Scompare Angelo Foletto, amico della Fondazione Paolo Grassi e del Festival della Valle d’Itria. Una notizia che colpisce profondamente la comunità culturale legata alla storica manifestazione musicale e che apre un tempo di memoria e gratitudine.
Angelo Foletto è stato vicino al Festival della Valle d’Itria fin dalle sue prime edizioni. Per oltre cinquant’anni ne ha seguito il cammino con passione e rigore, accompagnandone la crescita con uno sguardo sempre attento, curioso e lucido. La sua presenza è stata costante, discreta e preziosa, costruita nel tempo attraverso il dialogo e l’ascolto.
Angelo Foletto e il Festival della Valle d’Itria
Nel corso degli anni, Angelo Foletto è stato un osservatore sensibile e un interlocutore autorevole. Le sue parole, le sue recensioni e i suoi consigli hanno accompagnato la storia del Festival della Valle d’Itria, contribuendo a rafforzarne l’identità culturale e il rapporto con il pubblico. Il suo pensiero critico ha rappresentato uno stimolo continuo, capace di valorizzare il lavoro artistico senza mai perdere equilibrio e misura.
In queste ore il cordoglio attraversa tutta la comunità del Festival: artisti, lavoratori, collaboratori e pubblico si uniscono nel ricordo e nella vicinanza alla famiglia. Il suo ricordo è affidato anche a un’immagine tratta dal documentario di Leo Muscato L’utopia della valle (2025), realizzato in omaggio ai cinquant’anni del Festival. Un segno di riconoscenza e di continuità, che restituisce il senso di un legame profondo destinato a restare.
