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	<title>tredici Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>tredici Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>Tredici negato: il Coni non cede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 11:40:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso dai rappresentanti di Martino Scialpi, il martinese che aspetta di vedersi riconosciuto un</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/tredici-negato-il-coni-non-cede/">Tredici negato: il Coni non cede</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><em>Di seguito un comunicato diffuso dai rappresentanti di Martino Scialpi, il martinese che aspetta di vedersi riconosciuto un tredici al totocalcio dal 1981. Il Coni non cede e non ha adempiuto al pignoramento da tre milioni di euro, presentato dal legale di Scialpi:</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">In trent’anni di storia sono cambiate tante cose, al sig. Martino Scialpi, al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed al CONI. Tanti i processi e le sentenze che sono state emanate fra Taranto, Bari e Roma su un 13 contestato dal CONI ma riconosciuto dalla magistratura, fino all’ultimo grado.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">Non è cambiato, invece, l’atteggiamento dei vertici del CONI, o di quella parte di esso che da trent’anni ha costretto un cittadino italiano, che ha regolarmente giocato una schedina in una ricevitoria SISAL, come da insegna esposta, a doversi difendere in Tribunale, per poter vivere quel sogno divenuto realtà e che in ogni spot pubblicitario viene garantito agli italiani in caso di vincita:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">“Così non è! Il sogno ancora non si realizza” ha dichiarato il sig. Scialpi, “nemmeno con la sentenza passata in giudicato, perché da nessuno contestata, del 10/02/1987 presso il Tribunale di Taranto. Con quella sentenza è stato riconosciuto che ho il sacrosanto diritto di accedere agli atti del 1981 in cui è riportata la mia giocata vincente. È un mio diritto accedere a quegli atti, perché un Tribunale italiano, quello di Taranto per competenza, ha riconosciuto legittima la mia giocata e quindi posso accedere a verificare quei documenti, perché sono stato legittimato a farlo da un Tribunale. E non è più possibile che il soggetto che da 30 anni mi sta contestando la giocata, il CONI appunto, possa ancora assumere atteggiamenti contrari alla legge”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">Il sig. Martino Scialpi fa riferimento alla risposta che la sede centrale del CONI ha formulato rispetto alla richiesta di accesso agli atti che, attraverso il suo avvocato Guglielmo Boccia di Martina Franca, il vincitore Scialpi ha presentato lo scorso 18 luglio, inviata anche alla sede regionale di Bari e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">Il Ministero ha risposto al sig. Scialpi con una nota lo scorso 22 agosto 2013 in cui si dichiara che “la documentazione a cui si richiede di accedere non risulta essere agli atti dello scrivente”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">Il Comitato Regionale CONI per la Puglia ha inviato una sua risposta giunta il 28 agosto in cui dichiara: “si fa presente che gli atti relativi allo svolgimento dei concorsi pronostici sono stati trasferiti al CONI di Roma a seguito delle Zone Totocalcio a fine 2004, ivi compresa quella Bari”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">Sorprendente la risposta della Segreteria Generale del CONI a firma del segretario Roberto Fabbricini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">“Esaminata l’istanza e le motivazioni che la sostengono, Lei non appare legittimato all’accesso perché, per soddisfare le Sue pretese al pagamento di un premio di prima categoria nel concorso Totocalcio n.11 del 1.11.1981, dopo aver esperito i rimedi endoprocedimentali previsti, si è già rivolto all’Autorità Giudiziaria, che ha rigettato la Sua pretesa con la sentenza definitiva della Corte d’Appello Civile di Roma n.2107/1985, passata in giudicato, avvero la quale Lei ha proposto tre domande di revocazione, tutte respinte con pronunce della medesima Corte d’Appello confermate dalla Corte di Cassazione, da ultimo con sentenza n.671/2012”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">“Si continua a negare la vittoria appellandosi a sentenze che nulla hanno a che vedere con la vincita” dichiara l’avv. Guglielmo Boccia, “il CONI persiste nell’assumere un atteggiamento di chiusura e di negazione del diritto alla riscossione del sig. Scialpi e fa riferimento a richieste di revocazione, due e non tre come scritto dal Segretario Generale, della sentenza del 1985, periodo in cui il processo per verificare la legittimità della vincita era ancora in corso, essendosi concluso il 10/02/1987. Indi, assolutamente non inerenti alla legittimità della vincita, come invece si vuol far credere. Quella sentenza riguarda altri aspetti in merito ai quali siamo in attesa di giustizia. È un’azione tesa a tergiversare, perdere tempo, creare confusione”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">Le conclusioni dell’avv. Boccia sono amare:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 2.85pt;margin-right: 0cm;margin-bottom: 2.85pt;margin-left: 0cm;text-align: justify;text-indent: 27.65pt"><span style="font-size: 12.0pt;font-family: 'Palatino Linotype'">“Si perdura in questo atteggiamento di chiusura e di mistificazione della realtà, facendo riferimento a documenti e a sentenze volutamente errate, per evitare di rispettare un diritto sacrosanto riconosciuto da un Tribunale della Repubblica Italiana ad un onesto cittadino, quale è il sig. Martino Scialpi. Continueremo nella nostra battaglia di giustizia finché non vedremo soccombere l’ignominia”.</span></p>
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		<title>Tredici negato: continua la battaglia di Scialpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 13:21:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso per conto di Martino Scialpi: «Il Coni sa benissimo di non aver mai</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><em>Di seguito un comunicato diffuso per conto di Martino Scialpi:</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">«Il Coni sa benissimo di non aver mai dimostrato la sua pretesa di non aver rinvenuto la matrice della schedina da me giocata e vinta. Sa altrettanto bene che, come diretta conseguenza, sono state costruite delle false accuse smontate in giudizio riaffermando le mie ragioni».</span></span><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> Lo evidenzia Martino Scialpi replicando a recenti dichiarazioni del Coni, che parla pubblicamente e in maniera errata dell’inesistenza di sentenze a lui favorevoli per il pagamento della vincita al Totocalcio conseguita il 1 novembre 1981.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"><span>            </span>È da allora che Scialpi è in causa. Il Coni non ha mai riconosciuto la vincita dicendo di non aver rinvenuto la matrice della schedina nel suo archivio di Bari: quindi, secondo il regolamento del Totocalcio, non liquida la giocata. Il tredicista rileva: <span style="text-decoration: underline">«La verità è che in trentadue anni il Coni non ha mai esibito in alcun giudizio gli unici documenti che proverebbero le sue presunte ragioni: i verbali di controllo dei bollini utilizzati dalla ricevitoria n. 9147 a Ginosa, in provincia di Taranto, per le giocate, nonché di deposito delle matrici nell’archivio corazzato e dello spoglio. Quei verbali dovevano essere stilati dalla Commissione di Zona Totocalcio di Bari, prevista ai sensi degli articoli 7 e 10 del regolamento del Totocalcio, e avrebbero dovuto essere accessibili già in occasione del mio reclamo».</span> Ne consegue: «Poiché la Commissione di Zona del Coni di Bari, la Commissione centrale del Coni di Roma e il Ministero delle Finanze non hanno mai esibito quei verbali in alcuno delle decine di giudizi in trentadue anni di contenzioso, è normale che nessuna persona ragionevole, nella mia situazione, sia disposta a credere a quello che il Coni afferma. È invece strabiliante che il Coni presenti ancora oggi, in un giudizio in corso, un documento sconfessato da una sentenza definitiva a me favorevole del lontano 1987».</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"><span>            </span>Scialpi si riferisce al rapporto del 24 maggio ‘83 del Nucleo centrale Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, I Gruppo, 3° Sezione servizi vari (allegato 1), le cui ipotesi sono state dimostrate infondate dalla sentenza del Tribunale di Taranto del 10 febbraio ‘87 (allegato 2). «Quel rapporto della Finanza, partendo da congetture errate e superficiali, determinò le condizioni per indagare a mio carico rispetto all’inaudita ipotesi, smentita dai fatti, di aver sottratto alla ricevitoria un bollino che avrei apposto sulla schedina, compilandola dopo che i risultati delle partite erano noti per farla risultare regolare e rivendicare un tredici inesistente» precisa Scialpi. Il Tribunale di Taranto lo assolse con formula piena perché il fatto non sussisté. La sentenza, mai appellata, passò in giudicato ed è tecnicamente irrevocabile. <span style="text-decoration: underline">L’attività istruttoria stabilì che la schedina giocata era autentica ed esigibile, per cui fu restituita a Martino Scialpi che ne era il legittimo proprietario. Da allora egli la custodisce e cerca di farla valere come titolo per incassare il diritto riconosciuto alla vincita, contestato dal Coni e dal Ministero delle Finanze.</span> Inoltre:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt;text-indent: -18.0pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"><span>&#8211;<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman'">         </span></span></span><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">la Corte di Cassazione, con sentenza del 28 giugno 1991, ribadì l’autenticità e quindi l’esigibilità di quella schedina. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt;text-indent: -18.0pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"><span>&#8211;<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman'">         </span></span></span><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">il 28 marzo ‘94, attraverso documenti prodotti in giudizio dal Coni di Bari, si stabilì che, all’insaputa di Scialpi, la ricevitoria<span>  </span>n. 9147 di Ginosa, in provincia di Taranto, dove egli giocò la schedina, era priva dei requisiti per poter gestire il Totocalcio, quindi di fatto abusiva. Tuttavia il Coni, consapevole di ciò, forniva regolarmente i bollini per le giocate del Totocalcio e riceveva dalla presunta titolare, Maria Luisa Taiana, le giocate effettuate;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt;text-indent: -18.0pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"><span>&#8211;<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman'">         </span></span></span><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">la sentenza dell’87 così definì la Taiana: «Costei, ove avesse svolto correttamente le sue mansioni e rispettato il regolamento, avrebbe evitato questa ingarbugliata vicenda. Al contrario fornisce una serie impressionante di versioni in sede privata (…) e di pubblica denunzia e testimonianza (…). Un dato certo è che la stessa non era idonea ad essere preposta ad una ricevitoria, per ragioni morali, amministrative e di esperienza». </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"><span style="text-decoration: none"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">Maria Luisa Taiana è una figura chiave nel caso Scialpi.</span></span><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> Dopo che il tredicista il 5 novembre 1981 presentò il ricorso al Coni affinché riconoscesse la vincita, lei inviò al Coni di Bari una relazione “per bollini mancanti” e una “attestazione dei Carabinieri”, datate 7 novembre e arrivate al Coni di Bari il 9 successivo. In esse sosteneva di aver smarrito la matrice della schedina giocata da Scialpi. In seguito la relazione fu sbarrata con il timbro di arrivo <i>Totocalcio 09.11.1981 </i>e sostituita con un’altra, sempre del 7 novembre 1981, in cui la Taiana affermò la “sottrazione del predetto bollino a opera di terzi”. <span style="text-decoration: underline">«Nel 1995 la Taiana dichiarò ai Carabinieri della Procura della Repubblica di Taranto che quest’ultima dichiarazione le era stata suggerita dai funzionari del Coni di Bari»,</span> spiega Scialpi. «Qual è la verità? Perché tanta confusione? Perché i fatti emersi nel corso degli anni fanno rilevare delle omissioni e delle irregolarità sia da parte della Taiana che del Coni? Mi sbaglio se ho la sensazione che si sia sviluppato, nel tempo, una sorta di complotto per impedire che mi sia liquidata la vincita?».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">Le stranezze continuano con la recente, ineffabile riproposizione del menzionato rapporto della Guardia di Finanza in un giudizio civile presso il Tribunale di Roma da parte dell’avvocato storico del Coni, Luigi Condemi Morabito. Il giudizio riguarda l’adempimento del Coni al pagamento della vincita. «Quel rapporto, dopo che la sentenza dell’87 ne ha definitivamente smentito le ipotesi calunniose nei miei confronti, può essere considerato attuale non per quello che dice, ma per quello che non dice» fa notare Scialpi. «Esso infatti dimostra inequivocabilmente come la Finanza non abbia acquisito gli elementi probatori certi ed essenziali, cioè <span style="text-decoration: underline">i verbali della Commissione di Zona del Coni di Bari. A sua volta il Ministero delle Finanze, che aveva chiesto alla Guardia di Finanza di fare chiarezza sulla mia giocata, e il Coni stesso, entrambi costituiti parte civile contro me nel giudizio dell’87, non sollecitarono l’acquisizione di quei verbali, essenziali affinché la verifica della Finanza fosse esauriente. Oggi il Ministero e il Coni affermano, con costituzioni in Corte di Appello, che la mia richiesta di produrre quei verbali mancanti è un fatto nuovo: ma come fa a esserlo se fin dal primo momento risultavano gli elementi probatori essenziali a fare chiarezza? Se loro li avessero esibiti nell’81 dopo il mio reclamo, o alla Finanza quando stilò il rapporto dell’83, o ancora al Tribunale di Taranto che fu invece costretto a condurre una perizia legale sulla mia schedina per appurare le false congetture delle quali il Ministero e il Coni erano in qualche maniera responsabili proprio per non aver consegnato quei verbali, e alle quali avevano dimostrato di credere costituendosi parte civile, ci saremmo risparmiati anni di contenziosi».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">Martino Scialpi continua ad avere la sensazione di poter essere vittima di <i>arcana imperii </i>di poteri forti. «Il Coni che ripropone trent’anni dopo, come se nulla fosse accaduto, quel verbale della Finanza, mi fa pensare a due possibilità perché non ne riesco a immaginare altre: o l’avvocatura del Coni e dello Stato, quest’ultima per conto del Ministero, sono incorse in un errore clamoroso, oppure stanno tentando d’ingannare la magistratura, situazione alla quale mi rifiuto di credere fino a prova contraria. <span style="text-decoration: underline">Ritengo però utile e interessante che i Ministeri, le autorità di controllo preposte e i giornalisti riscontrino quanto denaro pubblico il Coni ha consumato nel tempo in spese legali, attingendo ai bilanci dello Stato, per farmi una guerra giudiziaria. Invece che rendersi responsabile di stranezze, omissioni e accuse fasulle, non sarebbe stato meglio se avesse fatto chiarezza fin dal principio consegnando i verbali mancanti?».</span><span>  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">Scialpi precisa ancora: «È evidente che ognuno potrà assumersi nelle sedi opportune le sue responsabilità. Mi sarei però aspettato, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, maggiore sobrietà da parte del Coni. Invece si lascia andare, in maniera generica come ente e senza che alcun dirigente si assuma la personale responsabilità del contenuto dei comunicati stampa, ad affermazioni che si commentano da sole. Il Coni mi fa addirittura sorridere quando dichiara che “continuerà a tutelare il denaro pubblico che gestisce” da miei inesistenti “tentativi di aggressione”! Prendo atto che il neo presidente Giovanni Malagò si spende molto sulla stampa in dichiarazioni di rinnovamento e di trasparenza, ma sul caso Scialpi i modi, i toni e i metodi restano gli stessi. Se realmente Malagò volesse invece essere coerente con quello che proclama, il Coni dovrebbe, seppur tardivamente, ravvedersi sulla mia vincita e riconoscerla, invece che tentare di sottrarsi al pagamento con continui <i>escamotage</i>. Prima di tutto dovrebbe però<span style="text-decoration: underline"> rivolgermi delle pubbliche scuse per le ingiuste e infamanti accuse che mi sono state attribuite».</span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt"><span style="font-size: 11.0pt;font-family: Arial">Scialpi conclude: «Fino a quando non avverrà, la mia battaglia andrà avanti perché è inaccettabile che il Coni continui a produrre chiacchiere invece che fatti. Ho invece dalla mia parte tre certezze giudiziarie: l’assoluzione dell’87 che ha certificato l’autenticità e la conseguente esigibilità della schedina, la sentenza della Cassazione del ‘91 che lo ha ribadito, l’ordinanza del Tribunale di Roma che un anno fa ingiungeva al Coni di liquidarmi una cifra parziale e la cui revoca è nulla per giurisprudenza consolidata. Questo conta in maniera definitivamente chiara. Per quanto invece riguarda i procedimenti pendenti, nonché gli esposti e le denunce inoltrati al Ministero della Giustizia, restiamo in attesa fiduciosa nell’operato della magistratura». </span></p>
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