Il tema dell’ospedale e della sanità pubblica è in piena ascesa. Anche con prese di posizione su terreni inesplorati finora. Se va prendendo piede una proposta (sulla scorta di quanto avvenne qualche sera fa in piazza) di svolgere una seduta del consiglio comunale in piazza XX Settembre, ecco arrivare un’altra proposta, del Pdl locale: facciamo il consiglio comunale in seduta permanente proprio lì, in ospedale. Di seguito il comunicato diffuso dalla sezione locale del Pdl:

Consiglio  comunale permanente in ospedale; lo chiedono l’on.le Gianfranco Chiarelli e l’intero Popolo della Libertà.  Affollata assemblea lunedì nella sede del coordinamento cittadino del Popolo della Libertà di Martina Franca per discutere della questione sanità e dell’ ospedale cittadino. Fortemente voluta dal coordinatore cittadino On.le Gianfranco Chiarelli, alla riunione hanno preso parte il coordinatore provinciale Gino Montanaro, il vice vicario Renato Perrini, i consiglieri regionali Sala e Lospinuso, l’intero direttivo locale, i responsabili di dipartimento nonché una ampia delegazione di medici ospedalieri, di base, territoriali. Presenti i due vice coordinatori cittadini, Pino Pulito, anche in veste di consigliere comunale, e Mario Caroli, la discussione ha interessato le grandi criticità della sanità pugliese ed in particolare quella locale. Negli ultimi due anni si è registrato un calo medio delle prestazioni del 35/40%, interessando sia le strutture pubbliche sia quelle private. In aumento esponenziale le liste di attesa, che costringono i pugliesi alla mobilità verso altre regioni, causando, paradossalmente, un aumento della spesa sanitaria, a causa degli onerosi rimborsi dovuti dalla regione Puglia. Tragica la situazione in provincia di Taranto e a Martina Franca. Il grido d’allarme che il PdL ha più volte rinnovato è rimasto colpevolmente inascoltato. L’ospedale di Martina è stato gradualmente depotenziato e rischia di diventare un semplice poliambulatorio. Il PdL ritiene esaurita la fase della denuncia, delle petizioni, delle proteste estemporanee. Chiede a tutte le forze politiche del territorio di attivare iniziative comuni, iniziando con un consiglio comunale monotematico permanente, allargato ai consiglieri regionali e ai parlamentari locali, da tenersi nella sede dell’ospedale, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità. Una iniziativa “usque ad finem“, ovvero fino a quando non si otterranno fatti concreti per il  futuro dell’ospedale martinese, a cominciare dalla riattivazione dei reparti chiusi o ridimensionati, come la cardiologia e  la mai attivata Uti

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