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	<title>pellegrinaggio Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>pellegrinaggio Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>&#8220;Sulle vie della fede. Itinerari pugliesi di pellegrinaggio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinapress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 09:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incontro sulla storia culturale della Regione e le caratteristiche del suo paesaggio dal punto di vista del</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/sulle-vie-della-fede-itinerari-pugliesi-di-pellegrinaggio/">&#8220;Sulle vie della fede. Itinerari pugliesi di pellegrinaggio&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Un incontro sulla storia culturale della Regione e le caratteristiche del suo paesaggio dal punto di vista del turismo spirituale. Il 10 gennaio a Brindisi</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli argomenti più affascinanti da un punto di vista storico-culturale per conoscere l&#8217;evoluzione della nostra Regione è quello riguardante le &#8220;Vie della Fede&#8221;, lungo le quali si è svolto il turismo spirituale sin dai tempi più antichi, utilizzate sia per raggiungere i principali luoghi di culto del nostro territorio, sia per attraversarlo in vista di raggiungere Gerusalemme. Non a caso, in Puglia c&#8217;è la via Francigena, che attraversa per intero la nostra Regione giungendo fino a Brindisi, principale città di imbarco proprio per Gerusalemme. Questi saranno i temi affrontati durante l&#8217;incontro dedicato alle &#8220;Vie della fede. Itinerari pugliesi di pellegrinaggio&#8221;, che si svolgerà il prossimo 10 gennaio a Brindisi nella Chiesa del Cristo dei Domenicani. Tutti i dettagli nel comunicato di seguito, diffuso dagli organizzatori:</p>
<p style="text-align: justify;">Nella storia della Puglia e del suo territorio hanno assunto un ruolo importantissimo le Vie di fede, lungo le quali per secoli si sono svolti pellegrinaggi di natura religiosa, in parte orientati a raggiungere i principali luoghi di culto del nostro territorio, in parte volti ad attraversarlo per raggiungere come meta finale Gerusalemme. Questi cammini tuttora rappresentano un importantissimo riferimento, sia per la storia culturale della Puglia e le caratteristiche del suo paesaggio, sia dal punto di vista turistico, anche in considerazione del grande rilievo che stanno assumendo la mobilità lenta e il turismo spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il territorio della Puglia è caratterizzato, tra gli altri, dal cammino della Via Francigena, che lo attraversa per intero per giungere fino a Brindisi, principale città di imbarco per Gerusalemme. Il tema, centrale nella deliberazione della Giunta Regionale I luglio 2013, n.1174, sarà illustrato, a iniziativa della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria della Puglia, con l&#8217;adesione e concorso dell&#8217;associazione Filia Solis e di Federico II Medieval Fest, nel corso del XXVIII Colloquio di Ricerca Storica &#8220;Apulia, cujus metropolis est Brundiston, per istam navigatur in Terram Sanctam. Sulle vie della fede. Itinerari pugliesi di pellegrinaggio&#8221;. L&#8217;incontro si svolgerà il 10 gennaio 2014 a Brindisi, nella Chiesa del Cristo dei Domenicani, con interventi di Giuseppe Marella della Società di Storia Patria per la Puglia, su &#8220;In cammino verso Gerusalemme. Percorsi viari e risvolti artistici nella Puglia medievale&#8221;; Marco Leo Imperiale, dell&#8217;Università del Salento, su &#8220;Ricerche per un&#8217;archeologia del pellegrinaggio nella Puglia medievale&#8221;; Luigi Oliva, dell&#8217;Università di Sassari, su &#8220;Pellegrini sulle strade della Via Appia in Puglia: Terrasanta, architettura, paesaggio e &#8220;terre sante&#8221;; Giacomo Carito, &#8220;Note sulle chiese con funzione ospitaliera nel tratto brindisino della via Francigena&#8221;. Coordina i lavori Giuseppe Rollo della Società di Storia Patria per la Puglia. L&#8217;iniziativa si avvale del patrocinio morale del Comune di Brindisi.</p>
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		<title>Pellegrinaggio diocesano a Loreto: Santoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2013 05:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Loreto]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tremila fedeli della diocesi di Taranto, e fra essi ci sono anche non pochi martinesi, vanno in pellegrinaggio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/pellegrinaggio-diocesano-a-loreto-santoro/">Pellegrinaggio diocesano a Loreto: Santoro</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><em>Tremila fedeli della diocesi di Taranto, e fra essi ci sono anche non pochi martinesi, vanno in pellegrinaggio diocesano a Loreto. Per tale iniziativa l&#8217;acivescovo Filippo Santoro ha inviato un messaggio:</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Carissimi Fratelli e Sorelle,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">vi ringrazio di aver accettato l’invito a questo pellegrinaggio diocesano a Loreto che è stato previsto per celebrare insieme come pellegrini l’Anno della Fede promosso da Benedetto XVI e confermato da Papa Francesco.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Esso si colloca come momento di crescita e di conversione all’inizio dell’anno pastorale che sta per cominciare. Più volte ho sottolineato che quella di oggi non è un’esperienza di turismo religioso, come ne facciamo tante, ma una tappa che ci identifica come comunità in cammino, che si rinnova nell’ascolto della Parola, nell’azione dello Spirito di Dio e  nell’amore ai fratelli, particolarmente ai più poveri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">1.      Ci troviamo nel santuario mariano d’Italia; qui storia e tradizione ci hanno insegnato a venerare la parte anteriore di quella casa di Nazareth che fu la casa di Maria, madre di Dio e della Chiesa. Non c’è cosa più bella che poter far risuonare nel nostro cuore un brano del vangelo, in un luogo santo che ne è stato cornice e testimone. E in quelle povere mura contenute nel sacello di Loreto è risuonato l’annuncio dell’angelo a Maria, la giovane vergine del popolo d’Israele, promessa sposa di uomo della casa di Davide chiamato Giuseppe.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Riflettevo che nella vita liturgica della Chiesa e nella nostra grande devozione mariana, il vangelo dell’annunciazione si legge più di frequente che il racconto della stessa Passione di Gesù. Ciò potrebbe sembrare un’incongruenza. Ma se ci lasciamo penetrare dalle parole e dal racconto dell’evangelista Luca, si fa presto a comprendere che il calvario del Signore non sarebbe esistito e non si può comprendere rettamente senza questo evento che vede incrociarsi libertà, amore, fede, coraggio, umiltà. E noi abbiamo bisogno, nella liturgia, come nella preghiera personale di ricordarci dell’alba, dei primordi, di questa storia di amore, infinita, che vede il Verbo di Dio, il figlio di Dio diventare carne  in Maria e venire ad abitare tra noi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Maria non è tramortita o ammutolita come Zaccaria, che riceve Gabriele nei fumi del tempio, ma interloquisce con l’Arcangelo nell’intimità della sua casa: parla con naturalezza con il messaggero di Dio, come chi si nutre quotidianamente della Parola del Signore. Lei è quella terra resa buona dall’ascolto e dalla preghiera, che riceve, pronta, il seme di Dio.  La Vergine apre l’era del Regno dei piccoli del Padre, che lo incontrano nel segreto, non nei templi ma in spirito e verità. La famiglia diviene <i>culla</i> di Dio. E quando Dio incontra l’ordinario di ciascuno, le nostre vite divengono straordinarie. Pensate alla vita di Maria, come tutte le altre ragazze del suo tempo avrebbe fatto le cose di tutte le altre, sposarsi come le altre, prendere l’acqua alla fonte, mettere al mondo tanti figli. Non l’avremmo mai conosciuta se non avesse detto «eccomi». Sarebbe rimasta una delle innumerevoli Marie e non ‘Maria’, la madre di Gesù! Ella capisce che nel rischio  e nell’obbedienza libera è nascosto il mistero della sua gioia, della felicità che tutti gli uomini cercano. Sarà lei stessa a professarlo nel canto del Magnificat che è il canto della Chiesa: «Ora e per sempre tutti mi chiameranno beata». Parole di beatitudine affioreranno anni dopo proprio dalle labbra de Signore. Beati i poveri, beati chi ha fame e sete di giustizia. Beata tu o Maria perché hai creduto. Beati a tutti coloro che senza vedere crederanno!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Non solo, ma la Vergine, concependo Gesù, si sentirà, partecipe di un mistero, di un progetto, della salvezza. All’improvviso dietro il suo «sì» appare il raccordo che dall’eternità incontra la storia, la sua piccola storia: «di generazione in generazione la sua misericordia si stende…».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Maria è guardata. E lo sguardo di Dio ci dona la vita. Lo sguardo del Signore ci salva. Ogni vocazione nasce sempre dallo sguardo del Signore, che ci vede per primo, che ci ama per primo. Dio si accorge. Dio ci cerca. La Madonna dirà: «Ha guardato all’umiltà della sua serva».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Questa ragazza che notiamo turbata per il contenuto grandioso del messaggio che interloquisce con il Mistero che entra in casa sua e lo accoglie piena di umiltà e di obbedienza. Noi la invochiamo come nostra Madre, come modello e come avvocata.  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">2.      Siamo qui per guardare a Maria ed imparare come si sta dinanzi al Signore, per accogliere il Signore  e per chiederle di pregare per noi. Per la nostra diocesi, per il nostro popolo e per la nostra terra, .    Ma anche per raccogliere il suo testamento. Nel vangelo di Giovanni il suo testamento è raccolto in una frase magnifica del capitolo secondo, alle nozze di Cana rivolgendosi ai servi: «Qualsiasi cosa vi dica il Maestro, fatela».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Ecco fratelli e sorelle, visitare un luogo santo, perché visitato da Dio, in un determinato frangente della storia, ci riporta ad un cardine del nostro credere che dovrebbe farci trasalire di gioia tutte le volte che ne facciamo memoriale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">I nostri occhi vedono, le nostre orecchie odono, le nostre mani toccano la carne di Dio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Il verbo di Dio, sostanza di tutte le cose, nella pienezza dei tempi è venuto a parlarci con voce di uomo! Oggi possiamo dire entrando nella santa casa, e lo possiamo dire realmente: «<i>Hic Verbum caro factum est</i>, <i>qui il Verbo si è fatto carne</i>». Qui Dio ha cominciato a venirci incontro. Sì perché l’incontro con Dio cambia la vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Il mondo sta assistendo in questi ultimi mesi alla forza di questo incontro nelle azioni e nelle parole dell’amatissimo Papa Francesco. Non possiamo non ringraziare Dio per lui e pregare per lui. In lui si rende possibile quell’incontro con Gesù.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Dio ci viene incontro e ci chiama. Già ce lo diceva il nostro Papa emerito, Benedetto XVI, nella sua enciclica<i> Deus Caritas est</i>: «All&#8217;inizio dell&#8217;essere cristiano non c&#8217;è una decisione etica o una grande idea, bensì l&#8217;incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». E nella Lumen Fidei Papa Francesco scrive: «La fede nasce nell’incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per essere saldi e costruire la vita. Trasformati da questo amore riceviamo occhi nuovi, sperimentiamo che in esso c’è una grande promessa di pienezza e si apre a noi lo sguardo del futuro. La fede, che riceviamo da Dio come dono soprannaturale, appare come luce per la strada, luce che orienta il nostro cammino nel tempo».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">3.      I nostri tempi, ci hanno trasmesso un’immagine miope della fede, come se essa fosse intrinsecamente buia, come se ci conducesse ad un supplizio indispensabile della ragione e della ragionevolezza. Dobbiamo recuperare invece la dimensione vera della fede che è sì fiducia, abbandono in Dio, ma è altresì certezza. Non ci sono margini né di illusione e né di delusione per chi crede veramente. Chi crede ha la sua casa sulla roccia, chi crede è afferrato da Cristo. Credere non è sognare. Credere è un fatto, è l’incontro con Gesù attraverso un amico, una persona, un’ esperienza viva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> Non a caso nella Lumen Fidei viene largamente citato Abramo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">«È vero che, in quanto risposta a una Parola che precede, la fede di Abramo sarà sempre un atto di memoria. Tuttavia questa memoria non fissa nel passato ma, essendo memoria di una promessa, diventa capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via. Si vede così come la fede, in quanto memoria del futuro, <i>memoria futuri</i>, sia strettamente legata alla speranza» (LF 9)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">L’autore della Lettera agli Ebrei (cfr Eb 11), come se battesse su un tamburo, descrive la fede dei patriarchi, è grazie a questo  credere che questi uomini sono andati avanti, generando un popolo, aprendo strade verso la terra promessa, salvando dai pericoli. La fede è un’esigenza così concreta e forte che realizza le cose invisibili!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">La fede non ci acceca, ma ci dona occhi nuovi. Anzi il segno del Signore giunto in mezzo a noi è proprio il contrario «<i>I ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono guariti, la salvezza viene annunciata ai poveri».  (Mt 11,5).</i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Ecco, fratelli e sorelle vorrei aggiungere ancora qualche particolare alla nostra riflessione sulla fede. Nell’attesa dell’esortazione post sinodale sulla nuova evangelizzazione, dalla quale trarrò la mia lettera pastorale alla diocesi, desidero che quelle che seguono siano le linee pastorali di riferimento per l’anno che comincia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Quando alla domenica recitiamo solennemente la nostra professione di fede, ricordatevi che quando dite «credo» voi dite «m’impegno».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">La nostra fede non sia solo un’accettazione emotiva  e vaga del Vangelo. Gesù ne sarebbe fortemente deluso. Ma sia la presa in carico delle ragioni del Regno. Lasciarsi guidare dall’Incontro con la Parola fatta carne, come ha fatto Maria. Mettersi in viaggio verso la montagna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Fratelli e sorelle, riscopriamo il valore della preghiera. Questa esortazione giunga a ciascuno proprio qui dalla casa di Maria che è casa di preghiera.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Durante la <i>Visita Ad Limina</i> dei vescovi pugliesi, ero seduto nella chiesa di Santa Marta, dove dimora il Papa, con la coda dell’occhio, come un fedele qualunque, ho scorto Papa Francesco in ginocchio, due file di banchi dietro di me,  con le mani giunte e lo sguardo rivolto all’Eucarestia. È lì la forza di ciascuno. La forza di un Papa che non fa che aprire al mondo le porte della casa di Dio, che è la nostra vocazione e anche il desiderio di Gesù</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">4.      C’è stata una convinzione che ha infiammato i miei studi giovanili e che ancora oggi, che lo spirito del Concilio non ha smesso di soffiare torna ad animare le mie convinzioni di pastore: “La comunità è condizione della fede”. La fede l’ho incontrata in un fatto visibile, in un segno umano che mi ha trasmesso la bellezza di Gesù. L’ho incontrata nella comunione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Le parrocchie non sono isole, ma sono porzioni dello stesso popolo di Dio. Non lo affermo per ragioni organizzative, ma semplicemente perché è necessario, costitutivo del Cristianesimo, sentirsi un corpo solo, un’anima sola. Così riceviamo linfa e grazia, non altrimenti. L’isolamento, anche per fini di efficienza o di programmazione non porta il bene dei fratelli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Abbiamo il dovere di far conoscere Cristo, e, come vi ho sempre ripetuto, bisogna guardare all’apostolo che oggi per voi sono io, e io a mia volta non conduco il popolo secondo il mio gusto o le mie sensibilità ma pongo attenzione al Papa che a sua volta è il vicario di Gesù Cristo, il Risorto che guida la Chiesa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">4.1     Il Santo Padre nel viaggio di ritorno da Rio de Janeiro, ai giornalisti, ha detto con molta semplicità che questo è «il tempo della misericordia». Nell’ azione pastorale a tutti i livelli, i sacerdoti, i catechisti, gli operatori, i collaboratori, abbiano la misericordia come stella polare. È tempo di misericordia, di accoglienza, di perdono di comprensione. Vedete quanta gente cerca il Papa? Perché da quest’uomo ci si sente amati e non giudicati, alla maniera di Gesù.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">4.2     Il Papa ci sta dando esempio di sobrietà e di attenzione ai poveri. È un esempio che non deve soltanto stimolare l’ammirazione dei più, ma deve spingerci a rivedere il nostro stile di vita e soprattutto a prendere sul serio le ragioni dei poveri. La carità e i poveri non sono alcune fra le tante cose che mettono in atto le comunità parrocchiali ma ciò che più ci sta a cuore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Sono profondamente addolorato per le polemiche nella scuola italiana che riguardano l’inserimento dei ragazzi extracomunitari. Sono discorsi che non fanno onore a nessun cittadino men che meno a chi si dice cristiano. Gli ambienti parrocchiali, gli oratori, siano sempre accoglienti verso i ragazzi e le famiglie extracomunitarie, anche quando sono di altre professioni religiose.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Siate audaci nell’esercizio della carità a favore dei poveri, non rimandate mai nessuno a mani vuote e non pensate che certe povertà non siano affare nostro perché Cristo non è di questo avviso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">4.3     Per questo entro la fine di quest’anno pastorale vorrei metter fine all’annosa questione del <b>centro notturno per l’accoglienza dei senza tetto</b> a Taranto realizzando un’opera diocesana indipendente, che non ci faccia più arrossire di fronte alla gente che dorme per strada. Questa deve essere un’attenzione di tutti le comunità parrocchiali e non solo di alcuni sacerdoti e laici che pur ringrazio per gli sforzi compiuti negli anni passati. Intorno a questo obiettivo lavoreremo particolarmente in quaresima, coinvolgendo parrocchie, associazioni, movimenti e anche le nostre confraternite, mettendo in campo le risorse spirituali e materiali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">5.1     La fede costruisce la città. Ne sono convinto per questo nella difficile situazione che viviamo nel nostro territorio di Taranto continuerò imperterrito nella strada che abbiamo già imboccato. Dobbiamo continuare a bandire la logica delle contrapposizioni: <i>salute &#8211; lavoro, ambientalisti- operai, anziani &#8211; giovani, scienza &#8211; comune sentire, interesse individuale – responsabilità sociale </i>perché, come ricordato dalla recente enciclica Lumen Fidei al n.55 «l’unità è superiore al conflitto». È necessario, tuttavia, «farci carico anche del conflitto, ma il viverlo deve portarci a risolverlo, a superarlo, trasformandolo in un anello di una catena, in uno sviluppo verso l’unità».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Con l’inizio dell’anno pastorale vorrei invitare tutte le parrocchie e le nostre aggregazioni laicali, specie quelle giovanili ad una maggiore sensibilizzazione e approfondimento sui temi della salvaguardia del creato secondo il messaggio che ho già inviato alla comunità diocesana all’inizio  di settembre.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">5.2     Ed ora confermo quanto dicevo  in questo messaggio:”Siamo chiamati a tradurre la salvaguardia del creato in un coerente cammino di convivenza e di condivisione che renda possibile lo <b>sviluppo di una rete di valori</b>, superando la tendenza al puro interesse particolare. In questa prospettiva ho creato questa Commissione Diocesana che sta dando i suoi frutti positivi, essendo aperta a tutte le voci e che desidero diventi anche<b> un laboratorio</b> capace di valorizzare le proposte positive che vengono dal mondo scientifico, imprenditoriale ed istituzionale. Il Vescovo accoglie tutti con interesse e privilegia la difesa dei più poveri e feriti”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">5.3     Ed insieme con l’attenzione alla salute, all’ambiente e al lavoro vorrei che quest’anno dedicassimo una <b>particolare attenzione i giovani</b>. Ringrazio i giovani che sono venuti qui da varie parrocchie e movimenti e quelli che hanno fatto un pullman speciale della Pastorale Giovanile. Vogliamo vivere un impegni speciale per ridurre la disoccupazione giovanile che tra noi arriva al 40%. Lavoreremo per l’ occupazione e per la formazione professionale interpellando con insistenza tutte le istituzioni e le varie autorità. Desideriamo continuare gli incontri nelle scuole per approfondire la problematica giovanile e portare l’annuncio vivo di Gesù. Nelle parrocchie, nelle associazioni e movimenti si creino luoghi di ascolto e di accoglienza che siano segni vivi di solidarietà. Ugualmente chiedo di dare un’attenzione particolare alla pastorale vocazionale per ragazzi e ragazze: dare la vita  totalmente per Cristo è l’avventura più grande che si possa immaginare. E come posso testimoniare nella mia vita il Signore ci dona una gioia profonda e una passione che con il tempo cresce sempre più e non diminuisce.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">5.4     Infine, quest’anno comincerò le <b>Visite Pastorali alle Parrocchie</b> in modo che insieme possiamo ravvivare la fede e lanciarci nella missione, consumando la suola delle scarpe in tutti gli ambienti, particolarmente nelle periferie: «Ogni uomo vedrà la salvezza». Questa è  la nostra vocazione e la nostra missione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">In quest’anno della fede la Madonna ci invita ad un nuovo incontro di Gesù perché tutti possiamo comunicarlo con la nostra testimonianza a tanti amici che ancora non lo conoscono e che lo aspettano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Maria di Nazareth, nostra Signora di Loreto, benedica l’arcidiocesi di Taranto e la forza dello Spirito, che in questa casa si è manifestato, ci conduca con la dolcezza e la potenza del suo amore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'">Sia lodato Gesù Cristo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman'"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><b><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman';font-variant: small-caps">+ Filippo Santoro</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><b><span style="font-size: 13.0pt;font-family: 'Times New Roman';font-variant: small-caps">Arcivescovo di Taranto</span></b></p>
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