinamiche

“No nessuna superficialità, i numeri sono stati utilizzati a seconda del bisogno.Taranto non ha i numeri per avere un secondo livello, secondo il Decreto Ministeriale. Non ha i numeri per avere ospedali di primo livello.  Non è il titolo che fa l’ospedale, ma le branchie e la professionalità che sono all’interno. Il gravissimo problema e che Taranto è depotenziata dal 2004. Nessuno fece le piante organiche secondo norma. Quel problema ce lo siamo portati avanti per 10 anni. Stiamo lavorando sulle piante organiche del 2004 meno 1,4% Il problema dei problemi è il personale medico a cui qualcuno ha fatto riferimento solo in virtù delle norme Europee. Detto questo mi sono appassionato di più a specificare i problemi come l’occupazione, piuttosto dei numeri dell’Ospedale di Martina che sono addirittura avanti rispetto il S.S. Annunziata di Taranto per accessi. Anche perchè l’avrei impostata io una delibera che lo Stato non ha avuto il coraggio di fare. Taranto vive nella prospettiva del nuovo ospedale che ho accelerato e che stava dormendo nei cassetti della Regione. A titolo informativo la questione è quella di avere Manduria, Martina e Castellaneta come poli di primo livello, per avere dentro tutte le branchie, ma non perchè sono di primo livello.  Attenzione, addirittura Castellaneta utilizza la deroga per i ripetitori di confine e area disagiate”

Lei, dopo la delibera, è andato a Bari da Emiliano arrabbiandosi, ma cosa ha ottenuto?

“Ho rivendicato le ragioni del territorio Jonico cosa che non ha fatto il capogruppo del mio partito (Mazzarano) anche lui della provincia di Taranto. La battaglia l’ho fatta dalla mattina, perchè quando tu non riconosci il primo livello mi dai l’idea che riportandolo a ospedale di base non hai vari reparti e depotenzi, mentre adesso sono stati riconfermati gli investimenti sulla rianimazione, perchè c’è la delibera sui lavori. La settimana prossima consegnano la stanza asettica perché noi abbiamo un ospedale a norma, accreditabile secondo la legge. La mia rabbia deriva dal fatto che con il depotenziamento di Martina e Manduria e la chiusura di Grottaglie scenderanno notevolmente i posti letto. Non mi convince che tra un anno aumenteranno. Il S.S Annunziata non ha la capacità, Grottaglie me lo chiudi, Castellaneta devi fare i lavori e so che avendo dato le deroghe, a distanza di un anno e mezzo, neanche le assunzioni sono state fatte in Puglia dal sistema. Adesso farò una denuncia circostanziata perchè qualcuno ha tentato di fare il professore sui numeri e sul metodo. Adesso voglio conto di tutto quello che ho fatto e non si è avverato, nonostante le delibere. Adesso voglio conto da funzionari e dirigenti, perché adesso sul loro operato andrò a sindacare e non farò sconti.  La Asl di Taranto aveva investimenti per 700mila euro il 4 dicembre 2014”

Si, ma realmente dalla Delibera al dopo incontro con Emiliano, cosa è cambiato?

Intanto Emiliano ha confermato che in Giunta non aveva declassato o depotenziato Martina. Ha confermato gli investimenti. La questione che il sindaco ha posto è di aver rispetto per tutti i territori, considerando i numeri. Quindi se scrivi sulla carta che Castellaneta dev’essere primo livello, devono esserlo anche Martina e Manduria. Siccome vogliamo il San Cataldo da 750 posti a qualche km, sappiamo dove andarci a curare.Qui serve più territorio e servizi alla persona anche a domicilio. E’ un problema di dignità”

Ma venire a Martina da Cisternino, Locorotondo, Alberobello, Ceglie ecc., non rappresenta comunque una mobilità passiva?

La Legge parla di bacini d’utenza.

Per la verità la Delibera parla che le altre ASL devono accogliere i cittadini di Fasano e Cisternino in attesa che venga fatto il nuovo ospedale tra Fasano e Monopoli. Resta di fatto la mobilità passiva e promuovendo il nostro nosocomio, in realtà si rema contro a strutture a rischio all’interno delle loro ASL di appartenenza. L’Ospedale della Valle d’Itria di fatto non esiste.

Io avevo proposto di dedicarlo a Motolese, come personalità locale, al di là del nome Martina.

Possiamo rassicurare i cittadini che non saranno chiusi dei reparti?

Assolutamente sì. Tutto confermato. Ripartono i lavori e tutto passiamo da 136 a 162 posti letto.

Per la verità la Delibera parla di una decina di posti di meno. Restano tanti dubbi su quello che è cambiato e su quello che avverrà, nonostante le rassicurazioni e i comunicati stampa. Non dimentichiamoci che solo poco tempo fa si parlava della costruzione di un nuovo ospedale e pochi giorni fa di chiusura. Pentassuglia ha dichiarato che l’Ospedale è salvo, ma le preoccupazioni dopo la delibera di riordino restano tali e quali, se è vero che è rimasto esattamente tutto a lunedì 29 febbraio. Martedì mattina, ad Ancona, Pentassuglia & C è stata spiegata meglio quella Delibera. Bastava leggerla. Martina rimane ‘Ospedale di Base’. Poi si vedrà.

Antonio Rubino

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