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	<title>CGIL Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>CGIL Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>“Teleperformance” annuncia la vendita della sede di Taranto: preoccupazione per i lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Fasano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2015 16:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Lumino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Azienda “Teleperformance” ha annunciato ai sindacati la societarizzazione delle due sedi di Teleperformance, tra cui quella di Taranto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L’Azienda “Teleperformance” ha annunciato ai sindacati la societarizzazione delle due sedi di Teleperformance, tra cui quella di Taranto. Le due sedi (a Taranto e Roma) adesso verranno messe sul mercato in attesa di nuovi compratori.</p>
<p style="text-align: justify">Andrea Lumino, segretario generale della Slc Cgil di Taranto,  al termine dell’incontro con l’azienda ha pertanto espresso le sue preoccupazioni affermando che «Teleperformance ha annunciato la vendita delle sedi di Taranto e Roma, ma la verità è che in un momento storico come quello che stiamo vivendo questo significa soltanto chiusura e licenziamenti di oltre 2mila dipendenti».</p>
<p style="text-align: justify">Secondo Lumino, comunque, i lavoratori, nella migliore delle ipotesi, saranno assunti con la nuova disciplina introdotta dal Jobs Act.</p>
<p style="text-align: justify">Ma il sindacalista tarantino aggiunge che «il rischio peggiore è che senza un nuovo acquirente, i dipendenti della seconda realtà occupazionale di Taranto dopo l’Ilva si ritroverebbero senza lavoro. Parliamo di 2mila famiglie: è inaccettabile anche perché così facendo l’azienda scaraventa le sue inadeguatezze sui dipendenti».</p>
<p style="text-align: justify">Lumino attacca anche i Governi affermando «Questa situazione è un esempio drammatico delle ripercussioni che il Jobs Act e i provvedimenti nefasti della Legge di Stabilità in materia di lavoro avranno sui lavoratori. Questo è solo il primo di una serie di fatti che presto invaderanno l’Italia da nord a sud. Come Slc Cgil non resteremo in silenzio di fronte a questo ricatto e ci auguriamo che il Governo intervenga subito nel sanare un dramma che rischia di essere di proporzioni inaudite per Taranto. La nostra proposta è di avviare una trattativa seria sulle materie contrattuali: riduzioni a 20 ore,riassunzioni con Jobs Act o ricatti non sono strade percorribili».</p>
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		<title>&#8220;L’Italia e Martina hanno bisogno di politiche industriali e sociali&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 16:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La richiesta di Giuseppe Massafra, nel corso dell&#8217;incontro della Fictem Cgil con le vittime della crisi economica svolto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/litalia-e-martina-hanno-bisogno-di-politiche-industriali-e-sociali/">&#8220;L’Italia e Martina hanno bisogno di politiche industriali e sociali&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>La richiesta di Giuseppe Massafra, nel corso dell&#8217;incontro della Fictem Cgil con le vittime della crisi economica svolto all&#8217;Auditorium Cappelli</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema della crisi a Martina Franca si compone in questo modo: da lato un ricco sistema produttivo che si è sgretolato negli anni, quindi la scelta degli imprenditori di spostare la produzione in Cina o nei paesi dove il lavoro costa di meno; dall’altro centinaia di lavoratrici e lavoratori, la cui arte è ciò che caratterizza il Made in Italy, ormai senza lavoro, ma decisi a non rassegnarsi. Questo il fondo dal quale è partito l&#8217;incontro di venerdì sera, organizzato dalla Fictem Cgil e dedicato alle vittime della crisi economica, le donne. Di seguito la nota stampa dell&#8217;incontro, diffusa dal sindacato:</p>
<p style="text-align: justify;">L’auditorium comunale di Martina Franca pieno di lavoratrici e lavoratori delle industrie confezioniste della città, che hanno perso il proprio posto di lavoro in seguito alla crisi delle loro aziende e sono oggi in mobilità. Una platea di donne e di uomini, di famiglie, che sono state il centro dell’iniziativa organizzata dalla Filctem Cgil di Taranto in occasione del diciassettesimo congresso della CGIL e del secondo della categoria che accorpa lavoratori delle industrie tessili, della chimica, del gas e dell’energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Martina Franca rappresenta un luogo particolare, perché ha avuto per decenni una solida tradizione legata alla confezione dei capispalla da uomo e da donna, le cui origini, i “cappottari” giravano tra mercati e fiere e con non poca fatica sono riusciti ad imporsi a livello nazionale e mondiale. Oggi, le scelte imprenditoriali, spesso purtroppo tese esclusivamente a garantire il profitto e non lo sviluppo dell’impresa, scegliendo la strada della delocalizzazione alla ricerca di minori costi; le mancanze istituzionali, caratterizzate daii vuoti legislativi che hanno consentito di etichettare comunque “made in Italy” i loro prodotti, anche se realizzati all’estero; ed infine la crisi del 2008, hanno portato Martina Franca da essere sede designata del distretto produttivo per il tessile, a una sorta di zona industriale fantasma in cui sopravvivono solo le poche aziende che a tempo debito hanno scelto di rimanere a produrre in Italia, puntando sulla qualità e sul prodotto. Come se non bastasse, inoltre, il lavoro nelle confezioni ha rappresentato nel tempo un lavoro a netta maggioranza femminile, e i dati sulla disoccupazione forniti dai centri per l’impiego provinciali lo dimostrano chiaramente. A dicembre 2013 gli iscritti, occupati, disoccupati, inoccupati, in totale erano 20845, di cui 10649 donne. Ma di questi, la maggior parte tra disoccupati e inoccupati sono proprio le donne (5573 su 9999).</p>
<p style="text-align: justify;">Parte da questo ragionamento il segretario territoriale Giuseppe Massafra introducendo l’assemblea, dal fatto che Martina Franca è esempio che la crisi ha nomi e cognomi, ha il volto di donna. Essa non è una somma di numeri, ma sono storie su storie. E le storie si possono vedere dipinte sui volti di occupa le fila dell’auditorium Valerio Cappelli, nei cui sguardi si legge cosa significa attendere ancora i fondi della cassa integrazione in deroga del 2012, gli assegni di maternità, l’indennità di disoccupazone. “Se il lavoro dà dignità” sostiene Massafra “perché ci dà indipendenza e libertà, allora stiamo perdendo tutto questo. Da Martina Franca abbiamo una richiesta precisa da fare al governo Letta: l’Italia e Martina Franca hanno bisogno di politiche industriali e sociali che ci rendano più competitivi. Abbiamo bisogno del Made in Italy. Ma occorre anche reinvestire sul territorio. Si possono recuperare le necessarie risorse attraverso un ripensamento del sistema fiscale, affinchè sia più equo, ma anche da reali azioni di contrasto all’evasione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle parole di Massafra fanno seguito quelle di Luigi D’Isabella, segretario generale della Cgil di Taranto, che, illustrando il documento congressuale che contiene le proposte della CGIL, insiste sulla necessità di mettere il lavoro al centro del Paese. E in particolare il lavoro al sud e per il sud, che ha un deficit strutturale rispetto al nord, e per questo vive momenti difficilissimi. “E per questo” sostiene D’Isabella “che è necessario garantire equità, un sistema di ammortizzatori sociali articolati in un programma stabile che siano anche parte di un modello di protezione sociale che non permetta che ogni minuto di ogni giorno i lavoratori possano essere lasciati per strada, in balia della povertà”. D’Isabella poi insiste sulla necessità di un sistema funzionale di servizi territoriali per l’impiego che aiuti i giovani a trovare occupazione e a non rimanere fermi a casa, senza prospettive.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di migliaia di cassintegrati e disoccupati, c’è una generazione letteralmente bruciata, che non accederà mai al mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">“E se da un lato i lavoratori sono la categoria più colpita, dall’altro il sindacato che li difende è ormai fortemente criticato, come qualcosa di vecchio e inutile” continua il segretario generale. “Eppure le condizioni dei lavoratori sono nettamente migliorate grazie ai sindacati. E in questo momento, invece, si tenta di parcellizzare il sindacato, frammentarlo. Noi della Cgil invece ci sforziamo di tenerlo unito perché solo insieme non saremo soli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’intervento del Segretario D’Isabella il dibattito si accende. Come se non bastassero le condizioni economiche dettate da dinamiche sovralocali, quello che si verifica sul territorio è che i lavoratori vengono doppiamente colpiti. Da un lato c’è la convenienza di non produrre più in Italia, dall’altro c’è il ricorso al lavoro nero. I lavoratori dal pubblico intervengono puntando il dito proprio contro chi sceglie di andare a lavorare a nero anche se è in cassa e si pongono la domanda su come comportarsi. Giuseppe Massafra suggerisce che siano proprio loro a dire no, perché si possa inceppare il meccanismo per il quale l’imprenditore disonesto guadagna due volte e il lavoratore ne perde altrettante. Ma la lotta sembra impari, a volte. Non solo contro il ricorso al lavoro nero o al caporalato, per il quale la Cgil di Taranto si impegna a costringere la Prefettura a intervenire, anche nel sistema delle confezioni, e non solo nell’agricoltura e nell’edilizia, ma anche contro la burocrazia statale che tratta le persone come numeri.</p>
<p style="text-align: justify;">Una lavoratrice dice: “Se non pago le tasse entro il giorno stabilito sono obbligata a pagare la mora. Ma se non mi pagano la cassa integrazione entro il giorno stabilito io non posso fare nulla”. Un dilemma che coglie tantissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assemblea si conclude con la votazione dei documenti, l’elezione dei delegati alle istanze successivo del Congresso.</p>
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		<title>Le donne vittime della crisi, domani un incontro all&#8217;Auditorium Cappelli</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 08:58:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 7 febbraio un&#8217;assemblea con Luigi D&#8217;Isabella e Giuseppe Massafra della CGIL, alle ore 17.30 E&#8217; previsto per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il 7 febbraio un&#8217;assemblea con Luigi D&#8217;Isabella e Giuseppe Massafra della CGIL, alle ore 17.30</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; previsto per domani pomeriggio un incontro con tutti i lavoratori in mobilità di Martina Franca. Appuntamento alle 17:30 presso l’auditorium Cappelli per l&#8217;assemblea, organizzata dalla Filctem Cgil di Taranto, alla presenza di Luigi D’Isabella, segretario generale della Cgil di Taranto e di Giuseppe Massafra, segretario provinciale della Filctem Cgil.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Martina Franca &#8211; informa una nota stampa degli organizzatori &#8211; è ancora nell’immaginario un paese ricco, più ricco rispetto a quelli della provincia di Taranto, anche perché per anni anche le donne martinesi hanno contribuito alla ricchezza del territorio con il loro lavoro. Ma i dati forniti dai Centri per l’Impiego della Provincia di Taranto dicono ben altro. Nella città del tessile, a dicembre 2013, le donne inoccupate o disoccupate superano gli uomini, segno che anche se alla crisi non si vuole dare un nome e un cognome, alle vittime sì, e sono le madri, le mogli, le figlie di tante famiglie. Venerdì, in occasione dell’assemblea indetta per il XVII congresso della Cgil e il secondo della Filctem Cgil, sarà l’occasione per confrontarsi sulle nuove prospettive di lotta in difesa del diritto al lavoro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/le-donne-vittime-della-crisi-domani-un-incontro-allauditorium-cappelli/">Le donne vittime della crisi, domani un incontro all&#8217;Auditorium Cappelli</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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		<title>&#8220;Bene i premi della moda, ma devono tradursi in ripresa dell&#8217;occupazione&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 13:59:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Massafra, segretario della Filctem Cgil, esprime soddisfazione dopo il successo di un&#8217;azienda martinese al &#8220;Pitti Uomo&#8221;: &#8220;Diventi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Giuseppe Massafra, segretario della Filctem Cgil, esprime soddisfazione dopo il successo di un&#8217;azienda martinese al &#8220;Pitti Uomo&#8221;: &#8220;Diventi punto di riferimento per imprese e per politiche industriali efficaci&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La notizia del riconoscimento a Lerario, per il marchio Tagliatore, avvenuto durante l’edizione del Pitti Uomo 2014, non può che farci piacere&#8221;. Comincia così una nota stampa inviata da Giuseppe Massafra, segretario generale della Filctem Cgil di Taranto, in merito al premio ricevuto dall&#8217;azienda martinese al &#8220;Pitti Uomo&#8221; di Firenze di qualche giorno fa. Massafra spiega il motivo, anzi i motivi, della soddisfazione: &#8220;Per due motivi: il primo è la dimostrazione che una strategia di impresa che punta sugli investimenti in ricerca, innovazione e stile trova dei corrispondenti tangibili tali da indicare la strada per uscire dalla crisi, il secondo è il valore del lavoro degli operai specializzati, senza i quali nulla sarebbe potuto accadere. Innanzitutto, non si può non riconoscere che il marchio Tagliatore di Lerario ha basato la propria forza sul made in Italy, sia dal punto di vista di ricerca sul prodotto in termini di stile, sia dal punto di vista della produzione, scegliendo di avvalersi di manodopera diretta qualificata, capace di unire la tradizione della sartorialità locale all’innovazione stilistica. Inoltre, quindi, il riconoscimento a Tagliatore indica evidentemente la ricetta per affrontare in maniera vincente la crisi economica e quindi produttiva, che negli anni ha colpito violentemente il territorio nazionale, attraverso una progressiva desertificazione industriale che ha impoverito i territori&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricetta che non nasce all&#8217;improvviso, ma che è frutto di una visione lungimirante e connessa al territorio: &#8220;Non pensiamo che i risultati ottenuti da questa impresa siano frutto di casualità, ma siamo convinti che scegliere consapevolmente di rimanere a produrre sul territorio, investendo nella qualità anche della manodopera, significhi avere una visione a lungo termine che, quindi, permette di vedere oltre la crisi attuale. Da sempre la Ficltem Cgil chiede investimenti e politiche industriali capaci di tenere sul territorio le produzioni e il risultato di Lerario dimostra che non sono parole dettate da posizioni ideologiche, ma da una visione precisa e concreta di cos’è la crisi economica e qual è la strada per uscirne&#8221;. Ma il premio non deve far cantare vittoria ad un territorio la cui economia tarda a raggiungere ripresa e sviluppo: &#8220;Questo riconoscimento al momento segna il buon lavoro di una sola azienda, che è fiore all’occhiello di un territorio che dei premi del mondo della moda non se ne fa nulla, se questi non si traducono anche in politiche economiche tese ad una ripresa dell’occupazione. Diventi, quindi, punto di riferimento per l’intero sistema d’impresa e una traccia su cui costruire politiche industriali efficaci&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La situazione del lavoro in Puglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 16:59:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani e dopodomani due incontri sull&#8217;argomento: il primo organizzato dalla Cgil ed il secondo dalla UIL Le organizzazioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Domani e dopodomani due incontri sull&#8217;argomento: il primo organizzato dalla Cgil ed il secondo dalla UIL</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni sindacali pugliesi di CGIL e UIL iniziano le attività del 2014 focalizzando la propria attenzione sulla situazione lavorativa della Regione. La CGIL ha organizzato per domani una conferenza stampa dedicata alle proposte da mettere in campo per produrre lavoro, pensando alle risorse a disposizione. La UIL, invece, il giorno successivo presenterà i dati e le proiezioni del mercato occupazionale e del tessuto aziendale regionale per l&#8217;anno in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il comunicato della CGIL e, subito dopo, quello della UIL. Gli incontri si terranno a Bari, nelle rispettive sedi delle due organizzazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Produrre lavoro, recuperando e spendendo le risorse a disposizione. In che modo concorrere in maniera concreta a creare occupazione, sarà l’argomento della conferenza stampa in programma giovedì 9 gennaio alle ore 9.30, nella sede della Cgil Puglia, in via Calace, a Bari. La situazione di crisi è ormai nota e l’analisi dei dati statistici non aiuta a risolvere il dramma dei cittadini, dichiara il Segretario Generale della Cgil Puglia Gianni Forte. Partendo da queste considerazioni, la Cgil Puglia ha deciso di iniziare l’anno convocando una conferenza stampa nella quale saranno illustrate proposte e indicati strumenti indispensabili per produrre lavoro, partendo dalla disamina di ciò che è stato fatto e che è servito solo a mitigare la situazione di difficoltà, non riuscendo però a risolverla. Dunque diventa fondamentale capire, ribadisce il Segretario Generale Regionale Gianni Forte, come recuperare le risorse destinate alla Puglia e in che modo spenderle per attivare il lavoro, richiamando la politica al suo ruolo. E i cittadini saranno protagonisti della lotta alla riconquista di un diritto fondamentale che è il lavoro, attraverso un’operazione forte di mobilitazione che sarà illustrata durante la conferenza stampa che sarà anche l’occasione per il lancio dell’operazione “trasparenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si è chiuso un 2013 da dimenticare e si apre un 2014 che non si prospetta certo migliore, a meno che non verranno messe in campo con urgenza misure coraggiose volte a dare una scossa al mercato occupazionale e all’attività produttiva delle aziende, soprattutto a quelle medio-piccole che da troppo, ormai, combattono a mani nude una crisi brutale”. E’ il pensiero di Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e di Bari, che venerdì 10 gennaio, alle ore 11,30, presso la sede della UIL di Puglia e di Bari, in corso A. De Gasperi, 270, presenterà, nel corso di una conferenza stampa, le proiezioni per il prossimo anno sulla base dei dati raccolti e analizzati dalla UIL. “Certamente non c’è da essere troppo ottimisti – continua Pugliese – viste le premesse: l’emorragia lavorativa non accennerà a frenare, così come la strage di piccole aziende che non sono al riparo degli ammortizzatori sociali. Il tutto in un quadro in cui la forbice del ritardo infrastrutturale rispetto al resto d’Italia e d’Europa è sempre più ampio e in cui la tassazione e il costo del lavoro hanno raggiunto livelli insostenibili per poter pensare concretamente a un progetto che si ponga come obiettivo la crescita e lo sviluppo”.</p>
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		<title>&#8220;Una task force per la sicurezza sul lavoro&#8221;</title>
		<link>https://www.martinasera.it/una-task-force-per-la-sicurezza-sul-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 15:46:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aziende cinesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta di Giuseppe Massafra (CGIL) dopo la scoperta di aziende tessili gestiti da cinesi in cui scarseggiavano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>La proposta di Giuseppe Massafra (CGIL) dopo la scoperta di aziende tessili gestiti da cinesi in cui scarseggiavano sicurezza e norme igieniche: &#8220;Unire al lavoro delle Forze dell&#8217;Ordine quello dell&#8217;amministrazione comunale, parti sociali e associazioni di categoria&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La denuncia dei due imprenditori cinesi che nell&#8217;agro di Martina conducevano delle aziende tessili in cui latitavano sicurezza sul lavoro e norme igienico-sanitarie non coglie di sorpresa Giuseppe Massafra, Segretario Provinciale della Filctem CGIL di Taranto, che prima in una chiacchierata con la nostra redazione e poi con un comunicato, commenta la notizia:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I carabinieri di Martina Franca hanno, con la loro azione, dimostrato che la nostra denuncia era fondata. A loro va il nostro plauso e il nostro riconoscimento per aver iniziato ad alzare il coperchio su un sistema che sappiamo va ben oltre il non rispetto delle misure di sicurezze e che non può limitarsi a trovare negli imprenditori di origine cinese l&#8217;inizio e la fine di tutto. Inoltre riteniamo che non basta affrontare il fenomeno semplicemente da un punto di vista criminale e sappiamo che le azioni repressive da sole non servono. Riteniamo che il fenomeno abbia delle ricadute sociali di non poco conto (innanzitutto la disoccupazione) ma abbia origini culturali. Affidare la propria produzione a aziende che non garantiscono i livelli minimi di sicurezza dei propri lavoratori, significa preferire la concorrenza sleale a danno non solo dei propri competitor naturali, ma scippare al territorio ricchezza e benessere. Da questo punto di vista va combattuta la battaglia: non solo intervenendo là dove c’è il reato, ma attraverso azioni di prevenzione e diffusione della responsabilità sociale e l&#8217;etica di impresa. La Ficltem Cgil quindi, lancia un appello affinchè venga costituita una task force territoriale per la sicurezza sul lavoro che coinvolga associazioni di categoria, sindacati, Enti Locali e forze dell&#8217;ordine&#8221;.</p>
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		<title>I parcheggiatori guadagnano poco più di un euro all&#8217;ora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2013 18:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[isabella massafra]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggiatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Situazione insostenibile&#8221; per Isabella Massafra, coordinatrice locale della CGIL “Nulla è giustificabile riguardo la pessima condizione lavorativa dei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8220;Situazione insostenibile&#8221; per Isabella Massafra, coordinatrice locale della CGIL</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Nulla è giustificabile riguardo la pessima condizione lavorativa dei parcheggiatori della Cooperativa  Labor et Securitas. I lavoratori hanno avuto ragione in tutte le sentenze, ma qualcuno fa orecchie da mercante. Abbiamo mandato tutta la documentazione al Comune ed aspettiamo delle risposte. Sono state violate delle condizioni del capitolato d’appalto”. A dirlo è Isabella Massafra, coordinatrice locale della CIGL. Nella nostra redazione ci hanno raggiunto alcuni lavoratori della cooperativa. La storia è sempre la stessa: una paga da cani (circa 1,60 euro l’ora), otto ore al giorno per prendere 400 euro mensili. Alcuni arretrati non pagati,  quando sono stati licenziati per poi essere reintegrati successivamente la sentenza di un Giudice. Non poter usufruire di ferie, impossibilitati ad ammalarsi in quanto viene loro trattenuto lo stipendio. Una cooperativa che a loro dire non esiste. Tutto questo avverrebbe con l’assoluto silenzio degli amministratori comunali, alcuni di questi, sempre secondo i parcheggiatori ‘dissidenti’,  usufruirebbero di abbonamenti  gratuiti (fatto prontamente smentito dal vice sindaco Lasorsa). “Non vogliamo che venga sciolta la cooperativa, altrimenti verrebbero penalizzati i lavoratori”, continua la Massafra, “Ma allontanato colui che sta dietro e che gestisce tutto. Non sarebbe difficile per la Guardia di Finanza risalire alla reale gestione di tutto il denaro che viene incassato e viene speso. Sono tante le cose anomale riscontrate, come ad esempio una maggiore corresponsione in alcuni casi dei contributi che risulterebbero per una paga adeguata. Questa gente non può vivere con meno di 10 euro al giorno, quando magari qualcuno vive alle loro spalle. Ripeto, bisogna salvare la cooperativa, soprattutto i posti di lavoro”. Per la verità di anomalie sulla gestione dei parcheggi ne abbiamo sempre parlato, soprattutto quando al rinnovo dell’appalto fu creato un capitolato ad hoc per far si che vincesse chi lo aveva gestito fino a quel momento “E’ una cosa che a Martina avviene spesso” conclude la Massafra “non solo per la cooperativa dei parcheggiatori, ma anche per altre”.  La patata bollente passa dunque al Comune. Lasorsa ci ha fatto sapere che bisogna verificare tutte le situazioni denunciate dalla CIGL. Una discordanza tra quanto riferito da l vice sindaco alla Massafra, alla quale ha affermato che la Cooperativa paga puntualmente i 12.000 euro mensili per l’appalto e quanto riferito al nostro corrispondente al quale ha detto di doversi documentare sul regolare pagamento del canone. Lasorsa ha confermato alcune apparenti irregolarità riguardo il mancato pagamento di alcuni contributi INPS ai lavoratori ed assegni familiari. Il Vice sindaco si è preso qualche giorno di tempo per dare le risposte. Torneremo sulla notizia. I parcheggiatori devono stringere la cinta fino all’osso.</p>
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		<title>&#8220;Sostegno al reddito&#8221;, a Martina già 50 richieste pervenute alla CGIL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 17:27:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[regione puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è tempo fino a giovedì 24 ottobre per compilare e presentare la domanda presso i CAF ed i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>C&#8217;è tempo fino a giovedì 24 ottobre per compilare e presentare la domanda presso i CAF ed i Patronati accreditati</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è tempo fino alle ore 12.00 di giovedì 24 ottobre per compilare e presentare la domanda di “Sostegno al reddito in favore di soggetti esclusi dal beneficio degli ammortizzatori sociali in deroga”. L&#8217;avviso pubblico, si apprende dal sito della Regione Puglia, è finalizzato &#8220;a riconoscere un sostegno al reddito a favore dei lavoratori residenti in Puglia, che hanno maturato il diritto agli ammortizzatori sociali in deroga per l&#8217;anno 2012, e che risultano esclusi dallo stesso beneficio per il 2013, in conseguenza dell&#8217;Accordo siglato lo scorso febbraio tra la regione e le parti sociali e datoriali, per cui sono attualmente privi di occupazione e in forte disagio economico&#8221;. Lo stesso sito spiega la &#8220;condizione essenziale&#8221; affinché venga riconosciuto il diritto al sostegno, ovvero &#8220;la partecipazione dei lavoratori a percorsi di politica attiva, realizzati per il tramite dei Centri per l&#8217;Impiego territorialmente competenti, della durata minima di cento ore da espletarsi nell&#8217;arco di cinque mesi, comprendendo anche le attività formative finanziate dalla regione e/o dalle province&#8221;.<br />
Dalla sede della Cgil di Martina Franca ci fanno sapere che finora sono state presentate una cinquantina di domande a livello locale, mentre a livello provinciale sono già giunte 185 richieste. &#8220;Ma fino a giovedì prossimo &#8211; dichiarano dal sindacato &#8211; ci aspettiamo di vedere raddoppiate le cifre in questione&#8221;. Tra i requisiti richiesti, bisogna essere disoccupati da almeno quattro mesi, con verifica attraverso la certificazione dello stato occupazionale rilasciato dal centro dell&#8217;impiego, avere la residenza nel territorio pugliese ed accettare di partecipare, in caso di accesso al beneficio, ad un percorso formativo della durata minima di 100 ore nell&#8217;arco di cinque mesi. Dalla Cgil spiegano anche in cosa consiste il beneficio e la modalità di erogazione: &#8220;Il lavoratore, in caso di accoglimento della domanda, riceverà un sostegno al reddito pari a 500 euro mensili per cinque mensilità (2.500 euro complessivi): una prima erogazione di due mensilità (1.000 euro) a seguito di certificazione, da parte del Centro per l&#8217;Impiego, della sottosrizione del Patto di Servizio da parte del beneficiario ed il successivo saldo (1.500 euro) a seguito di verifica della effettiva partecipazione ai percorsi di politica attiva individuati dal medesimo Patto di Servizio&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Da aprile senza sostegno: il Prefetto intervenga presso il Ministero del Lavoro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 16:40:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; quello che chiederanno domattina i lavoratori dell&#8217;ITN con un presidio per rivendicare il loro diritto alla cassa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/da-aprile-senza-sostegno-il-prefetto-intervenga-presso-il-ministero-del-lavoro/">&#8220;Da aprile senza sostegno: il Prefetto intervenga presso il Ministero del Lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify" align="center"><b><big><i>E&#8217; quello che chiederanno domattina i lavoratori dell&#8217;ITN con un presidio per rivendicare il loro diritto alla cassa integrazione. </i></big></b></div>
<p style="text-align: justify">Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa diffuso dalla segreteria generale della Filctem Cgil di Taranto, in merito ad un presidio dei lavoratori per chiedere al Prefetto di intervenire presso il Ministero del Lavoro per sollecitare l&#8217;autorizzazione della Cassa Integrazione Straordinaria a 123 lavoratori dell&#8217;Industria Tessile Nardelli:</p>
<p style="text-align: justify">Dallo scorso Aprile, i 123 lavoratori della Industria Tessile Nardelli di Martina Franca, già duramente colpiti dalla decisione aziendale, presa nella primavera del 2011, di cessare l’attività produttiva, sono in attesa di percepire l’indennità di Cassa Integrazione Straordinaria, ancora non autorizzata dal Ministero del Lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">La Filctem Cgil di Taranto, domani 17 ottobre, chiederà, al Prefetto di intervenire presso il Ministero del Lavoro affinché sia sollecitata l’autorizzazione della Cassa Integrazione Straordinaria, che oggi costituisce l’unico strumento di sostegno al reddito per questi lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify">In occasione di tale incontro sarà organizzato un presidio dei lavoratori, sotto la sede della Prefettura di Taranto dalle ore 10.</p>
<p style="text-align: justify">La drammaticità della vicenda ITN purtroppo rappresenta una condizione sempre più dilagante, comune a numerosissime altre vertenze nelle quali centinaia di lavoratori perdono il proprio posto di lavoro. Questa condizione impegna su tutti i fronti organizzazioni sindacali e istituzioni, ma soprattutto i lavoratori che ne sono coinvolti, che, attraverso enormi sacrifici, lottano ogni giorno per difendere il proprio reddito e per conquistarsi una nuova prospettiva. Gli strumenti a disposizione per evitare che interi poli produttivi saltino per aria e per difendere concretamente i posti di lavoro sono ormai insufficienti. Servirebbero politiche industriali efficaci capaci di sfidare il mercato mondiale puntando sulla &#8220;via alta&#8221; della competitività, piuttosto che soccombere ad un destino fatto di tante cessazioni di attività.</p>
<p style="text-align: justify">La vicenda ITN rappresenta a Martina il simbolo di questa crisi. Una delle più importanti aziende che decide di non produrre più e mette alla porta 126 lavoratori qualificati.</p>
<p style="text-align: justify">Questa scelta non l&#8217;abbiamo mai condivisa. Il sindacato, fatto dai lavoratori, sin dal primo minuto si è battuto strenuamente per evitare che un altro importante patrimonio produttivo di questo territorio andasse perduto. In questa lunga vertenza, sono state numerose le iniziative, che hanno visto impegnati in prima linea quei lavoratori e il sindacato, tese ad evidenziare che era un errore da parte dell’azienda rinunciare alla qualità del lavoro svolto dai propri dipendenti per avvalersi, a minor costo, di un lavoro svolto altrove, chissà a quali condizioni!.</p>
<p style="text-align: justify">Da quella fatidica decisione di cessare l&#8217;attività produttiva sono trascorsi quasi 30 mesi, in cui abbiamo utilizzato ogni strumento possibile per garantire un sostegno al reddito ad ogni lavoratore. Non si trattava di mettere in pratica soluzioni meramente assistenzialistiche, ma individuare strumenti che consentissero di guadagnare tempo. Tempo prezioso per guardare a nuove soluzioni e per sperare che la morsa di questa crisi si allentasse. E’ inaccettabile che per beneficiare di un sostegno al reddito come la cassa integrazione straordinaria si debba attendere 8 mesi! 8 mesi per sperare in un&#8217;autorizzazione dal Ministero che sembra non arrivare mai. E&#8217; inaccettabile pensare che un lavoratore, che abbia perso il suo lavoro, possa aspettare così tanto tempo!</p>
<p style="text-align: justify">Per questa ragione chiediamo un intervento efficace del Prefetto presso il Ministero del Lavoro e lanciamo un appello a tutti i rappresentanti istituzionali del territorio affinché sostengano la richiesta di questi lavoratori la cui unica necessità è quella di tornare a lavoro!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/da-aprile-senza-sostegno-il-prefetto-intervenga-presso-il-ministero-del-lavoro/">&#8220;Da aprile senza sostegno: il Prefetto intervenga presso il Ministero del Lavoro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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		<title>Cgil su caso Itn</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 19:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[ITN]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito una nota diffusa da Isaballe Massafra, responsabile locale Cgil: Si comprende ampiamente  la disperazione di alcuni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><em>Di seguito una nota diffusa da Isaballe Massafra, responsabile locale Cgil:</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Si comprende ampiamente <span> </span>la disperazione di alcuni lavoratori dell&#8217;ITN (ditta di confezione di abiti da uomo, considerata per molto tempo leader del sistema delle pmi del settore confezioni di Martina), determinata dalle enormi difficoltà incontrate nella individuazione della strada da percorrere per fronteggiare la grave crisi, che ha colpito l&#8217;impresa causando la cassa integrazione per circa 140 lavoratori fin dalla metà del 2012.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Persino il percorso per affermare il diritto ad utilizzare gli ammortizzatori sociali è stato accidentato e continua ad esserlo, se è vero come è vero che ad oggi, conclusosi il primo anno, anche per la grave situazione politica nazionale, alle famiglie non è arrivato alcun sostegno, creando loro una situazione del tutto insostenibile.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">E come se tutto, ciò di per sé, non fosse già abbastanza drammatico, purtroppo questa situazione di vera e propria indigenza non è neanche il problema più grave, poiché è la perdita del lavoro il macigno più gravoso, difficile da rimuovere,ma devastante negli effetti che produrrà alle famiglie coinvolte, alla società e al sistema produttivo locale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">La CGIL, all&#8217;indomani della decisione dell&#8217;impresa di mandare a casa 140 operai, ha messo in atto, con il consenso dei lavoratori, tutti gli interventi idonei ad affermare il diritto all&#8217;utilizzo degli ammortizzatori sociali, anche al fine di non mettere la parola fine sull&#8217;attività di un&#8217;impresa, che pure è stata sul mercato per moltissimi anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Bisognava sostenere l&#8217;impegno di coloro che al lavoro e ad un pezzo importante del sistema produttivo locale non rinunciavano.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Era necessario, per questo, l&#8217;unità dei lavoratori, una diversa disponibilità dell&#8217;impresa, un&#8217;attenzione delle istituzioni e la volontà di trovare soluzioni, che,<span>  </span>salvaguardando il lavoro, garantissero la prospettiva di un rientro dalla crisi e comunque un contenimento degli effetti devastanti sul sistema produttivo locale della crisi economica in atto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span> </span>Su questo si è impegnato il sindacato e su questo continuerà a farlo nella convinzione che occorre mantenere alta l&#8217;attenzione della città su queste problematiche, consapevole della grave situazione in cui versano le famiglie dei lavoratori senza lavoro e della necessità di inserire la loro sacrosanta lotta per la difesa del loro lavoro in un impegno più ampio a trovare soluzioni che sostengano un contenimento della crisi, facendo leva anche su quella parte del sistema d&#8217;impresa, presente nel nostro territorio, che fronteggia la crisi e si impegna, difendendo se stessa, a difende il futuro della nostra città.</p>
<p><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Times New Roman'"><span> </span>Occorre pertanto rilanciare nella città l&#8217;attenzione su questi temi, che non possono essere considerati marginali e lasciati nelle sole mani dei lavoratori e del sindacato.</span></p>
<p><em>(foto: repertorio)</em></p>
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