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	<title>Siria Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>Siria Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>Beppe Convertini racconta la sua esperienza nella &#8220;terra dei cedri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2013 11:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole del conduttore, testimonial di Terre des Hommes, prima dell&#8217;inaugurazione della sua mostra fotografica Beppe Convertini oggi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/beppe-convertini-racconta-la-sua-esperienza-nella-terra-dei-cedri/">Beppe Convertini racconta la sua esperienza nella &#8220;terra dei cedri&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le parole del conduttore, testimonial di Terre des Hommes, prima dell&#8217;inaugurazione della sua mostra fotografica</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Beppe Convertini oggi sarà a Martina Franca per una giornata da dedicare alla solidarietà. Alle ore 17 sarà a Palazzo Ducale per la conferenza stampa con la quale il presidente di Terre des Hommes presenterà tutte le attività sostenute dalla Fondazione; alle ore 18 inaugurerà la mostra fotografica dal titolo &#8220;Un girotondo di pace&#8230;sulla via di Damasco&#8221; e racconterà la sua esperienza in un campo siriano, mentre alle 21 presenterà una serata di beneficenza al Teatro Verdi, dedicata a raccogliere fondi per Terre des Hommes, di cui l&#8217;attore è testimonial. Ma prima di questa intensa giornata, Beppe Convertini ha inviato alla nostra redazione un suo testo, in cui racconta la propria esperienza nella Terra dei Cedri. Queste le sue parole, una sorta di diario di bordo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel giorno d&#8217;arrivo nella &#8216; terra dei cedri&#8217; un doppio attentato kamikaze a Beirut con tanti morti e devastazione mi fornisce l&#8217;idea che questa missione umanitaria per Terre Des Hommes sarebbe stata molto rischiosa considerando che il mio viaggio sarebbe proseguito per Aarsal al confine con la Siria, dove le truppe di Assad bombardano i profughi siriani che tentano la fuga in Libano..</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi posti di blocco, non solo a Beirut completamente militarizzata e con carri armati in assetto di guerra, ma su tutto il percorso che mi porta in questa no man&#8217;s land( terra di nessuno) al confine con la Siria, nel centro di prima accoglienza allestito da Terre Des Hommes dove arrivano migliaia di bambini, molti di loro orfani di entrambi i genitori, martiri di una condizione senza senso come la guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">I ragazzi mi mostravano le foto dei loro genitori morti sotto le macerie di una casa distrutta dalle bombe, chi e&#8217;stato costretto a indossare la divisa ed impugnare un mitra, chi mi raccontava di aver visto il proprio fratello morire in combattimento. Gli adolescenti che ho conosciuto sembravano molto più grandi, perché la guerra li ha fatti crescere più in fretta e nei loro occhi l&#8217;orrore di tutta la tragedia Siriana.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande dignità e compostezza nel racconto di ogni memoria vissuta se pur nel dolore&#8230;Nel dramma sono stato rapito dalla gioia e dalla tenerezza dei più piccoli che mi hanno regalato con i loro sorrisi dei momenti indimenticabili più di quello che io ho potuto fare per loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio tempo l&#8217;ho dedicato ad aiutare gli uomini e gli straordinari volontari e cooperanti a caricare e scaricare aiuti e a costruire dei rifugi che possano riparare dal gelo e dalle intemperie dell&#8217;inverno perché nelle tende ovviamente senza acqua, luce e riscaldamento è durissima sopravvivere..Ma soprattutto l&#8217;ho dedicato ai bambini giocando a girotondo, nascondino e studiando insieme la matematica e l&#8217;inglese: i gesti dicevano più di mille parole, alcune volte è bastato davvero uno sguardo o una carezza per sentirsi parte di loro&#8230;ero emozionato quando facevano a gara per stringermi la mano o per darmi un bacio, in quel momento pensi di aver perso del tempo nella tua vita dietro alla futile quotidianità.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi hanno accolto come se fossi una persona speciale solo perché ho dedicato loro il mio tempo, sentire il loro affetto e vederli gioire e divertirsi mi ha riempito il cuore&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla più mi spaventava a quel punto, nè le bombe nè i kamikaze, perché mi sono sentito &#8216;vivo&#8217; come poche volte nella vita&#8230;Porterò nel mio cuore i loro sguardi e i loro sorrisi ed ogni giorno che passerà avrò sempre un pensiero per i miei piccoli Siriani&#8230;&#8221;</p>
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		<title>La giunta-Ancona: no al conflitto in Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 17:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[Giunta]]></category>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Di seguito un comunicato diffuso dall&#8217;amministrazione comunale di Martina Franca in merito ad un ordine del giorno</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/la-giunta-ancona-no-al-conflitto-in-siria/">La giunta-Ancona: no al conflitto in Siria</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Di seguito un comunicato diffuso dall&#8217;amministrazione comunale di Martina Franca in merito ad un ordine del giorno varato oggi:</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">La Giunta Comunale di Martina Franca nella seduta del 5 settembre 2013,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">In considerazione </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">della grave situazione che va determinandosi in Siria per il pericolo di una tragica guerra, per l’uso di armi che distruggono la vita e sprigionano nuovi conflitti e violenze senza risolvere le questioni fondamentali sulle quali l’ONU deve svolgere un ruolo di mediazione, seppure difficilissimo, e di pace;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">delle numerose prese di posizione contro l’intervento armato sia sul piano internazionale che nazionale, tra le quali quella determinata e significativa del </span><span style="font-size: medium"><i>Pontefice Francesco</i></span><span style="font-size: medium"> con cui si invita ad una giornata di riflessione e di azioni coerenti con il valore supremo della pace e della solidarietà internazionale mirante a scongiurare la guerra come risoluzione delle controversie, tra l’altro, ripudiata dall’art. 11 della nostra Costituzione;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">della vocazione più volte conclamata in diverse circostanze della nostra città come città di pace e delle numerose iniziative culturali mirate a sviluppare la cultura del dialogo tra i popoli, attraverso i linguaggi universali della musica, dell’arte, della letteratura e del teatro;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><span style="font-size: medium">auspica</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">che non si ricorra in Siria alle armi per mettere al bando le armi chimiche e batteriologiche poiché sono tutte portatrici di morte e di lutti tra i cittadini costretti a subire ripetute violenze;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">che l’Onu possa spendere tutta la sua autorevolezza per impedire questa drammatica decisione, intensificando le azioni diplomatiche e le iniziative coerenti con il diritto internazionale;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">che l’ Unione Europea svolga un’efficace politica di pace nel Medio Oriente, operando costantemente per la difesa dei diritti umani e del diritto delle popolazioni dell’intero Mediterraneo a coesistere in maniera pacifica e civile;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><span style="font-size: medium">invita</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">il governo italiano a mettere in campo tutte le iniziative possibili per evitare la guerra e per perseguire una politica di pace e di fraternità mediterranea;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><span style="font-size: medium">impegna</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">le istituzioni scolastiche, le forze sociali, le associazioni culturali e di volontariato a promuovere e rafforzare la cultura della pace, della non violenza e del ripudio della guerra.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><span style="font-size: medium">Delibera</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium">di inviare al presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, il presente ordine del giorno.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>Venti di guerra: anche militari martinesi salpati per il Libano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 04:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono anche militari martinesi, fra i marinai a bordo del cacciatorpediniere &#8220;Andrea Doria&#8221;, salpato da Taranto verso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche militari martinesi, fra i marinai a bordo del cacciatorpediniere &#8220;Andrea Doria&#8221;, salpato da Taranto verso il mare del Libano meridionale. Il Libano confina con la Siria.</p>
<p>L&#8217;Italia non è impegnata in azioni di guerra, come si sa, e del resto è scritto anche nella Costituzione: articolo 11, &#8220;l&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo&#8221;.</p>
<p>Né sarà impegnata, l&#8217;Italia, in azioni militari dirette rispetto alla Siria, fin quando non dovesse arrivare uno specifico mandato dell&#8217;Onu. Ma in quella zona i venti di guerra spirano fortissimi e se il mandato delle due unità navali italiane (l&#8217;altra è la fregata &#8220;Maestrale&#8221; da La Spezia) è quello di garantire supporto agli alleati che operano in quel contesto, dato il momento estremamente delicato che si sta vivendo assume un rilievo particolare anche questa missione della nostra marina militare. Fr l&#8217;altro, il cacciatorpediniere è dotato di un sistema antimissile e di elicotteri di supporto. &#8220;Scopo della missione&#8221; è scritto in wikipedia &#8220;è tutelare le truppe italiane della forza Unifil in caso di allargamento del conflitto&#8221;.</p>
<p>Qui sorge un dubbio: se l&#8217;Onu non ha ancora stabilito nulla e se l&#8217;Italia dice di muoversi solo sotto mandato dell&#8217;Onu, come mai questa iniziativa che arriva a sorpresa? A meno che il nostro governo non sappia già che le Nazioni unite hanno la decisione pronta. Ma se tale decisione non dovesse arrivare, per un contingente di pace, l&#8217;iniziativa italiana della partenza delle due navi rischierebbe di passare solo come supporto ad un attacco che comunaue gli Stati uniti d&#8217;America hanno in programma. Insomma vanno spiegate delle cose, da parte del governo italiano.</p>
<p>Molti marinai (&#8216;l&#8217;Andrea Doria ha un equipaggio di 193 uomini ed eventualmente, 37 per staff comando complesso in aggiunta) di stanza a Taranto, e fra essi anche nostri concittadini, sono impegnati in questa operazione da alcuni giorni e a loro va la vicinanza di un territorio intero sperando nella pace.</p>
<p><em>(foto: fonte wikipedia.org)</em></p>
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		<title>Rapiti giornalisti italiani</title>
		<link>https://www.martinasera.it/siriasequestro-giornalisti-italiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 20:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[rapiti]]></category>
		<category><![CDATA[sequestrati]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro giornalisti italiani sono stati sequestrati italiani sono stati sequestrati nel nord della Siria. Lo riferisce l&#8217;agenzia Ansa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/siriasequestro-giornalisti-italiani/">Rapiti giornalisti italiani</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro giornalisti italiani sono stati sequestrati italiani sono stati sequestrati nel nord della Siria. Lo riferisce l&#8217;agenzia Ansa.</p>
<p>Secondo alcune fonti, i rapiti sarebbero un dipendente Rai,  e tre freelance. Non si hanno ulteriori notizie.</p>
<p><em>&#8220;Il Foglio&#8221; riferisce:</em></p>
<p>Un gruppo di giornalisti italiani del programma di Rai Tre &#8220;La storia siamo noi&#8221; è stato rapito nel nord della Siria da un gruppo jiadista non legato al governo. Questo era il secondo viaggio del gruppo di giornalisti in Siria. Il primo era stato a ottobre ad Aleppo. Il gruppo di italiani, guidati dal giornalista Amedeo Ricucci, dovrebbe essere composto da quattro elementi. Con loro anche reporter che non lavorano per il programma. I giornalisti italiani sarebbero passati pochi giorni fa per Atme, un posto al confine con la Turchia, e da Jabal Turkmen. Da lì non si è saputo più nulla. Gli italiani sarebbero stati traditi dai loro accompagnatori. Sono in corso trattative per il loro rilascio.</p>
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