Come nei migliori cinepanettoni, due ragazzi decidono di trascorrere il Capodanno a New York fra grattacieli e luci. Cosa accade se però l’avventura si trasforma nel remake della ‘Tempesta perfetta’? È quello che è capitato al martinese Vincenzo Lisi ed al suo compagno di viaggio, bloccati nella Grande Mela a causa dell’allerta meteo di inizio anno. Il 5 gennaio, a conclusione di un soggiorno in America, i due si sono recati all’aeroporto JFK per salire sul volo delle 23,00 e tornare a casa. Considerando che la tormenta di neve aveva portato alla cancellazione di circa tremila voli nei due giorni precedenti, i due avventori sono giunti con largo anticipo al gate; dopo aver superato tutti i controlli, però, apprendono che il loro volo è in ritardo di un’ora. A mezzanotte, il ritardo si è tramutato nella cancellazione di quello e di altri tre voli. Immaginate l’agitazione di più di mille persone che, in piena notte, realizzano che non dormiranno a casa, come previsto, e si ritrovano stipate su delle navette. Scopriranno dopo che la loro compagnia aerea, la Norwegian airline, ha provveduto alla sistemazione presso vari hotel, tra i quali il Wall Street, pagando pernottamento e prima colazione ai malcapitati. Sembra un dettaglio ma non lo è, perché la sopravvivenza in una metropoli in cui una lattina di Coca Cola costa sei euro risulta dispendiosa. È al risveglio, però, che Vincenzo deve affrontare la parte più difficile di questa avventura inaspettata: munitosi di pazienza, raggiunge l’aeroporto newyorkese e, come beffa sul danno, scopre che i bagagli, imbarcati la sera prima, sono dispersi (verranno recuperati solo il secondo giorno, ndr). Mamma ho perso l’aereo…e le valigie, dunque, per rimanere sui toni del più classico dei film. Non c’è tempo e spazio per la disperazione, dal momento che bisogna capire come ovviare alla prenotazione del biglietto. Vincenzo rispolvera le sue conoscenze di lingua inglese e comprende che la compagnia low-cost non predisporrà un volo integrativo ma saranno gli stessi utenti a dover trovare la soluzione per inserirsi, in modo del tutto autonomo, nella lista passeggeri di voli diretti in Italia. La confusione cresce, anche a causa dell’inglese non propriamente padroneggiato da molti, ma i giovani martinesi riescono ad effettuare un booking per la giornata di giovedì 11 gennaio. Peccato che, al ritorno in hotel, li attende la notizia che la Norwegian non provvederà alla copertura delle spese di alloggio da martedì in poi ma si riserverà di corrispondere, successivamente e su richiesta, un rimborso. Nel frattempo i bagagli sono finalmente tornati in aeroporto, bisogna andare a recuperarli. È domenica, proprio al JFK Vincenzo scopre che, in loco, si può chiedere al check-in se ci siano posti vacanti sui voli e lo riferisce agli italiani presenti: coloro che sono in fila prima di lui riescono ad imbarcarsi quella sera stessa. Il nullaosta a partire arriva anche per Vincenzo, ma non per il suo compagno di viaggio; rinunciando al posto disponibile, Vincenzo perderebbe il diritto a volare gratis. Dopo una chiamata alla compagnia aerea, la prenotazione viene ripristinata per il giovedì. Chi è con lui, però, ha urgenza di tornare per problemi lavorativi. I due cercano quindi un volo qualsiasi per l’Europa e alle 23,00 della domenica notte partono con Alitalia alla volta di Parigi. Da lì, a proprie spese, si preoccuperanno di raggiungere Roma e concludere così una imprevista maratona intercontinentale. “Ho scoperto tutte queste cose che non sapevo e oggi le racconto con il sorriso ma non è stato facile”, racconta al rientro Vincenzo. “Non escludo che alcuni siano ancora lì” e quando gli chiediamo quale sia stato il costo dell’imprevisto, Vincenzo risponde sardonico “Circa mille euro in due”.

 

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