Il TAR di Lecce dà ragione al Comune

Lo dichiara il vice-sindaco Pasquale Lasorsa, che già stamattina sta provvedendo a redigere l’atto che renderà esecutiva l’operazione in seguito alla sentenza del TAR di Lecce che dà ragione al comune di Martina Franca dichiarando la legittimità della delibera di consiglio comunale del maggio 2006 con la quale, grazie ai voti dell’opposizione di allora, si decise di “non cedere nè concedere l’area demaniale di Via de Gasperi” occupata illegittimamente dalla società petrolifera. Andando indietro nel tempo, il 16 febbraio del 2006 furono undici consiglieri comunali dell’opposizione dell’epoca (l’attuale sindaco Franco Ancona, Anania Chiarelli, Franco Mariella, Antonio Ruggieri, Antonio Martucci, Marcello Cantore, Lorenzo Micoli, Antonio Scialpi, Giandomenico Bruni, Luca Conserva e Pasquale Lasorsa) a chiedere l’iscrizione all’ordine del giorno del consiglio comunale di una proposta di provvedimento in grado di risolvere definitivamente la questione affermando la volontà dell’Ente di non cedere né concedere a terzi l’area demaniale in questione. La storia (che si può leggere integralmente all’indirizzo http://www.amomartina.it/categoria.asp?cat=12) era cominciata quando il Comune di Martina Franca, complice l’assenza di un censimento dettagliato delle proprietà pubbliche, rilasciò un permesso di costruire su un suolo sulla Valle d’Itria che, però, si scoprì essere, per la maggior parte, comunale. La parte aveva dichiarato di esserne proprietaria ma la situazione, come emerse in consiglio, era diversa. Su poco più di 1.100 mq, quasi 600 mq erano (e sono) demaniali. Queste le dichiarazioni di Lasorsa, all’epoca all’opposizione, appunto, e oggi vice-sindaco. Si trattava, secondo gli undici firmatari della richiesta di non concessione, di “indebita appropriazione del suolo pubblico”. Il permesso era stato rilasciato, e la costruzione dell’impianto fu portata avanti. Ma poi emerse una serie di irregolarità che indussero, a struttura ormai ultimata, all’annullamento del permesso di costruire (14.11.2005) ed all’ordine di demolizione (15.11.2005) entro novanta giorni dalla notifica. La questione venne affrontata nel consiglio del 25.5.2006. Dopo l’abbandono dell’aula da parte di molti componenti della maggioranza e dopo la bocciatura della richiesta di rinvio formulata dal Sindaco, la votazione ottenne i voti sufficienti per passare (delibera n°57/2006: 11 a favore, 7 astenuti compreso il sindaco). Contro questa delibera l’A.P.I. s.p.a. propose un ricorso al T.A.R. Lecce chiedendone la immediata sospensione dell’esecutività. La battaglia cominciata dai banchi d’opposizione oggi ha trovato  conferma nella sentenza n°112/2014 (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Lecce/Sezione%202/2009/200900338/Provvedimenti/201400132_01.XML).
“Avanti così”, ha commentato Lasorsa.

 

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