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	<title>petizione Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2015 09:03:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>petizione Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>Giovani Popolari dicono no all&#8217;uso dell&#8217;airgun in mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2015 09:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[airgun]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Popolari Martina Franca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si riceve e si pubblica comunicato dei Giovani Popolari di Martina Franca circa alla loro adesione alla petizione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si riceve e si pubblica comunicato dei Giovani Popolari di Martina Franca circa alla loro adesione alla petizione per vietare l&#8217;uso dell&#8217;airgun in mare:</p>
<p dir="ltr">I Giovani Popolari (GP) di Martina Franca e l&#8217;associazione culturale &#8220;Puglia Futura&#8221; aderiscono e sottoscrivono la petizione popolare al fianco di LegAmbiente col fine di chiedere al Governo Italiano di vietare l’utilizzo dell’airgun per la ricerca di idrocarburi in mare, che non porta vantaggi alla collettività in termini economici, di conoscenza scientifica e ambientali, ed è a favore esclusivamente delle compagnie che detengono i titoli e le concessioni minerarie. Nel settore delle attività estrattive, è il metodo di ricerca più utilizzato: permette l’ispezione dei fondali marini attraverso il rapido rilascio in mare di aria compressa. Il rumore che produce è pari a 100 mila volte quello del motore di un jet e per la fauna marina, in particolare per i cetacei, è dannosissimo: può provocare lesioni permanenti o addirittura letali.</p>
<p dir="ltr">La responsabile per la promozione delle politiche a tutela degli animali, dott.ssa Stefania Carriero &#8211; Giovani Popolari.</p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.change.org/p/fermiamo-l-airgun-salviamo-i-cetacei-stopoilairgun" target="_blank">https://www.change.org/p/fermiamo-l-airgun-salviamo-i-cetacei-stopoilairgun</a></p>
<p dir="ltr">L’airgun è il metodo di ricerca più utilizzato nel settore delle attività estrattive per la sua capacità di fornire un rilievo dettagliato e affidabile della stratigrafia dei fondali marini.</p>
<p dir="ltr">Negli ultimi anni la comunità scientifica internazionale ha iniziato a porre attenzione al fenomeno dell’inquinamento acustico in ambiente acquatico, arrivando alla conclusione che questa attività ha effetti negativi sulla fauna marina, in particolare sui Cetacei. Gli impatti possono essere di tipo fisiologico, comportamentale, percettivo, cronico ed indiretto. Ci sono casi in cui dei rumori molto forti, come le esplosioni a breve distanza, hanno prodotto danni fisici permanenti anche ad organi diversi da quelli specificamente uditivi, portando in alcuni casi al decesso dell’esemplare colpito.</p>
<p dir="ltr">Si sono verificati, anche di recente, diversi casi di spiaggiamento di Cetacei e studi hanno accertato la connessione con le ricerche petrolifere attraverso airgun attive nell’area.</p>
<p dir="ltr">Nel dicembre del 2009, lungo la costa garganica in prossimità della Laguna di Varano, in Puglia, nove capodogli si sono avvicinati alla costa in maniera anomala. Sette di questi si sono spiaggiati mentre solo due sono riusciti a riprendere il largo.</p>
<p dir="ltr">Gli effetti negativi sono visibili anche sulle attività di pesca. Uno studio del Norvegian Institute of Marine Research riporta come si sia registrata una diminuzione del pescato anche del 50% intorno ad una sorgente sonora che utilizza airgun, con evidenti impatti economici nelle realtà territoriali direttamente interessate e limitrofe.</p>
<p dir="ltr">Nel solo mese di giugno sono stati rilasciati 11 decreti per il nulla osta ambientale che riguardano tredici aree marine tra Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia che potranno essere sottoposte ad attività di prospezione e ricerca attraverso airgun. Ad <a class="matchTooltip">oggi</a>sono 52 le istanze di permesso di ricerca e le istanze di prospezione presentate dalle diverse compagnie petrolifere nei mari italiani, per un totale di oltre 122mila chilometri quadrati, corrispondenti all’estensione di tutta l’Inghilterra.</p>
<p dir="ltr">Al momento non esistono misure specifiche sulla problematica dell’airgun a livello europeo e nazionale, ma sono sempre di più gli studi, i rapporti e i regolamenti internazionali che ne descrivono gli impatti e ne chiedono una maggiore regolamentazione e soprattutto una riduzione nella sua applicazione. La stessa Commissione europea si è comunque dotata di una “strategia globale per il rumore sottomarino” e l’airgun rientra nel campo di applicazione di numerose norme quali la direttiva «Habitat», quella sulla Valutazione d’impatto ambientale, e la Strategia per l’ambiente marino.</p>
<p dir="ltr">Il tema dell’airgun è stato al centro del dibattito parlamentare durante l’iter di approvazione della legge n.68 del 19 maggio 2015 che inserisce i reati ambientali nel codice penale e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari si sono schierati contro l’airgun.</p>
<p dir="ltr">Per questo chiediamo con forza al governo e alla maggioranza che lo sostiene di dare attuazione agli impegni presi in sede di dibattito parlamentare e ai diversi ordini del giorno approvati in materia al Senato e alla Camera, a cui fino ad <a class="matchTooltip">oggi</a> non è stato dato seguito. Siamo convinti che si deve costringere il governo a vietare una volta per tutte questa tecnica.</p>
<p dir="ltr">
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		<title>Donna aggredita da un ratto. Succede nel Centro Storico. Come nel ‘700.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Fasano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 11:20:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[donna ferita]]></category>
		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ratto]]></category>
		<category><![CDATA[Vico 1° Alighieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conoscete, cari lettori, quella fiaba dei Fratelli Grimm dal titolo “il pifferaio di Hamelin”? No? E’ una fiaba</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/donna-aggredita-da-un-ratto-succede-nel-centro-storico-come-nel-700/">Donna aggredita da un ratto. Succede nel Centro Storico. Come nel ‘700.</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Conoscete, cari lettori, quella fiaba dei Fratelli Grimm dal titolo “il pifferaio di Hamelin”?</p>
<p style="text-align: justify">No? E’ una fiaba tradizionale tedesca dove si parla di topi. Si ritiene che quella fiaba sia stata ispirata da un evento accaduto nella città tedesca di Hameln in Bassa Sassonia, nel XIII secolo: un uomo con un piffero si presenta in città e propone di disinfestarla dai ratti; il borgomastro acconsente promettendo all&#8217;uomo un adeguato pagamento. Non appena il Pifferaio inizia a suonare, i ratti, incantati dalla sua musica, si mettono a seguirlo, lasciandosi condurre fino al fiume Weser, dove annegano.</p>
<p style="text-align: justify">La fiaba “odierna” ve la raccontiamo noi, invece. Ma ambientata in questi giorni. E in tal senso questa fiaba (che a differenza delle “fiabe” non hanno nulla di inventato – vi facciamo nomi e cognomi) potrebbe essere paragonata a quelle antiche dei citati villaggi medievali dove le invasioni di ratti che sbucano all’improvviso, latori di malattie, sono testimoniate da cronache dell’epoca e trasposte poi sul versante letterario come la fiaba dei fratelli Grimm. Bè, basti pensare che le ultime epidemie di peste in Europa si sono verificate nella prima metà del ‘700, poco prima della Rivoluzione industriale (nello specifico l’ultima ondata “pestifera” causata dai ratti è stata quella del 1746).</p>
<p style="text-align: justify">Nei giorni scorsi una donna di <strong>62 anni, Arcangela Maggi</strong>, residente in <strong>via Vico 1° Alighieri</strong>, viene aggredita da un topo. La signora, in casa con il coniuge (peraltro cardiopatico) avverte dei “rumorini” su un armadio. Un gatto intrufolatosi in casa? Macchè. Un topo. Un ratto. Probabilmente un topo imbottito di steroidi, perché le dimensioni parevano quelle di un gatto.</p>
<p style="text-align: justify">La signora, presa ovviamente dal terrore, cerca di fare di tutto per mettere in fuga il temuto animaletto, ma nello scuotere con una mazza il <strong>“Mickey Mouse”</strong>, questi gli salta addosso. La donna cade indietro. Per terra. Il suo braccio è nero, lividoso. Escoriato. Una fortuna non aver battuto la testa. Un’altra fortuna il fatto che il marito, cardiopatico, non abbia avuto conseguenze per lo spavento. Ma il sangue della signora è per terra.</p>
<p style="text-align: justify">Bè, più che una fiaba sembrerebbe una storia dell’orrore. Pericolosa. Non c&#8217;è un cavolo da ridere.</p>
<p style="text-align: justify">Certamente la visione di un animale di quel genere che, specialmente in città, dove le fogne di quella zona<strong> (Via Manzoni, Vico 1° e 2° Alighieri, ecc.)</strong> suscitano preoccupazioni da un bel po’ di tempo ai residenti e agli esercenti di attività commerciali e gastronomiche ci riconduce a seri problemi certamente non legati alla “peste” di memoria settecentesca, ma ad una serie di malattie non meno preoccupanti tipo la<strong> “febbre da morso”</strong>, la<strong> Leptospirosi</strong>, la <strong>Salmonellosi</strong>, e anche la rabbia. Lo dicono le autorità sanitarie. E noi ci permettiamo di sottoporvi questi rischi per la salute dell&#8217;uomo, a cui si andrebbe incontro se non si effettua una corretta derattizzazione e si continua a sottovalutare il problema anche al primo avvistamento di un ratto o topo all&#8217;interno delle nostre case, all&#8217;interno di strutture che manipolano generi alimentari, ristoranti e alberghi.</p>
<p style="text-align: justify">Quella è una delle zone più belle del nostro borgo antico. Bè c’è lo storico <strong>Caffè Tripoli</strong>, poi a sinistra <strong>Via Manzoni</strong> e a destra una via che porta alla bellissima <strong>Chiesa di San Domenico</strong>. Insomma: meta di turisti. Ma la foto riporta un tombino, proprio di fronte al <strong>“Comitato Centro Storico”</strong>. Un tombino che, come dimostra la medesima foto dimostra, ogni tanto “esonda” liquami maleodoranti.</p>
<p style="text-align: justify">Ma i <strong>miasma corporali</strong> non sono rari da quelle parti. E mica sono dovuti a peristalsi o aerofagie del vicinato. Ma provengono dai tombini. Ci dice <strong>la signora Fiorella</strong>, proprietaria di una <strong>nota salumeria in via Manzoni</strong>, che in vita sua prima non aveva mai visto una blatta o un topo ma negli ultimi anni queste simpatiche bestiole pare abbiano forse preso in affitto qualche appartamento. Tant’è che le scorribande di topolini ubriachi sono state spesso immortalate da foto che ci riserveremo di pubblicare nei prossimi giorni. La signora Fiorella, e altri abitanti a cui abbiamo letteralmente “bussato” alla porta per chiedere se ci fosse mai stata una derattizzazione, ci hanno risposta seccamente <strong><em>“NO. Non abbiamo mai visto da queste parti effettuare una derattizzazione e una deblattizzazione”</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il signor Vito, e suo figlio Martino, proprietari del Caffè Tripoli</strong> (il bar più famoso di Martina) ci dicono che hanno presentato una <strong>petizione</strong> alle autorità sanitarie competenti e al comune. E che hanno tanto di foto di questi ratti. Ma ancora nulla.</p>
<p style="text-align: justify">Il problema è imputabile alle fogne. La gente del luogo addirittura ha messo del nastro isolante su alcuni di questi tombini. Un palliativo.</p>
<p style="text-align: justify">Quindi per tornare all’incipit: dobbiamo chiamare “il pifferaio di Hamelin”?</p>
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		<title>Sanità: a che serve una petizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2013 05:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri in consiglio comunale, al momento di parlare di sanità pubblica nel nostro territorio (argomento iscritto all&#8217;ordine del</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in consiglio comunale, al momento di parlare di sanità pubblica nel nostro territorio (argomento iscritto all&#8217;ordine del giorno) c&#8217;era solo la maggioranza. Alcuni consiglieri così hanno evidenziato in senso negativo l&#8217;assenza degli avversari ma poi la terminologia è andata un po&#8217;oltre, visto che si è parlato di gazebo e petizione e inutili allarmismi e lo stesso sindaco è stato della partita.</p>
<p>Nel giro di pochi secondi, al cronista sono giunte le telefonate e gli sms e i commenti di chi a quella petizione ha preso parte o l&#8217;ha organizzata, e anche del figlio di chi si è battuto per decenni, nel volontariato, per una sanità pubblica rispettosa del cittadino. Tutta questa gente ci è rimasta male.</p>
<p>Poi sono arrivate le correzioni di tiro e le affermazioni di critica solo verso le opposizioni assenti dal dibattito consiliare.</p>
<p>Ora, il gazebo e la petizione non c&#8217;entrano con le opposizioni consiliari. C&#8217;entrano con duemila persone che hanno firmato e hanno espresso le loro preoccupazioni per il depotenziamento al quale assistono (anche se non è scritto ma avviene di fatto) del sistema sanitario pubblico nel nostro territorio.</p>
<p>I gazebo e la petizione non sono inutili allarmismi: sono gli sforzi di chi si è messo a raccogliere le firme, e chi ce le ha messe, la sera durante la festa di quartiere o la mattina a 35 gradi sotto il sole, al mercato o davanti all&#8217;ospedale. Sono partecipazione popolare rispetto a un tema che preoccupa il popolo. Lo preoccupa molto. Le affermazioni, definiamole sfortunate, di ieri pomeriggio in aula consiliare è giusto che trovino una possibilità di correzione con un confronto fra chi le ha pronunciate e chi ha organizzato quella petizione, per il semplice fatto che arrivare a questo livello di polemica finisce solo per indebolire la posizione della comunità martinese nel contesto regionale, a difesa dei rispettivi ospedali. E in tutta la Puglia ci sono iniziative di difesa, ciascuno per il suo territorio. Litigare qui serve solo a favorire il depotenziamento. Dunque un bel confronto, che i consiglieri protagonisti di quelle parole ieri faranno bene a chiedere quanto prima agli organizzatori della petizione, è l&#8217;unica maniera per superare i problemi, evitabilissimi, che si sono creati.</p>
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		<title>Leggieri: sostenere la petizione sulla musica live</title>
		<link>https://www.martinasera.it/leggieri-sostenere-la-petizione-sulla-musica-live/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 12:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Leggieri]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[musica dal vivo]]></category>
		<category><![CDATA[petizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Di seguito un comunicato diffuso dal consigliere comunale Aldo Leggieri: Chiedo ai Consiglieri Comunali di maggioranza e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/leggieri-sostenere-la-petizione-sulla-musica-live/">Leggieri: sostenere la petizione sulla musica live</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><em>Di seguito un comunicato diffuso dal consigliere comunale Aldo Leggieri:</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Chiedo ai Consiglieri Comunali di maggioranza e di opposizione della nostra città, all’Amministrazione comunale, nella persona del Sindaco e degli Assessori di aderire a questa <b>petizione per una nuova legge per la musica dal vivo in Italia</b>. Una legge che, a costo zero per lo Stato, moltiplicherebbe i luoghi (e il lavoro) per chi la musica la fa, la ospita, la produce e la distribuisce.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">L’iniziativa è stata lanciata da Stefano Boeri, il già assessore alla Cultura del Comune di Milano, con una lettera inviata al ministro per i Beni Culturali, l’on. Massimo Bray, che abbiamo avuto il piacere di accogliere domenica scorsa in città.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Come abbiamo avuto modo di ascoltare da Bray, il ministero lavorerà per dare in futuro un riconoscimento ancora più importante al celebratissimo Festival della Valle d’Itria ed è stato confermato che continuerà ad essere sostenuta la società partecipata dal Comune, la Fondazione Paolo Grassi, che già da tempo si è distinta nel territorio per il lavoro aperto e di ricerca delle arti e per la presentazione di progetti sempre innovativi che puntualmente si presentano sempre ai primi posti nelle graduatorie regionali per essere finanziati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Ma il ministero dovrà anche darci delle risposte per il riconoscimento della nostra Valle come patrimonio mondiale dell’Unesco, visto l’ampio carteggio di delibere, atti di indirizzo, mozioni, ordini del giorno approvati nelle sedi istituzionali comunali e regionali fino a ieri. O salvaguardare il polo universitario jonico che già ha ottenuto dei buoni risultati con l’elezione a rettore per l’Università di Bari del prof. Uricchio, già alla cattedra del corso di diritto tributario a Taranto. E con il lavoro dei nostri rappresentanti jonici a Bari che hanno fatto passare un emendamento in sede di variazione di bilancio di previsione 2013 per una destinazione di soldi pubblici importante. Grazie al lavoro di squadra e ad un modo di fare politica insieme, a difesa della nostra terra e dei nostri cittadini e dei giovani studenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Anche con questa petizione, il nostro Sud ha bisogno di aprire delle nuove pagine alimentando nuovi scenari inediti per la creazione, la diffusione e la fruizione dell’arte. La musica, in tutte le sue espressioni, è come, diceva il grande filosofo della Scuola di Francoforte, Theodor Adorno, la più profonda fra le manifestazioni possibili dello spirito umano. Considerando il flusso del dibattito anche da noi a Martina, l’ultima delibera per gli spettacoli approvata nel Consiglio comunale del 29 luglio scorso, <b>la petizione “change.org” è uno strumento efficace per l’autocertificazione per i locali che fanno musica dal vivo al di sotto dei 200 spettatori.</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Domani, nella seduta di Consiglio comunale, inviterò i colleghi dell’assemblea a leggere la petizione per aderire a questo progetto entusiasmante. I rappresentanti della nostra comunità possono dare un segnale importante anche da questo punto di vista. Dare l’esempio. E i cittadini possono manifestare la loro voglia di partecipazione e di libertà con delle decisioni che dal basso arrivano a migliorare la vita civile del nostro Paese. E la musica allieta lo spirito e l’anima. Per dirla alla Kierkegaard, (“Enten – Eller”), “dove i raggi del sole non giungono, pur giungono i suoni”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><i>Aldo Leggieri</i></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><i> consigliere comunale</i></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Di seguito la lettera di Boeri al ministro Bray, e poi il link per aderire anche on line alla petizione popolare.</p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Gentile Ministro Bray,</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">i Rolling Stones, gli Who, gli U2, ma anche i Beatles (nel mitico Cavern di Liverpool) hanno cominciato a suonare nei pub e nei locali dal vivo, per qualche decina di ascoltatore sparso tra i tavoli o in piedi con una birra in mano.</span><span style="font-family: MS Mincho,serif"><span style="font-size: small"> </span></span><span style="font-size: small"><br />
La musica, come ben sappiamo, non è un prodotto preconfezionato.<br />
Nasce in situazioni imprevedibili –un incontro casuale sui banchi di una scuola davanti a una pizza, sulla rete- e cresce in luoghi spesso occasionali: uno scantinato, un garage, una soffitta. Ma subito cerca, come l’ossigeno, un pubblico e uno spazio per mettersi in scena, magari davanti a pochi amici o parenti durante una festa, un matrimonio, una serata in un locale.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Aiutare la musica a crescere, significa offrire a migliaia di giovani donne e uomini la possibilità di suonare in pubblico e dal vivo.<br />
Offrire loro spazi da cui possano sprigionare la loro linfa vitale. Sapendo che l’investimento in musica moltiplica i valori iniziali; perché la musica non è mai solo tempo libero e intrattenimento, ma una corrente che accende la vita degli spazi in cui scorre, produce lavoro, attira pubblico, incentiva il turismo e alimenta la creatività.<br />
La musica è in altre parole una parte fondamentale della nostra economia; con un indotto esteso e articolato, che non riguarda solo chi fa parte della filiera (gestori, producer, autori, promoter, discografici, editori, artisti…), ma coinvolge e beneficia chi la musica la ospita, la promuove, la pubblicizza.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Eppure oggi in Italia fare musica dal vivo è sempre più difficile. Un groviglio di permessi, licenze, autorizzazioni rende oneroso e complicato organizzare momenti di ascolto live : sia per chi la musica la fa che per chi la ospita.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Noi crediamo, gentile Ministro, che una legge italiana sulla musica dal vivo sia oggi cruciale.<br />
Una legge che, in accordo con la SIAE e l’ex ENPALS (due oneri fissi per qualsiasi pubblico spettacolo) annulli le procedure burocratiche e i permessi per i locali –di qualsiasi tipo- che ospitano chi si esibisce dal vivo.<br />
Ci serve una normativa che stabilisca delle regole ragionevoli, come l’autocertificazione in rete degli spettacoli, una soglia massima di spettatori, orari condivisi per la musica su tutto il territorio nazionale; regole valide per tutti: gestori, artisti, fruitori, residenti.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Anche perchè una legge siffatta saprebbe affrontare nel modo più efficace i disagi prodotti dai fenomeni della cosiddetta “Movida”.<br />
Moltiplicando nelle città italiane l’offerta di spazi dove si suona dal vivo (musica classica, rock, indie, jazz, blues, folk..) si diluirebbe infatti quella esacerbata concentrazione di folla attorno ai pochissimi locali in cui si può fare e ascoltare musica anche in ore serali. Per parlare solo di Milano, in pochi anni abbiamo perso il Derby, il Capolinea, la casa; 139 luoghi che hanno ospitato dal vivo le sonorità di artisti diversi e straordinari come Jannacci, Chet Baker e gli Afterhours.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">In Inghilterra dallo scorso ottobre è in vigore una legge, la “Live Music Act”, che liberalizza e gli eventi di musica dal vivo con meno di 200 spettatori entro le ore 23 &#8211; e che incentiva le formazioni che si esibiscono “in acustico”.</span><span style="font-family: MS Mincho,serif"><span style="font-size: small"> </span></span><span style="font-size: small">Una legge che ha già cambiato il panorama musicale delle città inglesi e che ha avuto nel nostro Paese una fortissima eco mediatica.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Un Ministro che ha presieduto per anni uno dei più straordinari eventi di musica dal vivo europei –la Notte della Taranta di Melpignano- può meglio di chiunque altro capire come una legge italiana sulla musica dal vivo sarebbe davvero, un “decreto del fare”.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%">
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: small">Ecco il linK:</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><a href="http://www.change.org/it/petizioni/una-nuova-legge-per-la-musica-dal-vivo-in-italia?utm_source=supporter_message&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=petition_message_notice"><span style="font-size: small">http://www.change.org/it/petizioni/una-nuova-legge-per-la-musica-dal-vivo-in-italia?utm_source=supporter_message&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=petition_message_notice</span></a></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.05cm;margin-bottom: 0.05cm;line-height: 100%">
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/leggieri-sostenere-la-petizione-sulla-musica-live/">Leggieri: sostenere la petizione sulla musica live</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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		<title>Ospedale: petizione, circa duemila firme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2013 18:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato congiunto delle associazioni Abc di Ester, Creativ@, Avis, Asterisco e Ambasciatori d&#8217;amore, oltre ad</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ospedale-petizione-circa-duemila-firme/">Ospedale: petizione, circa duemila firme</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di seguito un comunicato congiunto delle associazioni Abc di Ester, Creativ@, Avis, Asterisco e Ambasciatori d&#8217;amore, oltre ad alcuni giorni che si sono affiancati all&#8217;iniziativa. C&#8217;è anche un ringraziamento per due signori, come si rileva nel comunicato:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Nei 4 appuntamenti (21/26/27/30/luglio) sono state raccolte ben 1926 firme ..la cosa che ci ha riempito di soddisfazione non è di per sé la raccolta delle firme, ma l&#8217;aver dato alla gente la possibilità di sfogarsi circa la situazione del nostro Ospedale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Ci hanno raccontato le loro patologie, le loro difficoltà e l’amore che provano nei confronti del nostro nosocomio…tante sono state le lamentele, tante le richieste di sopperire una volta per tutte all&#8217;inadeguatezza numerica del personale medico e paramedico del nostro Ospedale che, ad ora, tergiversa in uno stato di sofferenza cronica, non riesce a far fronte all&#8217;ingente domanda di assistenza medica proveniente dall&#8217;intero comprensorio se non con inevitabili straordinari non retribuiti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">L&#8217;attuale situazione non è certamente un plauso alla professionalità e alla dedizione che il personale medico o paramedico profonde ogni giorno affinché l&#8217;assistenza sanitaria sia assicurata, questa situazione lede anche i loro diritti in qualità di lavoratori.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Ad esempio, nella giornata di ieri, una signora ci ha mostrato una busta di plastica che conteneva una bevanda fresca e uno stuzzichino, dicendo: “ lo sto portando ad un infermiere che da stamattina che sta lavorando senza aver avuto modo di staccare “………. erano le 19:00.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Un’altra coppia si è avvicinata dicendo “ noi siamo di Castellana Grotte, il nostro sindaco sta combattendo per tenere aperto il nostro ospedale, ma noi veniamo al centro dialisi di martina da 15 anni..ci siamo affezionati e per noi è come una famiglia allargata, possiamo firmare anche noi?!&#8221;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Un signore anziano di Martina Franca, ha voluto aiutarci ed è riuscito a far firmare la petizione girando per i reparti (fra i degenti, dottori ed infermieri) e ci ha portato 197 firme!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Una signora anziana è arrivata in macchina gridando al marito “fiirmt dòòòò!!!! piccini miei aiutateci che se ci tolgono l’ospedale sem ruvnèt i fighie megghie stonn a milen e a germanie e maritm ste pesc d’ mem !!!!!!!!!” al nostro invito a firmare la signora ci ha mostrato le stampelle chiedendoci di portarle in macchina il modulo .</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Una signora col proprio figlio, “io vengo da cisternino e mio figlio sta facendo i test allergologici se non c’era qui dovevo andare a brindisi ed è un grosso problema per una ragazza madre che deve lavorare per cercare di crescere in maniera dignitosa il proprio figlio&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Un’altro ha raccolto oltre 200 firme, attendeva di essere operato all’anca e lo hanno avvisato solo mezz’ora prima che l’intervento era rimandato perché mancava l’anestesista …….</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">E tante, tante altre storie di cui noi siamo testimoni e che meriterebbero più ascolto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Con le loro testimonianze e le loro esperienze la gente ci ha fatto capire che ha necessità di essere ascoltata..chi è vittima di questo gioco sono proprio loro!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Nei prossimi giorni sarà possibile continuare la sottoscrizione della petizione presso le seguenti attività:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">&#8211; Original Marines in via Ceglie</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">&#8211; Supermercato K2 in via magna grecia</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">&#8211; Terra Terra Questione di Radici in via Mazzini 36</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">&#8211; Raguso Pelletteria in via D&#8217;Annunzio 45</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">-Ester Ricevitoria via serranuda 40</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">-Family Market via trento</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">A voler mettere a disposizione il nostro senso civico è stata una scelta che speriamo sia stata utile ai politici che giornalmente affrontano il problema della sanità. Noi, nel nostro piccolo abbiamo voluto offrire un minimo di supporto e auguriamo a tutti loro un buon lavoro.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri,serif">Aspettiamo con ansia il Consiglio Comunale di venerdì prossimo quando il sindaco Franco Ancona renderà nota dell&#8217;incontro avuto con l&#8217;Assessore Regionale alla Sanità Elena Gentile ed il Consigliere Regionale Donato Pentassuglia. Premesso che il nostro Ospedale non verrà chiuso e che il personale verrà numericamente adeguato alle richieste di assistenza medica (!?!!!???!!) vigileremo, affinché i martinesi non vengano privati di un diritto fondamentale qual è quello alla salute e soprattutto che non vengano ulteriormente illusi, o peggio, presi in giro.</span></p>
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		<title>Ospedale: petizione anche oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jul 2013 04:47:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle 9 alle 13 e poi, dalle 18 fino a sera, davanti all&#8217;ospedale è un&#8217;altra giornata di raccolta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle 9 alle 13 e poi, dalle 18 fino a sera, davanti all&#8217;ospedale è un&#8217;altra giornata di raccolta delle firme.</p>
<p>I responsabili delle associazioni Abc di Ester, Creativ@, Asterisco, Avis e Ambasciatori d&#8217;amore hanno organizzato questa petizione per richiamare l&#8217;attenzione, in ambito regionale soprattutto, sulla necessità di tutela e potenziamento dell&#8217;ospedale martinese, in conseguenza delle voci preoccupanti sulla riorganizzazione della rete ospedaliera.</p>
<p>Ieri sono state raccolte 262 firme e il conto, al momento, è dunque di 1278 sottoscrizioni.</p>
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		<title>Ospedale: la petizione è a quota 1278 firme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 19:23:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi ne sono state raccolte 262. Dunque, le sottoscrizioni in calce alla petizione per la tutela dell&#8217;ospedale di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ne sono state raccolte 262. Dunque, le sottoscrizioni in calce alla petizione per la tutela dell&#8217;ospedale di Martina Franca hanno raggiunto quota 1278.</p>
<p>Domani, sia di mattina che di pomeriggio, dinanzi al nosocomio, altra giornata di raccolta di firme. E martedì ancora, si darà luogo alle sottoscrizioni. La petizione è stata organizzata da Abc di Ester, Avis, Creativ@, Asterisco e Ambasciatori d&#8217;amore.</p>
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		<title>Ospedale: altra giornata di petizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 12:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro ore stamattina, con oltre cento firme raccolte. E dalle 6 del pomeriggio, prosegue la raccolta di firme</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro ore stamattina, con oltre cento firme raccolte. E dalle 6 del pomeriggio, prosegue la raccolta di firme fino a sera, per la tutela dell&#8217;ospedale martinese. Le associazioni che hanno organizzato la raccolta di sottoscrizioni sono Abc di Ester, Creativ@, Avis, Asterisco e Ambasciatori d&#8217;amore, i cui responsabili hanno rimarcato come fossero vari cittadini, a volersi avvicinare al gazebo della petizione, spontaneamente per mettere le rispettive firme in calce alla petizione.</p>
<p>L&#8217;iniziativa proseguirà, di mattina e pomeriggio, anche domani e martedì, sempre davanti all&#8217;ospedale martinese.</p>
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		<title>Ospedale: tre giorni di petizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 14:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli organizzatori della petizione per la tutela dell&#8217;ospedale hanno ottenuto il permesso per altri tre giorni di raccolta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli organizzatori della petizione per la tutela dell&#8217;ospedale hanno ottenuto il permesso per altri tre giorni di raccolta delle firme. Domani, sabato e martedì prossimo, dinanzi al nosocomio martinese, sarà allestito il gazebo per le sottoscrizioni.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è organizzata dalle associazioni Abc di Ester, Creativ@, Avis, Asterisco e Ambasciatori d&#8217;amore. Finora sono state raccolte oltre mille firme, nelle due precedenti circostanze.</p>
<p>A proposito di sanità, da ricordare anche che lunedì in consiglio comunale si discuterà anche dell&#8217;ipotesi di tenere una seduta consiliare monotematica, ad agosto, proprio riguardante i temi della sanità pubblica nel nostro territorio.</p>
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		<title>Ospedale: petizione, superata quota mille</title>
		<link>https://www.martinasera.it/ospedale-petizione-superata-quota-mille/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 11:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le 260 firme di stamani al mercato, la petizione per l&#8217;ospedale ha superato le mille sottoscrizioni nel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ospedale-petizione-superata-quota-mille/">Ospedale: petizione, superata quota mille</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con le 260 firme di stamani al mercato, la petizione per l&#8217;ospedale ha superato le mille sottoscrizioni nel giro di qualche ora di raccolta, fra domenica e, appunto, oggi.</p>
<p>Stamattina peraltro, va detto, la raccolta è stata meno sprint dell&#8217;altra sera. Vuoi per il gran caldo, vuoi anche perché stamani c&#8217;è stato più spazio anche per il dibattito e le lamentele dei cittadini, al gazebo di raccolta firme allestito a margine del mercato settimanale.</p>
<p>Così, i volontari che hanno organizzato la petizione, sono venuti a conoscenza di una disillusione crescente fra le persone martinesi: non sono in pochi a pensare che i giochi sono fatti, il depotenziamento è nella realtà anche se non nel dibattito politico, ed è difficile ribattere a chi si presenta oggi, luglio 2013, con la prenotazione di una visita medica, che ha ottenuto per novembre 2014. Oppure, non è semplice dare risposte a chi da quattro mesi aspetta di essere ricoverata in chirurgia per l&#8217;operazione alla quale deve sottoporsi.</p>
<p>Questo hanno ascoltato i volontari di Abc di Ester, Creativ@, Avis, Asterisco e Ambasciatori d&#8217;amore che hanno promosso la petizione, con una mattinata di raccolta firme organizzata da un giovane cittadino martinese, Andrea Convertini, che si è affiancato alle organizzazioni del volontariato, per dare una mano ai fini del buon esito della petizione. Si programmano intanto, già, altre circostanze di raccolta delle firme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ospedale-petizione-superata-quota-mille/">Ospedale: petizione, superata quota mille</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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