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	<title>Giulio Dilonardo Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>Giulio Dilonardo Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>Assurda situazione a Martina Franca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 11:04:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A quanto pare tutto sembra possibile per Giulio Dilonardo, titolare del Cinema Verdi e da pochi giorni anche</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/assurda-situazione-a-martina-franca/">Assurda situazione a Martina Franca</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">A quanto pare tutto sembra possibile per Giulio Dilonardo, titolare del Cinema Verdi e da pochi giorni anche gestore del Cinema nuovo. Già presidente di Puglia e Basilicata dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Dilonardo fa parte anche della Commissione locale di Pubblico Spettacolo. Non essendoci altre sale cinematografiche a Martina Franca, sia le associazioni che lo stesso Comune di Martina Franca, se vogliono fare spettacoli devono fare l’accordo con lui ai prezzi che determinerà lui, non essendoci più concorrenza. Forse è stato questo l’intento di Dilonardo, quello di condizionare soprattutto l’Ente nell’utilizzo del teatro per eventi comunali, non certamente per i cinema, dove l’utenza a Martina non riesce nemmeno a riempirne uno a natale o a Pasqua e le sale sono prevalentemente sempre vuote, come ieri sera, nonostante prima ci fosse stato Bova.<br />
In pratica a Martina è consentito di essere: presidente associazione esercenti, titolare di tutte le sale esistenti, controllore di tutte le manifestazioni di pubblico spettacolo che si fanno a Martina in quanto facente parte della commissione. Lo stesso Dilonardo avrà pensato anche ad altri obiettivi, magari di candidarsi a Sindaco della città, vista la disinvoltura con la quale con la propria auto entra in Piazza XX Settembre nonostante i divieti d’accesso.<br />
Sarà curioso ora vedere come si comporterà il Comune di Martina Franca ed in particolar modo l’Assessore alla Cultura Antonio Scialpi nel concedere patrocini che consentano il pagamento del teatro. La speranza ora è, per creare un minimo di concorrenza, che si utilizzino le sale comunali come il Cappelli o magari le vecchie parrocchiali, per proiettare quei film a costi contenuti come avveniva una vota la domenica e far si che ci sia un antitrust morale e culturale a Martina. Si iniziasse perlomeno a togliere a Dilonardo la delega nella Commissione di Pubblico Spettacolo dove controllore e controllato sono la stessa persone, senza dover ricorre alle trasmissioni televisive per farlo, come è accaduto a Molfetta.</p>
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		<title>Dilonardo gestirà il Teatro Nuovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 14:40:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> Mentre la CI…ttà festeggia la serie C, una notizia lascia tutti basiti: gli attuali proprietari del Cinema Teatro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Mentre la CI…ttà festeggia la serie C, una notizia lascia tutti basiti: gli attuali proprietari del Cinema Teatro Nuovo affidano la gestione della struttura costruita dall’indimenticabile Benito Settimo Semeraro a Giulio Dilonardo, proprietario del Cinema Verdi. Problemi di gestione da una parte, obiettivo di rifarsi una immagine, dall’altra. Il Verdi, come abbiamo più volte detto era oramai obsoleto e difficilmente avrebbe potuto ospitare un concerto. Il Teatro Nuovo ha qualche possibilità in più. L’antica rivalità tra i due vecchi proprietari, entrambi deceduti, viene oramai a cessare, anche se nessuno dei due avrebbe mai dato la gestione del proprio teatro all’altro. Per i figli magari i sentimenti non contano. Santino del Cinema Verdi è oramai pronto a fare l’ingresso trionfale tanto desiderato nella struttura di Via Giuseppe Fanelli. Finisce così una storia iniziata con la proiezione di Via col vento, trentaquattro anni fa, o con lo spettacolo di Walter Chiari per la ristrutturazione del Teatro. Certo, pensare a cosa starà pensando Benito da Lassù non è difficile immaginarlo. Ora si potrà dire definitivamente fine alla possibilità di organizzare grossi eventi a Martina, almeno per quanto ci riguarda.<br />
Antonio Rubino</p>
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		<title>Ecco cosa è diventato l&#8217;ex cinema Bellini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 15:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Lasorsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martina Franca a quanto pare, non ha avuto molta considerazione per il compositore siciliano Vincenzo Bellini. A lui,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ecco-cosa-e-diventato-lex-cinema-bellini/">Ecco cosa è diventato l&#8217;ex cinema Bellini</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5em;">Martina Franca a quanto pare, non ha avuto molta considerazione per il compositore siciliano Vincenzo Bellini. A lui, la famiglia Dilonardo, oggi rappresentata da Giulio, aveva dedicato il cinema che si è spento con le proiezioni dei film porno. Dopo averlo chiuso, Dilonardo ha tentato invano di venderlo al Comune di Martina Franca, cosa che non gli è riuscita, dopo averlo abbattuto impropriamente e ricostruito (parole di Lasorsa) diversamente da come era all&#8217;origine, durante alcuni Consigli comunali. Lasorsa asserì  di disporre di alcune foto (visto che il suo studio legale si affaccia proprio di fronte al vecchio cinema) che evidenzierebbero la differenza. Dilonardo ha cercato invano di affittarlo a chi potesse pagarlo profumatamente, all&#8217;ASL, prima che decidesse di prendersi in fitto i locali di via Taranto per il distretto,  a qualche banca successivamente. Sfumate entrambe le possibilità, perseverando Dilonardo è riuscito comunque ad affittare la parte superiore alla ASL come CRAP (Comunità di recupero ed assistenza psichiatrica ), ad una cooperativa ONLUS, Progetto Popolare, nella quale sarebbero ospitati 9 ospiti affetti da disturbi mentali. Il personale sarebbe costituito da un coordinatore, uno psicologo, uno psichiatrico, nove educatori, un operatore socio sanitario, quattro ausiliari;</span></p>
<p style="text-align: justify;">La parte inferiore è priva di infissi, sostituiti da tavole di legno utilizzate da imprese edili, servono per essere utilizzata dallo stesso Dilonardo come affissione abusiva dei manifesti di alcuni suoi film, come dimostrano le foto. A breve potrebbe essere affittata alla stessa ASL anche la parte sottostante. Una inchiesta che sta realizzando la rivista Puglia Press vi dimostrerà come la Sanità pugliese sperpera il denaro pubblico a Martina (e non solo) sugli affitti di alcune strutture come quella appena citata. Affitti esorbitanti che potrebbero essere evitati, utilizzando il patrimonio del Comune a buon prezzo (Lasorsa è anche assessore al patrimonio) o addirittura per acquistare degli immobili ad un prezzo inferiore. Rimarrà intanto il dubbio sollevato in passato dall&#8217;Avv. Pasquale Lasorsa nei Consigli comunali, attraverso delle interpellanze, ovvero se quello stabile doveva o meno essere abbattuto. Intanto di seguito quello che scrisse Pasquale Lasorsa</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Rubino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/ex-Bellini.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30165" alt="ex Bellini" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/ex-Bellini-300x223.jpg" width="300" height="223" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/ex-Bellini-300x223.jpg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/ex-Bellini.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NEL FRATTEMPO LEGGIAMO LA STORIA PUBBLICATA DALLO STESSO LASORSA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">dal blog AMO MARTINA</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<p style="text-align: justify;"><b>La storia.</b></p>
<p>La storia del Cinema Bellini parte nell’immediato secondo dopoguerra (1948) allorché, su quella che era una porzione degli “orti medievali”- oggi quasi per intero scomparsi fatta eccezione per gli scampoli residui (anch’essi aggrediti dalla speculazione edilizia) in corrispondenza delle cappelle dello Spirito Santo e della Provvidenza -, fu costruito un funzionale e moderno edificio in pietra destinato a soddisfare l’esigenza di uno degli svaghi più apprezzati dell’epoca: il cinematografo.<br />
Negli anni l’edificio ha sempre mantenuto la propria destinazione incarnando un vero e proprio sogno popolare ed accompagnando la rinascita culturale ed economica del paese sino a quando, dopo una parentesi come cinema a luci rosse, viene definitivamente chiuso.</p>
<p><b>La storia amministrativa.</b></p>
<p>Ormai in disuso, la proprietà chiede al Comune di Martina Franca di trasformare il vecchio Cinema Bellini in abitazioni e locali commerciali. 7.3.1992: il proprietario della struttura, la Immobiliare Cinema s.a.s., chiede di poter ristrutturare l’edificio modificandone la destinazione d’uso da cinema ad abitazioni e locali commerciali. Il dirigente dell’ufficio tecnico comunale rilascia parere favorevole (30.4.1992) così come la commissione urbanistica (5.5.1992).<br />
4.6.1992: la questione approda in Consiglio Comunale dove, all’esito di un aspro scontro politico, si giunge all’approvazione della delibera n°92/92 con cui si “esprime parere favorevole al cambio di destinazione d’uso per la trasformazione del fabbricato attualmente destinato a sala cinematografica denominata “Cinema Bellini” ad edificio per civili abitazioni e locali commerciali secondo il conforme parere della Commissione Urbanistica” (mai prima d&#8217;allora era stato necessario approvare in consiglio comunale una variazione di destinazione d&#8217;uso in quanto trattavasi di procedimento di competenza del Sindaco &#8211; oggi del dirigente-).<br />
7.3.1992: in virtù di tale delibera il proprietario chiede il rilascio della concessione edilizia.<br />
8.11.1994: il commissario prefettizio, su parere negativo della C.E.C. del 4.10.1994, rigetta la richiesta di concessione edilizia.<br />
14.1.1995:la Immobiliare Cinema s.a.s. proprone ricorso al Tar di Bari contro il rigetto della concessione edilizia (r.g.151/1995).<br />
24.1.1995: con delibera n°43 la Giunta comunale decide di resistere in giudizio nominando il proprio legale di fiducia.<br />
6.2.1995: l’avv. Raffaele de’ Robertis per il Comune deposita controricorso al T.A.R. di Bari eccependo: la tardività dell’impugnazione della nota del C.P. del 8.11.1994; l’inapplicabilità dell’art.2 L.1187/1968 trattandosi di suolo già edificato; l’applicabilità delle norme valevoli per la zona “A”del P.R.G.; la circostanza che “l’intervento in progetto non consiste in semplice restauro e risanamento, ma è di tale entità da non essere consentito dalla portata delle disposizioni di cui all’art. 13 N.T.A.”; l’inammissibilità dell’impugnativa dell’art. 13 N.T.A. per tardività.<br />
24.10.1995: l’avv. de’ Robertis con propria nota chiede al comune di conoscere se per le zone A e B sia prevista dalle N.T.A. la possibilità di optare, in mancanza di Piano Particolareggiato, per un Piano di lottizzazione.<br />
21.11.1995: il Comune di Martina Franca (geom. Colonna – resp. UTC) riscontra la nota del 24.10.1995 comunicando che nelle zone A e B è prevista (solo) la adozione di Piani Particolareggiati. Il ricorso risulta ancora pendente e non vi è sentenza.<br />
28.6.1996: la immobiliare Cinema s.a.s. presenta nuova istanza di concessione edilizia.<br />
21.1.1997: la immobiliare cinema s.a.s. comunica al Comune la disponibilità ad accollarsi le spese del giudizio dinanzi al T.A.R. nel caso di parere favorevole da parte della Commissione edilizia comunale (C.E.C.).<br />
18.2.1997: la C.E.C., ritenendo applicabile l’art. 13 N.T.A., richiede l’adozione di un piano attuativo nella logica dell’art. 5 N.T.A..<br />
12.3.1997: con nota prot. 2021 UT il dirigente UTC ing. Mutinati comunica all’istante l’esito della riunione della C.E.C. del 18.2.1997 e, quindi, la necessità di integrare la domanda presentando un “Piano attuativo nella logica di cui all’art. 5 delle N.T.A.”.<br />
17.4.1997: la immobiliare cinema s.a.s. notifica al comune di Martina Franca ed alla C.E.C. una diffida ad esprimere parere favorevole contestando la necessità di integrare la richiesta di concessione edilizia.<br />
20.5.1997: la C.E.C. esprime parere negativo confermando il contenuto del verbale della riunione del 18.2.1997.<br />
24.6.1997: l’ing. Mutinati (dirigente UTC) comunica alla immobiliare cinema s.a.s. il parere contrario della C.E.C. sulla richiesta di concessione edilizia. La pratica è archiviata.<br />
01.10.1997: l’immobiliare cinema s.a.s. notifica al Comune di Martina Franca nuovo ricorso, questa volta al T.A.R. di Lecce (r.g. 3070/1997), per l’annullamento, previa sospensiva, della nota dell’ing. Mutinati del 24.6.1997 e di ogni atto ad essa presupposto (parere C.E.C. del 18.2.1997 e 20.5.1997, nota dell’ing. Mutinati del 12.3.1997, art. 13 N.T.A.).<br />
16.10.1997: viene depositato al T.A.R. di Lecce il ricorso e l’istanza di sospensione in via cautelare dei provvedimenti comunali impugnati.<br />
5.11.1997: il T.A.R. di Lecce, con ordinanza n°1077/1997, “considerato che non sussistono i presupposti richiesti dal citato art. 21, ultimo comma, della legge 1971, n°1034 … RESPINGE la suindicata domanda incidentale di sospensione”.<br />
17.2.1998: l’avv. Panizzolo, per l’immobiliare Cinema s.a.s., notifica al Comune di Martina Franca istanza di riesame della pratica richiamando, fra gli altri atti, la “variante edilizia” approvata dal consiglio Comunale con delibera n°92/1992.<br />
31.3.1998: l’ing. Mutinati chiede al responsabile dell’Uff. Contenzioso del Comune di Martina Franca di richiedere, in riferimento all’istanza di riesame del 17.2.1998, un parere legale.<br />
11.6.1998: l’avv. de’ Robertis esprime proprio parere indicando sentenze che confermano la legittimità del rifiuto nel rilascio della concessione edilizia.<br />
14.8.2003: la Immobiliare Cinema s.a.s. chiede nuovamente il rilascio del permesso di costruire in base agli elaborati redatti dalla INAR Progetti s.r.l.. Alla pratica viene assegnato il numero 397/03. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio e la sua ricostruzione in cemento armato con la stessa sagoma e volumetria per la realizzazione: di un piano seminterrato destinato ad autorimessa con accesso da Via Cito; di un piano terra destinato ad attività commerciale con ingresso da Via Bellini; di un piano primo e di un piano secondo suddivisi in 4 appartamenti ai quali si accede attraverso un vano scala con ingresso da Via Olivieri.<br />
8.1.2004: il geom. Carbotti (istruttore tecnico direttivo) esprime parere istruttorio favorevole condizionato all’acquisizione: di parere igienico sanitario per il locale commerciale al p.t.; di progettazione degli impianti ai sensi della L. 46/90; di parere del Comando Prov.le dei Vigili del Fuoco in considerazione della comunicazione fra il piano seminterrato ed i livelli sovrastanti; di nulla osta paesaggistico ai sensi dell’art. 151 del D. L.vo 490/99; di sei copie degli atti progettuali privi dei balconi aggettanti sulla Vie Olivieri e Cito poiché in contrasto con l’art. 29 comma secondo del Reg. Edilizio Comunale; di atto di vincolo a parcheggio del piano seminterrato ai sensi della L. 122/89.<br />
8.1.2004: viene rilasciato dall’arch. Giovanni Luigi Barnaba, in qualità di esperto paesaggista nominato con Delibera di G.M. n°51 del 29.3.2003, parere favorevole al nulla osta paesaggistico ai sensi dell’art. 151 D. L.vo 490/99.<br />
4.2.2004: l’arch. Camillo Dell’Anno, nelle vesti di C.E.C., esprime parere favorevole.<br />
10.2.2004: il parere favorevole viene comunicato all’istante, all’ing. Martino Aquaro ed all’arch. Gianfranco Aquaro.<br />
18.2.2004: la documentazione integrativa per l’inoltro alla Soprintendenza dei BB.AA.AA.AA. viene depositata dalla parte al Comune di Martina Franca.<br />
12.3.2004: il dirigente settore Urbanistico del Comune di Martina Franca rilascia nulla osta paesaggistico e lo invia alla Soprintendenza unitamente alla copia del parere dell’esperto paesaggista del 8.1.2004, alla scheda di controllo paesaggistico, alla documentazione fotografica, alla relazione tecnica ed al progetto. (Nella scheda di controllo, nonostante i due giudizi al T.A.R. pendenti, viene attestata l’inesistenza di contenziosi in atto).<br />
12.5.2004: la Soprintendenza chiede al Dirigente Settore Urbanistico comunale notizie storiche ed epoca di costruzione dell’edificio.<br />
1.6.2004: l’Immobiliare Cinema s.a.s. (e non il Dirigente Settore Urbanistico comunale) comunica alla Soprintendenza che l’edificio “risulta essere stato costruito nell’anno 1948…. In quanto alle notizie storiche, si riferisce che nulla è presente al riguardo negli archivi comunali (come fa il privato a saperlo?) e niente è riscontrabile nelle varie pubblicazioni locali”.<br />
25.6.2004: la Soprintendenza, sulla base della documentazione fornita dal proprietario e precisando che “resta demandata a codesta Amministrazione Comunale la responsabilità e la verifica della compatibilità dell’intervento in oggetto con la vigente normativa urbanistica edilizia”, esprime parere favorevole.<br />
19.7.2004: il dirigente Settore Urbanistico (arch. C. Dell’Anno) comunica l’acquisizione dei pareri favorevoli e la documentazione da presentare per il rilascio del permesso di costruire.<br />
6.10.2004: l’arch. Dell’Anno, nella sua qualità, rilascia il permesso di costruire n°269/04.<br />
Aprile 2005: inizia la demolizione dell’edificio.<br />
18.4.2005: il consigliere comunale avv. Pasquale Lasorsa presenta interpellanza al Sindaco evidenziando che: l’intervento, pur costituendo variante urbanistica, non ha seguito l’iter di approvazione previsto per legge; non vi è stata valutazione del nuovo peso insediativo in relazione agli standards urbanistici (già considerati, dall’arch. Montuori – pagg. 40-41 della relazione al PRG -, dalla Regione Puglia con D.G.R. n°1501/84, dai tecnici incaricati dell’adeguamento alla L.R. 56/80 Recchia e Dal Sasso – all. 4 “Tabelle” elaborato 34 prot. 011024 del 14.6.2000, sotto il limite minimo fissato per legge); la dotazione di aree a standards è stata negli anni ulteriormente erosa da interventi edilizi realizzati proprio su aree destinate a servizi per la collettività; trattandosi di “ristrutturazione” l’intervento è in contrasto con l’art. 13 delle N.T.A.; l’intervento presupponeva l’approvazione di un piano particolareggiato, nel caso di specie inesistente. In ogni caso, veniva richiesto al Sindaco “di operare affinché questa Amministrazione Comunale acquisisca la proprietà dell’ex Cinema Bellini al fine di mantenerne la destinazione originaria e di renderlo fruibile alla popolazione per attività culturali all’uopo predisponendo, in sede di approvazione del bilancio, uno specifico emendamento volto a costituire una apposita dotazione”.<br />
16.5.2005: il consigliere comunale avv. Pasquale Lasorsa, in assenza di riscontro da parte del Sindaco, invia una nota alla Regione Puglia (Presidente della Giunta, Assessore all’Urbanistica, Dirigente Urbanistica) evidenziando quanto esposto nell’interpellanza (oltre al mancato rispetto dell’art. 9 comma secondo del D.P.R. 380/01 avendo il progetto variato ben più del 25% della destinazione preesistente, soglia massima di variazione consentita dalla norma) e chiedendo un formale intervento.<br />
10.6.2005: il consigliere comunale avv. Pasquale Lasorsa invia la nota al dirigente settore Urbanistica del Comune di Martina Franca.<br />
16.6.2005: il dirigente settore urbanistica riscontra la nota a firma dell’avv. Pasquale Lasorsa evidenziando la legittimità dell’intervento approvato il 6.10.2004.<br />
21.6.2005: la Regione Puglia (dirigente settore urbanistico) chiede al Comune di Martina Franca urgenti “notizie e puntuali valutazioni e controdeduzioni di merito tecnico-legale in ordine all’esposto pervenuto” da parte dell’avv. Pasquale Lasorsa.<br />
4.7.2005: il dirigente settore urbanistico comunale, ing. Eligio Mutinati, ribadisce la legittimità dell’intervento in una nota inviata alla Regione Puglia.<br />
5.8.2005: il consigliere comunale avv. Pasquale Lasorsa, in una nota inviata alla Regione Puglia, evidenziava che “Lo scarno scritto del responsabile del settore (prot.5023-5149/Urbanistica/R del 4.7.2005), infatti, non sembra in alcun modo toccare alcuni “nodi” relativi alla concessione oggetto di esposto ed in particolare: 1) se la delibera di Consiglio Comunale n°92/92 andasse intesa come una variante di destinazione urbanistica e, in caso affermativo, se essa abbia seguito l’iter imposto dalla L.R.56/80; 2) se vi fosse comunque l’obbligo di dotarsi di uno strumento urbanistico attuativo anche ad impulso della parte istante ed anche limitato all’isolato; 3) perché, pur ricadendo l’immobile in zona B, non sia stata applicata la riduzione del 20% delle volumetrie preesistenti così come impongono le NTA del PRG vigente; 4) se &#8211; ove pure applicabile e con efficacia derogatoria delle norme di PRG, come ha ritenuto il dirigente comunale &#8211; risulti, comunque, violato l’art.9 comma 2 DPR 380/01 posto che la modifica della destinazione d’uso riguarda il 100% (e non il 25% massimo previsto dalla norma citata) dell’immobile e che, per altro verso, non è stato “trascritto a favore del Comune” alcun atto di impegno (come impone sempre l’art. 9 comma 2 DPR cit.); 5) se risulti aumentato il peso insediativo nella zona oggetto di intervento edilizio e se, quindi, non risulti omessa la individuazione delle aree a standards&#8221;. L’unica cosa che si comprende, fin troppo chiaramente, dal parere reso dall’Ing. Eligio Mutinati è che a Martina Franca, per effetto dell’assenza di un piano particolareggiato della zona A, si può, dalla data di approvazione del T.U.E., abbattere e ricostruire nel centro storico purché si rispettino sagoma e volumetrie preesistenti (la norma ha, peraltro, abbandonato anche il riferimento ai materiali costruttivi ed ai prospetti!!!)” e chiedeva alla Regione Puglia un intervento “urgente al fine di evitare che un eventuale intervento intempestivo porti al permanere sine die, a pochi metri dal Palazzo Ducale, di uno scheletro in cemento armato”.<br />
8.9.2005: il dirigente settore urbanistico regionale rileva, “in ogni caso, la non conformità dell’intervento assentito rispetto alle norme fissate dall’art. 13 delle N.T.A. del P.R.G…. Inoltre, nessuna specificazione viene riferita, nella nota comunale, con riguardo alle prescrizioni di cui alla seconda parte del 2° comma dell’art. 9 del D.P.R. n°380/2001…. Nel contempo si ritiene di dover segnalare a codesta Amm.ne la opportunità di operare, in via cautelativa, la sospensione dei lavori”.<br />
20.9.2005: l’ing. Mutinati ribadisce la legittimità del permesso di costruire.<br />
27.9.2005: il responsabile S.U.E. (ing. G. Renna), con nota al dirigente settore urbanistico comunale e contrariamente a quanto da questi sostenuto, rileva che l’intervento interessa un edificio in zona B a 50 mt. dal centro storico (zona A) e che, pertanto, “sono da applicarsi per l’intervento di che trattasi le norme dell’art. 13 delle N.T.A. in sostituzione di quelle dell’art. 14”. Rileva, inoltre, che non risulta rispettato il tetto massimo di variazione della destinazione d’uso preesistente (max 25%) e che non risulta sottoscritto alcun atto di impegno a favore del Comune come previsto dall’art. 9 d.p.r. 380/01 (T.U.E.) e che, pertanto, “in attesa di tale verifica progettuale, nonché del relativo atto d’impegno, in via cautelativa, si ritiene necessario un provvedimento di sospensione dei lavori in corso di che trattasi, al fine di evitare l’insorgenza di eventuali danni erariali”.<br />
3.10.2005: il responsabile S.U.E. emette ordinanza di sospensione dei lavori.<br />
11.10.2005: la Regione Puglia, nell’evidenziare al Comune l’inadempimento dell’obbligo di trasmissione di comunicazioni ed atti tecnici ed amministrativi, declina ogni responsabilità (“sotto ogni profilo, ivi compreso quello penale per omissione di atti d’ufficio”).<br />
18.10.2005: il Comune di Martina Franca (ing. Mutinati) riscontra la nota regionale affermando di aver già adempiuto con propria nota del 20.9.2005 prot. 6898/urbanistica/R.<br />
23.11.2005: la regione Puglia, in persona del Presidente on. N. Vendola, con nota prot.01/017978 giunta al comune il 30.11.2005, assegna al Comune di Martina Franca il termine di trenta giorni previsto dall’art.22 comma 1 L.R. 20/01 per l’annullamento del permesso di costruire segnalando che, in caso di omissione, avrebbe esercitato i poteri sostitutivi.<br />
23.11.2005: la società proprietaria dell’immobile presenta:1) una variante al progetto iniziale con la quale si limita la modifica della destinazione d’uso preesistente al 25% realizzando una sola abitazione (rispetto alle quattro originariamente previste) e tre uffici direzionali (1° e 2° piano), oltre al locale commerciale (p.t.) ed all’autorimessa (seminterrato); 2) atto di impegno del 18.11.2005 a favore del Comune di Martina Franca (omesso in precedenza).<br />
20.12.2005: la proprietaria dell’edificio presenta una propria memoria-diffida al Comune di Martina Franca con cui, pur ribadendo la legittimità del primo progetto, evidenzia la presentazione del progetto in variante chiedendone l’approvazione.<br />
24.1.2006: il Comune di Martina Franca, responsabile S.U.E., chiede alla Regione Puglia che “alla luce della predetta memoria e della variante, che si allega in copia, di riconsiderare la possibilità che l’intervento previsto di ristrutturazione possa per la zona omogenea di tipo A in questione essere considerato conforme all’art. 13 delle N.T.A. come ‘intervento più completo’ rispetto ad opere di risanamento e di restauro conservativo, e dunque possa essere applicato in maniera inequivocabile l’art. 9 del d.p.r. 380/01 per la pratica in oggetto, considerato che i progetti presentati … sono stati riverificati puntualmente nella variante presentata”.<br />
19.7.2006: la Regione Puglia, con propria legge n°22 del 19.7.2006 (B.U.R.P. n°93 del 21.7.2006) delega alle Province le competenze di cui all’art. 21 comma 2 L.R. 20/2001.<br />
21.12.2006: la Regione Puglia, in persona del Presidente della Giunta, On. N. Vendola, revoca la diffida del 23.11.2005 in virtù di parere legale acquisito in data 2.8.2006 (che afferma la prevalenza del T.U.E. sulle N.T.A. del P.R.G.) ed in virtù delle modifiche al progetto apportate in sede di variante.</p>
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<p align="right">Scritto da Pasquale</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ecco-cosa-e-diventato-lex-cinema-bellini/">Ecco cosa è diventato l&#8217;ex cinema Bellini</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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		<title>Il vecchio Verdi, cinema teatro demodè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 17:35:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Verdi martinese è diventato un piccolo antiquariato con delle vecchie poltrone del secolo scorso piuttosto scomode rispetto a quelle anatomiche moderne. </p>
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<figure id="attachment_30144" aria-describedby="caption-attachment-30144" style="width: 201px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/Dilonardo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-30144" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/Dilonardo.jpg" alt="Giulio Dilonardo" width="201" height="212" /></a><figcaption id="caption-attachment-30144" class="wp-caption-text">Giulio Dilonardo</figcaption></figure>
<figure id="attachment_30128" aria-describedby="caption-attachment-30128" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/Teatro-Verdi-di-Trieste.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-30128" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/Teatro-Verdi-di-Trieste-300x200.jpg" alt="Fondazione Teatro Lirico G. Verdi" width="300" height="200" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/Teatro-Verdi-di-Trieste-300x200.jpg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2014/04/Teatro-Verdi-di-Trieste-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-30128" class="wp-caption-text">Il Verdi di Trieste</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;erano una volta le vecchie banconote da 1000 conl&#8217;immagine di Giuseppe Verdi. Furono ritirate dalla circolazione con l&#8217;avvento dell&#8217;euro. Di Verdi resiste il Nabucco che molti vorrebbero diventasse l&#8217;inno nazionale, ma il noto compositore nato a Busseto in provincia di Parma, rivive nella memoria in molti teatri italiani dedicati a lui, tra i più belli quello di Trieste (nella foto facilmente riconoscibile , il più demodè è quello di Martina Franca). Il Verdi martinese è diventato un piccolo antiquariato con delle vecchie poltrone del secolo scorso, piuttosto scomode rispetto a quelle anatomiche moderne. E&#8217; stato ereditato dal padre da Giulio Dilonardo che ha pensato bene, per risparmiare sui servizi di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo e trattenimento, resi a pagamento dal Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco per teatri al di sotto dei 500 posti, di ridurne la capienza. Oggi conta più o meno 450 posti dislocati su tre livelli, con la platea senza corridoio centrale, senza un bar che possa somministrare i popcorn, le patatine o una bibita che possano far passare più piacevolmente la visione di un film e dove nemmeno il più importante degli eventi riesce a riempirlo, non certamente per colpa dell&#8217;artista di turno.  Il &#8216;cosiddetto&#8217; teatro è tornato ad essere soprattutto un arena, dove in estate un sistema che lo scoperchia  consente di vedere un film al chiaro di luna (anche se in quel periodo osserva la pausa estiva), come quei cinema d&#8217;altri tempi che spesso si trovano nei lidi turistici. Il Teatro Verdi, costretto a rifare lo schermo oramai ingiallito dal tempo,  di demodè non ha solo l&#8217;aspetto, ma a quanto la totale assenza di servizi  telematici.  Non è possibile prenotare o acquistare su internet un posto, bisogna aspettare il dipendente part time che apra il botteghino nel tardo pomeriggio (senza naturalmente nemmeno una segreteria telefonica), come è successo in occasione di un concerto che si è tenuto ultimamente, dove molta gente è ricorsa anche ai Vigili Urbani per sapere se c&#8217;erano ancora posti disponibili, rinunciando a rischiare di recarsi in teatro.  Però, meno male che a volte c&#8217;è Checco Zalone, quando l&#8217;ultimo film è stato  proiettato anche negli orari più disparati, come la domenica mattina (come un tempo avveniva nelle sale parrocchiali) o in tarda serata, come nei vecchi cinema come quello, sempre di proprietà dei Dilonardo, un tempo dedicato allo sfortunato Bellini,  in quanto alla sala a lui dedicata gli toccava la sorte di proiettare i film porno. Oggi l&#8217;ex cinema Bellini è diventato uno stabile ristrutturato, affittato a cifre stratosferiche all&#8217;ASL per ospitare nove ammalati psichiatrici.   Per la  prosa o i concerti, proprio per l&#8217;esigua capienza di teatri come il Verdi, le rappresentazioni diventano quasi sempre fallimentari per gli impresari, soprattutto se sono produzioni di professionisti, visto l&#8217;esiguo numero di posti a disposizione. L&#8217;affitto da pagare varia tra i 1470 come in occasione dell&#8217;ultimo concerto che si è tenuto e i 1800, per i meno fortunati.  Ecco perché avviene il caro prezzi per gli eventi in piccoli teatri come questo, dove solo l&#8217;intervento dei contributi pubblici di Comuni e Regioni appianano i bilanci, come avviene per la stagione del Teatro Pubblico Pugliese. Non si comprende la motivazione che, laddove è possibile come a Martina Franca, utilizzare un teatro moderno con il doppio della capienza &#8230; e dei servizi che permetterebbero  di abbassare il costo del biglietto ed evitare il contributo pubblico (o ridurlo al minimo), ci si ostini a fare delle stagioni teatrali fallimentari in piccoli teatri come questo. Sono quelle dinamiche  che non si comprendono o, magari si fa finta di non comprendere. Così come restano incomprensibili, le dinamiche per la nomina  di chi è avverso alla tecnologia, come nel caso delle prenotazioni e vendite dei biglietti online con semplici software, venga nominato presidente dei gestori dei cinema di Puglia e Basilicata, forse perché probabilmente gli altri stanno peggio. Dilonardo si diletta a ricoprire  cariche onorifiche, come quella di Consigliere dell&#8217; Agis,  che, pur non garantendogli entrate economiche in quanto cariche onorifiche,  gli servono per tessere buoni rapporti con gli Enti dello spettacolo, tanto  aiutarlo ad ottenere che la sua sala sia inserita nella stagione teatrale del Teatro Pubblico Pugliese. I buoni rapporti con l&#8217;Amministrazione comunale, conseguiti durante la scorsa campagna elettorale, nella quale Dilonardo ha sostenuto l&#8217;attuale sindaco, fanno il resto. Il suo sogno? Dopo aver tentato invano di vendere a peso d&#8217;oro lo stabile del vecchio cinema Bellini al Comune   pensa, prima o poi, di ritentare l&#8217;operazione con l&#8217;attuale stabile di piazza XX Settembre. Nel frattempo il Verdi continuerà a finanziarsi con la cultura, affittando a 1800 euro al giorno la sala alle associazioni, piuttosto che con gli esigui ingressi al cinema, nonostante dei last minute che spesso vengono fatti a buon prezzo, aspettando &#8230; Checco Zalone. E&#8217; proprio un buon affare, altro che conservare le vecchie mille lire di Verdi.</p>
<p style="text-align: right;"><b>Antonio Rubino</b><b></b></p>
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		<title>&#8220;Amami Alfredo&#8230;&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Gentile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 10:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sera, al Teatro Verdi, c&#8217;era la Traviata, una delle opere più famose di Giuseppe Verdi. La tecnologia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ieri sera, al Teatro Verdi, c&#8217;era la Traviata, una delle opere più famose di Giuseppe Verdi. La tecnologia digitale e la ricezione satellitare consentono, grazie all&#8217;accordo con Micromega, diretto dal martinese Cesare Fragnelli, la fruizione di eventi dall&#8217;indubbio valore culturale. Un po&#8217; per curiosità giornalistica, un po&#8217; per interesse personale, il cronista ha voluto assistere all&#8217;evento. Il proprietario e gestore del Teatro Verdi, Giulio Dilonardo, ha affermato più volte che l&#8217;iniziativa ha lo scopo di offrire cultura musicale a quanta più gente possibile, considerando il fatto che non tutti possono permettersi un posto al Petruzzelli o alla Scala. Siamo la città del Festival, ma ieri sera il Teatro era praticamente vuoto. Qualche decina di appassionati, niente più. Santino, alla porta, non ha nascosto il suo rammarico. &#8220;Cosa vuole di più la gente?&#8221;. Già, cosa vuole di più? La Festa del Cinema con biglietti ridotti al costo di 3 euro non ha certo fatto registrare il tutto esaurito. Le poltrone del Teatro si riempiono quasi tutte soltanto in occasione di spettacoli gratuiti, e non sempre, tra l&#8217;altro. L&#8217;occasione di vedere un&#8217;opera lirica ben realizzata, in ottima qualità video e audio, all&#8217;interno di una grande sala, è un&#8217;ottima occasione culturale. Peccato che pochi ne abbiano voluto fruire. Chi c&#8217;era, comunque, ha espresso soddisfazione. E ha già chiesto se e quando si ripeterà. Dilonardo aveva annunciato che ci sarebbero state delle sorprese, in tal senso. C&#8217;è solo da aspettarsi che non desista, e che la città risponda con maggior entusiasmo.</p>
<p>Matteo Gentile</p>
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		<title>Furto Verdi, &#8220;una ferita&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 14:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Scialpi]]></category>
		<category><![CDATA[ferita]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Dilonardo]]></category>
		<category><![CDATA[quindicimila euro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse erano tre i ladri che in nottata, o all&#8217;alba, hanno derubato il teatro Verdi. La polizia scientifica</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Forse erano tre i ladri che in nottata, o all&#8217;alba, hanno derubato il teatro Verdi.</p>
<p>La polizia scientifica da stamani compie rilievi nell&#8217;immobile di piazza XX Settembre, da cui è stata perfino portata via una cassaforta, dopo averla sradicata dal muro. Si stima in quindicimila euro scarsi il bottino che i ladri, in un colpo che sembra sia stato anche pensato per la tempistica (vedi la chiusura per turno settimanale del bar il cui muro posteriore confina con quello del teatro da cui è stata portata via la cassaforte) hanno messo su, non senza avere aperto una seconda, più pesante, cassaforte e portato via soldi anche da lì.</p>
<p>Il proprietario del teatro, Giulio Dilonardo, ne parla come di colpo alla cultura e alla storia della città. Novanta anni abbondanti, di vita del teatro. Due volte sole, un furto o tentato furto. Due volte recenti: la seconda è della scorsa notte.</p>
<p>Lo andiamo dicendo da stamani, nei nostri resoconti: questo particolare furto è una violazionee va al di dà della sola cultura; una violazione alla sicurezza, arrivata proprio al cuore di Martina Franca, perché è nel pieno centro, perché colpisce il più importante posto della cultura, perché fa capire che quando vogliono rubare, agiscono più o meno indisturbati, i malintenzionati.</p>
<p>L&#8217;assessore comunale alla Cultura, Antonio Scialpi, stamani, era al Verdi, per verificare l&#8217;accaduto. Si è impegnato molto, Scialpi, in questi mesi, per favorire l&#8217;andamento di rassegne cinematografiche e teatrali, per far &#8220;entrare&#8221; la cultura, anche teatrale e cinematografica, nel sentimento civico. Adesso parla del furto al teatro Verdi come di &#8220;una ferita. Mi fa stare male sul piano personale. Gli sforzi che hanno portato a realizzare iniziative dal mio punto di vista positive, non possono essere annullati per questa notizia grave per Martina Franca&#8221;.</p>
<p>Il problema non è culturale, ma di ordine pubblico.</p>
<p>Martedì prossimo sarà a Martina Franca, in visita, il prefetto. Sarà in consiglio comunale. Il furto al cinema Verdi sarà il convitato di pietra, inevitabilmente.</p>
<p><em>(foto: fonte verbumlandianews.com)</em></p>
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		<title>Cinema Verdi, ecco la programmazione per i prossimi giorni</title>
		<link>https://www.martinasera.it/verdi-ecco-la-programmazione-per-i-prossimi-giorni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[grazia.grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 18:35:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[firme]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Dilonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco la programmazione del Cinema Teatro Verdi per i prossimi giorni: MARTEDI’ 05.03: “UNA VITA DA STREGA” ore</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/verdi-ecco-la-programmazione-per-i-prossimi-giorni/">Cinema Verdi, ecco la programmazione per i prossimi giorni</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ecco la programmazione del Cinema Teatro Verdi per i prossimi giorni:</p>
<div style="text-align: justify">
<p>MARTEDI’ 05.03: <b>“UNA VITA DA STREGA”</b> ore 20,30, con Bianca GUACCERO e Francesco VENDITTI, una commedia teatrale di amore strampalato con musica dal vivo, da € 10,00 a € 25,00;</p>
</div>
<div style="text-align: justify">
<p>GIOVEDI’ 07.03 <b>“ QUARTET”</b> di Dustin Hoffman, ORE 19,00/ 21,30, appuntamento con la rassegna Fuoriprogramma <b><span style="text-decoration: underline">€ 4.00/€3.00</span></b>, il film sarà preceduto dal cortometraggio “Terre al margine-Wasted” per la regia di Alessandra Ondeggia;</p>
</div>
<p style="text-align: justify">VENERDI’ 08.03 <b>“ LA MIA MINA”</b> ORE 20,30, CHERYL PORTER dal vivo con accompagnamento dell’ Orchestra della Valle d’Itria diretta dal M° Antonio Palazzo, spettacolo di beneficenza organizzato dal club service LIONS, € 20,00;</p>
<p style="text-align: justify"> SABATO 9 E DOMENICA 10:             <b>“PINOCCHIO”</b> ORE 17,45 , € 5,00 , regia di Enzo D’Alò, musiche di Lucio Dalla;</p>
<div style="text-align: justify">
<p>                                                                  <b>“EDUCAZIONE SIBERIANA</b>” ORE 19,30/21,30, € 5,00/€ 7,00, regia di Gabriele Salvatores;</p>
</div>
<p style="text-align: justify">MARTEDI’ 12.03 : <span style="text-decoration: underline">ultimo giorno</span>     <b>“EDUCAZIONE SIBERIANA</b>” ORE 19,30/21,30, <b>€ 4,00 , </b>regia di Gabriele Salvatores;<b></b></p>
<p style="text-align: justify">Continua inoltre al Verdi raccolta di firme per l’appello <em>“Cinema: fine dello spettacolo”</em> per la salvaguardia dei cinema pugliesi promossa da AGIS,ANEC,FICE,ACEC alla quale ha aderito il regista premio Oscar Gabriele Salvatores.</p>
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		<title>DILONARDO, “SITUAZIONE PREOCCUPANTE IN PUGLIA”: Chiusura cinema, parte petizione al Verdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[grazia.grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 11:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Verdi]]></category>
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		<category><![CDATA[Giulio Dilonardo]]></category>
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		<category><![CDATA[petizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La crisi economica, politiche regionali inefficaci, disattenzione da parte dei comuni: tutti fattori che stanno portando alla chiusura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><i>“La crisi economica, politiche regionali inefficaci, disattenzione da parte dei comuni: tutti fattori che stanno portando alla chiusura dei cinema nelle nostre città! Le associazioni di categoria rappresentative delle imprese di esercizio cinematografico iniziano da oggi una serie di manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica partendo da una raccolta di firme in tutti i cinema della regione”.</i> Inizia così la lettera aperta del dott. Giulio Dilonardo (gestore dell’Immobiliare Cinema Teatro Verdi) in favore della petizione di sensibilizzazione sulla situazione di crisi in cui versano le sale cinematografiche italiane, partita anche a Martina Franca. Nella nostra città sarà infatti possibile partecipare all’iniziativa recandosi al Cinema Teatro Verdi, in piazza XX Settembre.</p>
<p style="text-align: justify"><i>“Il cinema ha rappresentato nell’ultimo secolo la forma d’arte più accessibile, il sogno di mondi e culture diverse la cui fruizione è stata resa possibile grazie alla capillare presenza delle sale cinematografiche nella nostra regione, assolvendo queste al ruolo, oltre che di contenitore culturale, di luogo di aggregazione e arricchimento sociale e civico di tante generazioni di cittadini, e ciò in un gran numero di comuni pugliesi dal più grande al più piccolo contribuendo alla qualità della vita nel nostro territorio”,</i> si legge nella nota diffusa dal dott. Dilonardo a nome di Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Federazione Italiana Cinema d’Essai, Associazione Cattolica Esercenti Cinema e Associazione Generala Italiana dello Spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify"><i>“</i><i>Oggi, per molteplici motivazioni, dai cambiamenti nella filiera dell‘audiovisivo al particolare momento di crisi economica che affligge tutte le famiglie italiane, la permanenza in attività delle sale cinematografiche, indistintamente tutte dai cinema di città a quelli di provincia, è seriamente compromessa e con essa la possibilità in un prossimo futuro per i cittadini pugliesi di fruire di questo servizio di fatto pubblico. Un servizio per il quale lavorano in silenzio, piccole aziende private di esercizio cinematografico, animate dall’impegno di donne e uomini uniti nella promozione e diffusione della cultura cinematografica. Se il mercato nazionale del cinema ha subito flessioni nell’ultimo anno in tutta la Nazione, la situazione in Puglia è ancora più drammatica con decrementi di presenze che in alcuni territori sono arrivati a dimezzare gli spettatori rispetto al precedente anno, mettendo a rischio chiusura i cinema (oltre a quelli che hanno già chiuso nell’ ultimo decennio)”.</i></p>
<p style="text-align: justify">Ed è per questo che le imprese e i lavoratori delle sale cinematografiche della Puglia, attraverso le associazioni ANEC,FICE, ACEC aderenti all’AGIS di Puglia e Basilicata intendono sensibilizzare tutto il pubblico, promuovendo come prima iniziativa, la raccolta di firme per un appello da inviare a tutte le forze politiche coinvolte – a ogni livello – nella gestione delle cosa pubblica, dal futuro governo nazionale a quello regionale, a quelli provinciali e comunali affinchè pongano in essere tutte le azioni necessarie al mantenimento in vita delle sale cinematografiche e al loro riconoscimento come servizio di bene collettivo.</p>
<p style="text-align: justify">Le associazioni rivolgono quindi un particolare ed accorato appello al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, <i>“affinchè possa promuovere quegli interventi, legislativi, attuativi e di sostegno in favore delle sale cinematografiche con il coinvolgimento diretto delle piccole imprese di esercizio, senza intermediari, così come attuato per la digitalizzazione delle sale”</i>. Il Verdi, ricordiamolo, è stato fra le prime sale in Puglia a dotarsi delle nuove tecnologie, che permetteranno una fruizione molto più ampia delle sale, con la proiezione di opere teatrali in diretta, concerti musicali, e molto altro ancora. Il futuro è stato tracciato, tocca ora alle istituzioni fare la loro parte.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Carlo Carbotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sabato riapre il Cinema Verdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio.rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 15:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Dilonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[News Martina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni alla riapertura del cinema Verdi, lo ha comunicato lo stesso proprietario Giulio Dilonardo. La novità sta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pochi giorni alla riapertura del cinema Verdi, lo ha comunicato lo stesso proprietario Giulio Dilonardo. La novità sta nel nuovo impianto con un proiettore digitale, collegato direttamente via satellite con la casa di distribuzione con un supporto USB. Digitale anche l&#8217;audio. Non si conosce ancora il primo film in programmazione. La riapertura del cinema più antico di Martina Franca è certamente una buona notizia che renderà sicuramente contenti i martinesi e gli abitanti della Valle d&#8217;Itria.</p>
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