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	<title>Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Oct 2026 08:54:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Martina Sera</title>
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		<title>Nunzia Convertini difende l’ex macello. Ma quei «cavilli», nasconderebbero difformità non autorizzate?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 08:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
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		<category><![CDATA[centrosinistra Martina Franca.]]></category>
		<category><![CDATA[ex macello Martina Franca]]></category>
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		<category><![CDATA[Nunzia Convertini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’ipotesi che si sta facendo sempre più strada e che trova conferma, secondo quanto raccolto, in alcuni ambienti del centrosinistra cittadino l'alternanza tra l'attuale sindaco Palmisano e la Convertini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/nunzia-convertini-ex-macello-cavilli-difformita/">Nunzia Convertini difende l’ex macello. Ma quei «cavilli», nasconderebbero difformità non autorizzate?</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><em>La vicesindaca è intervienuta sui social dopo le contestazioni dei lavori. Il suo video riporta al centro il recupero dell&#8217;immobile e apre una riflessione sulla leadership del centrosinistra.</em></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-17-at-12.13.31-1024x576.jpeg" alt="La Vicesindaco Nunzia Convertini" class="wp-image-46519" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-17-at-12.13.31-1024x576.jpeg 1024w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-17-at-12.13.31-300x169.jpeg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-17-at-12.13.31-768x432.jpeg 768w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-17-at-12.13.31-1536x864.jpeg 1536w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-17-at-12.13.31.jpeg 1672w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Vicesindaco Nunzia Convertini</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ex macello comunale </strong>di Martina Franca, recuperato con un investimento di oltre 1,2 milioni di euro, è appena tornato a disposizione della città, ma la sua riapertura è stata accompagnata dalle polemiche. L&#8217;architetto <strong><a href="https://www.martinasera.it/ex-macello-martina-franca-ruolo-mastrovito/">Giancarlo Mastrovito</a></strong>, autore del progetto definitivo ed esecutivo, ha contestato alcune modifiche apportate durante i lavori. La vicenda è arrivata anche all&#8217;attenzione del Parlamento, mentre il Comune ha ribadito la regolarità dell&#8217;intervento, richiamando una variante approvata nel 2023 e i collaudi effettuati.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo clima interviene Nunzia Convertini, vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici, con un video di circa cinque minuti pubblicato sui social. Non si limita a difendere un&#8217;opera. Cerca di spiegare ai cittadini il percorso che ha portato al recupero dell&#8217;immobile e il valore di ciò che è stato realizzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Un intervento che offre diversi spunti di riflessione, anche politici.</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Convertini sceglie di metterci la faccia. Affronta una questione controversa, rivendica il lavoro svolto e richiama l&#8217;attenzione su un risultato concreto: un edificio storico, inutilizzato da anni, restituito alla collettività per attività culturali e sociali. Un risultato che merita di essere riconosciuto, indipendentemente dalle contestazioni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma proprio nel discorso della vicesindaca emerge una parola sulla quale è necessario soffermarsi: <strong>«cavilli».</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se con quel termine si intendono le difformità contestate dal progettista, la questione non può essere liquidata come una semplice complicazione burocratica. Una variante regolarmente approvata è legittima. Una modifica realizzata senza le necessarie autorizzazioni può invece costituire un&#8217;irregolarità.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Basta pensare a un comune cittadino che decide di costruire o ristrutturare un immobile. Presenta un progetto, ottiene le autorizzazioni e realizza i lavori. Se si discosta da quanto consentito, può incorrere, secondo la gravità della violazione, in sanzioni amministrative, obblighi di ripristino e persino conseguenze penali.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Perché dovrebbe essere diverso quando a realizzare l&#8217;opera è il Comune?</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non esiste una sorta di amnistia riservata alle amministrazioni pubbliche. Le regole valgono per tutti, e proprio un ente pubblico dovrebbe essere il primo a dimostrarne il rispetto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il Comune sostiene che tutto sia regolare. Ha indicato anche gli estremi della variante approvata nell&#8217;agosto 2023 e richiamato i collaudi effettuati. Sono elementi importanti, che devono essere valutati insieme al progetto originario e alle opere effettivamente realizzate.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Resta da comprendere la posizione di Mastrovito. Quali modifiche contesta esattamente? Quali elaborati ha sottoscritto? E perché ritiene di dover prendere le distanze da alcune scelte realizzative? Sono domande alle quali sarebbe utile ricevere risposte precise, anche dallo stesso progettista.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="852" height="846" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito.jpg" alt="Ex macello di Martina Franca, il Comune difende i lavori. Ma non chiarisce il ruolo del progettista Giancarlo Mastrovito nelle varianti." class="wp-image-46506" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito.jpg 852w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito-300x298.jpg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito-150x150.jpg 150w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito-768x763.jpg 768w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;Architetto Giancarlo Mastrovito non è soltanto il progettista dell&#8217;ex macello comunale: è un architetto e urbanista con una lunga esperienza nella progettazione pubblica, nella tutela del paesaggio e nella rigenerazione urbana.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma torniamo a Nunzia Convertini, perché il suo intervento merita attenzione anche al di là della vicenda tecnica.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il riferimento, con le dovute proporzioni è all&#8217;orazione di Marco Antonio dopo la morte di Giulio Cesare, resa celebre da Shakespeare. La parola utilizzata per difendere una posizione, valorizzare ciò che si vuole portare all&#8217;attenzione del pubblico e dare al confronto una direzione precisa.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Vicesindaco punta sui risultati. È una scelta comunicativa riconoscibile: non lascia che le contestazioni oscurino il recupero dell&#8217;immobile. Ma proprio perché il suo intervento affronta un tema delicato, il valore della comunicazione va distinto dalla completezza delle risposte amministrative.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La dialettica, la prossemica, la costruzione del discorso e la capacità di spiegare questioni complesse sono elementi che meritano attenzione nella valutazione della comunicazione politica. Il video della vicesindaca offre materia per un&#8217;analisi che va oltre l&#8217;ex macello.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>E porta inevitabilmente a un&#8217;altra questione: chi guiderà il centrosinistra martinese alle prossime elezioni amministrative?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco Gianfranco Palmisano rappresenta oggi la continuità dell&#8217;esperienza amministrativa in corso. Nunzia Convertini, sua vicesindaca, è una figura della stessa maggioranza che sta acquisendo visibilità anche attraverso interventi pubblici come quello sull&#8217;ex macello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due percorsi politici che convivono nella medesima amministrazione, ma che potrebbero essere oggetto di confronto quando arriverà il momento di scegliere il prossimo candidato sindaco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un mistero che, nelle discussioni politiche cittadine, venga avanzata anche l&#8217;ipotesi di una candidatura della Convertini come primo cittadino alle amministrative del prossimo anno.  Secondo le valutazioni raccolte, una buona parte del centrosinistra guarderebbe con interesse a questa possibilità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto non può limitarsi a una questione di immagine.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Palmisano ha dalla sua l&#8217;esperienza maturata alla guida della città, con le decisioni assunte, i risultati ottenuti e le criticità che hanno  accompagnato ikl suo mandato amministrativo. La Convertini, invece, porta il proprio percorso politico e professionale, insieme alle responsabilità esercitate come assessora ai Lavori pubblici e vicesindaca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la formazione dei due è differente. Nunzia Convertini è laureata in Economia Aziendale all&#8217;Università di Bari. Gianfranco Palmisano ha conseguito il diploma di Perito Agrario presso l&#8217;Istituto Caramia-Gigante di Locorotondo e ha intrapreso studi universitari in Economia e Commercio, ma che avrebbe abbandonato al primo anno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono dati biografici che contribuiscono a delineare i rispettivi profili, senza stabilire gerarchie di competenza. Una laurea non è una patente di buona amministrazione, così come un diploma non impedisce di governare bene. In politica contano le conoscenze, ma anche le scelte, la capacità di assumersi responsabilità e i risultati che i cittadini possono verificare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il video sull&#8217;ex macello aggiunge un elemento a questa riflessione. Nunzia Convertini ha scelto di affrontare pubblicamente una contestazione, utilizzando un linguaggio diretto e costruendo una difesa politica dell&#8217;operato amministrativo. È un intervento che può essere discusso e criticato nei contenuti, ma che offre ai cittadini l&#8217;opportunità di valutarne anche il metodo comunicativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Palmisano, come sindaco, deve invece essere valutato sull&#8217;intero mandato: dalle opere pubbliche ai servizi, dalle decisioni politiche alla capacità di tenere insieme la maggioranza e rispondere ai bisogni della città, ma la sua poporalità è andata a scemare con delle uscite perlomeno <strong>discutibili </strong>come un video sui socia (bugie, bugie, bugie) che ha fatto un milione di visualizzazioni e tante critiche, per non parlare di un rapporto con l&#8217;Assessore Regionale Pentassuglia che si sarebbe incrinato e sottolineato dall&#8217;assenza di quest&#8217;ultimo sul palco all Festa Regionale dell&#8217;Unità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta dunque di stabilire oggi chi debba prevalere trail sindaco e la vicesindaco. Si tratta di capire se il centrosinistra intenda proseguire sulla strada della continuità o aprire un confronto su altre candidature, anche all&#8217;interno della stessa amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sarebbe interessante conoscere, su questo punto, non soltanto le opinioni che circolano sui social, ma soprattutto le posizioni delle forze politiche che compongono la coalizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, la vicenda dell&#8217;ex macello resta aperta sul piano delle verifiche amministrative. Il Comune rivendica la regolarità dei lavori; il progettista ha sollevato contestazioni che meritano risposte documentate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opera recuperata è un risultato da riconoscere. Ma la sua utilità non può sostituire il rispetto delle regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse proprio da qui dovrebbe partire qualsiasi discussione sul futuro della città: dalla capacità di spiegare ciò che si è fatto, rispondere alle domande e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché prima ancora di chiedersi <strong>«lei o lui?»</strong>, Martina Franca ha il diritto di sapere come viene amministrata oggi.  e, riguardo la vicenda del Vecchio Macello,&#8230;.<strong>le regole valgono per il cittadino e non devono valere anche per il Comune.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL VIDEO PUBBLICATO SUI SOCIAL DALLA VICESINDACO NUNZIA CONVERTINI</strong></p>



<figure class="wp-block-video"><video height="792" style="aspect-ratio: 1122 / 792;" width="1122" controls src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Video-Social-della-Vice-Sindaco-Nunzia-Convertini-1.mp4"></video></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
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		<title>Ex macello, il Comune dice che è tutto regolare. Ma sul progettista restano le domande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martino Umartnes]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 18:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Macello]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Mastrovito]]></category>
		<category><![CDATA[lavori pubblici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Amministrazione difende i lavori, cita collaudi e varianti, ma non chiarisce il ruolo del progettista Giancarlo Mastrovito. E</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ex-macello-martina-franca-ruolo-mastrovito/">Ex macello, il Comune dice che è tutto regolare. Ma sul progettista restano le domande</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>L&#8217;Amministrazione difende i lavori, cita collaudi e varianti, ma non chiarisce il ruolo del progettista Giancarlo Mastrovito. E intanto valuta azioni legali per alcuni commenti sui social.</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="852" height="846" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito.jpg" alt="L'Architetto Giancarlo Mastrovito non è soltanto il progettista dell'ex macello comunale: è un architetto e urbanista con una lunga esperienza nella progettazione pubblica, nella tutela del paesaggio e nella rigenerazione urbana." class="wp-image-46506" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito.jpg 852w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito-300x298.jpg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito-150x150.jpg 150w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Giancarlo-Mastrovito-768x763.jpg 768w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>L&#8217;Architetto Giancarlo Mastrovito non è soltanto il progettista dell&#8217;ex macello comunale: è un architetto e urbanista con una lunga esperienza nella progettazione pubblica, nella tutela del paesaggio e nella rigenerazione urbana.</strong></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTINA FRANCA, 16 ottobre 2026</strong> – Finalmente il Comune si fa sentire. E questa, diciamolo, è già una buona notizia. Dopo le polemiche sul recupero dell&#8217;ex macello comunale, arriva una risposta ufficiale: tutto regolare. Lavori regolari, collaudi regolari, rendicontazione regolare. Insomma, se fosse una pagella, sembrerebbe un bel dieci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E noi siamo contenti. Ci mancherebbe. Quando si parla di un&#8217;opera pubblica, sapere che tutto è stato fatto secondo le regole dovrebbe tranquillizzare tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però c&#8217;è un piccolo particolare. Anzi, più di uno. E quando sul tavolo ci sono oltre un milione e duecentomila euro di soldi pubblici, anche i particolari diventano interessanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la gente legge, commenta, si confronta. E più legge questo comunicato, più si pone qualche domanda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ex macello di Martina Franca: tutti citati, ma il progettista?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune fa nomi e cognomi. La direzione dei lavori è stata affidata all&#8217;<strong>architetto napoletano Elio Conte.</strong> I collaudi, statico e tecnico-amministrativo, sono stati curati dall&#8217;ingegnere <strong>Vitantonio Dell&#8217;Erba</strong>. C&#8217;è anche una variante in corso d&#8217;opera, approvata con determina dirigenziale n. 369 del 6 agosto 2023, registro generale 2547.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benissimo. Finalmente qualche riferimento concreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma leggendo e rileggendo, viene spontaneo chiedersi: <strong>e Giancarlo Mastrovito?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non parliamo di un passante che, vedendo i lavori, ha deciso di esprimere un&#8217;opinione. Parliamo del professionista che ha redatto il progetto definitivo ed esecutivo dell&#8217;ex macello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato il suo nome compare, certo. Ma soprattutto per rimproverargli di aver aspettato l&#8217;apertura dell&#8217;edificio prima di manifestare pubblicamente le proprie perplessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Curioso, però: si racconta chi ha diretto, chi ha collaudato, chi ha approvato. Ma non si spiega quale ruolo abbia avuto il progettista nelle fasi successive.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Possibile che questa parte della storia non meriti qualche riga?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mastrovito e le varianti: chi ha deciso, chi sapeva, chi ha firmato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le domande, a questo punto, vengono quasi da sole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mastrovito è stato coinvolto nelle modifiche al progetto? Gli sono state comunicate? Ha espresso osservazioni? Il suo incarico era già terminato oppure aveva ancora qualche funzione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è la questione delle firme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Era prevista una firma di Mastrovito su qualche atto successivo? Gli è stato chiesto di sottoscriverlo? Se quella firma non c&#8217;è, perché?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: non stiamo dicendo che Mastrovito abbia rifiutato di firmare qualcosa. Non abbiamo documenti che lo dimostrino. E potrebbe anche darsi che non fosse tenuto a firmare alcuna variante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma proprio per questo sarebbe interessante saperlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune, invece, trova singolare che il progettista abbia aspettato tanto per esprimere i propri dubbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E noi troviamo singolare un&#8217;altra cosa: <strong>prima di chiedere perché abbia parlato adesso, non sarebbe meglio spiegare quale possibilità avesse di intervenire prima?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se il progettista sostiene che alcune opere non corrispondono alle soluzioni progettuali originarie, la risposta più utile non è soltanto ricordargli il calendario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È spiegare quali modifiche siano state effettuate, chi le abbia proposte e con quali autorizzazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre 1,2 milioni di euro: quando i soldi sono pubblici, i dubbi non sono un&#8217;offesa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il recupero dell&#8217;ex macello è costato, secondo quanto comunicato dall&#8217;Amministrazione, 1.209.778,58 euro, compresi gli oneri per la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una somma importante. E nessuno mette in discussione l&#8217;utilità di recuperare un edificio storico e restituirlo alla città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma una bella opera e un procedimento amministrativo corretto sono due questioni differenti. La prima si può apprezzare guardando il risultato. La seconda si verifica leggendo gli atti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune assicura che la rendicontazione regionale non ha evidenziato irregolarità. Ne prendiamo atto. È una precisazione importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta però da capire se quelle verifiche abbiano riguardato anche gli aspetti specifici contestati da Mastrovito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La variante del 2023 comprende tutte le modifiche discusse? Le opere realizzate corrispondono agli elaborati approvati? Quali osservazioni del progettista vengono considerate infondate, e per quale motivo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande. Soltanto domande. Ma con oltre un milione di euro in ballo, sarebbe strano il contrario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E adesso il Comune parla di azioni legali. Ma contro chi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fin qui le questioni tecniche. Poi, però, nel comunicato arriva un passaggio che fa alzare qualche sopracciglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Amministrazione annuncia che sta valutando eventuali iniziative nelle sedi opportune per difendere l&#8217;immagine degli uffici comunali, dell&#8217;Amministrazione e dei professionisti da post e commenti pubblicati sui social e sul web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica, mentre si discute dei lavori, compare anche l&#8217;ipotesi di rivolgersi alle vie legali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente chi diffama deve rispondere delle proprie parole. Questo vale per tutti. Anche gli amministratori e i dipendenti pubblici hanno diritto a essere tutelati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma una cosa è diffamare. Un&#8217;altra è chiedere conto di come siano stati utilizzati i soldi pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E allora ci chiediamo: perché inserire proprio adesso questo avvertimento? A quali affermazioni precise si riferisce il Comune? E quali sarebbero i confini tra le contestazioni considerate lesive e le legittime domande dei cittadini?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno potrebbe interpretarlo come un invito a parlare meno. Speriamo non sia questo il messaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la trasparenza dovrebbe servire proprio a far parlare i documenti, non a far tacere le domande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto, se tutto è regolare, quale occasione migliore per pubblicare e spiegare gli atti che dimostrano la correttezza dell&#8217;intervento?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso arriva in Parlamento. Ora servono risposte, non soltanto rassicurazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto la vicenda ha superato i confini di Martina Franca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come già raccontato da Puglia Press, il deputato Rossano Sasso ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare, secondo quanto comunicato alla redazione. Giuseppe Caliandro, per Futuro Nazionale, ha inoltre chiesto verifiche al Comune, alla Regione Puglia e alla Soprintendenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spetterà agli organi competenti esaminare gli atti e valutare se siano necessari ulteriori accertamenti. Le contestazioni, da sole, non dimostrano alcuna irregolarità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nemmeno un comunicato stampa può sostituire il confronto tra progetto, varianti e lavori effettivamente realizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune ha fatto bene a rispondere. Su questo non abbiamo dubbi. E apprezziamo che abbia indicato anche una determina precisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso, però, sarebbe utile completare il racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale ruolo ha avuto Mastrovito dopo la progettazione? Perché oggi prende le distanze da alcune opere? È stato coinvolto nelle varianti? Quali atti ha sottoscritto e quali, eventualmente, non gli competeva firmare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la gente non pretende di sostituirsi ai tecnici, ai collaudatori o ai magistrati. Vuole semplicemente capire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se qualcuno pensa che basti dire «è tutto regolare» per chiudere ogni discussione, forse non conosce abbastanza i martinesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui, quando una storia non torna del tutto, le domande continuano. E quando ci sono di mezzo i soldi di tutti, continuano ancora di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il vecchio macello è stato restituito alla città. Adesso sarebbe bello restituire ai cittadini anche una spiegazione completa. Senza polemiche inutili. E, possibilmente, senza dover temere di fare una domanda.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dicono i parlamentari e i responsabili dei partiti nell&#8217;aula di Montecitorio? <em>Il sindaco e l&#8217;assessore venga a rispondere in &#8230;.aula. I</em>n questo caso . Una intervista con concordata con un giornalista no? Magari sullo stradone come si faceva una volta</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/ex-macello-martina-franca-ruolo-mastrovito/">Ex macello, il Comune dice che è tutto regolare. Ma sul progettista restano le domande</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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		<title>Ex macello, la festa è finita e adesso arrivano le domande. Il caso finisce in Parlamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martino Umartnes]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 11:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Macello]]></category>
		<category><![CDATA[lavori pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[Rossano Sasso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ex macello comunale di Martina Franca in via Locorotondo, edificio storico al centro delle contestazioni sui lavori</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il progettista prende le distanze da alcuni lavori. Spesi oltre 1,2 milioni di euro. E a Martina ci si chiede: chi ha deciso le modifiche e chi ha &#8220;guadagnato?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTINA FRANCA, 16 ottobre 2026</strong> – Doveva essere una bella notizia. Dopo tanti anni, il vecchio macello di via Locorotondo tornava finalmente a disposizione della città. Un edificio recuperato, oltre un milione e duecentomila euro di lavori, nuovi spazi per associazioni e attività culturali. Tutto pronto per la consegna ai cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Invece, proprio mentre si preparava la festa, è arrivata una notizia che ha cambiato il tono della giornata: da festaiola a preoccupazione. 1,2 milioni di ero sono davvero tanti e facevano gola a tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progettista dell&#8217;opera sostiene che alcune cose non sarebbero state realizzate come le aveva progettate.</strong> <strong>Già, perchè?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E non è uno qualunque che passa davanti al vecchio macello e dice che una finestra non gli piace o che avrebbe preferito un altro colore. È Giancarlo Mastrovito, il professionista incaricato della progettazione definitiva ed esecutiva. Insomma, proprio quello che i disegni li ha fatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora, la domanda viene da sé: <strong>ma se chi ha fatto il progetto dice che qualcosa non torna, chi ha deciso di fare diversamente?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima i lavori, poi le contestazioni. Ma nessuno se n&#8217;era accorto?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il vecchio macello non è certo un edificio sconosciuto. Sta lì, in via Locorotondo, da quasi un secolo. Per generazioni di martinesi è stato un punto di riferimento, prima come struttura comunale e poi come immobile rimasto inutilizzato. Il recupero avrebbe dovuto chiudere una lunga parentesi di abbandono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Comune, i lavori sono costati <strong>1.209.778,58 euro</strong>, compresi gli oneri per la sicurezza. Sono iniziati nel 2022 e terminati nel 2025, tutti &#8220;<strong>nell&#8217;era Palmisano&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui nasce un&#8217;altra domanda: Se i lavori sono terminati nel 2025 e la consegna alla città era prevista per ottobre 2026, che cosa è successo nel frattempo? Quali controlli sono stati effettuati? E soprattutto, le modifiche oggi contestate dal progettista erano già state esaminate e approvate?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sappiamo ancora se ci siano state irregolarità. Ma sappiamo che le domande esistono e che qualcuno dovrà rispondere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma un progetto si può cambiare oppure no?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Certo che si può cambiare. Durante i lavori possono emergere problemi imprevisti. Può essere necessario spostare qualcosa, modificare una soluzione tecnica, intervenire diversamente da quanto stabilito inizialmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un&#8217;opera pubblica non funziona come la ristrutturazione di casa propria, dove il proprietario decide di cambiare una porta e ne parla con il muratore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono progetti, autorizzazioni, varianti, responsabili e controlli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E nel caso dell&#8217;ex macello c&#8217;è anche un altro particolare: parliamo di un edificio storico, testimonianza dell&#8217;archeologia industriale cittadina, in un&#8217;area per la quale sono stati richiamati vincoli paesaggistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perciò la questione non è se una modifica fosse bella o brutta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La questione è se fosse consentita, chi l&#8217;abbia autorizzata e se sia stata realizzata rispettando le regole.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un milione e duecentomila euro. E i conti?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche qui, attenzione a non fare confusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune ha comunicato un importo dei lavori di poco superiore a 1,2 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli atti di gara pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale nel 2022 compare anche una cifra diversa: 1.369.093,35 euro, IVA esclusa, riferita al valore complessivo dell&#8217;appalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa automaticamente che ci sia qualcosa di irregolare. Gli importi possono riferirsi a fasi e voci differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma proprio per evitare equivoci sarebbe utile spiegare ai cittadini quanto è stato stanziato, quanto è stato effettivamente speso e quali somme sono state rendicontate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quando si parla di soldi pubblici, una spiegazione chiara non dovrebbe essere un favore concesso a qualcuno. Dovrebbe essere la normalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da via Locorotondo fino a Roma</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo la vicenda ha preso una strada che probabilmente nessuno immaginava per l&#8217;inaugurazione di un edificio comunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giuseppe Caliandro, per Futuro Nazionale di Martina Franca, ha inviato una richiesta formale di accertamenti al Comune, alla Regione Puglia e alla Soprintendenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il deputato Rossano Sasso ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare sulla vicenda, secondo quanto confermato alla redazione. Restano da acquisire gli estremi ufficiali dell&#8217;atto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, <strong>dal vecchio macello di via Locorotondo si è arrivati fino al Parlamento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non bisogna confondere le cose: un&#8217;interrogazione parlamentare non significa che qualcuno abbia commesso un reato. È uno strumento attraverso il quale un parlamentare chiede chiarimenti al Governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E oggi, prima ancora delle risposte da Roma, sarebbero utili quelle da Palazzo Ducale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma il Comune che cosa dice?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È probabilmente questo il punto che interessa di più ai martinesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è necessario organizzare una conferenza stampa di due ore, né trasformare tutto nell&#8217;ennesima battaglia tra maggioranza e opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basterebbe spiegare alcune cose, magari mostrando i documenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto iniziale è stato modificato? Se sì, quali parti sono state cambiate? Chi ha firmato le varianti? La Soprintendenza doveva esprimersi? E che cosa risulta dagli atti conclusivi dei lavori?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono domande normali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno sta sostenendo che il recupero del vecchio macello sia stato inutile. Anzi, restituire alla città un edificio abbandonato è certamente un risultato positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma una cosa è l&#8217;utilità dell&#8217;opera, un&#8217;altra è la correttezza delle procedure seguite per realizzarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E le due cose devono poter stare insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vecchio macello è dei martinesi. Anche le risposte devono esserlo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, tolti i comunicati, le dichiarazioni politiche e le polemiche, resta un fatto molto semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vecchio macello appartiene alla città. I soldi impiegati per recuperarlo sono pubblici. E il professionista che lo ha progettato ha sollevato contestazioni che meritano di essere chiarite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può darsi che ogni modifica sia stata autorizzata e che tutta la documentazione sia perfettamente in regola. Se è così, sarà sufficiente mostrarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece emergessero problemi, spetterebbe agli organi competenti accertarli e stabilire gli eventuali provvedimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma una cosa è certa: non si può pretendere che i cittadini si accontentino del taglio del nastro quando sul tavolo ci sono domande ancora senza risposta.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A Martina, quando una cosa non convince, se ne parla. Al bar, in piazza, davanti a un negozio. E spesso, tra una chiacchiera e l&#8217;altra, la domanda più semplice è anche quella più difficile da evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma alla fine, questo vecchio macello, è stato fatto come doveva essere fatto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non serve una risposta politica. Serve una risposta documentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La vicenda è stata approfondita da</em> <strong><em><a href="https://www.pugliapress.org/2026/10/16/ex-macello-di-martina-franca-il-caso-arriva-in-parlamento-dubbi-sui-lavori-da-12-milioni/">Puglia Press</a></em></strong><em>, che ha ricostruito le contestazioni del progettista, le richieste di verifica sui finanziamenti regionali e l&#8217;iniziativa parlamentare. Martina Sera continuerà a seguirne gli sviluppi, con particolare attenzione alle spiegazioni dell&#8217;amministrazione comunale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Capocollo di Martina Franca IGP: un marchio che protegge la Valle d’Itria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valle d'Itria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Valle d’Itria ottiene un nuovo riconoscimento Ue per il suo salume più celebre. Con il Capocollo di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>La Valle d’Itria ottiene un nuovo riconoscimento Ue per il suo salume più celebre. Con il Capocollo di Martina Franca salgono a 332 le denominazioni agroalimentari italiane registrate a Bruxelles: per la regione è una vittoria di identità, filiera e turismo.</em></p>



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<p class="wp-block-paragraph">Martina Franca entra ufficialmente nella mappa europea delle eccellenze agroalimentari. Il <strong>Capocollo di Martina Franca</strong> ha ottenuto il riconoscimento come <strong>Indicazione Geografica Protetta (IGP)</strong> dell’Unione europea, con l’inserimento nel registro Ue sancito dal regolamento di esecuzione 2026/2293.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento tutela il nome e la reputazione di uno dei salumi più conosciuti della Puglia, vincolandone l’uso al rispetto del disciplinare di produzione e al legame con il territorio della Valle d’Itria. Per la regione si tratta del 62° riconoscimento DOP o IGP, che porta a 24 le certificazioni nel comparto agroalimentare e a 38 quelle nel settore vitivinicolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un prodotto che racconta la Valle d’Itria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La zona di produzione comprende tre comuni pugliesi: <strong>Martina Franca</strong>, in provincia di Taranto, <strong>Cisternino</strong>, in provincia di Brindisi, e <strong>Locorotondo</strong>, in provincia di Bari. Tutti si trovano sopra i 350 metri di altitudine, in un’area fresca e ventilata tra il mar Ionio e il mar Adriatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capocollo è un salume legato alla tradizione norcina della Valle d’Itria, tramandata di generazione in generazione. La sua identità passa da ingredienti e tecniche locali: la concia con il <strong>“mire cutte”</strong>, il vino cotto ottenuto da uve Verdeca e Bianco d’Alessano, e l’affumicatura con legno e foglie secche di fragno, quercia tipica del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il budello naturale di suino, chiamato <strong>“muletta”</strong>, contribuisce a dare al prodotto il suo aroma affumicato caratteristico. Il disciplinare riserva la denominazione al salume ricavato dai muscoli cervicali della porzione superiore del collo del suino, secondo requisiti precisi di lavorazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lollobrigida: <em>“Leadership europea”</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, ha definito il riconoscimento “<em>un altro importante traguardo per le nostre eccellenze agroalimentari”, </em>sottolineando come l’Italia confermi la propria leadership europea nelle certificazioni di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il ministro, proteggere le denominazioni significa difendere il lavoro dei produttori e garantire ai consumatori qualità, identità e tracciabilità. L’IGP, ha aggiunto, tutela il nome e la reputazione del prodotto salvaguardando la tecnica tradizionale e il legame tra produzione, territorio e competenze locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia per produttori e consumatori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende della filiera, l’IGP rappresenta una protezione concreta contro imitazioni e usi impropri del nome. Solo chi opera nell’area delimitata e rispetta il disciplinare potrà commercializzare il prodotto con la dicitura “Capocollo di Martina Franca IGP”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i consumatori, il marchio Ue offre una garanzia aggiuntiva su origine, metodo di produzione e tracciabilità. Per il territorio, invece, il riconoscimento rafforza l’offerta enogastronomica della Valle d’Itria, già animata da trulli, vini locali e una delle cucine più riconoscibili della Puglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un traguardo regionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La registrazione arriva dopo un percorso amministrativo avviato anni fa dalla Regione Puglia e dalle organizzazioni di categoria, con audizioni pubbliche e la definizione del perimetro produttivo. Il Tar aveva già confermato la delimitazione dell’area IGP ai comuni di Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, respingendo la richiesta di inclusione di Montemesola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il Capocollo di Martina Franca, la Puglia aggiunge un nuovo tassello alla propria strategia di valorizzazione delle produzioni tipiche: non solo un salume in più sul registro europeo, ma un marchio che può sostenere imprese, occupazione, export e turismo in un territorio che attraversa tre province.</p>
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		<title>Martina Franca, una pensilina per Sako Bakary apre il Festival dei Popoli</title>
		<link>https://www.martinasera.it/festival-popoli-martina-franca-ex-macello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In città]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Martina Franca.]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Macello]]></category>
		<category><![CDATA[Festival dei Popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
		<category><![CDATA[Sako Bakary]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 15 al 18 ottobre musica, teatro, cinema e dibattiti sull’integrazione. Si parte con una pensilina dedicata a</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Dal 15 al 18 ottobre musica, teatro, cinema e dibattiti sull’integrazione. Si parte con una pensilina dedicata a Sako Bakary. Tra gli ospiti Mimmo Lucano. L’ex Macello sarà raggiungibile soltanto con una navetta gratuita.</em></p>



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<p class="wp-block-paragraph">MARTINA FRANCA, 12 ottobre 2026 – L’ex Macello comunale di Martina Franca apre le sue porte alla cultura. L&#8217;inaugurazione è prevista giovedì 15 ottobre, in occasione del Festival dei Popoli, che fino a domenica 18 proporrà incontri, spettacoli, concerti e iniziative dedicate all&#8217;accoglienza e al dialogo tra culture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione coinvolgerà numerose associazioni del territorio. Tra gli appuntamenti principali figurano l&#8217;inaugurazione di una pensilina artistica in memoria di Bakary Sako e una tavola rotonda sul caporalato, alla quale parteciperà Mimmo Lucano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma, inoltre, segna un passaggio importante per la città: l&#8217;ex Macello di via Locorotondo, recentemente ristrutturato, ospiterà per la prima volta una manifestazione culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ex Macello diventa il cuore del Festival dei Popoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La novità più significativa riguarda proprio l&#8217;utilizzo dell&#8217;ex Macello comunale, la cui inaugurazione è fissata per giovedì 15 ottobre alle 17.30.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quattro giorni la struttura accoglierà dibattiti, proiezioni cinematografiche, concerti, spettacoli teatrali ed esposizioni. Il calendario nasce dalle proposte presentate dalle associazioni che hanno partecipato a un avviso pubblico del Comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;apertura offre così l&#8217;occasione di restituire una funzione culturale a un immobile cittadino. Tuttavia, resta da comprendere quale sarà il suo utilizzo dopo la conclusione del festival.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ex Macello continuerà a ospitare eventi e iniziative durante l&#8217;anno? Al momento, nel materiale diffuso per la manifestazione, non sono indicate le modalità di una futura programmazione stabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovedì 15 ottobre: la pensilina per Bakary Sako e l&#8217;incontro con Mimmo Lucano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Festival dei Popoli comincerà giovedì mattina, alle 10.30, in viale Europa, nei pressi dell&#8217;Istituto comprensivo Giovanni XXIII.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui sarà inaugurata una pensilina artistica dedicata alla memoria di Bakary Sako, il bracciante agricolo di 35 anni ucciso nel Tarantino il 9 maggio, mentre si recava al lavoro. L&#8217;iniziativa sarà accompagnata da un estratto dello spettacolo Vi racconto il mio viaggio, curato dall&#8217;associazione Le Quinte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, alle 16, il sagrato della Basilica di San Martino ospiterà il reading Palestinesi sono i tuoi occhi, dedicato al popolo palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, alle 17.30, si terrà l&#8217;inaugurazione dell&#8217;ex Macello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli appuntamenti centrali della giornata è previsto alle 18, con la tavola rotonda Caporalato e rete di accoglienza. Interverranno Mimmo Lucano, Marianna Manigrasso della FLAI CGIL, Enzo Pilò di Babele APS e Kone Kassoum della Comunità africana di Taranto APS. A moderare il confronto sarà il giornalista Massimiliano Martucci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La serata proseguirà alle 20.30 con La dolce notte dei popoli, iniziativa dell&#8217;APS Terra Terra. L&#8217;attore Giorgio Consoli interpreterà brani letterari dedicati all&#8217;integrazione nel Mediterraneo. A seguire, il maestro pasticcere Fabio Mellone preparerà un dolce a tema, che sarà offerto in degustazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono soltanto 100. Per questo motivo è obbligatoria la prenotazione al numero 327 7533375.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Venerdì 16 ottobre: libri, teatro, tango e osservazione delle stelle</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda giornata proporrà appuntamenti dedicati alla letteratura, allo spettacolo e alla scoperta delle tradizioni culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si comincerà già dalle 5 alle 7 del mattino, agli Orti del Duca, con una sessione di Tai Chi curata dall&#8217;ASD La Palestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, alle 18.30, l&#8217;ex Macello ospiterà la presentazione del libro Il resto del mondo. Storie dai luoghi che lasciamo fuori, di Chiara Pepe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma continuerà alle 19.30 con Il viaggio di Penelope, reading teatrale dell&#8217;APS Sud Est Donne. La serata negli spazi interni si concluderà alle 21 con Il tango: geografia dell&#8217;abbraccio, spettacolo proposto da Apulia Tango APS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, dalle 19 alle 22, gli spazi esterni della struttura accoglieranno Sotto lo stesso cielo, iniziativa della Nuova Associazione Studi Astronomici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso racconti, miti e osservazioni con i telescopi, i partecipanti potranno scoprire come popoli differenti abbiano interpretato stelle e costellazioni. Particolare attenzione sarà dedicata alla Luna, da sempre presente nell&#8217;immaginario di numerose culture.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sabato 17 ottobre: l&#8217;immigrazione albanese tra memoria e musica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo giorno sarà dedicato soprattutto alla storia dell&#8217;immigrazione albanese e al rapporto tra questa comunità e il territorio pugliese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma inizierà alle 18.30, nell&#8217;ex Macello, con un incontro tenuto dal mediatore interculturale Baki Cela. Al centro del confronto ci saranno le vicende dell&#8217;immigrazione albanese e i legami costruiti nel tempo con la comunità locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguire, alle 19, sarà proiettato il documentario La Nave dolce, a cura dell&#8217;APS Mademù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata terminerà alle 21 con Balkan Express, concerto di musica balcanica organizzato dalla stessa associazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cinema e musica offriranno quindi due prospettive differenti su un&#8217;esperienza migratoria che ha segnato anche la storia recente della Puglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Domenica 18 ottobre: cinema africano, cooperazione e teatro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima giornata del Festival dei Popoli si aprirà alle 10.30, nell&#8217;ex Macello, con la proiezione del documentario Lella, proposta dal circolo Legambiente Valle d&#8217;Itria. Al termine è previsto un pranzo a tema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, alle 17, Palazzo Ducale ospiterà l&#8217;incontro Dalle tribù alla cosmopoli – Società e cooperazione, con Roberto Macchiarelli, Alessandro Montrone e Mario Castellana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La programmazione tornerà poi nell&#8217;ex Macello, dove alle 18.30 l&#8217;associazione Jamafrica proporrà Afrikinos, un seminario dedicato al cinema africano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, alle 20.30, la manifestazione si concluderà con lo spettacolo teatrale E sbarcò sul Mediterraneo, sempre a cura di Jamafrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il festival saranno visitabili anche alcune esposizioni. Tra queste figura L&#8217;immigrazione spiegata ai bambini, proposta dall&#8217;APS Terra Terra e ispirata al graphic novel di Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra mostra, La storia della Bibbia dall&#8217;antichità all&#8217;era moderna, ripercorrerà invece la diffusione del testo religioso attraverso le diverse epoche, dai papiri alle applicazioni digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elena Convertini: «Un festival che parla di incontro tra popoli»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assessora comunale ai Servizi Sociali e alle Pari Opportunità, Elena Convertini, sottolinea il significato dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;ex Macello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Dal 15 ottobre l&#8217;ex Macello Comunale apre per la prima volta il suo cancello come luogo di cultura e sono contenta che a inaugurarlo sia un festival che parla di incontro tra popoli</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assessora evidenzia inoltre il contributo delle associazioni cittadine, che hanno costruito un programma articolato attraverso le proposte presentate all&#8217;amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo dichiarato è favorire il confronto tra culture, religioni ed esperienze differenti, utilizzando linguaggi diversi: dal cinema alla letteratura, dalla musica al teatro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navetta gratuita per l&#8217;ex Macello: percorso e orari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere l&#8217;ex Macello comunale è previsto un servizio di trasporto gratuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le indicazioni degli organizzatori, l&#8217;accesso alla struttura avverrà esclusivamente tramite navetta, con passaggi ogni 20 minuti dalle 18 alle 22.30.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso comprende tre punti di riferimento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="">Piazza d&#8217;Angiò;</li>



<li class="">viale Europa, nei pressi dell&#8217;Istituto comprensivo Giovanni XXIII;</li>



<li class="">viale Europa, nei pressi del parcheggio.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="687" height="1024" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Festa-dei-popoli-2026-locandina-1-687x1024.jpg" alt="" class="wp-image-46494" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Festa-dei-popoli-2026-locandina-1-687x1024.jpg 687w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Festa-dei-popoli-2026-locandina-1-201x300.jpg 201w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Festa-dei-popoli-2026-locandina-1-767x1144.jpg 767w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/Festa-dei-popoli-2026-locandina-1.jpg 811w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /></figure>
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		<title>Martina Franca, la truffa dei falsi poliziotti colpisce anche a Monte Tullio: anziano raggirato, sparisce l&#8217;oro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 ottobre due sconosciuti si dono presentati davanti a una villa e hanno messo in scena una</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 5 ottobre due sconosciuti si dono presentati davanti a una villa e hanno messo in scena una falsa indagine su un furto in gioielleria. È il sistema già utilizzato da bande di truffatori del Napoletano. Una telefonata alla presunta Polizia convince la vittima a fidarsi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTINA FRANCA, 8 ottobre 2026 –</strong> Suonano alla porta di una villa. Sono in due. Hanno una storia da raccontare, ma soprattutto un piano ben preciso. Parlano di un furto avvenuto in una gioielleria di Martina Franca, di gioielli rubati e di una segnalazione che avrebbe portato gli investigatori proprio davanti a quella casa. Fanno anche il nome della gioielleria</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire è una persona anziana, che improvvisamente si ritrova coinvolta in una vicenda apparentemente molto seria. I due sconosciuti sostengono che i gioielli sottratti alla gioielleria si troverebbero proprio all&#8217;interno della sua abitazione e che, per questo motivo, sarebbe necessario effettuare un controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra una situazione incredibile. Perché mai qualcuno dovrebbe nascondere dei gioielli rubati proprio in quella villa? Eppure i due parlano con sicurezza, spiegano, insistono sulla necessità di verificare. E alla fine riescono a entrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È accaduto lunedì 5 ottobre, in zona Monte Tullio, a Martina Franca.</strong> E quella che sembra una normale verifica si rivelerà una trappola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;anziano, comprensibilmente perplesso, deve essere convinto che quanto gli stanno raccontando sia vero. Ed è proprio a questo punto che entra in scena un altro protagonista della storia. Non si trova nella villa, ma dall&#8217;altra parte di un telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due sconosciuti convincono l&#8217;uomo a effettuare una telefonata alla polizia utilizzando il suo stesso cellulare.  Uno dei due fa anche lui il numero. Naturalmente è verso un complice che si finge poliziotto appartenente alla Polizia di Martina Franca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La voce conferma la storia. Sì, c&#8217;è stato un furto in gioielleria. Sì, sono in corso delle verifiche. Sì, bisogna collaborare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;anziano quella telefonata rappresenta una rassicurazione decisiva. Ha appena parlato con qualcuno che si è presentato come un poliziotto. Quale motivo avrebbe per non credergli?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma è proprio questo il cuore della truffa.</strong> Anche quella telefonata, secondo la ricostruzione dell&#8217;episodio, è parte della messinscena. L&#8217;uomo dall&#8217;altra parte del telefono sarebbe un complice, incaricato di rendere credibile una storia completamente inventata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto i due hanno ottenuto ciò che volevano: la fiducia della vittima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il pretesto di effettuare ulteriori verifiche, uno degli sconosciuti accompagna una delle persone presenti in un&#8217;altra stanza. Basta quella distrazione, quel breve momento in cui l&#8217;attenzione viene spostata altrove, perché dall&#8217;abitazione spariscano i gioielli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi anche gli sconosciuti si allontanano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il furto in gioielleria non era mai esistito. Nessuna indagine aveva portato gli investigatori davanti alla villa. La telefonata alla Polizia era soltanto un inganno. <strong>L&#8217;unico furto era quello appena commesso ai danni dell&#8217;anziano.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure questo sistema non è nuovo. È un copione già utilizzato da bande di truffatori, anche provenienti dal Napoletano, che prendono di mira soprattutto persone anziane. In diversi episodi documentati dalle forze dell&#8217;ordine, i malintenzionati hanno utilizzato proprio la storia di un furto in gioielleria per convincere le vittime a mostrare i preziosi custoditi in casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi queste organizzazioni riescono anche a raccogliere informazioni sulle persone da colpire, rendendo i loro racconti ancora più convincenti. Non sappiamo se sia accaduto anche a Monte Tullio, né se gli autori di questo furto siano collegati alle bande napoletane. Ma il metodo utilizzato presenta somiglianze impressionanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il particolare della telefonata dovrebbe far riflettere tutti. Perché non basta parlare con qualcuno che dice di appartenere alla Polizia per avere la certezza di trovarsi davanti a un vero agente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è successo a Monte Tullio potrebbe capitare in qualsiasi altra abitazione di Martina Franca. Basta una persona sola in casa, una storia raccontata bene e qualcuno capace di conquistare la sua fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soprattutto gli anziani devono essere messi in guardia.</strong> Nessuno deve sentirsi obbligato ad aprire la porta o a mostrare i propri gioielli a sconosciuti che parlano di indagini, rapine o controlli. Nel dubbio bisogna chiamare autonomamente il 112, senza utilizzare numeri suggeriti da chi si presenta alla porta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 5 ottobre, a Monte Tullio, qualcuno è riuscito a trasformare una storia inventata in un furto vero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E questa volta è successo proprio nella nostra città.</strong> Occhi aperti e, soprattutto non fidatevi di nessuno</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Antenna 5G a Tre Tornesi, il nodo delle aree alternative prima della decisione finale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato Tre Tornesi contesta la relazione tecnica commissionata dall’Amministrazione e presenta uno studio sulle possibili aree alternative.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Il Comitato Tre Tornesi contesta la relazione tecnica commissionata dall’Amministrazione e presenta uno studio sulle possibili aree alternative. Dopo due giudizi amministrativi, resta aperta la questione del trasferimento dell’impianto.</em></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTINA FRANCA, 8 ottobre 2026 –</strong> Torna al centro dell&#8217;attenzione la vicenda dell&#8217;antenna 5G in contrada Tre Tornesi. <strong>La redazione ha ricevuto un comunicato dal Comitato Tre Tornesi</strong>, che contesta le modalità con cui il Comune di Martina Franca sta conducendo il procedimento di riesame relativo all&#8217;impianto di telefonia mobile. La decisione finale dell&#8217;Amministrazione è attesa per il prossimo 12 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel documento, il Comitato ricorda che il Comune è risultato soccombente in entrambi i gradi del giudizio amministrativo e sostiene che, nonostante le pronunce, il nuovo procedimento continui a recepire sostanzialmente le posizioni dei gestori telefonici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le contestazioni del Comitato Tre Tornesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato nel comunicato ricevuto dalla nostra redazione, il tecnico esterno incaricato dal Comune avrebbe concluso la propria relazione senza attendere le osservazioni dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comitato ricostruisce anche la successione degli avvenimenti: la relazione dei gestori sarebbe stata trasmessa al proprio legale nel pomeriggio del 22 settembre, mentre il tecnico comunale avrebbe già completato le proprie conclusioni la mattina del 23 settembre. Le osservazioni dei residenti, depositate il giorno successivo, non sarebbero quindi state considerate nella stesura della relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una circostanza che il Comitato ritiene lesiva del diritto di difesa e sulla quale chiede chiarimenti all&#8217;Amministrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno studio indipendente individua possibili aree alternative</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La questione principale riguarda la possibilità di trasferire l&#8217;impianto dall&#8217;attuale posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato, il Comitato sostiene che il tecnico incaricato dal Comune abbia condiviso la posizione di INWIT, proprietaria dell&#8217;infrastruttura, secondo cui non esisterebbero localizzazioni alternative idonee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I residenti richiamano però la sentenza del TAR Lecce n. 1275/2025, che, secondo quanto riferiscono, aveva già evidenziato la genericità delle precedenti valutazioni dei gestori sulle aree alternative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per sostenere le proprie ragioni, il Comitato dichiara di aver incaricato a proprie spese una società specializzata, che avrebbe individuato e mappato diverse zone potenzialmente utilizzabili per il trasferimento dell&#8217;antenna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta da verificare se tali aree soddisfino tutti i requisiti tecnici, urbanistici e di copertura della rete necessari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il 12 ottobre il provvedimento del Comune</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comitato Tre Tornesi auspica che l&#8217;Amministrazione comunale rivaluti la situazione alla luce delle osservazioni presentate e dello studio commissionato dai residenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di decisione sfavorevole, annuncia la possibilità di un nuovo ricorso per chiedere l&#8217;annullamento del provvedimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La data del 12 ottobre diventa quindi un passaggio importante di una controversia che potrebbe avere ulteriori sviluppi giudiziari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Resta da chiarire se il Comune abbia esaminato concretamente le localizzazioni alternative indicate dal Comitato e quali valutazioni tecniche sostengano la posizione dell&#8217;Amministrazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le contestazioni riportate rappresentano la posizione espressa dal Comitato Tre Tornesi nel comunicato trasmesso a PugliaPress. Per una ricostruzione completa della vicenda resta importante conoscere anche le valutazioni aggiornate del Comune e dei gestori telefonici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>ULTIM’ORA. Violento incidente stradale questo pomeriggio in via Taranto, a pochi chilometri da Martina Franca.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 13:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle vetture coinvolte nell’incidente avvenuto in via Taranto a Martina Franca</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo scontro è avvenuto intorno alle <strong>13.30</strong> e ha coinvolto <strong>due autovetture, una DR e una Citroën</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due feriti trasportati all’ospedale di Martina Franca</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183974-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-46481" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183974-1024x771.jpg 1024w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183974-300x226.jpg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183974-768x578.jpg 768w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183974-1536x1157.jpg 1536w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183974.jpg 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio, secondo le prime informazioni disponibili, è di <strong>due persone ferite</strong>. Entrambe sono state soccorse dal personale sanitario e <strong>trasportate all’ospedale di Martina Franca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono intervenuti <strong>i Vigili del Fuoco, due ambulanze, la Polizia di Stato e la Polizia Locale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auto pesantemente danneggiate</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183978-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-46482" srcset="https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183978-1024x771.jpg 1024w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183978-300x226.jpg 300w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183978-768x578.jpg 768w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183978-1536x1157.jpg 1536w, https://www.martinasera.it/wp-content/uploads/2026/10/1001183978.jpg 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soccorsi sul luogo dell’incidente in via Taranto a Martina Franca</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini scattate sul luogo dell’incidente mostrano <strong>i pesanti danni riportati dai due veicoli</strong> e numerosi detriti presenti sulla carreggiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente è avvenuto <strong>in via Taranto, nei pressi dell’ex mobilificio Vito Chirulli</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dinamica dell’incidente da accertare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>dinamica dello scontro è ancora in corso di accertamento</strong>. Saranno gli approfondimenti delle forze dell’ordine a chiarire le cause dell’incidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Notizia in aggiornamento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>A Martina Franca arriva Letizia Boninsegna, affermata specialista in chirurgia pancreatica.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 17:36:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[beppe convertini]]></category>
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		<category><![CDATA[Letizia Boninsegna]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>
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		<category><![CDATA[Momat]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Pederzoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvia Semeraro]]></category>
		<category><![CDATA[tumori neuroendocrini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 400 resezioni pancreatiche, una lunga attività scientifica sui tumori neuroendocrini e un percorso legato alla scuola veronese</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Circa 400 resezioni pancreatiche, una lunga attività scientifica sui tumori neuroendocrini e un percorso legato alla scuola veronese di Pederzoli e Falconi. Domenica 11 ottobre sarà all’Hotel Villa Rosa per l’anteprima nazionale di “Momat e il kimono magico” il libro per bambini</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTINA FRANCA, 6 ottobre 2026 –</strong> Questa volta il camice resterà  nell&#8217;armadietto dell&#8217;ospedale, nell&#8217;Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR). Al suo posto ci saranno un kimono, un libro e soprattutto un personaggio nato dalla fantasia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma dietro <strong>“Momat e il kimono magico”</strong>, che sarà presentato in anteprima nazionale <strong>domenica 11 ottobre alle ore 16 all’Hotel Villa Rosa di Martina Franca</strong>, c’è una donna il cui nome è legato da anni a una delle branche più complesse della chirurgia: quella del pancreas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È <strong>Letizia Boninsegna</strong>, chirurga dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, dove ricopre un <strong>Incarico di Alta Specializzazione per la Chirurgia del pancreas</strong> e si occupa in particolare di chirurgia pancreatica e tumori neuroendocrini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica arriverà in Puglia per presentare il suo libro. E sarà anche l’occasione per conoscere meglio una professionista che, nonostante un curriculum di grande spessore, è probabilmente ancora poco conosciuta dal grande pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una vita professionale legata al pancreas</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia professionale di Letizia Boninsegna parte dall’Università di Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode, si specializza in Chirurgia Generale con 70 e lode nell’ambito della Chirurgia Generale e Pancreatica diretta dal professor <strong>Paolo Pederzoli</strong> e completa successivamente il proprio percorso con un dottorato in Scienze Chirurgiche e delle Malattie Epato-biliari e Pancreatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sono soprattutto gli anni trascorsi tra sala operatoria, studio e ricerca a raccontarne il profilo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boninsegna ha  oggi una casistica personale di <strong>circa 400 resezioni pancreatiche</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un dato importante soprattutto perché riguarda una chirurgia altamente specialistica e perché rappresenta il risultato di un percorso costruito quasi interamente attorno alle patologie del pancreas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il legame scientifico con Massimo Falconi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua storia professionale compare anche un altro nome importante della chirurgia pancreatica italiana: quello del professor <strong>Massimo Falconi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di un accostamento costruito a posteriori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le pubblicazioni scientifiche indicizzate su PubMed documentano numerosi lavori nei quali <strong>Letizia Boninsegna e Massimo Falconi figurano insieme tra gli autori</strong>, soprattutto nel campo dei tumori neuroendocrini pancreatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già nel 2006 Boninsegna compare con Falconi, Paolo Pederzoli e altri specialisti in un lavoro dedicato alle strategie chirurgiche nei tumori neuroendocrini del pancreas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2010 è invece <strong>prima autrice</strong> di uno studio pubblicato su <em>Neuroendocrinology</em> dedicato ai tumori endocrini cistici del pancreas. Tra gli altri firmatari figurano Claudio Bassi, Paolo Pederzoli e Massimo Falconi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due anni più tardi è ancora prima autrice di uno studio sull’<em>European Journal of Cancer</em> dedicato ai fattori in grado di prevedere il rischio di recidiva dopo la resezione di tumori neuroendocrini pancreatici maligni. Anche in quel lavoro compaiono Pederzoli e Falconi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boninsegna ha inoltre preso parte a studi multicentrici italiani dedicati ai tumori endocrini pancreatici, compreso un lavoro prospettico su 297 casi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questa la parte meno conosciuta del suo curriculum: dietro la chirurga c’è anche una lunga attività di studio e ricerca sui <strong>NET, i tumori neuroendocrini</strong>, che rappresentano ancora oggi una delle sue principali aree di interesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Poi arrivano il karate e Momat</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che la storia cambia completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché fuori dalla sala operatoria Letizia Boninsegna pratica <strong>karate</strong> e coltiva un’altra passione: quella per la scrittura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa parte della sua vita nasce <strong>Momat</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Momat e il kimono magico” è un progetto destinato ai bambini nel quale il karate non rappresenta soltanto uno sport, ma diventa anche un modo per raccontare disciplina, rispetto, concentrazione, capacità di affrontare una difficoltà e forza nel rialzarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori lontani dalla sala operatoria?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse non così tanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi pratica karate sa quanto siano importanti controllo, disciplina e concentrazione. Chi ogni giorno affronta una chirurgia complessa conosce altrettanto bene il peso della preparazione, della responsabilità e della capacità di mantenere lucidità nei momenti difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è probabilmente proprio in questo punto che i due mondi di Letizia Boninsegna finiscono per incontrarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’anteprima nazionale a Martina Franca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prima presentazione nazionale di <strong>“Momat e il kimono magico”</strong> si terrà quindi a Martina Franca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è fissato per <strong>domenica 11 ottobre alle ore 16 all’Hotel Villa Rosa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prefazione del libro porta la firma del noto conduttore e giornalista televisivo <strong>Beppe Convertini</strong>, che prenderà parte alla presentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli ospiti anche la campionessa pugliese di karate <strong>Silvia Semeraro</strong>, medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo di Orano 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ingresso sarà <strong>libero</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica, dunque, Martina Franca ospiterà l’anteprima nazionale di un nuovo personaggio per bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ospiterà soprattutto <strong>Letizia Boninsegna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una chirurga che ha dedicato gran parte della propria vita professionale al pancreas e ai tumori neuroendocrini, con centinaia di resezioni pancreatiche alle spalle e una produzione scientifica costruita insieme ad alcuni dei nomi che hanno segnato la storia recente della chirurgia pancreatica veronese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E che per un pomeriggio lascerà fuori dalla porta dell’Hotel Villa Rosa il camice bianco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raccontare ai bambini la storia di Momat e del suo kimono magico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>IL TURSI ESPLODE AL 96’: DIAW FA VOLARE IL MARTINA!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rubino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 16:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[autore del gol]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[Diaw]]></category>
		<category><![CDATA[Martina- Francavilla]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[risultato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novantasei minuti di battaglia. Novantasei minuti con il fiato sospeso. Poi il tiro di Mamadou Diaw, il pallone</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Novantasei minuti di battaglia. Novantasei minuti con il fiato sospeso. Poi il tiro di <strong>Mamadou Diaw</strong>, il pallone che finisce in rete e <strong>il Tursi che esplode</strong>.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MARTINA:</strong> Colzani 12, Polito 4, Llanos 5, Resouf 7, Silvestro 10, Dieng 15, Mastrovito 23, Correnti 24, Mancini 29, Hanwyel 36, Berto 37.<br><strong>A disposizione:</strong> Greliak 1, Barlotti 11, Saidy 14, Battista 17, Diaby 19, Antinucci 25, Cocino 33, Penza 44, Diaw 45.<br><strong>Allenatore:</strong> Giuseppe Laterza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FRANCAVILLA:</strong> Grisendi 1, Pellegrini 2, Martellotta 4, Espasa 5, Cabrera 7, Maffei 8, Da Silva 10, Santucci 17, Contegno 21, Suplja 25, Franzese 95.<br><strong>A disposizione:</strong> Giangregorio 22, Serio 6, Marinaj 9, Gbegbe 11, Pagni 14, Martinez 20, Lanza 26, Borrelli 77, Dogramadzhiev 99.<br><strong>Allenatore:</strong> Ranko Lazic.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ARBITRO:</strong> Stefano Mariani di Livorno.<br><strong>ASSISTENTI:</strong> Ivan Aliano di Reggio Calabria e Domenico Paolo Moschella di Reggio Calabria.<br><strong>MARCATORE:</strong> 96’ Diaw (M).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Martina batte il Francavilla </strong> e lo fa nel modo più incredibile, quando ormai sembrava che la partita dovesse chiudersi senza reti. Una vittoria di cuore, di carattere, di quelli che non mollano mai. E soprattutto una vittoria che il pubblico biancazzurro ha aspettato, sofferto e festeggiato fino all’ultimo secondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stata una partita bella sotto il profilo tecnico. È stata, però, una di quelle partite che si giocano con le gambe, con i muscoli e soprattutto con il cuore. Il Francavilla ha impostato una gara molto attenta, combattuta uomo contro uomo, concedendo pochissimi spazi al Martina. Nel primo tempo le occasioni sono state praticamente assenti da entrambe le parti e, se proprio bisogna indicarne una, sono stati gli ospiti ad avvicinarsi maggiormente al gol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Martina non è riuscito a sviluppare il suo gioco migliore, ma non ha mai smesso di provarci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Martina ci crede fino alla fine</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella ripresa la partita continua sulla stessa falsariga. Tanta corsa, tanti contrasti, pochissimi spazi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma con il passare dei minuti il Martina cresce. La squadra di <strong>Giuseppe Laterza</strong> mette sempre più pressione, aumenta la veemenza e cerca in tutti i modi il varco giusto. Il Francavilla resiste. Il tempo passa. Lo 0-0 sembra ormai scritto. Ma il Martina non molla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">96’: Diaw. E il Tursi viene giù</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Poi arriva il minuto che cambia tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Minuto 96.</strong> Il pallone arriva a <strong>Mamadou Diaw</strong>, entrato dalla panchina. Diaw calcia, il tiro si infila alla sinistra del portiere. <strong>Gol.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un attimo sembra fermarsi tutto. Poi <strong>il Tursi esplode</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giocatori, panchina e tifosi diventano una cosa sola. È il gol della liberazione, il gol di una squadra che ci ha creduto fino all’ultimo pallone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Martina 1, Francavilla 0.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vittoria pesantissima, una vittoria da Martina. Una di quelle che valgono più dei tre punti perché arrivano con il cuore, con la sofferenza e con un intero stadio che spinge fino alla fine. <strong>Il Tursi può festeggiare. Il Martina vince al 96’.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo in aggiornamento</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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