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	<title>daniele.milazzo, Autore presso Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>daniele.milazzo, Autore presso Martina Sera</title>
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		<title>Bentornato problema dei parcheggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 13:45:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono problemi che si presentano ciclicamente (il traffico del mercoledì per il mercato), stagionalmente (il caos durante</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ci sono problemi che si presentano ciclicamente (il traffico del mercoledì per il mercato), stagionalmente (il caos durante la fiera estiva) o sporadicamente, a periodi. Il problema dei parcheggi &#8211; specialmente nel centro storico &#8211; è ritenuto a torto o a ragione uno dei più importanti dal martinese medio.</p>
<p style="text-align: justify">È partita una petizione online, lanciata da Mario Motolese, che si pone come obiettivo mille firme da consegnare al sindaco per riservare l&#8217;accesso al centro storico di Martina solo alle auto dei residenti e solo per il carico e scarico delle merci.</p>
<p style="text-align: justify">Niente più auto in sosta parcheggiate nel centro storico, dunque, con l&#8217;eccezione dei disabili che hanno un posto auto assegnato. Per migliorare la mobilità si propone un mezzo elettrico, un minipullman che faccia la spola tra parcheggi e centro storico.</p>
<p style="text-align: justify">Conoscendo la mente e i pensieri degli abitanti di questa città possiamo provare a prevedere il futuro: sindaco e assessore competente si dimostreranno scettici sulla praticità di questa richiesta, perché sanno che se domani venisse emanata una ordinanza per limitare in questo modo il traffico veicolare inizierebbero a sorgere una serie di problemi, primo tra tutti quello di farla rispettare.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre alla scarsità di vigili, ci sarebbe da considerare che molti negozianti hanno ovviamente bisogno di fare un carico-scarico delle merci da dei fornitori, che dovrebbero essere autorizzati, per non parlare di chi non è residente ma deve accompagnare a casa la nonna o la zia che abita nel centro storico e lo fa in auto perché a piedi si stancherebbe. Cosa si fa in questo caso? Credo che nessun vigile sarebbe così duro di cuore da dire di no. Per non parlare poi dei negozianti che vorrebbero avere invece un posto auto riservato ai loro clienti, così da invogliarli a venire fin sotto il negozio in comodità.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è da aggiungere che gran parte delle auto parcheggiate nel centro storico sono di persone che ci abitano; chi sta fuori teme nella stragrande maggioranza dei casi di incastrarsi in qualche vicolo, di perdersi, di graffiare l&#8217;auto. A chi è abituato a parcheggiare vicino alla propria casa come si fa a dire che deve prendere un autobus elettrico fino a un parcheggio? Una soluzione simile non esiste neppure nelle grandi città. A Roma ci si ritiene fortunati se si trova un posto auto libero a 5-600 metri da dove si abita. L&#8217;idea del parcheggio sotto la propria casa è paradisiaca e i mezzi servono a fare la spola da una parte all&#8217;altra della città, non a convogliare persone verso un parcheggio. Del resto si hanno difficoltà a immaginare il martinese medio di mezza età che abita nel centro storico alzarsi e incamminarsi verso l&#8217;anello extramurale per prendere un pullmino che lo porterà alla sua auto. Dato che l&#8217;unica grande area di parcheggio è piazza d&#8217;Angiò è prevedibile che invece di aspettare sbuffando il pullmino ci si incamminerà a piedi per risparmiare tempo. Se l&#8217;auto, come spesso capita, è stata parcheggiata in una via a caso poi che si fa? Mica si può chiedere a un pullmino di fare il tassista, no?</p>
<p style="text-align: justify">La realtà è che questa città è particolare. È troppo piccola perché serva davvero girare in auto, troppo scoscesa per poter usare una bicicletta, troppo anziana per promuovere l&#8217;uso delle moto, troppo grande per poter andare solo a piedi, e troppo comoda perché ognuno vorrebbe un parcheggio appena fuori la propria porta di casa.</p>
<p style="text-align: justify">Detto questo, vedremo come si evolve la situazione, sperando che da questa petizione fiorisca qualcosa di buono per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify">Daniele Milazzo</p>
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		<title>Centro storico e parcheggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 13:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sabato prossimo, nel salone della Società operaia, si discuterà di viabilità nel centro storico e di parcheggi. Sono invitati i residenti, gli esercenti e i proprietari. A organizzare la riunione è Mario Motolese con l&#8217;associazione Voglia di Martina, che come avevamo già accennato in un articolo precedente, si sta occupando di raccogliere adesioni e consensi per cercare soluzioni possibili al problema della viabilità. All&#8217;incontro si cercherà di fare il punto sulla situazione, ascoltare i vari problemi e le lamentele. Si cercherà anche un incontro con il comandante dei vigili Zingarelli e con l&#8217;assessore competente, Pasquale Lasorsa, ma non sappiamo quando avverrà.</p>
<p style="text-align: justify">Fin qui i fatti: ma occorre aggiungere almeno due cose. La prima è che trovare una soluzione alla viabilità martinese appare di una difficoltà paragonabile al trovare la quadratura del cerchio o il moto perpetuo, dato che il numero di auto è decisamente maggiore al numero di parcheggi disponibili. Questo è un dato di fatto materiale.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda è che se il martinese medio non parcheggia la propria auto entro un raggio di 30-35 metri dalla propria destinazione bolla come &#8220;distante&#8221; quel posteggio. Questo è un dato di fatto puramente antropologico. Come corollario a questo enunciato va aggiunto che se un posteggio è &#8220;distante&#8221; ci si lamenta con conoscenti o amici, si gira ancora in auto alla ricerca di un posto più vicino o si attende che qualcuno vada via da un posto che si desidera. Nel caso in cui non sia possibile parcheggiare regolarmente, si parcheggia senza problemi su strisce pedonali e scivoli per disabili, un po&#8217; meno ambiti sono i parcheggi di fortuna davanti a passi carrabili (&#8220;<em>sai mai che qualcuno deve uscire e mi fa spostare la macchina</em>&#8220;, pensa il martinese medio) e quelli agli angoli delle strade (&#8220;<em>ancora poi mi graffiano la macchina quando svoltano</em>&#8220;). Questo comportamento è incoraggiato dalla scarsità di vigili e dalla tendenza, specie in passato, di farsi annullare le multe dal giudice di pace o dall&#8217;amico dell&#8217;amico.</p>
<p style="text-align: justify">Ciò rende particolarmente affollati alcuni punti della città in alcune ore, punti che si vorrebbe riservare come spazi di parcheggio agli abitanti del centro storico. Un esempio? Provate a circolare su Via Mercadante all&#8217;altezza di una nota macelleria. Ho visto macchine in tripla fila che restringevano la carreggiata a un senso unico alternato, golosi pancioni di mezz&#8217;età che inveivano contro gli automobilisti perché &#8220;<em>ueh, che due minuti ci metto!</em>&#8221; e nonne stanche abbandonate nelle auto in doppia fila ad aspettare il il nipote col marretto.</p>
<p style="text-align: justify">Dimenticavo una terza considerazione, in realtà una domanda ai lettori. Quante auto saranno parcheggiate abusivamente nelle vicinanze della Società operaia mentre all&#8217;interno si discuterà di come regolamentare i parcheggi?</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Daniele Milazzo</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Rifiuti: approvato il piano industriale dopo 22 anni dall&#8217;ultimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2014 14:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1992 il consiglio comunale approvò un piano dei rifiuti per il nuovo appalto. Erano tempi diversi e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nel 1992 il consiglio comunale approvò un piano dei rifiuti per il nuovo appalto. Erano tempi diversi e si respirava aria di cambiamento. Era stato arrestato Mario Chiesa e iniziava Mani Pulite, in tanti accendevano la tv per sapere cosa succedesse a Gorbacev perché c&#8217;era ancora l&#8217;Unione Sovietica, mentre Margaret Thatcher era all&#8217;apice della sua fortuna politica. Nel 1992 tutti tifavano per il Milan di Ruud Gullit e di Van Basten, mentre nella Juve c&#8217;erano Vialli e Ravanelli. Archeologia. Nel 1992 l&#8217;attuale assessore all&#8217;ambiente aveva sette anni, andava alle elementari e giocava al supernintendo. Oggi è cresciuto e ha fatto qualcosa che avrebbe dovuto essere fatto anni e anni fa ma che è stato rimandato, spostato, ignorato, soprasseduto.</p>
<p style="text-align: justify">La discussione in consiglio comunale ha avuto aspetti ai limiti dell&#8217;assurdo: si partiva dalla raccolta differenziata e si finiva a discutere arrabbiandosi del cav, che Marraffa ha bollato come &#8220;casa Genco&#8221; e dell&#8217;ex casa di riposo; si è visto Muschio Schiavone lamentarsi della mancanza di risposte alle sue domande e poi lasciare l&#8217;aula, e altri consiglieri di opposizione fare polemica con Martino Carrieri, che voleva rispondergli sia pure in assenza e che è stato accusato di non voler parlare in faccia proprio a Muschio Schiavone.</p>
<p style="text-align: justify">Si è vista una opposizione spacchettata dove Antonio Fumarola ha affermato di apprezzare e condividere il nuovo piano, ma ha voluto ricordare come più che la volontà sia mancata la coesione della vecchia maggioranza per creare un piano illo tempore. Pino Pulito condivide questa visione ma ha chiesto di poter partecipare a qualche perfezionamento del piano industriale, «perché questo deve essere il piano industriale di tutti i cittadini e non solo di una città o di una sua parte». Donatella Castellana invece ha affermato che presentare il piano industriale va bene, ma quello messo al voto ha delle imperfezioni e ha chiesto di rinviarne l&#8217;approvazione, mentre Michele Marraffa, più radicale, ha insinuato che il Conai, del quale ci si è avvalsi per la stesura del piano, sia &#8220;una truffa legalizzata&#8221; e ha chiesto anche lui il rinvio dell&#8217;approvazione in modo molto accalorato.</p>
<p style="text-align: justify">Consigliamo di cuore a tutti i cittadini di leggere il resoconto stenografico del consiglio comunale, che dovrebbe essere reso pubblico tra qualche giorno, o di cercare di vedere la trasmissione su tv locali. Una serie di ripicche e battibecchi tra i vari consiglieri ha svilito in parte il senso del dibattito nel consiglio comunale. Il vero elemento importante è &#8211; e questo va ricordato &#8211; l&#8217;approvazione di un piano industriale dei rifiuti fatto a tempo di record (meno di un anno dalla costituzione degli Aro voluti dalla nuova legge regionale) che è il primo passo per la stesura dell&#8217;appalto. Si tratterà poi di attendere i tempi previsti dalla legge per le procedure del caso, dopodiché ci sarà un nuovo servizio di raccolta dei rifiuti. Un nuovo servizio dopo ventidue anni: un sogno.</p>
<p style="text-align: justify">Alcuni elementi che sono stigmatizzati dall&#8217;opposizione come errori sono spiazzati dalla replica di Franco Demita: «ci sono dei refusi, anzi, colgo l&#8217;occasione per ringraziare l&#8217;informazione locale che se ne è accorta: io quando ho riletto più volte quelle pagine non ci ho fatto caso, altrimenti li avrei corretti io stesso. È sensato chiedere di correggerli, e li correggeremo, ma che senso ha rimandare la discussione di una settimana o più?»</p>
<p style="text-align: justify">«Il nuovo piano ha dei costi più elevati» accusa l&#8217;opposizione, ma dai banchi della maggioranza più voci ricordano che questo prevede la creazione di cinque isole ecologiche e dodici mini-isole, l&#8217;assunzione di altri 25 operatori  ecologici oltre agli attuali, un sistema (costoso) di raccolta differenziata porta a porta e un sistema di informazione capillare delle nuove regole per tutti i cittadini nel periodo iniziale, la sostituzione di mezzi obsoleti e cassonetti. I costi effettivi finali tra l&#8217;altro saranno ovviamente inferiori rispetto a quelli previsti poiché, dovendosi fare un appalto, è sensato prevedere dei ribassi d&#8217;asta. Quando l&#8217;opposizione ha detto «come si fa a prevedere un aumento dei costi della gestione del ciclo rifiuti nei prossimi anni» è stato risposto che basta guardare la realtà e pensare che oltre alle nuove e misteriose tasse rifiuti ora nelle menti del governo nazionale, è difficile pensare a possibili diminuzioni dei costi vivi del servizio nel futuro.</p>
<p style="text-align: justify">Quando Muschio Schiavone lamenta uno scarso tempo di analisi del piano industriale, cioè che «solo 2-3 ore di discussione in commissione consiliare per un piano così corposo e dettagliato non bastano» implicitamente ammette che il piano presentato è articolato e complesso, non «un semplice copia-incolla». Quando poi ha affermato che «Siamo in ritardo rispetto a tutti gli altri comuni del circondario perché abbiamo un piano vecchio di ventidue anni» si è intravisto per un attimo l&#8217;assessore Stefano Coletta guardarsi negli occhi con il sindaco Ancona e trattenere una risata, immaginiamo collegabile al fatto che negli anni precedenti non era certo l&#8217;assessore Coletta a rinviare la creazione di un nuovo appalto dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify">Un respiro completamente diverso ha avuto invece l&#8217;intervento di Antonio Fumarola e Pino Pulito, nei quali si è vista la volontà di contribuire in qualche modo alla realizzazione di un buon piano, proponendo anche una modifica. Pulito ad esempio ha chiesto se la raccolta porta a porta potesse allargarsi in aree dalla densità abitativa abbastanza elevata, specie d&#8217;estate, come le contrade Paretone e Specchia Tarantina, ottenendo un diniego gentile e motivato dal fatto che altrimenti i costi per personale, mezzi e benzina rischierebbero di lievitare ulteriormente.</p>
<p style="text-align: justify">Il sunto morale della discussione consiliare, espunte le parti di caciara o di battibecchi fuori argomento, è quella parte del discorso di Donnici nel quale è stato fatto un plauso al giovane assessore Stefano Coletta per aver voluto creare questo piano industriale con determinazione, lavorando nonostante numerosi ostacoli, arrivando a una conclusione e a un risultato che varie persone sedute negli scranni consiliari non sono riusciti a fare, per vari motivi, in anni e anni. Plauso questo condivisibile dalla maggior parte dei cittadini stanchi di vedere continui rinvii.</p>
<p style="text-align: justify">Daniele Milazzo</p>
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		<title>Management e lirica: intervista a Alberto Triola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 13:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della presentazione del libro &#8220;Giulio Gatti Casazza, Una vita per l&#8217;Opera&#8221; di Alberto Triola abbiamo voluto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/management-e-lirica-intervista-a-alberto-triola/">Management e lirica: intervista a Alberto Triola</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">In occasione della presentazione del libro &#8220;Giulio Gatti Casazza, Una vita per l&#8217;Opera&#8221; di Alberto Triola abbiamo voluto approfondirne con l&#8217;autore  i contenuti, molto interessanti, attraverso <span style="font-size: 14px;line-height: 1.5em">una amichevole chiacchierata. Innanzitutto va ricordato che Alberto Triola, direttore artistico del Festival della valle d&#8217;Itria e del Maggio Musicale Fiorentino proviene da quella fucina di talenti che è la Scala di Milano, il teatro più rappresentativo dell&#8217;Opera italiana. Giulio Gatti Casazza, personaggio poco noto ai più, è stato il primo vero manager teatrale. È una persona che a ventinove anni è stata chiamata nel 1898 per risollevare le sorti del Teatro alla Scala di Milano dopo un anno e mezzo di chiusura ed è riuscito a fare l&#8217;impossibile, culminando poi la sua carriera al Metropolitan di New York e collaborando sempre con Toscanini e Mahler.</span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alberto Triola, innanzitutto una domanda: come mai ha scelto di parlare di Gatti Casazza? Quando ne ha sentito parlare la prima volta?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Anni fa, ai miei inizi al Teatro alla Scala di Milano sentii citare questo nome, che, lo ammetto, non avevo mai sentito prima. Fu citato così, in un discorso, dall&#8217;allora direttore del teatro e rimasi incuriosito. All&#8217;epoca non c&#8217;era internet, quindi andai sulla Treccani e lessi le due righe su di lui, in cui si diceva che aveva diretto a inizio novecento la Scala, poi il Metropolitan e basta. Nulla più. Poi, leggendo alcune lettere di Toscanini vidi che lo citava spesso, a volte anche in termini non proprio edificanti perché i due si punzecchiavano. Sono stato preso dalla curiosità e poi ho scoperto una serie di cose interessantissime.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ad esempio, che anche lui, come te, è un laureato in ingegneria navale.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Esatto! Onestamente credevo di essere l&#8217;unico ad essere passato dalla matematica e fisica, dallo stendere progetti per un ponte o un traliccio alla musica lirica e all&#8217;opera. Gatti Casazza era figlio di un garibaldino, di una persona che aveva fatto la spedizione dei Mille e che sognava per il proprio figlio una carriera brillante, magari in ambito militare. Lui invece si fece espellere dall&#8217;Accademia di Livorno e riuscì soltanto a continuare gli studi di ingegneria a Genova. poi, tornato a casa, si lasciò trasportare dalla sua passione per la musica, per l&#8217;opera lirica e iniziò a lavorare per il teatro di Ferrara, di lì poi è partito per Milano e così via.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Hai tracciato un paragone, una sorta di parallelo, tra le figure di Gatti Casazza e Paolo Grassi. In cosa consiste?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Hanno qualcosa di molto simile tra loro: sono persone che hanno preso in mano un teatro quando era in difficoltà, in un momento di crisi, e l&#8217;hanno portato a un grande splendore sia dal punto di vista culturale che finanziario. Sono riusciti a tagliare le spese inutili, i pesi morti, e a riempire i teatri facendo amare i loro spettacoli dalla gente. È più di un obiettivo, è un sogno che viene trasformato in realtà.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Come si fa a fare uno spettacolo eccezionale con dei vincoli di bilancio piuttosto stretti?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>C&#8217;è un bell&#8217;esempio. Nel 1932 Gatti Casazza era al Metropolitan di New York ormai da qualche anno. Un giorno andò nel suo ufficio il responsabile economico e gli disse &#8220;il teatro chiuderà, non abbiamo più soldi, ci sono solo debiti&#8221;. Stiamo parlando di un teatro statunitense, che per abitudine ancora oggi non fa affidamento su finanziamenti pubblici, ma vive di finanziatori o investitori privati e di biglietti. Gatti Casazza aprì la cassaforte del suo ufficio e pose sul tavolo un milione di dollari in contanti, frutto di economie fatte negli anni passati e disse: &#8220;Ecco i soldi per la prossima stagione teatrale. Ci metta pure il mio stipendio e parte di quello degli attori e degli altri lavoratori&#8221;. Aveva saputo risparmiare in tempi di vacche grasse, senza fidarsi delle proposte di speculazione economica, ed è riuscito ad avere la vicinanza e l&#8217;affetto di tutti quelli che lavoravano con lui perché anche se avevano uno stipendio ridotto, sapevano che il loro direttore aveva rinunciato al suo, che faceva se non gli stessi, maggiori sacrifici rispetto a loro.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Si ha l&#8217;impressione che queste capacità possano derivare dall&#8217;aver saputo coniugare due mondi diversi, quello della matematica e dell&#8217;ingegneria e quello dell&#8217;opera lirica. Gatti Casazza è un esempio per te?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>È un esempio per chiunque si trovi a gestire un teatro, un festival. È affascinante, ammaliante, pensare come si possa cambiare la propria mente: è una scossa profonda passare dal dover progettare, invece che un ponte che duri trecento anni o una diga che abbia un certo indice di tenuta, qualcosa come delle emozioni, delle sensazioni, uno spettacolo teatrale che durerà al più cinque o sei repliche. Si passa dal computare cose estremamente materiali e solide come calcestruzzo, ferro e pietra a <span style="font-size: 14px;line-height: 1.5em">calcolare </span><span style="font-size: 14px;line-height: 1.5em">cose impalpabili come la musica, il canto, le emozioni.</span></em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Forse è in realtà la stessa cosa: si tratta di saper valutare ciò che si ha a disposizione, con l&#8217;unica differenza che i materiali di costruzione non sono calcolabili con grafici o funzioni matematiche. </strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Forse si.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Una domanda finale: cosa bolle in pentola per il quarantesimo festival della Valle d&#8217;Itria? Cosa potremo ammirare?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Molte cose sono ancora in lavorazione. Ma posso assicurare che ci sarà un grande evento per festeggiare il quarantesimo anno. Vedrete.</em></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Daniele Milazzo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/management-e-lirica-intervista-a-alberto-triola/">Management e lirica: intervista a Alberto Triola</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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		<title>Parcheggi nel centro storico, qualcosa si muove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 14:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni sono stati affissi dei grandi manifesti per le strade del centro storico per invitare i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sono stati affissi dei grandi manifesti per le strade del centro storico per invitare i residenti possessori di un&#8217;auto a segnalarsi presso l&#8217;associazione Voglia di Martina: l&#8217;obiettivo dichiarato è di stilare un elenco di possessori di auto che desidererebbero avere un parcheggio o dei posti auto riservati.</p>
<p>La vicenda non è nuova e viene in mente un progetto, evidentemente accantonato, del comandante dei vigili precedente, il quale confidò più di un anno fa di aver pensato a un modo per organizzare i parcheggi all&#8217;interno del centro storico e nell&#8217;anello extramurale e assegnarli, magari con un pass o un permesso particolare, ai residenti.</p>
<p>Abbiamo perciò scelto di contattare il nuovo comandante Zingarelli per chiedere informazioni in merito: ha dichiarato che era a conoscenza di questa idea, e che nei giorni del suo insediamento aveva parlato con l&#8217;assessore competente, Pasquale Lasorsa, il quale fece presente questa bozza di progetto. «Si tratta di una idea buona, che risponde a una esigenza molto sentita» ci ha dichiarato il comandante «che però si è arenata di fronte a due problemi: il primo è reperire un sufficiente spazio per i parcheggi; il secondo è chiarire quanti possessori di auto hanno effettivamente necessità di parcheggiare in determinati spazi». Alla notizia che una associazione sta raccogliendo nominativi, contatti e indirizzi di residenti possessori di auto il comandante ha detto che «può essere sicuramente un punto di partenza» per ritornare a lavorare sulla questione. Certo, le difficoltà prospettate sono molteplici: sicuramente il numero di residenti possessori di auto è superiore ai pochi spazi disponibili in alcune vie e nell&#8217;anello extramurale, per non parlare poi delle necessità di molti dei più anziani di avere un posto auto quanto più possibile vicino alla propria abitazione. Tuttavia il comandante è apparso fiducioso nella possibilità di trovare una soluzione: «il nostro compito è quello di renderci conto della situazione e prospettare delle risposte, delle soluzioni sia tecniche che normative: la scelta tra queste soluzioni è poi compito dell&#8217;assessore competente e dell&#8217;organo politico».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Milazzo</p>
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		<title>Intervista a Matacchiera: «non trascurate la minaccia diossina»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 13:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina Taranto Fabio Matacchiera, vorremmo porre alcune domande per chiarire e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><em>Intervista a Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina Taranto</em></strong></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 14px;line-height: 1.5em">Fabio Matacchiera, vorremmo porre alcune domande per chiarire e approfondire le informazioni sul caso &#8220;diossina nelle uova&#8221;. Innanzitutto vorremmo capire da dove provengono queste uova: voi avete menzionato scritto che si tratta di &#8220;<em>uova di galline ruspanti prelevate presso alcune masserie situate in prossimità di Martina Franca</em>&#8221; e si indicano poi la presenza di tre masserie campioni; parlando della diossina avete indicato che &#8220;<em>non si può escludere che in altre aree limitrofe del martinese, distanti anche oltre i 20 km dal polo industriale jonico, questi congeneri si siano accumulati</em>&#8220;. Cosa vuol dire &#8220;<em>in prossimità</em>&#8220;? Dove sono situate queste masserie?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Le tre masserie dalle quali abbiamo prelevato le uova sono tutte e tre del territorio comunale di Martina Franca; sono ben oltre i 20 km di distanza da Taranto. Ovviamente mi astengo dal fare i nomi delle masserie.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quindi si tratta di posti al di là del tratto boschivo Orimini, percepito e indicato da molti come una barriera naturale ad agenti inquinanti.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Si; anzi, vi posso dire una cosa di più. C&#8217;è una quarta masseria che non ha accettato di far analizzare le proprie uova. Si tratta di una masseria, sempre all&#8217;interno del territorio martinese, molto vicina al territorio tarantino e che proprio per questo motivo avremmo voluto analizzare. Sarebbe stato interessante vedere se avvicinandosi al territorio tarantino aumentano le percentuali di diossine.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Parliamo allora di percentuali: quelle da voi comunicate sono al di sotto dei valori indicati dalla legge come valori limite. Voi  però parlate di percentuali &#8220;importanti&#8221;, che superano i valori accettabili di fondo. Cosa significa questo?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Ecco, vanno chiariti alcuni aspetti tecnici: innanzitutto va ribadito che queste uova sono liberamente commercializzabili e che non ci sono ostacoli legali da questo punto. Questo perché il regolamento comunitario sui limiti d&#8217;azione per le fonti di diossine e di PCB diossina-simili indica come limite 1,75 picogrammi per grammo di grasso e quelli da noi riscontrati si aggirano dallo 0,87 del campione masseria 1 al 0,83 di quello della masseria 2.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Chiariamo per i nostri lettori: cosa sono questi &#8220;limiti d&#8217;azione&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>I limiti di azione sono dei limiti sorpassati i quali gli stati sono tenuti ad agire per limitare o eliminare le fonti di contaminazione. Sono indicati dalla Commissione Europea e  sono stati aggiornati il 3 dicembre 2013.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mentre quando il fondo antidiossina indica i valori accettabili di fondo a cosa si riferisce?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Il riferimento è alla letteratura scientifica: la media di diossine e furani che si riscontra normalmente nelle uova varia dallo 0,2% al 0,5%. Quella riscontrata nei tre campioni è notevolmente maggiore.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cosa implica questa percentuale?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Lo ripeto ancora una volta: le uova sono commercializzabili, anche se i valori di diossine superano la media naturale. Noi abbiamo fotografato la situazione attuale, abbiamo rilevato una chiara anomalia: adesso è compito delle autorità interessarsi della questione per non arrivare a superare il limite. Se si supera il limite di 1,75 significa che si dovranno attuare particolari restrizioni. Il nostro appello è questo: si faccia attenzione a non superare questo limite. Evitiamo le drammatizzazioni, ma ricordiamo che la minaccia diossina c&#8217;è e non va trascurata o ignorata. </em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quindi non va detto che queste uova non siano buone?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Non va detto questo; ma bisogna dire che si faccia attenzione perché se la situazione non è monitorata, se si consente un accumulo di PCB diossina-simili nell&#8217;ambiente, le percentuali contenute nelle uova potranno aumentare e superare il limite di azione legale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Questa è la prima volta che sono controllate delle uova in questo territorio per verificare i livelli di diossine presenti?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Che io sappia si. Di sicuro è la prima volta che noi del fondo antidiossina facciamo un controllo sulle uova. Abbiamo deciso di farlo al di là dell&#8217;immediato territorio tarantino, per vedere se ci sono degli agenti inquinanti sul territorio e che peso hanno.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Qualcosa di simile era già stato accennato da te tempo fa, riguardo le olive e la possibilità che sia presente della diossina accumulatasi nel grasso. Ci sono novità a proposito?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Ci sono vari progetti, vari controlli che abbiamo intenzione di fare. Ci avvaliamo di laboratori di assoluta correttezza, come il R&amp;C Lab di Altavilla Vicentina dove abbiamo analizzato le uova, per le nostre analisi. Sono analisi molto particolari, costose: per le uova abbiamo speso dai 600 ai mille euro per campione per poter condurre tutte le analisi per verificare i livelli di policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani. Ovviamente, come nel caso delle uova, pubblicheremo i risultati di ciò che abbiamo fatto una volta terminate le analisi.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Daniele Milazzo</strong></p>
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		<title>Multa morale, automobilisti scorretti attenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 18:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Automobilisti attenzione: se commettete infrazioni, oltre a rischiare una multa (vera) dai vigili potete incorrere in una &#8220;multa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Automobilisti attenzione: se commettete infrazioni, oltre a rischiare una multa (vera) dai vigili potete incorrere in una &#8220;multa morale&#8221;. Si tratta di una iniziativa lanciata dalla Consulta dei Giovani per sensibilizzare al rispetto della legge e degli spazi comuni e consiste in un foglietto, simile a quello delle multe, ma con l&#8217;intestazione della Consulta dei Giovani e l&#8217;indicazione della violazione delle norma del Codice della Strada.</p>
<p style="text-align: justify">«Noi della <a id="js_106" href="https://www.facebook.com/fortuniclaudio" target="_blank">Consulta dei Giovani di Martina Franca</a> non possiamo sostituirci di certo ai vigili» ha dichiarato su un social network una delle sue componenti, Barbara d&#8217;Arcangelo «ma un piccolo contributo a sensibilizzare la città lo stiamo dando!». Tra approvazioni e scetticismo i ragazzi della Consulta dei Giovani difendono la loro idea sottolineando che se i vigili sono pochi e il rispetto del Codice della Strada è scarso allora è meglio tentare di sensibilizzare gli automobilisti irrispettosi con una multa morale piuttosto che fare finta di nulla o lamentarsi e basta.</p>
<p style="text-align: justify"> Dopo aver contattato alcuni di loro abbiamo chiesto come sia nata quest&#8217;idea e come pensano che possa essere recepita dalla gente: ci hanno risposto che l&#8217;idea è stata proposta a luglio e che nel frattempo si sono organizzati stampando le multe e dividendosi i vari foglietti tra i componenti. Il motivo è abbastanza evidente: l&#8217;inciviltà dei parcheggi abusivi, specialmente quelli fatti in orari notturni all&#8217;interno del centro storico è per questi ragazzi un motivo sufficiente. Si è cercato quindi non di sostituirsi ai vigili o di &#8220;punire&#8221; chi sbaglia, ma di aprire gli occhi a chi volutamente commette infrazioni per evitare che le commetta in futuro. «Lo scopo è di far riflettere e far pensare che quella avrebbe potuto essere una multa vera: come a dire &#8220;questa volta ti è andata bene, la prossima non rischiare&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify">Daniele Milazzo</p>
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		<title>Enrico Rava, la tromba divina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 15:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la sicurezza di chi è più che un maestro, Enrico Rava ha calcato il palco del teatro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la sicurezza di chi è più che un maestro, Enrico Rava ha calcato il palco del teatro Turoldo accompagnato da quattro musicisti bravissimi come Attilio Troiano e Giuseppe Venezia, organizzatori del Basilijazz, Giuseppe Cristallo e Pasquale Fiore. Enrico Rava è il più famoso jazzista italiano: fa coppia fissa con Fabrizio Bosso, altro mostro sacro della musica, ed è stato nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal Ministro della Cultura Francese.</p>
<p><span style="font-size: 13px;line-height: 19px">Naturale quindi che gli altri quattro maestri apparissero a molti spettatori come scolaretti emozionati desiderosi di dare buona prova di sé davanti al maestro. Tutto il loro impegno è stato ascoltato e confermato da applausi scroscianti, meritatissimi.</span></p>
<p>In un concerto jazz vige la democrazia: suonando insieme a turno i singoli strumenti iniziano a fare assoli, a camminare per la loro strada, nel silenzio o con l&#8217;accompagnamento sottovoce degli altri, ripetendo fraseggi già ascoltati o variazioni sui motivi principali, che sono gli &#8220;standard&#8221;, i pezzi conosciuti e amati da tutti.</p>
<p>Enrico Rava si è esibito in applauditissimi assoli, ma soprattutto ha guidato i vari strumenti e i musicisti con la sua presenza, accostandosi ora al sassofono di Attilio Troiano, ora alla batteria di Pasquale Fiore, ascoltandoli da vicino mentre annuiva seguendo il tempo con gli occhi socchiusi. Gli occhi di Enrico Rava, lucidi e attenti nonostante i suoi 74 anni, sono stati quasi sempre chiusi: sotto le sue sopracciglia grigie strizzava o stendeva le palpebre ascoltando gli altri e suonando la sua tromba, immedesimandosi nei pezzi che venivano eseguiti, rimanendo a volte fermo sul palco, a volte invece ciondolando leggermente il capo all&#8217;indietro mentre si muoveva appena seguendo il ritmo della batteria.</p>
<p>Rava non ha dato solo prova di essere un grande musicista, ma di essere una persona semplice e scherzosa: ha invitato sul palco &#8220;un ragazzino&#8221; in realtà Larry Franco, organizzatore del concerto e della rassegna jazz del teatro Turoldo, per cantare alcuni brani. Rava, prendendo il microfono dopo minuti di applausi e richieste di bis ha esordito dicendo &#8220;ecco, forse non ci crederete, ma adesso in due minuti dietro le quinte abbiamo composto un brano, ma non sappiamo come chiamarlo, magari suggeriteci un nome&#8221; avvicinando poi la sua tromba al microfono e iniziando a soffiare le prime note di &#8220;Estate&#8221;, uno degli standard più famosi.</p>
<p>Un vivo complimento va quindi a Larry Franco che ha saputo organizzare questo evento, come ha rimarcato all&#8217;inizio, senza finanziamenti pubblici, reggendosi  solo sull&#8217;incasso del botteghino e degli abbonamenti, con pochi sponsor, perlopiù appassionati frequentatori di concerti di qualità, come quello che il 20 gennaio vedrà sullo stesso palco Fabrizio Bosso, altro grande trombettista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Milazzo</p>
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		<title>Voglia di Martina e i problemi del centro storico</title>
		<link>https://www.martinasera.it/voglia-di-martina-e-i-problemi-del-centro-storico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 17:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione Voglia di Martina ha da poco terminato un incontro nella sua sede di Corso Vittorio Emanuele, nel</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L&#8217;associazione Voglia di Martina ha da poco terminato un incontro nella sua sede di Corso Vittorio Emanuele, nel quale con i suoi simpatizzanti ha discusso di alcuni temi, «sempre i soliti» a detta di Mario Motolese, motore principale dell&#8217;organizzazione. I soliti temi, appunto: parcheggi e viabilità, centro storico, vigili e sicurezza, telecamere di sorveglianza, ripresa, commercianti e così via. Una serie di argomenti che suscitano discussioni e che si ripresentano spesso ciclicamente nei dibattiti sulla cosa pubblica martinese.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;intento dell&#8217;associazione è di cercare di fare dei passi avanti, e tra gli obiettivi a breve scadenza è di cercare di fare un incontro con amministratori e forze dell&#8217;ordine per sapere da loro cosa si sia fatto e cosa ci sia in programma per la sicurezza, dopo i numerosi episodi di furti in città; altra intenzione è di chiedere una presenza fissa dei vigili all&#8217;interno del centro storico, magari in quello che tempo fa fu aperto come &#8220;ufficio del centro storico&#8221; nel locale all&#8217;interno della torre civica, in piazza Plebiscito, e che dopo circa tre mesi è stato chiuso visto che si è dimostrato inutile. Ricordiamo che quell&#8217;ufficio era stato aperto come una specie di succursale dell&#8217;ufficio tecnico, distaccando un impiegato comunale, per ricevere eventuali pratiche edilizie per il centro storico che avrebbe poi passato all&#8217;ufficio tecnico all&#8217;interno dell&#8217;atrio di Palazzo ducale: come si vede, un ufficio inutile, in quanto chi ha da consegnare una domanda può benissimo fare qualche centinaio di metri in più e darlo all&#8217;ufficio competente.</p>
<p style="text-align: justify">«A noi invece piacerebbe che la torre civica diventi un piccolo presidio per i vigili ora che si sono trasferiti in piazza d&#8217;Angiò» ha detto Mario Motolese «in modo che sia più facile per gli abitanti del centro storico rivolgersi a loro per segnalazioni, denunce e interventi». È prevedibile che l&#8217;eventuale risposta degli amministratori a questa proposta possa menzionare la scarsità di vigili e personale, tuttavia sarebbe opportuno concertare dei giorni e degli orari nei quali si sappia con certezza di poter destinare uno o due vigili in questo posto: si otterrebbero così una serie di risultati positivi. Innanzitutto si riaprirebbe un luogo altrimenti condannato a rimanere chiuso; si mostrerebbe una maggiore attenzione verso il centro storico e la situazione dell&#8217;ordine pubblico e si offrirebbe un servizio utile a chi abita nelle vicinanze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Milazzo</p>
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		<title>Forum cittadino: domande e risposte</title>
		<link>https://www.martinasera.it/forum-cittadino-domande-e-risposte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele.milazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2013 14:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ci sono polemiche e discussioni tra persone, partiti politici e fazioni si arriva spesso &#8211; soprattutto a</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Quando ci sono polemiche e discussioni tra persone, partiti politici e fazioni si arriva spesso &#8211; soprattutto a Martina &#8211; a condire di malanimo personale gli argomenti. È un comportamento umano, comprensibile: tuttavia va dato atto che quando una delle due parti accetta di sedersi a un tavolo per parlare, o meglio per rispondere alle domande, è senz&#8217;altro imbarazzante notare l&#8217;assenza della controparte.</p>
<p style="text-align: justify">Il quarto forum cittadino dell&#8217;amministrazione Ancona ha messo da parte l&#8217;elenco delle cose fatte e delle cose da fare, che dagli avversari e detrattori politici è definita una lista di vanterie, per sedersi dietro un tavolino e rispondere alle domande rivolte dal pubblico presente. Di questo va dato atto: mettersi da subito a disposizione per rispondere è un dato di fatto.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, chi fa domande può ritenersi più o meno soddisfatto, ma sicuramente è un gesto di disponibilità scendere dalle stanze di Palazzo Ducale per parlare al cittadino comune, sia che voglia segnalare problemi, sia che voglia chiedere cosa si stia facendo su traffico, videosorveglianza e così via.</p>
<p style="text-align: justify">Il forum cittadino è stato un momento di confronto non mediato da terzi, in cui è però mancata la voce di chi, spesso insistentemente, ripete domande rivolte al sindaco e all&#8217;amministrazione su vari media e sui social network. Come ha notato un giornalista di un&#8217;altra testata, presente all&#8217;incontro, questa assenza così diffusa dei vari commentatori del web fa pensare che le varie domande avrebbero potuto (finalmente) ottenere una risposta.</p>
<p style="text-align: justify">Se si ha a cuore un argomento di pubblico interesse, infatti, è più che giusto prendere il microfono e fare delle domande, così come molti cittadini hanno fatto. Se si è un partito di opposizione, ad esempio, si potrebbe cogliere l&#8217;occasione di un forum cittadino per consigliare ai propri simpatizzanti di intervenire e chiedere lumi sugli argomenti come tasse, rifiuti, sanità e così via. Non è stato fatto da nessuno. Se si ha la certezza delle proprie ragioni, e si ha la convinzione granitica che alcune azioni di questa amministrazione siano errate si coglie l&#8217;occasione per prendere il microfono e parlare davanti a una platea.</p>
<p style="text-align: justify">Forse questo non è stato compreso: il forum cittadino è, in realtà, un question time, ovvero un mini consiglio comunale aperto al pubblico dove chiunque può chiedere la parola e trasformarsi nel consigliere di opposizione, fare domande, esporre situazioni, portare all&#8217;attenzione di tutti un problema. Tutto questo non è stato fatto.</p>
<p style="text-align: justify">Cosa è importante? Discutere di un argomento di pubblico interesse o fare polemica per faziosità? Ognuno ha la sua risposta.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Daniele Milazzo</p>
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