Sarebbe stato un buon sindaco Giuseppe Gaetano Marangi, ma fu tradito dalla sua stessa coalizione che lo candido’. Uomo di cultura, ancor prima che avvocato, aveva un amore incredibile per la sua città, Martina Franca, alla quale aveva dedicato un cosiddetto vocabolario sulla sua lingua. Tante le conversazioni, i diversi punti di vista, soprattutto sull’Ilva che lui riteneva fondamentale per l’economia tarantina ed io che chiudesse. Non era certamente un uomo di sinistra e le cantava in tutte le lingue sia ai nuovi populisti come i cinque stelle che non poteva proprio vedere, soprattutto ‘il fessacchiotto’ Di Maio, ” Siamo nelle mani di dementi. Ma da dove cazzo sono usciti ?? Quali caverne hanno abitato fino ad ora ??”  ma soprattutto per i comunisti: ” Sappiatelo e traetene le conseguenze Il 4 di marzo LE SINISTRE ”EUROPEE” SONO I PARTITI DI TASSE & BANCHIERI PER SPOGLIARE IL CETO MEDIO: DAL PD ALL’SPD, TUTTA UNA RAPINA”. All’Assessore Scialpi chiedeva tranquillità e rispetto all’interno del centro storico che spesso veniva ridotto in caciara da manifestazioni che nulla c’entravano. In una trasmissione di FACCIAMO PIAZZA PULITA le cantava all’Acquedotto Pugliese, ad Emiliano, ma soprattutto all’Amministrazione Comunale di Martina Franca. L’avvocato Marangi ci mancherà, molto. Ma avrà un riconoscimento che nessuno nella storia futura potrà mai confutarli: La parlata dei martinesi. La città perde di sicuro UNO GALANTUOMO

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